Come verificare e citare le fonti del tuo blog

Quali sono le tecniche di fact checking online? Come capire se una fonte e affidabile o meno? Ecco le attenzioni da portare avanti quando decidi di dare il massimo sul tuo progetto editoriale.

Quando decidi di trasformare la scrittura online in un lavoro hai un obbligo. Presentare il miglior contenuto possibile. Per fare questo devi scegliere e citare le letture migliori per dare sostanza al lavoro. Ma come verificare le fonti nei post?

come verificare le fonti
In redazione si verificano anche i lanci di agenzia.

Per citare basta inserire un link, questo è chiaro. Ma quali sono i passaggi per capire se stai usando fonti di informazione attendibili? Qui trovi i passaggi indispensabili per scrivere meglio e lavorare come un (vero) blogger professionista.

Il fact checking: cos’è e a cosa serve

Si tratta della verifica dei fatti, una pratica del giornalismo che consente di avere informazioni chiare sull’attendibilità di una notizia da citare. Si basa un un concetto chiaro: per fornire contenuti di qualità devo citare fonti accertate, solo in questo modo do un servizio valido al lettore.

Il fact checking journalism è addirittura diventato un genere che fa del debunking (attività di scoperta e demistificazione) un compito: scoprire le bufale. Anche perché è sempre più difficile capire cosa è una notizia e cosa, invece, semplice click baiting.

Mettici il taglio al personale e una fonte autorevole diventa un tranello per chi ha fiducia. Controllare le notizie è diventato difficile. Spesso le menzogne diventano business. Ecco le parole su L’Espresso di chi ha fatto soldi con le bufale:

Sbatti il mostro – extracomunitario of course – in homepage. Tutto ciò per puro spirito di mercato. Non agivo per risentimento nei confronti di soggetti di diversa nazionalità. Lo scopo della mia attività era quello di attirare l’attenzione sul mio sito guadagnando, con i banner pubblicitari, dagli ingressi degli utenti”

Blogger e quotidiani vogliono aumentare le visite. Non devi essere per forza un truffatore o poco attento nella verifica per condividere bufale: a volte lo fai a tua insaputa. Ecco perché ho deciso di rispettare una checklist prima di citare.

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

Come verificare le fonti ufficiali citate

Hai una notizia interessante da approfondire, vuoi scrivere un articolo e devi verificare la fonte. Il primo punto è semplice: interroga Google News.

Il tool ti permette di recuperare le principali testate che affrontano un tema per effettuare una prima verifica. Google News offre altri strumenti. Ricorda che c’è un link per approfondire la fonte con altri articoli. Poi le indicazioni relative ai tempi.

verifica fonti con google news
Le news sono commodity, oggetti di scambio.

Senza dimenticare che puoi restringere il campo temporale e cercare all’interno di un periodo preciso, definendo un ventaglio temporale negli strumenti di ricerca.

Leggi l’articolo. Il tuo obiettivo è semplice: devi trovare la fonte ufficiale. I quotidiani sono in cima alla piramide dell’informazione, sono ammanigliati con il potere, ma riportano informazioni prese altrove. E dovrebbero lasciare il link.

O almeno il nome della fonte. Potrebbe essere un comunicato stampa di un’azienda, o una fonte governativa. In qualche caso puoi citare delle voci sicure che ti permettono di stare con le spalle coperte. Quindi il consiglio è questo: non citare l’intermediario ma la fonte ufficiale. Magari arricchiscila con immagini e video.

Affidabilità delle fonti condivise online

Spesso la notifica di una notizia arriva da Facebook, quando un contatto condivide il link che riporta la news. Qui puoi fare una prima verifica delle fonti del blog.

E magari accendere i primi campanelli di allarme. Quali sono gli elementi da tenere sotto controllo quando ti trovi di fronte a uno share di Facebook poco convincente?

  • Immagine poco chiara per attirare il click.
  • Presenza di testo tutto maiuscolo.
  • Nome dominio della fonte.
  • Presenza o meno di un autore del post con tag author.
  • Didascalia protesa verso il click baiting.

