Questo è un post trasversale. Quindi può essere usato per migliorare il tuo modo di vivere i social network, ma anche la tua idea di blogging. Perché sempre di condivisione si tratta, giusto?

Solo che su Facebook e Google Plus condividi status, su Twitter cinguettii e sul blog articoli.

condividere
Condividere la vita – Unsplash

Tutti dicono che il contenuto è re, poi qualcuno suggerisce che è la community ad avere il potere. Ma alla base di tutto c’è sempre la condivisione. Che si basa su una manciata di punti.

Quali sono? Condividi solo contenuti utili, dai al tuo target ciò che vuole, rispetta sempre la proprietà intellettuale altrui, usa il linguaggio adatto a un determinato target…

Potrei continuare all’infinito. Sul serio. Allontanandomi, però, dal centro della questione. Io credo (ed è una mia opinione personale) che la condivisione si basi su un unico, grande pilastro.

Il dettaglio più importante è l’attitudine. L’attitudine alla condivisione. Quella spinta che ti porta a cercare contenuti migliori da condividere con le persone, ma non solo.

L’attitudine alla condivisione influenza tutto ciò che ruota intorno all’azione:

  • Piattaforma di condivisione.
  • Arricchimento con contenuti e note personali.
  • Mention di persone interessate a un determinato contenuto.
  • Interazione con gli altri follower e fan.

Al centro di tutto questo c’è il desiderio di dare, di condividere. E questo nessuno te lo insegna: non ci sono post, non ci sono motivatori che ti trasferiscono la spinta alla condivisione.

attitudine social

Ho conosciuto gente che gestiva una quantità immensa di contenuti ottimi, capaci di fare realmente la differenza su Facebook, Twitter e Google Plus. Ma immobili.

Fermi. Completamente inchiodati alla staticità del sito.

Perché? Mancava l’attitudine social, mancava quella scintilla che ti permette di donare senza ricevere, senza pretendere, solo per il piacere di dare la cosa giusta al momento giusto.

Questa, secondo me, è la condizione indispensabile anche per fare buon blogging. Ora aspetto la tua opinione nei commenti.

16 COMMENTI

  1. Buongiorno Riccardo,

    come sempre sei: preciso, conciso e diretto al punto senza uscire fuori tema.

    Mi permetto solo di aggiungere un ulteriore punto, all’attitudine della condivisione: la pazienza.
    Sembra un aspetto banale ma se si vuole fare questo lavoro è importante armarsi di tanta pazienza. La ricerca di argomentazioni, la stesura delle idee su testo e la pubblicazione diventa vita quotidiana.

    Ti auguro una buona giornata!
    Ciao

  2. Personalmente sono molto d’accordo con Riccardo. Studio e applicazione dei metodi danno sicuramente risultati, ma l’attitudine alla condivisione o c’è o non c’è. Vedo gente che pubblica a raffica cose in teoria buonissime, in pratica piatte e morte. Lì, evidentemente, l’attitudine non c’è. In ogni caso, dove non c’è, credo sia utile cercare di migliorarsi seguendo gli accorgimenti e i consigli di chi è più esperto.
    Un po’ come la creatività: puoi impararla, ma se nasci creativo sarà tutto molto più semplice e più vero. E i risultati saranno sicuramente migliori per tutti.

    • Ciao Daniela, grazie per il tuo commento.

      O c’è o non c’è. La puoi imparare, però. Nel tempo, ma solo mettendo in discussione la tua persona.

      Vedi, non voglio farla molto lunga e non voglio entrare in – forse – noiose teorie comportamentali, ma io credo che l’attitudine social sia strettamente legata anche a tanti atteggiamenti dell’individuo.

      Essere social, essere propensi alla condivisione disinteressata, non vuol dire essere benefattori. Io, ad esempio, regalo ogni giorno un articolo che qualcuno trova più o meno utile. E quando lo pubblico do il massimo. I lettori lo percepiscono e mi premiano (non sempre).

      Questa è beneficenza? No. Io tengo in vita il mio blog perché in questo modo riesco a muovere la mia mia attività. Resta una passione, una grande passione, ma è anche un’attività professionale. E si basa sulla condivisione spontanea, che è diversa dalla beneficenza.

  3. Ciao Riccardo,
    l’attitudine alla condivisione… mi piace e io se trovo contenuti meritevoli li condivido senza paura.
    Rimane sempre la questione che si parla tanto di condivisione ma in tanti rimangono chiusi a coltivare il proprio orticello e quindi puoi aver postato il contenuto migliore del mondo, con le immagini più belle e rimarrà immobile.
    Magari sei anche una persona che non si tira mai indietro per un RT, un like, un re-post con tanto di citazione ma torna indietro poco.
    Sei gentile, carino, pronto al confronto e al dialogo ma perchè poi non si muove nulla?
    Non torniamo ai vecchi discorsi in cui si vedono i colleghi come competitor e arriva il timore?
    E’ solo un pensiero… non so se condiviso

    • Ciao Francesca,

      La condivisione vera, quella curata e puntuale, richiede un grande impegno anche da un punto di vista delle risorse. A volte manca il tempo per selezionare e arricchire le fonti, altre volte manca il desiderio.

