Sì, hai capito bene: 10 anni di blogging. Ovvero 120 mesi, 480 settimane, 3360 giorni passati a scrivere, condividere, lavorare sul calendario e sul piano editoriale. In realtà sono 8 anni di My Social Web e 2 dedicati ai progetti che mi hanno permesso di imparare le basi della buona scrittura online.

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Cosa ho appreso in questo tempo? Qual è il vantaggio competitivo che mi ha permesso di raggiungere questo tempo speso sul campo? Difficile fare una sintesi. Ho imparato a gestire una partita IVA e a lavorare nel mondo dei freelance. Ho fatto passi avanti anche nel mondo della formazione.

Proprio ieri ho cercato di riassumere in una lista puntata tutto ciò che ho imparato in 10 anni di blogging. Ecco il risultato: qui trovi un percorso fatto di sofferenza, gioia, rabbia e soddisfazioni.

Non puoi piacere a tutti

Esatto. Non puoi piacere a tutti e non puoi scrivere i tuoi articoli pensando di dover diventare una sorta di Babbo Natale. Quando muovi i primi passi nel mondo del blogging non hai questo problema: nessuno ti conosce, navighi nell’anonimato. Poi le cose cambiano, le visite aumentano e la platea si allarga.

Riesci a sfruttare le condivisioni sui social, l’ottimizzazione SEO fa il suo lavoro e le persone iniziano a seguirti. Nuovi volti arrivano sul tuo blog e le prime critiche si affacciano sul tuo lavoro.  Io seguo la mia strada, faccio i miei errori e cerco di imparare con umiltà.

Non puoi ascoltare tutti

Devi imparare a discernere, a comprendere e a prendere decisioni chiare. Le persone parlano solo perché hanno la bocca,  scrivono perché hanno le mani. Tu prendi nota delle osservazioni, ringrazia chi ti lascia il proprio feedback e prendi delle decisioni che sappiano preservare la tua personalità. Non puoi ascoltare tutti, le persone scelgono te e non i consigli degli altri: ricorda questo punto.

Trova un business model

Tutti vogliono monetizzare il blog, ma pochi riescono a capire come. Quindi si lanciano in un continuo gioco al ribasso, scrivono per ottenere campioncini e ingressi gratuiti agli eventi. Questo è il modo giusto per guadagnare? In 10 anni di blogging ho imparato questo: devi dare valore al tuo lavoro.

Trova un business model

E lo devi fare trovando un business model, un modo per lavorare e ottenere vantaggi concreti. Io sfrutto la logica inbound marketing: le persone mi trovano grazie ai contenuti. Tanti mi contattano ma pochi mi scelgono perché non posso essere per tutti. Devi diventare esclusivo, costoso e al tempo stesso professionale: non è facile ottenere questo risultato ma devi diventare un vero blogger.

Non hai un unico pubblico

Questo è un punto interessante. All’inizio scrivi pensando a un unico pubblico. Ad esempio chi lavora nel mondo del copywriting o del social media marketing. Poi ti rendi conto che il panorama è più articolato. E che non esiste una realtà omogenea, ma devi affrontare diverse sfumature.

Sul blog puoi riunire chi sta iniziando, chi muove i primi passi nel settore, ma anche chi ha qualche nozione in più. Tu devi scegliere, devi prendere una decisione e modellare il calendario editoriale intorno alle caratteristiche del tuo pubblico. Avendo sempre ben presente gli obiettivi.

Devi pianificare

All’inizio sì, puoi pubblicare qualcosa. Se hai un blog personale puoi trovare benefici dalla tua attività. Ma se vuoi ottenere dei risultati concreti devi fare un piano editoriale, devi individuare obiettivi e analizzare il target per creare delle strategie concrete da portare su carta digitale. Solo in questo modo puoi sfruttare il blog e procedere con una visione chiara della tua condizione.

Se non cambi sei morto

Questo è il primo passaggio. Cosa ho imparato i questi anni di web writing? Devi cambiare, devi essere in grado di modificare il tuo stile e la tua presenza online. Non è così semplice, non si tratta di operare su dettagli più o meno importanti. Devi essere protagonista di un’evoluzione.

Il titolo dovrebbe essere questo: se non ti evolvi morto. Se non accogli le novità e le esigenze del pubblico avrai vita dura. Ma questo non è il passaggio più importante: la differenza la farai quando passerai dalla reazione all’azione. All’inizio il blogger è impassibile alle novità, poi si adatta. Infine le partorisce. Questo è il percorso evolutivo che devi seguire: tu devi essere la novità.

Se cambi sei morto

No, non è un controsenso. Devi cambiare, ma devi anche essere fedele al pubblico che hai alimentato nel corso degli anni. Non puoi piacere a tutti, questo è vero. Questo non significa mettere in discussione ogni giorno il tuo rapporto con la community. Perché questo è un bene prezioso.

Troppo prezioso per essere ignorato. Cambia, evolvi il tuo modo di fare blogging. E non tradire le persone che credono in te: non pubblicare contenuti solo per attirare traffico, non mettere in primo piano le visite e, soprattutto, vendere i tuoi contenuti in cambio di pochi denari. Ci sono altri modi per guadagnare con il blog, non hai bisogno di rovinare il tuo calendario per pubblicare marchette.