Spesso le bufale vengono promosse come segreti inconfessabili, scoop che nessuno ha mai svelato, cure miracolose che il governo nasconde. Ci sono territori che continuano ad alimentare il mondo delle bufale online: complottismo, cronaca nera che fa invidia a Quentin Tarantino, dietrologia, cure miracolose, gossip.

facebook
Anteprima di una news su Facebook.

Il modo migliore per essere al sicuro dalle bufale? Accendere il cervello. Nome dominio e autore del post possono confermare la bontà del contenuto, sono una firma digitale che danno autorevolezza. Ma sei tu a decidere se cliccare, leggere, linkare.

Come capire se una fonte è affidabile

Non esiste una ricetta chiara. Hai trovato una notizia su Facebook o su un altro social ma hai qualche dubbio. Io di solito mi baso su punti chiari e cerco di rispettarli:

  • La notizia è stata pubblicata altrove?
  • C’è traccia della notizia su Twitter?
  • Qual è il sentiment delle discussioni su Twitter?
  • Riesci a risalire all’autore dell’articolo?
  • Ci sono opinioni online intorno a questo blog/quotidiano?
  • Ci sono riferimenti e contatti?
  • C’è un eccesso di pubblicità?
  • Le notizie sono aggiornate?
  • Il punto di vista del blog è viziato da opinioni personali?
  • Si tratta di una testata giornalistica?
  • Il dominio è iscritto a Google News?
  • Riprova sociale: è una fonte seguita?

Non sono regole definitive. Puoi trovare bufale in siti apparentemente puliti, la soluzione potrebbe essere solo nel controllo incrociato. Combinazione che non sempre combacia con i ritmi della comunicazione. Il mio consiglio:

  • Lavora con siti di fiducia.
  • Dubita sempre.

Hai citato una bufala? Rettifica, devi correggere l’articolo e aggiornare sui social per dimostrare il tuo lavoro di monitoraggio. Qui ti giochi l’autorevolezza del blog: sbagliare è umano, ma nessuno perdona un blogger che nasconde l’errore.

Come citare una fonte sul tuo blog

Come suggerisce il report che abbiamo pubblicato nel libro Scrivere Per Informare, sia blogger che giornalisti reputano fondamentale la citazione delle fonti nei propri contenuti. Ma qual è la soluzione migliore? Come citare le fonti nei post?

l'importanza delle fonti

Se si tratta di un articolo devi inserire un link con anchor text capace di indicare subito la pagina di atterraggio (fonte La Repubblica), e garantire criteri di leggibilità al testo. Se la fonte è un tweet puoi usare l’embedded, lo stesso vale per Facebook.

La fonte è un video? Puoi usare l’embedded. L’obiettivo della citazione? Semplificare il lavoro di chi vuole verificare la fonte. Non devo fare ulteriori ricerche per capire dove si trovano i riferimenti che ti hanno permesso di sviluppare l’articolo.

Ma cosa devi citare? Il nucleo, il perno del contenuto. La scintilla che ti consente di argomentare il post. Anche eventuali dati. Numeri e statistiche alimentano l’interesse del lettore, ma devi essere in grado di dimostrare. Altrimenti esprimi con chiarezza i tuoi dubbi sulle fonti, senza puntare su titoli sensazionalistici.

Per approfondire: 10 funzioni che non conosci di Facebook

Come verificare le fonti secondo te

Io credo che un fact checking pulito e definitivo sia impossibile. Ma al tempo stesso credo che ci debba essere più attenzione nella scelta delle fonti, senza dimenticare un’attenuante legata alla buona fede di chi cita una notizia falsa: se è verosimile e riportata da più fonti credibili non puoi essere colpevole.

Come verificare le fonti
Lavora per l’autorevolezza della fonte.

Ma puoi essere onesto nella rettifica. Questo è un dovere non solo del giornalista ma di chi fa informazione con un blog. Sei d’accordo? Tu hai già rettificato articoli? Come scegli le fonti? Approfondiamo insieme l’argomento.

9 COMMENTI

  1. Se lavori l’errore può capitare solo chi non fa niente non sbaglia mai… che poi sono quelli che ti vengono a trollare sotto il post. Nel tuo caso poi ti eri affidato ad una testata nazionale, quindi se proprio dobbiamo trovare l’errore non è il tuo.