      La paura di condividere il competitor c’è, si vede e si sente. Io, personalmente, non ho avversari professionali ma colleghi e collaboratori. Se riesci a intendere il lavoro freelance in questo modo non hai più paura.

      • Riccardo assolutamente, concordo.
        Infatti io non vedo la condivisione come obbligatoria giornalmente, in base al tempo e agli impegni si fa sempre il possibile per condividere contenuti utili anche a chi ci legge.
        Il problema è proprio la mancanza del desiderio e quella paura (o invidia) nel condividere contenuti meritevoli anche se non sono i tuoi, quelli creati da te.
        Sai bene che non mi riferisco a te perchè le tue condivisioni, anche di colleghi, le vedo… però noto sempre la solita coltivazione del proprio orticello e troppe bocche che inneggiano alla collaborazione senza poi metterle in pratica.
        Sono troppo polemica oggi?

        • Sì, sei stata polemica ma nel modo giusto. Anche io noto queste cose e ti posso dire una cosa: va bene così, non è un problema. Non lancio neanche anatemi smaniosi di vendetta tipo “poi un giorno vedremo…” perché sono inutili. Da un po’ di tempo cerco di guardare il mondo da un’ottica positiva: faccio un lavoro che mi piace, conosco gente stupenda, mi circondo di sapere. Questa vita è il massimo 🙂

          • Un bel sorriso per te 🙂
            Anche io la sto comunque vivendo in modo positivo e se mi piace un contenuto lo condivido senza preoccuparmi se lo “scrivente” sia una persona che condivide e socializza realmente.
            Era solo per mettere in luce un dato di fatto.
            Amo il mio lavoro e ogni giorno mi regala una sorpresa, fra cui conoscere te live fra pochissimo 😀

            • Accidenti, addirittura!

              Sai, pensavo un’altra coss: nella vita ci sono persone antipatiche a vista, senza un motivo particolare. Possono esistere queste dinamiche così restrittive anche nei rapporti online?

              • Sai che mi fa piacere finalmente poterti stringere la mano 🙂
                A me non è ancora capitato di provare antipatia on-line mentre di persona sì… non so io penso che sia più una restrizione mentale e la solita fottuta paura di vedersi scavalcati! (per me inesistente visto che ci sarà sempre qualcuno meglio di me ma anche qualcuno peggio)

  4. Competitor o no, attitudine o no, il buon contenuto va riconosciuto e quindi condiviso. Io lavoro in una catena di negozi di prodotti per la casa come responsabile marketing e direttore di una delle sedi, ma se un altro negozio ha un prodotto che io non vendo lo compro comunque e sarebbe ridicolo non farlo.

    • Certo, però questo è un meccanismo che molti non comprendono: sarebbero disposti a fare i salti mortali per di non portare acqua al tuo mulino.

  5. Salve, mi intrometto su questo argomento, per me molto interessante, anche se premetto sono un neofita in fatto di social. Il settore in cui lavoro è quello industriale di produzione di organi di trasmissione, e quello della condivisione è un argomento che stó cercando di promuovere all’interno del mio gruppo.
    Cosa ne pensate di Linkedin come strumento di condivisione?
    .

    • Ciao Moreno,

      Personalmente (ed è un’osservazione nata esclusivamente dalla mia esperienza con My Social Web) credo che sia uno strumento valido per determinate nicchie, per raggiungere determinati utenti.

  6. e’ da un po che ti seguo, non ho mai commentato perchè non sono un esperto in materia, ed il mio blog ha più una finalità ludico/terapeutica.Però sulla condivisione da neofita avrei qualche cosa da ridire.Personalmente credo che il problema sia il fatto che la maggior parte dei blogger punta più sulla condivisione che sulla qualità.Forse ho una visione poco elastica ma io credo che sia il lettore che deve scegliere cosa leggere…In quest’ottica la condivisione mi sembra un atto di forza. Per non parlare poi del io condivido te se tu condividi me.
    Detto questo a presto e ancora complimenti.

    • Ciao Patrizia, felice di leggere il tuo commento!

      Il lettore deve trovarsi sempre al centro del lavoro del blogger. È un lavoro articolato, un equilibrio: da un lato ci sei tu autore, dall’altro c’è il lettore. Da un lato ci sono i tuoi desideri, il tuo voler scrivere in un certo modo, e dall’altro ci sono le esigenze del lettore. Tu devi trovare l’equilibrio.

      In tutto questo trovano spazio anche le influenze degli altri blog ma non devi seguire strade che non ti appartengono. È un’abitudine che non ti porta a niente.

      Tu che ne pensi? Spero di leggere presto un tuo commento!

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