Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il
Il Click-Through Rate (CTR), o tasso di click, è una metrica utilizzata nel marketing per valutare l’efficacia di un annuncio o di un link. Il CTR misura la percentuale di persone che cliccano su un link o su un annuncio dopo averlo visto, rispetto al numero totale di volte in cui quel messaggio è stato visualizzato.
In questo articolo troverai una strategia utile non solo per guadagnare online, ma anche a chi vuole aumentare le visite del blog. E migliorare il click through rate.

Non si tratta di una strategia SEO per essere primi su Google, ma soltanto di piccole modifiche nel meta tag description che, con pochissimo lavoro, potrebbero farti ottenere una discreta mole di traffico in più. Vediamo di cosa si tratta.
Indice dei contenuti
Cos’è il click through rate: definizione
Con il termine click through rate (acronimo CTR) si definisce la percentuale di click che riceve un link, posizionato con un anchor text o un bottone oppure un’immagine, rispetto alle sue visualizzazioni. In pratica con questa metrica si definisce l’efficacia delle azioni rivolte a migliorare le prestazioni di un qualsiasi elemento messo per essere, appunto, scoperto, vissuto.
Qual è la formula del click through rate?
Il CTR è una percentuale che si ottiene con i click ricevuti divisi per il numero di impressioni che ricevi nei motori di ricerca. Moltiplicato tutto per 100. Per ottenere questi dati puoi rivolgerti alla sezione Analisi delle ricerche della Search Console.
Formula CTR= Numero di visualizzazioni/Numero di click × 100
In quest’area trovi, in ordine di rilevanza per il tuo progetto, le pagine che ricevono il maggior numero di visite, i click ottenuti e le impressioni. Il CTR viene calcolato già qui e puoi decidere di intervenire in prima persona sui meta tag di Google.
Meta description, tag title, URL nella serp
Prima di tutto, per chi non è esperto, qui in basso è possibile osservare un esempio ti snippet e come appare all’interno delle serp dei motori di ricerca.

Qui ti giochi le possibilità di aumentare le visite del sito attraverso la visibilità che ottieni sul motore di ricerca. Le persone guardano quello che hai scritto, leggono e prendono una decisione. Quindi, cosa devi ottimizzare per migliorare il CTR?
Tag title, elemento decisivo per la SEO
Questa stringa di contenuto ruota intorno alle 60/65 battute ed è considerata sa tutti l’elemento decisivo per il posizionamento SEO sui motori di ricerca.
Il tag title deve essere in grado di comunicare il contenuto della pagina alle persone e a Google. Per fare questo inserisci le keyword importanti, senza dimenticare anche l’aspetto persuasivo. Devi convincere a cliccare, non solo inserire parole chiave.
URL, stringa minima di significato
In questo equilibrio l’URL può essere un elemento persuasivo per migliorare il click through rate perché comunica affidabilità, competenza. Se conosco il tuo nome dominio posso contestualizzare l’identità e fidarmi immediatamente dello snippet.
Meta tag description: più testo per decidere
Bisogna precisare che la meta description, pur non avendo un impatto diretto all’interno del ranking dei motori di ricerca, ha importanza strategica. In quanto può contribuire a migliorare il CTR di un sito all’interno delle serp.
Traduzione: se hai una meta description scritta in modo professionale il navigatore sarà, probabilmente, più portato a cliccare sul tuo sito piuttosto che su quelli dei tuoi competitor, che magari hanno description che non sono proprio il massimo.