    In questi, come hai detto giustamente te, l’unica cosa da fare è fare una rettifica e chiedere scusa ai lettori per l’errore evitando di cercare giustificazioni campate in aria.

    Questo non toglie che anche farsi una selfie con un delfino morto è qualcosa di squallido.

    • Infatti, la mia riflessione comunque aveva un senso. Per fortuna 🙂 Inutile trovare scuse e arrampicarsi sugli specchi: hai sbagliato, modifica e avvisa. Il resto è aria fritta. Se ti comporti così dimostri attenzione nei confronti di chi legge.

  2. Complimenti per aver rapidamente ripreso la padella dalla parte del manico, anche questa é professionalità. Per il resto concordo in tutto, e aggiungo che davvero tropo spesso in giornali online con un gran nome dietro ed addirittura l’Ansa, non solo ci sono notizie che lasciano desiderare in contenuto e in forma ma anche nell’affidabilità.
    “Fidarsi é bene non fidarsi é meglio!” ma a quanto giova farsi passare per frettolosi scribacchino!?
    Oltretutto … alcuni giornali importanti sembra davvero che la deontologia e l’oggettività dei fatti non sappiano più cosa sia.

    • A volte non sei tu a voler essere frettoloso: a volte sono i ritmi dell’informazione che ti spingono a non approfondire il tema. Il web ha estremizzato questa linea: dobbiamo essere rapidi ed efficaci, non c’è spazio per chi arriva secondo. Ecco perché spesso si pubblicano notizie inesatte o incomplete.

  3. Ciao Riccardo. La notizia del delfino ha colpito anche me. Anche io ho scritto un post sul mio blog. Ben due quotidiani autorevoli italiani hanno dato la notizia e anche un servizio al TG2 delle ore 13, quindi pensavo fosse tutto a posto. Comunque, la sera, ho pubblicato un aggiornamento, dicendo che la notizia era inesatta. Poi i blogger non sono giornalisti: credo sia giusto correggere se si sbaglia, però nessun giornale (mi sembra) lo ha fatto. Un po’ mi consola che anche tu hai preso la notizia per vera, mi sento meno “imbranata, sprovveduta”. Saluti a tutti e grazie dei post, sempre belli e utili 🙂

    • Ciao, ti ringrazio.

      I blogger non sono giornalisti ma neanche i giornalisti lo sono. Oggi la maggior parte di chi lavora in redazione deve sfornare notizie per aumentare le visite. Solo questo. E la verifica è sempre più difficile.

  4. Prendere un abbaglio capita a tutti, anche ai migliori. La professionalità e serietà sta nell’ammettere l’errore e nel caso correggerlo, proprio come tu hai fatto 🙂 (spero che tu abbia capito che nel mio caso la segnalazione era in assoluta buonafede). Diverso è il caso di chi lo fa con consapevolezza (per attirare traffico meschinamente) o chi – vuoi per ignoranza, vuoi per estrema superficialità – non procede con la verifica delle fonti.

    • Chi lo fa con consapevolezza merita di fallire nei propri intenti: non ho mezze misure con chi mente sapendo di mentire. il compito di chi fa informazione è chiaro: dare al lettore la migliore notizia possibile, pur lasciando un’inclinazione dovuta a opinioni o idee.

  5. Uno studente in relazioni internazionali (con collaborazioni importanti) mi ha insegnato che per quanto riguarda le notizie bisogna verificare che vengano (possibilmente) dalle agenzie (ANSA, Associated press et simli) . Il motivo è presto detto: le agenzie forniscono notizie essenziali e non commentate.
    In secondo luogo, bisogna verificare che la stessa notizia sia data da almeno tre fonti indipendenti fra loro e riconosciute come autorevoli.
    La fonte originaria è sempre da privilegiare (come cita l’ottimo articolo), ma attenzione alle reazioni: la stessa fonte, spaventata, potrebbe emettere una rettifica pressoché immediata.
    L’emozione nel giudicare, spesso troppo in fretta, può portare a clamorosi errori.

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