Come scelgo i contenuti da pubblicare sul mio profilo Facebook

Ci sono delle riflessioni da fare quando si sceglie cosa pubblicare su Facebook? Ecco la mia idea, questo è il punto di partenza per operare nel modo migliore (secondo me).

Pensavo a come scelgo i contenuti Facebook. Spesso mi chiedono se pubblico qualsiasi pensiero sulla bacheca, e se faccio selezione. La mia risposta a volte lascia spiazzati: sì, certo. Io non comunico tutta la mia vita su Facebook.

come scelgo i contenuti Facebook
Scegli i contenuti migliori.

Faccio una selezione, non espongo ogni singolo evento. In particolar modo non comunico sofferenza, preoccupazioni, problemi. Questa scelta accende l’interesse dell’interlocutore e lo porta a pensare, con subdola insinuazione, a un’azione di costruzione dell’immagine. “Riccardo fa personal branding con il profilo Facebook”.

Il gioco dei ruoli su Facebook

In realtà è una scelta che affonda le radici nel gioco dei ruoli. Parlo di una teoria sociologica che può essere riassunta in questo modo: ogni persona veste diversi ruoli nella propria esistenza, e ha delle aspettative rispetto al ruolo vestito dagli altri.

“Il ruolo è l’insieme dei modelli di comportamento attesi, degli obblighi e delle aspettative che convergono su un individuo che ricopre una determinata posizione sociale. Spesso è associato al concetto di status in quanto una determinata posizione sociale comporta sia degli obblighi (ruolo) che dei benefici”.

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Tutto chiaro? Tu sei genitore, figlio, collega, cliente, professionista, fratello, amico del cuore, semplice conoscente. Hai uno schema comportamentale per ognuno di questi ruoli (che possono entrare anche in conflitto), e le persone si aspettano determinate azioni da te. Si aspettano un linguaggio ben preciso.

Il problema si ripropone su Facebook

Le amicizie sono trasversali, abbracciano diversi gruppi. Ci sono gli amici dell’università, i colleghi, i parenti, il calcetto. E ci possono essere delle suddivisioni interne: ad esempio tra il gruppo del lavoro ci sono i colleghi e i superiori.

contenuti facebook
Come scelgo i contenuti Facebook.

Ogni gruppo ha delle aspettative. E possono essere più o meno coercitive, ci possono essere delle conseguenze diverse. Se non osservo le regole di un ruolo posso deludere gli amici, possono dare un motivo in più al mio superiore di licenziarmi, posso perdere un cliente. Con Facebook non puoi giocare con i ruoli.

Se te stesso per tutti, nello stesso momento. Quando bevo una birra con i miei amici posso/devo comportarmi in un modo, quando sono in riunione con un cliente mi comporto in un altro. Sono sempre io, ma vesto un ruolo differente.

Un ruolo che con Facebook non esiste, non posso fare questa differenza sulla bacheca: un aggiornamento pubblico è per tutti, il gioco dei ruoli salta. Il rischio è quello di deludere, disattendere. Ed è meglio evitare questo punto.

Come scelgo i contenuti Facebook

Cerco di mantenere un equilibrio, di organizzare i miei ruoli in ottica di personal branding. Certo, esistono le liste di amici per pubblicare contenuti solo con determinate persone. In ogni caso io faccio una selezione dei contenuti, e lo faccio per creare un flusso che sia quanto più omogeneo per i diversi gruppi.

Non si tratta di essere ipocriti, o almeno non credo. È solo un modo per essere quanto più omogeneo possibile con quell’universo di amici, un universo che spesso non abbiamo mai visto di persona. Sei d’accordo con questa idea?

4 COMMENTI

  1. Io faccio questo esercizio qui: penso “in cosa sono autorevole per il mio pubblico”? Una volta definiti i miei 4-5 temi, che non sempre sono “Ingegneria aerospaziale” ma anzi sono “social network e creatività”, “arbitraggio”, “Bari”, “turismo”, “letteratura”, ecc… ci ruoto intorno. Sono più o meno i temi del mio blog. Il che non vuol dire che io non debba parlare di altre cose, ma è evidente che se parlo di questo ho più possibilità di risultare “autorevole” e costruire un personal branding su determinati fattori. Il tutto va arricchito da seminari, frequentazioni, amicizie, blog, pubblicazioni o passioni (faccio l’arbitro e non li criticherei mai, altrimenti sarei poco credibile) che fanno sì che il mio profilo sia coerente con le mie attività, e quindi, scusate il parolone, spendibile. Grazie per lo spunto Riccardo.

    • Ciao cristiano,

      Hai toccato un punto chiave: gli argomenti delle condivisioni. Puoi veramente condividere tutto? Quali sono gli argomenti dei link? Anche io la penso così: devi rispettare le persone che ti seguono anche su Facebook. Anche se scrivi su un blog di abiti da sposa non puoi condividere i post con un pubblico appassionato di Web marketing.

    • Riccardo, ottimo post, come tuo solito direi.
      Nel tuo profilo facebook, per lo meno quello che mi arriva dalle notifiche, condividi quasi sempre gli articoli di my social web.
      Quindi in qualche modo nascondi te stesso, mettendo in risalto il tuo lavoro, fai si personal brand ma orientato comunque al tuo lavoro.
      Io invece fino ad oggi sul mio profilo condivido alcuni post che mi capita di incontrare e che mi son piaciuti.
      Insomma comunico quello che sono nella realtà piuttosto che quello che sono nel lavoro.
      Secondo te invece dovrei evitare gli sfoghi personali e focalizzare di più sul mio lavoro?

      • Gli sfoghi personali, in senso stretto, sono pericolosi. Rischi di aizzare fazioni e tirare in ballo dinamiche che non fanno bene al brand. Almeno dal mio punto di vista. Capita con la politica, i temi sociali, il calcio, la religione… Prova a raccontare i lati interessanti e stimolanti della tua vita, ciò che fai di interessante, ciò che impari ogni giorno.

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