Quindi devi sfruttare al meglio i 160 caratteri, spazi compresi, che normalmente i motori di ricerca ti mettono a disposizione per poter inserire la tua description. In alto trovi la lunghezza media delle description rilevate dallo studio di Moz.
Consigli per migliorare click through rate
Detto questo, qui di seguito ti elenco alcuni semplici consigli per poter sfruttare al meglio questi meta tag Google (spesso un po’ sottovalutati per migliorare il CTR).
Continuità tra tag title e meta description
Una buona meta description dovrebbe essere la continuazione logica di ciò che, sinteticamente, avevi già espresso nel tag title. Non lavorare a due elementi differenti, sono un’unica cosa da curare in simultanea. Senza interruzioni.
Uso consapevole delle keyword
Cerca sempre di inserire la parola chiave specifica, per la quale vorresti che fosse indicizzata una determinata pagina web, all’interno di tag e meta description.
Avanza spazio? Usa ciò che hai a disposizione per convincere il pubblico. Puoi comunicare la presenza di spedizioni gratuite e sconti nella descrizione, oppure usi il tag title per inserire delle parole chiave correlate. Ricorda però questi principi:
- La parola chiave più importante dovrebbe stare all’inizio del tag title.
- Nella meta description le keyword non hanno potere di ranking.
- Aumentare le keyword nel title significa diluire il focus per più termini.
- Google taglia le parole chiave dei tag title lunghi ma non le ignora.
Evita di scrivere delle inutili e asettiche liste di parole chiave. Piuttosto, cerca di comunicare una frase di senso compiuto che veicoli benefici, curiosità e specificità.
Buone regole di scrittura online
Fai iniziare sempre il testo della description con la lettera maiuscola e terminalo con un punto. Lo so è scontato, ma in giro vedo davvero troppi siti che non rispettano queste regole basiche di grammatica e ciò non è affatto professionale.
Ti conviene inserire la data nella serp?
Anni fa, quando iniziai a scrivere i miei primi articoli su un blog WordPress, per poi vedermeli indicizzati nelle serp con la data a inizio description, rimasi sorpreso.
In realtà, il fatto che la data compariva a inizio description, non dipendeva da una qualche mia azione diretta o indiretta, ma dal semplice fatto che c’erano delle impostazioni di base che consentivano a Google di recuperare quest’informazione.

Come mai? La data di una pagina web, inserita all’interno dei risultati della ricerca, può essere un valore aggiunto che contribuisce a migliorare l’esperienza utente.
Ma è davvero così? In alcuni casi sicuramente. Pensa, ad esempio, a tutti quei siti che si occupano di attualità o che trattano topic che hanno bisogno di aggiornamenti.
Tuttavia, ci sono molti casi nei quali un contenuto che è buono oggi sarà comunque ok non dico per l’eternità, ma sicuramente per alcuni anni a venire. Quindi la data rischia di danneggiare il CTR di un sito all’interno delle pagine di Google.
Come e perché togliere la data dalla serp
La gente è quasi sempre alla ricerca delle novità e un articolo datato (anche solo una settimana fa) potrebbe far pensare al navigatore che quel contenuto sia vecchio, spingendolo così a cliccare un altro risultato che magari è davvero vecchio di anni
Ma non ha la data nella serp. Inoltre, ci sono anche altri fattori – sempre dipendenti dalla data – che incidono negativamente sulla qualità globale della description.
Una descrizione che inizia con la data è pessima da vedere a livello visivo, i numeri rubano spazio prezioso ad altre informazioni molto più importanti. Dopo 160 caratteri circa (spazi compresi) i motori tendono a restituire una description troncata.
Come rimuovere la data dei post dai risultati di ricerca Google
Vuoi ottimizzare il click through rate togliendo al data dalla serp ma non sai come fare? Puoi intervenire lato PHP sulla funzione the_date() ma non è facile.
Se non hai esperienza puoi usare due plugin differenti. WordPress SEO by Yoast, ad esempio, consente di nascondere questi dati con una semplice spunta.

In alternativa puoi usare plugin più articolati come WP Meta and Date Remover per decidere cosa togliere e su quali post. Attenzione, questo però riguarda il lavoro nella serp: dal mio punto di vista il lettore deve sempre leggere la data sul post.
Come migliorare i click al sito: opinioni?
Secondo te è possibile migliorare il click through rate della serp? Può essere applicato anche ad altri settori, ad esempio come quello dell’email marketing? Su LinkedIn?
Categoria: Ottimizzazione siti
ciao ti chiedo però in questo modo non c’è il rischio che non possiamo dimostrare la paternità originale dei contenuti? Nel senso senza una data e senza dire a google chi ha pubblicato prima,forse è difficile dimostrarlo,magari mi sbaglio…
Certo che se vogliono copiare,copiano sempre…forse non è in tema con l’articolo,ma penso che bisogna evitare di farsi copiare i contenuti,anche per motivi seo…voi come vi regolate per evitare questo?
Ciao Giovanni,
Sì, credo che sia utile collegare il proprio blog con il profilo GPlus e comunicare a Google la paternità del proprio lavoro.
La guida di GiorgioTave è ottima, ti consiglio di seguirla.