Cosa sono i contenuti visual e a cosa servono su una pagina web?

Con il termine contenuti visuali intendiamo tutto ciò che viene usato dall'esperienza comunicativa per veicolare significati attraverso la condivisioni di forma, simboli, colori e icone.

I contenuti visuali sul web sono risorse che sfruttano colori e forme per comunicare. Nella categoria rientrano immagini, foto, grafici, video, clip, GIF.

Cosa sono i contenuti visuali
Definizione di contenuti visuali.

Il successo dei contenuti visual riguarda la capacità di comunicare in tempi ridotti diversi significati grazie alla semplicità con cui l’occhio decodifica i segnali.

Cosa sono i contenuti visual?

Con il termine di contenuti visual intendiamo tutte le pubblicazioni online che rientrano in un settore comunicativo capace di estromettere (del tutto o in parte) il codice alfanumerico per comunicare.

Le pubblicazioni visuali possono essere contenuti multimediali o meno, e fanno leva su una serie di codifiche culturalmente condivise come quelle definite dalla psicologia dei colori e dalla scuola della Ghestalt. Ad esempio, proprio grazie a questi studi di psicologia, possiamo parlare di continuità della forma.

Triangolo di Kanizsa - contenuti visuali
Triangolo di Kanizsa

Quindi le linee rette restano tali anche quando incontrano altre con le quali si incrociano. Il principio di chiusura invece vede come unica forma solo dei tratti.

Da leggere: come creare contenuti utili online

Quali sono i contenuti visuali?

  • Foto.
  • Grafiche.
  • Infografiche.
  • Visual Quote.
  • Screenshot.
  • Statistiche.
  • Gifografiche.
  • Gif.
  • Video.
  • Dirette.
  • Emoji.

Perché puntare su queste idee?

Le informazioni che si presentano con forma di video, grafico, foto o immagine vengono elaborate più rapidamente rispetto al testo. Quali sono i dati da ricordare?

  • 90% delle informazioni inviate al cervello è visual.
  • Le immagini vengono elaborate 60.000 volte più velocemente.
  • Il senso del visual si definisce in meno di 1/10 di secondo.
  • Il 40% delle fibre nervose sono legate alla retina.
  • Il cervello può vedere immagini di 13 millisecondi.
  • L’occhio umano registra 36.000 messaggi visivi ogni ora.

Questi sono i dati di elearningindustry.com. Sempre secondo quest’ultima fonte, gli stimoli visivi e la risposta emotiva sono collegati in modo semplice e generano ciò che chiamiamo ricordi. Immagini potenti e metafore visive creano impressioni forti.

Da leggere: come organizzare i contenuti online

Contenuti visuali e tool utili

Quali sono i tool utili per creare un buon contenuto visuale su blog e social network? Photoshop e Gimp su tutti, ma online si trovano tante soluzioni:

  • Canva: creare grafiche di qualsiasi tipo su internet.
  • Pixlr-o-matic: aggiungi effetti e cornici alle immagini.
  • Optimizilla: riduci il peso delle immagini e delle foto.
  • Pixlr: editor immagini online, sostituisce Photoshop.
  • Easel.ly: per creare infografiche sul web facilmente.
  • Picmonkey: collage, filtri, scrivi su file PNG e JPG.
  • Lunen5: creare collage video con clip e altre foto.
  • Shareasimage: aggiungere testo alle immagini.
  • Notegraphy: creare quote, immagini con testo.

Ovviamente questa è solo una piccola parte della selezione. Ho racchiuso altri strumenti nell’articolo dedicato alle immagini gratuite. Ora però è il tuo turno raccontami come hai deciso di sfruttare le immagini nella tua strategia online.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

9 COMMENTI

  1. Anche io riscontro un ottimo risultato dei post testuali. Ti segnalo anche che ho appena “abbandonato” la mia fan page (mi rifiuto di pagare), con circa 5000 iscritti, fatti in nemmeno di un anno, per ripartire da zero con un “profilo personale” con tasto “segui” e contenuti “pubblici” (affiancato chiaramente al blog).
    Grazie, ottimo articolo. Ti seguirò assiduamente e con forte interesse.

    • Mhhhh, però l’abbandono di una pagina per spostare il tutto su un profilo personale la trovo una mossa molto miope. Non c’è bisogno di pagare per forza, soprattutto se non si è società.

      • Alessia, non sono d’accordo. Credo che per uno “scrittore” sia l’ambiente migliore. Ti basta notare che, Selvaggia Lucarelli, considerata la blogger numero uno in Italia (in quanto a numeri) usa un profilo personale, e non la pagina. Comunicare tramite pagina, per uno come, risulta solo altamente frustrante. Considerati anche tutti gli sforzi fatti per farla crescere…

        • Selvaggia Lucarelli è una blogger molto anomala, innanzitutto è un personaggio televisivo e molto del suo grande pubblico arriva da lì, il profilo personale è una gran cosa, la pagina è un’altra, fai un’analisi approfondita dei due mezzi, non è detto che si escludano a vicenda 🙂

          • Potrei portarti molti altri esempi, se non fosse che poi ti annoierei. Dopo una lunga analisi mi sono convinto che il profilo personale, per un blogger/scrittore, sia il modo migliore per entrare (e rimanere) in contatto con i suoi lettori. Il risvolto negativo è che non hai i mezzi che ti mette a disposizione la pagina per reclutarne di nuovi, tipo il “suggerimento della pagina invitando a cliccare sul Mi piace” che chiunque può fare per tuo conto con tutta la lista dei suoi amici. Ho l’impressione che la politica che facebook sta mettendo in atto per le pagine miri a rovolegere l’uso delle stesse a brand e organizzazioni commerciali che traggano già profitti dalla propria attività, o mirino a farlo in un modo “non artistico o culturale”. E ho l’impressione che l’inserimento del tasto “segui” nei profili miri, oltre che a competere con twitter, proprio a rimarcare questa divisione. Ma parlo da profano.

              • Le aziende, le associazioni, i negozi, i ristoranti e altro ancora: pagina Facebook. Ora. Sempre.

                Poi il profilo personale può essere usato per scopi più o meno legati alla propria attività. E’ una pratica comune, anche io condivido i miei post sul profilo personale e le persone mi seguono perché trovano interessante le mie pubblicazioni.

                Selvaggia Lucarelli ha una pagina Facebook dedicata al programma https://www.facebook.com/stanzaselvaggia e un profilo personale: nel primo caso pochi fan, nel secondo tanti amici e seguaci. Il personal branding passa anche dalla cura dei propri account personali e credo che le cose possano coesistere.

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