Il valore della costanza per diventare un blogger o un web writer di successo

Ci sono ingredienti che ti consentono di fare la differenza quando decidi di lavorare nel mondo del web writing. Uno di questi è la costanza. Se vuoi emergere devi puntare sulla continuità.

L’arte di correre è un libro (ben scritto) di Murakami Haruki che affronta due argomenti a me cari: la scrittura e il valore della costanza nell’impegno quotidiano.

valore della costanza
Cogli il valore della costanza nel web writing.

Murakami racconta con attenzione i suoi allenamenti, e riesce sempre a trovare il parallelismo tra la scrittura e un’attività fisica che diventa chiave di lettura per la vita professionale. Ecco, in questo caso è il valore della costanza ad emergere. Ma lo sai che può diventare un valore fondante anche della tua opera di web writing?

Il processo creativo deve esserci

Scrivere ogni giorno per me è importante. Non solo per lavoro, ma anche per dare forma alla mia passione.

Mi rendo conto, però, che le forzature sono il male di qualsiasi forma d’arte.

Non puoi forzare un’artista. Non puoi costringerlo a creare perché le idee sono indipendenti. Ci sono centinaia di grafici online che schematizzano il processo creativo attraverso flussi, frecce, rettangoli, diagrammi di flusso, torte. Per me, invece, è qualcosa di ingovernabile.

Possibile riprodurre a comando, e con costanza, un processo così articolato? La spontaneità e la genuinità della creazione possono avere il ritmo della costanza?

Il lavoro è lavoro, anche la scrittura

Costringere un blogger a scrivere è un reato. Ma un blogger freelance è un’entità differente. Se io scrivo sul mio blog personale posso seguire solo il mio istinto.

Ma se il mio lavoro consiste nel pubblicare testi… beh, non posso permettermi il lusso di scrivere solo quando passa la stella cometa. A questo punto la costanza diventa fondamentale per mantenere alta la produttività. Lo so, è un termine odioso.

La produttività per il movimento.

Ma la verità è questa: il cliente vuole il lavoro. E tu lo devi consegnare. Non sei Andrea Pazienza che: “Pubblica sull’Espresso una settimana sì e due no e Linus quando ti pare. O diventi produttivo per il movimento o vaffanculo”.

Correre è scrivere, scrivere è correre

Pubblichiamo articoli per un pubblico targettizzato (è il tuo pubblico a definire il contenuto di qualità, non la tua penna) ma Murakami mi suggerisce qualcosa:

Scrivere un libro è un po’ come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno.

Paragonare la scrittura alla maratona è qualcosa di efficace. Sono attività solitarie, che prevedono un impegno intimo. E un elemento chiave: la costanza.

La costanza anche nell’allenamento

Concludere una maratona è come mettere il punto alla tua opera migliore, e sai che per tagliare simili traguardi hai bisogno di allenamento. Allenamento costante. Giorno dopo giorno devi macinare chilometri calcolando tempo, resistenza e velocità.

valore della costanza
Devi impegnarti ogni santo giorno.

Non puoi improvvisanti maratoneta da un giorno all’altro. Hai bisogno di fiato, di tecnica, delle giuste capacità per improvvisare senza sbandare e uscire dal tema.

Scrivere bene, questione di continuità

Stesso discorso vale per la buna scrittura: devi allenarti giorno dopo giorno, devi temprare la forma e la sintassi, devi curare la grammatica e la scelta dei vocaboli. Non si diventa scrittori da un giorno all’altro. Ecco come mi alleno io:

  • Leggo tanto. Anche cose che non riguardano il mio campo.
  • Scrivo tanto. E lo faccio senza paura di sbagliare. Forse perché sbaglio poco? No, perché ho già sbagliato ma ho imparato. C’è sempre qualcosa per scrivere insieme a me.
  • Scrivo per diverse fonti. Per lavoro mi occupo di social media marketing, ma non solo.
  • Variare tema mi aiuta a migliorare, e a diventare flessibile.
  • Cambio stile. Nel mio intimo laboratorio lo faccio. A volte scrivo poesie, a volte liste della spesa surrealiste. A volte metto da parte il monitor e riprendo la penna.
  • Semplifico. Mi piace trasformare testi complessi, tipo le istruzioni dei cellulari o gli sproloqui in burocratese, e mi piace farlo puntando alla semplicità.
  • Faccio leggere i miei articoli alle persone che amano criticarmi. In questo modo sono sicuro di aver fatto un lavoro inattaccabile, e posso imparare dagli errori commessi.

Questa è solo una piccola parte dei possibili esercizi per migliorare l’arte dello scrittore professionista. Potrei stare qui a elencare altri cento, ma conta la costanza.

La tua opinione su costanza e scrittura

La costanza nell’affrontare gli ostacoli una volta, due volte, tre volte. Il numero di volte utile. La costanza è necessaria per seguire un allenamento, ti aiuta a risolvere i momenti difficili. E a gettarmi nel fiume per recuperare il lavoro svolto.

scrittore
Ecco la vita dello scrittore – Incidental Comics

Difficile dire in che misura la costanza sia d’aiuto al lavoro del web writer. Almeno da un punto di vista oggettivo. Personalmente, invece, credo che questo ingrediente sia fondamentale. Soprattutto per il freelance che deve affrontare infiniti problemi:

Io dico che la costanza è indispensabile per diventare un buon webwriter freelance. E tu, invece? Credi che siano necessarie altre qualità (e magari un pizzico di fortuna)?

6 COMMENTI

  1. Sono parzialmente d’accordo: non tutto va letto, anzi. Bisogna leggere i classici per imparare realmente a scrivere. Di quel che scrive un Fabio Volo qualsiasi (tanto per citare un esempio) non me ne puo’ fregar di meno, perché non arricchisce le mie conoscenze sintattiche e morfologiche, non mi suggerisce pensieri o formule sulle quali riflettere e magari da riproporre. E, non me ne voglia Haruki, ma sull’importanza dell’esercizio quotidiano si era già espresso, ad esempio, un certo Giacomo Leopardi nello Zibaldone piu’ di duecento anni fa. Leggete i classici se volete imparare a scrivere e se volete che la letteratura vi lasci veramente qualcosa

    • Io, invece, credo che la varietà della lettura sia necessaria.

      Ovvio, il tempo è un bene finito e quindi dovrai decidere quale varietà scegliere, tagliando fuori i testi qualitativamente inferiori (quindi Fabio Volo resta automaticamente a casa). Però oltre ai classici (che apprezzo e leggo) ci vedo bene anche qualcosa di contemporaneo, non credi?

      • Sicuramente. Marquez mi piace moltissimo, come Hosseini e Saramago. Mi piace la prosa di Erri de Luca, ma a parte lui in Italia non ho incontrato nessuno la cui scrittura mi facesse esclamare:” guarda come scrive bene!”. D’altronde in un paese dove si esalta un mediocre scrittore (ma grande saggista) come Camilleri non credo ci si possa aspettare molto.

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