Per approfondire: le visite sono importanti per guadagnare con un blog?

Devi fare formazione

Uno snodo essenziale. Scrivere bene non è l’unica attività che devi mettere in campo per ottenere buoni risultati. Non puoi e non devi pensare questo. Soprattutto, non puoi adagiarti sui risultati. Meriti tutto quello che riesci a raccogliere dalla tua attività di blogger. Ma devi fare di più, sempre di più. Per questo hai bisogno di una buona attività di formazione.

Vuoi diventare un professionista? Lo studio è alla base del percorso. Uno studio che prende come riferimento la lettura dei libri e dei blog, ma anche gli appuntamenti dal vivo e la formazione faccia a faccia. Solo così puoi fare passi in avanti, ma non ti dimenticare mai l’esperienza sul campo.

E tu cosa hai imparato?

Questa è una bella domanda, vero? Qui trovi tutto ciò che ho imparato in in questi anni. Adesso, però, la parola passa a te: racconta la tua esperienza nei commenti, aiutami a completare questo articolo che sarà utile agli altri blogger che cercano spunti e riflessioni sulla propria attività online.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

12 COMMENTI

  1. Be’, prima di tutto buon anniversario 🙂

    Per quanto riguarda il cambiamento, penso che sia in effetti un’arma a doppio taglio – d’altra parte, se muovendosi si rischia di restare delusi, restando immobili lo si rimane di sicuro 😉

    • Grazie!

      Più che un’arma a doppio taglio è un equilibrio: devi cambiare. Ma l tempo stesso rimanere fedele al pubblico.

  2. Ciao Riccardo! Beh, direi super ottimo lavoro My Social Web! La mia esperienza con il blogging inizia nel maggio 2014 e nel web molto prima. In questi due anni e mezzo ho imparato che è possibile far funzionare un blog che tratta di più argomenti ma che ci vuole tempo ed esperimenti per farlo “ingranare” bene. Poi che è fondamentale imparare a usare i social con professionalità ma che ancora di più è importante rimanere trasparenti e coerenti. E poi che non posso fare un percorso in solitudine, che per far conoscere il mio lavoro devo legare, collaborare e condividere con altri colleghi del settore e non.

    • Trasparenza e coerenza, due virtù che dovrebbero essere sempre al centro dell’attività di un blogger. Continua così Valentina, i risultati arriveranno quanto prima.

  3. Ecco, questo è un post che ho veramente apprezzato rispetto a quello precedente. Perché risponde a dei dubbi che mi porto dentro in quanto neofita del web e mi dà più fiducia e voglia di fare. Nell’altro non era stato così. Quindi, grazie. Ho una sfumatura d’ignoranza in meno. 🙂

  4. Grazie, Riccardo.
    Come blogger sono piccola (2 anni) e sto facendo un percorso dove a ogni post che vorrei scrivere sorgono dubbi su qualsiasi cosa. È un tema già svolto? Sono in grado di approfondirlo? Ho esaurito tutte le argomentazioni del caso? O c’è qualcosa che ignoro e che dovrei appurare meglio? È giusto esprimere le mie perplessità su un contenuto scritto da chi ha più esperienza di me? Sono perplessità che tendono a smorzare la spinta propositiva a favore di un comodo immobilismo e, tra le righe, mi pare che anche tu, a suo tempo, hai affrontato le stesse problematiche. Per questo ho meno dubbi e il vedere una strada già tracciata e in crescendo mi motiva, perché ho un margine, un punto di riferimento.
    È anche vero che più è alto il livello (in questo caso il tuo) e maggior saranno le aspettative della tua utenza e questa la vedo come una risposta (elegante) a eventuali detrattori da cui trarre insegnamento.
    ?

    • Puoi rispondere alle domande che hai lasciato. Cosa fare prima di scrivere un articolo? Cerca chi ha scritto già qualcosa sull’argomento, fai un’analisi delle query delle persone, studia i commenti nei blog e i post nei forum. E trova quel nervo scoperto che nessuno ha avuto il coraggio di affrontare. Puoi approfondire qui https://www.mysocialweb.it/2016/03/21/cosa-fare-prima-di-pubblicare/

  5. Io ho capito che:
    • non puoi scrivere solo ciò che piace a te e come vorresti tu
    • una cosa è scrivere per piacere, una cosa è fare blogging con le riflessioni sul copywriting e sull’ottimizzazione SEO dietro l’angolo del tuo cervello
    • fare networking è fondamentale, quanto fare formazione e collaborare con i colleghi, perché non si smette mai di imparare
    • cambiamento = vita
    • la tua voce deve essere riconoscibile

      • Mi hai colto con le mani nella marmellata. Io combatto quotidianamente tra l’ottimizzazione e la fluenza d’espressione. Però, col tempo il modo di scrivere si adatta alla tua mente e quindi non può che migliorare. E poi mica tutti abbiamo 10 anni di scrittura professionale alle spalle? 😀
        Per formazione e networking sono abbastanza soddisfatto. E i cambiamenti mi vedono tipo camaleonte. Ho sviluppato un bell’adattamento.

        • Lo so che ti becco con le mani nella marmellata. ma non temere, è un punto in comune con tanti professionisti. Ci vuole metodo e dedizione. Anche qualche rinuncia.

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