Ogni tanto mi fermo.

Chi mi conosce di persona sa che le mie giornate sono infernali. Guardo avanti, ecco. Il mio lavoro è la mia passione, scrivo per vivere e vivo per scrivere. Sembra il motto di una banda di motociclisti, vero?

obiettivi

Però ogni tanto mi fermo. Cerco di rimettere insieme le idee per organizzare il futuro. O la prossima settimana. Così mi capita di pensare al mio passato, alla mia vita, al mio percorso personale.

Te lo dico senza tanti giri di parole: ho avuto la forza di crescere. Sono partito da zero, e oggi lavoro per diverse aziende come blogger e webwriter freelance. Sai una cosa? Sono soddisfatto del percorso che ho tracciato. Non ho motivo di dire il contrario, rifarei tutto seguendo lo stesso ordine.

Il motivo? Ho seguito un sentiero che mi ha permesso di crescere come professionista, e di diventare freelance con partita IVA. Oggi voglio raccontarti un pezzo della mia storia diviso in cinque passaggi.

Cinque passaggi che mi hanno fatto crescere.

1. Ho lavorato subito

Durante gli anni dell’università ho lavorato in una redazione. Subito. No, non me lo sono goduta la vita universitaria. Ho fatto il lavoro sporco, quello dello studente fuorisede che studia e lavora.

Non è stato facile. Però ho imparato tanto. Lavoravo in un’agenzia stampa (Capripress) da aprile fino a settembre, e mi sembrava tutto fantastico. Uscire dall’università con delle competenze concrete vuol dire poter avere una carta in più da giocare; vuol dire poter contrattare sul tuo futuro.

Quando hai 20 anni puoi permetterti di essere stagista, quando ne hai 30 diventa difficile: fallo subito, lo so che vuoi spassartela quando gli unici impegni sono quelli che definisce il piano di studi. Ma io credo che questa sia la soluzione migliore per entrare nel mondo del lavoro.

Per approfondire: come fare una buona gavetta.

2. Ho lavorato gratis

E lavoro ancora gratis. Collaboro con alcune testate online solo per avere visibilità. E partecipo come relatore ai convegni che mi permettono di raggiungere un pubblico nuovo.

Lavorare gratis non vuol dire per forza farsi sfruttare. Scrivere un articolo per 50 centesimi vuol dire farsi sfruttare. Ma pubblicare un pezzo per un progetto che ti permette di intercettare potenziali clienti vuol dire investire il tempo in pubblicità. Ecco il mio ragionamento:

  • Il mio tempo vale X risorse.
  • Impiego Y tempo per scrivere un articolo.
  • Investo X risorse per farmi pubblicità.

Potrei investire queste risorse per acquistare un banner e impiegare il tempo che ho risparmiato per fare altro. Ma avrebbe lo stesso risultato? I banner hanno ancora un senso? La migliore pubblicità è mostrare quello che vali. Io ho trovato i migliori lavori lavorando gratis.

Attenzione, crescere vuol dire assottigliare (ma non eliminare) le occasioni di lavoro gratis.

3. Ho scritto tutto

Un amico/cliente mi dice sempre che i personaggi importanti hanno una caratteristica in comune: scrivono sempre. Prendono sempre appunti. Non voglio darmi delle arie, però io ho sempre usato il mio blog come un block notes in cui segnare i punti importanti della mia attività professionale.

scrivere

Prima lo usavo come un vero e proprio deposito di idee e concetti. Poi ho capito che c’era un pubblico dall’altro lato dello schermo. In ogni caso ho sempre puntato sul blog, sulla sua capacita di organizzare le idee. Ma anche di costruire la mia fortuna come webwriter freelance.

Seguo il principio base dell’inbound marketing: mi faccio trovare dalle persone giuste al momento giusto. Ovvero quando cercano figure professionali come la mia. Un consiglio: il blog lo devi aprire quando non ne hai bisogno, non quando perdi/abbandoni il lavoro fisso.

4. Ho seguito degli obiettivi

Li ho inseguiti cercando di guardare la mia professione dall’alto, con oggettività. Nei momenti peggiori mi sono preso una pausa. Ho organizzato un viaggio, un fine settimana. E mi sono concesso del tempo per pensare. Per parlare a me stesso e fissare nuovi obiettivi.

Questo vale anche nella gestione di un blog. Non puoi procedere senza obiettivi, non puoi semplicemente aumentare le visite del blog. Certo, è un fattore positivo. Ma non è questo l’obiettivo. Tornando alla tua vita professionale: non devi semplicemente aumentare le ore di attività.

Devi sfruttare il lavoro per vivere meglio. E fissare degli obiettivi.

5. Ho sbagliato sempre

Ho sbagliato sempre, ogni santo giorno. Assaggiando il sapore della sabbia. Non mi è piaciuto, sai? Però mi ha aiutato a prendere consapevolezza di questa realtà. Non puoi fare senza sbagliare, ma puoi evitare di fare sempre gli stessi errori. Ogni passo falso è una lezione.

Banale, vero? Sì, me ne rendo conto. Però questa banalità spesso viene ignorata, perché il tuo cervello resiste: è stato abituato a rimproverare l’errore e a gratificare il successo. Colpa del sistema scolastico, dell’universo in cui cresciamo. Il migliore vince, non c’è spazio per i secondi.

perfetto

O meglio. C’è un posto, ma non è quello che gli altri si aspettano. Io ti dico questo: sbaglia. Sbaglia ancora. Ascolta la voce delle persone amiche, abbandona quelle degli invidiosi che fanno notare gli errori in pubblica piazza solo per godere segretamente delle tue imperfezioni.

Il mondo non è dei poveri d’animo. Solo chi non fa non sbaglia mai.

Metti da parte le tue paure, trasformati in una macchina capace di consegnare sempre in orario, cercando di migliorare sempre. Ogni giorno. Imparando dagli errori precedenti.

Per approfondire: ecco perché ogni errore è una risorsa.

La tua esperienza

Lavoro, errori, obiettivi, scrittura, investimenti: cinque punti per portare avanti la tua attività. Questi consigli sono validi per il freelance e per il dipendente. Chi lavora in azienda oggi deve essere pronto, operativo. Non può adagiarsi e sperare in un lavoro eterno.

Sono pessimista?

No, solo realista. Adesso è il tuo turno: lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

5 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, il mio percorso, anche se applicato ad altro, è molto simile al tuo. Ora vorrei dedicare parte del mio tempo a un blog. Tu hai parlato di obiettivi che vanno oltre l’aumento delle visite. Puoi farmi qualche esempio?

    • Ciao Matteo,

      Ti posso rispondere solo dopo questa domanda: perché vuoi dedicare più tempo al blog? Ti serve per trovare nuovi clienti o per vendere pubblicità?

  2. Ciao Riccardo, mi piace tutto di questo post. Proprio ieri, in un convegno, si parlava degli errori e di come, nello spirito americano, c’è questa voglia pazzesca di rimettersi in piedi, lavorando sui propri errori, raccontandone l’esperienza e il percorso successivo di rinascita. Adesso: ho una specie di allergia a chi dice “Invece in America fanno questo, fanno quello”;-) però, questo esempio mi ha dato lo spunto per chiederti: perché non scrivi un post con i 5 errori che hai fatto nella tua carriera e come ti sono serviti per crescere? Di esempi concreti ce n’è sempre bisogno per identificarsi e comprendere di +. Grazie!

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