Un ossimoro, forse un errore. Come fai a difendere le tue scelte contro tutto e tutti senza perdere l’umiltà? Devi essere una faccia di bronzo per non ammettere l’errore. Devi essere un folle per ignorare la falla.

Forse ho esagerato, ma le headline sono fatte così: hanno il vizio di andare dirette al punto.

Muhammad Ali vs Sonny Liston
Muhammad Ali vs Sonny Liston

Ma il mio ragionamento si racchiude nelle sue keyword: come blogger hai fatto le tue scelte, hai individuato una linea editoriale e hai deciso di parlare ai tuoi lettori con un tono informale.

Usi il blog per raccontare la tua vita, per trovare nuovi clienti, per giocare con le parole. Non importa il motivo: hai aperto un blog e lo usi ogni giorno.

Lo hai fatto, lo fai e lo farai. Nel bene o nel male.

Ma ci sarà sempre – e sottolineo sempre – qualcuno che ti darà un buon consiglio. Qualcuno che ti criticherà. Qualcuno che troverà sempre un difetto. Sempre.

Queste persone non si schierano, non ti attaccano frontalmente. Non bocciano il tuo operato seguendo una logica. Ti colpiscono ai fianchi. A volte senza motivo.

Ed è qui devi difendere il tuo lavoro e le tue scelte. Non puoi permettere al signor X di minare il tuo equilibrio con teorie, in alcuni casi, completamente infondate.

“Bello, bello… però, secondo me, ci vorrebbe uno sfondo psichedelico”.

E se avesse ragione? E se il mio blog avesse davvero bisogno di uno sfondo psichedelico?

Attenzione! Le critiche non sono sempre negative. Ci sono osservazioni che possono aiutarti a migliorare, che mostrano strade migliore per raggiungere un obiettivo.

Per questo ci soffermiamo sull’umiltà, e ascoltiamo tutti. Perché un’osservazione giusta si può nascondere ovunque, anche nella critica più velenosa o nella stilettata più inviperita.

Però, caro blogger, non lasciare che le critiche distruggano il tuo lavoro. Valuta tutto, ma ascolta anche te stesso.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

10 COMMENTI

  1. IMHO:

    Se ti attaccano e ti arrocchi nella tua posizione, useranno le catapulte per buttarti giù.
    Se ti attaccano e abbassi loro il ponte levatoio, sono sotto le regole dell’ospitalità e si può instaurare un dialogo.

    A meno che *GAME OF THRONES SPOILER SPOILER SPOILER* non ti chiami Walder Frey.

    Se ti attaccano e hanno ragione, c’è da ringraziare per la critica.
    Se ti attaccano e hanno torto, falli attaccare. Al piffero.

    I miei due centesimi 🙂

    • Un grazie al mio amico del primo mattino.

      Il mio discorso è delicato oggi, ricco di insidie. Non parlo di un semplice difendere a testa bassa le proprie scelte e ignorare le voci esterne. Ma sottolineo l’importanza di una scelta libera, non influenzata dalle piccole critiche e osservazioni che tutti possono muovere. Perché se dovessi ascoltare tutti non riuscirei a conquistare il mio obiettivo. Forse.

      Tu come ti poni nei confronti della critica sottile (non dell’attacco) e soprattutto non costruttiva?

  2. Subito attivi 😉

    Si, sicuramente c’è critica e critica.. il segreto sta nel capire quanto di buono è possibile prendere.

    Se la critica è sottile ma immotivata di solito tendo a sottolineare pubblicamente la bravura del tipo nell’insinuare, in modo ironico se possibile. Di solito si scopre o al massimo è costretto a replicare con un sorriso 🙂
    Se è sottile ma motivata allora cerco di spronarlo a essere più chiaro possibile in modo tale da 1) non nascondersi dietro un dito 2) aprire qualcosa di utile.
    Mi hanno detto che è un modo come un altro di buttarla in caciara (taralucci e vino), ma mai detto che io non sia caciarone eh 😀

  3. Mi piacciono i tuoi post che ho scoperto da poco. Fanno riflettere chi come me ha iniziato a scrivere sull’onda del “mi sento che devo farlo e basta”.
    Il tema delle critiche poi e’ molto delicato perche’ (almeno parlo per me) quando scrivi apri te stesso a degli sconosciuti, sei senza filtri e senza barriere e quindi paradossalmente piu’ fragile, nonostante la “barriera” del web, perche’ magari stai condividendo una parte di te che nella vita “non virtuale” sarebbe accessibile solo a un piccolo gruppo di persone, quelle di cui ti fidi davvero.
    E questo fa si’ che certe critiche possano fare ancora piu’ male.
    Come si gestisce questo?;)

    • Con onestà e conoscenza.

      Devi conoscere l’argomento che stai affrontando, e non solo per non sbagliare: per gestire un errore hai bisogno di competenza.

      Devi essere onesta con il lettore: se hai sbagliato chiedi scusa, correggi e prosegui. Tutti sbagliano.

      Domani toccherò anche questo argomento 🙂

  4. Ciao Riccardo, sono d’accordo con te, le critiche non sono sempre negative. Anzi, quando sono costruttive e non mirano semplicemente a smontare il tuo operato pezzo per pezzo, è bene farne tesoro. In generale, l’equilibrio è spesso la migliore soluzione: ascoltare e valutare sì, ma poi agire seguendo le proprie idee, senza lasciarsi influenzare. C’è una linea sottile tra intraprendenza e presunzione. Chi riesce a vederla è già sulla buona strada, tu che ne pensi? Complimenti per l’ottimo spunto e buon lavoro! 🙂

  5. Allora critico io! :p Non so se possa essere un’ossimoro (disgustoso piacere, insostenibile leggerezza dell’essere, etc.), di sicuro non è un errore. Al massimo, un paradosso (qualcosa che va contro l’opinione comune). Di sicuro esiste un concetto, quello dell’asseritivà, che indica esattamente la caratteristica di saper esporre e difendere le proprie opinioni con fermezza ma senza sminuire o aggredire l’interlocutore.

    Ed è un concetto sul quale occorre fare educazione, anche chiamandolo col proprio nome. (Esperimento mentale: se togliessimo il punto fermo dal titolo, l’articolo sarebbe diverso? Secondo me sì!)

    Pignolerie scherzose a parte, nella risposta alle critiche secondo te “pesa” anche un po’ di “amor proprio”, per le proprie produzioni (artistiche, intellettuali…) ? Come fai ad accordare le sensazioni “di pancia” con la linea che devi mantenere online?

    • Ciao Luca!

      Mettiamola in questo modo: ogni sgorbio è figlio di qualcuno, e ogni madre/padre amerà i propri figli. Il professionista riesce a estraniarsi da questo turbine, e a dare un parere oggettivo anche sul proprio operato. Tenedo presente obiettivi e necessità.

  6. Mi sembra una risposta molto professionale! 🙂

    @Benedetto:

    Se ti attaccano e hanno torto, falli attaccare. Al piffero.

    Posso segnarmela e usarla? Stupenda, me ne sono accorto solo ora!

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