Fantastica. Ieri ho ricevuto un’email fantastica. I messaggi privati sono aumentati da quando ho pubblicato il mio Fare Blogging. Spesso mi scrivono per chiedere consigli, o per farmi i complimenti.

fare blogging

Per ora non mi hanno mai chiesto i soldi indietro. Ma ieri è arrivata un’email speciale. Un’email che incollo qui con il permesso di chi l’ha scritta (che ovviamente rimane nell’anonimato).

“Ho trovato il libro ben strutturato, ricco di spunti riflessivi e suggerimenti sul come operare: insomma, complimenti, ottimo lavoro. Una cosa: quando l’ho finito, ciò che mi ha lasciato è stato un motivo per fare un passo indietro sull’apertura di un blog mio personale, in quanto tutto ciò che hai scritto delinea un impegno e una dedizione che scoraggia chi, a mio parere, vuole anche solo muovere i primi passi”.

Un punto di vista che incrocio anche quando faccio consulenza. Quando descrivo i metodi per fidelizzare il pubblico, per incrociare esigenze del lettore, per scrivere una buona headline e per sfruttare al massimo i commenti. A volte il lavoro sembra un ostacolo insormontabile, ecco.

La presa di coscienza è questa: “Ma allora fare blogging non è facile”.

Confermo. Non è facile.

Anzi, è dannatamente difficile. È difficile piacere al pubblico. È difficile trovare la motivazione per scrivere ogni giorno. È difficile trovare uno stile per differenziare la tua scrittura dal mondo intero.

Perché dovrebbe essere semplice fare blogging?

Voglio dire, perché dovrebbe essere semplice gestire uno strumento in grado di generare una fonte di guadagno indiretta? Perché dovrebbe essere facile raggiungere 2.000 persone al giorno?

Le potenzialità del tuo blog sono infinite. Sul serio. Non sto scherzando.

Puoi parlare al mondo intero attraverso il tuo blog. Ci sono persone che guadagnano milioni di dollari all’anno (tipo Chiara Ferragni) e che vivono con dignità (tipo il sottoscritto) con il blog.

Non ho bisogno del curriculum o dei parenti per avere una buona parola. Io ho il mio blog.

Utile o inutile: tu fai la differenza

Un blog potrebbe risolvere i tuoi problemi. Potrebbe fare la differenza e aiutarti a trovare lavoro online. Potrebbe fare qualcosa di buono per la tua azienda. Oppure potrebbe essere completamente inutile.

Sì, c’è questa possibilità. Un blog può cambiarti la vita, oppure può essere inutile. Molto dipende da te, dalle scelte che fai nella gestione. Nel mio libro ti racconto il mio metodo, ma la certezza non esiste.

Non può esistere.

Fare blogging è difficile. Ma questo è il destino delle cose belle. I risultati arrivano solo per chi si impegna. E ha l’intuito per cogliere al volo le opportunità che offre il web. Ogni. Santo. Giorno.

Il mio consiglio è semplice

Vai, apri un blog. Ora. Poi le difficoltà le affronterai con calma. Senza fretta. L’importante è iniziare a fare pratica, a sbagliare, a sporcarsi le mani con consonanti e vocali. Con condivisioni, discussioni, errori, commenti dati e ricevuti. Soprattutto dati. Anche nei gruppi Facebook.

Sei d’accordo? Lascia la tua idea, le tue critiche, le tue opinioni nei commenti.

15 COMMENTI

  1. Da blogger concordo! Pur avendo un blog personale in cui parlo delle mie passioni mi rendo confo che, per rispetto verso chi crede in me e mi segue, non posso mai tagliare corto e scrivere articoli di scarsa qualità. Leggo, rileggo e correggo fino a quando quello che ho scritto non mi soddisfa. E poi c’è il discorso della motivazione: in passato ho avuto un blog tematico e pur avendo una nicchia interessante una volta esaurita la motivazione iniziale diventava sempre più difficile portare avanti lo stesso argomento. Un blog personale invece è pressoché inesauribile perché parla degli argomenti che ci interessano (ovviamente parlo di fare blogging per hobby e non per lavoro), ma molti esperti lo sconsigliano; io invece penso che l’unico vero motivo che si deve avere per aprire un blog è la voglia di condividere altrimenti per tutte le altre motivazioni subentrerà presto la difficoltà di seguire questo impegno!

  2. Concordo, è veramente difficile. Gestisco da due anni un blog di tecnologia con un mio amico e rimanere costanti e motivati nel tempo è difficile. Abbiamo un calendario e cerchiamo di rispettarlo sempre, ma ultimamente le visite si sono appiattite e non stiamo facendo attività di social media. Se molli un attimo diventa ancora più difficile! Il mio consiglio? Stare sempre sul pezzo e non ridursi al giorno della consegna per scrivere un contenuto. Con un po’ di organizzazione si riescono a mitigare le difficoltà!

    • Hai perfettamente ragione Federico, devi stare sempre in guardia e non puoi mai distrarti altrimenti rischi di perdere di vista gli obiettivi. Io lo ammetto: è faticoso, anche perché il lavoro aumenta e non posso gestire tutto.

  3. Sono anni che ho aperto il mio blog.
    Non seguo una linea editoriale fissa, non scrivo con cadenze fisse, scrivo sempre e solo quello che mi va …
    Non ci guadagno, ma lo trovo liberatorio, grazie ad esso ci ho guadagnato un paio di consulenze, di cui una mi da ancroa soddisfazioni.
    Lo so non seguo le regole, ma fa bene al mio personal vranding … quindi conrtinuo, ma seguo anche le tue indicazioni … scoprendo spesso di fare ciò che non andrebbe fatto.
    Io non cerco di guadagnare col blog, per me è solo una bella pagina pubblicitaria

    • In realtà non guadagni in modo diretto, ma indiretto. Se usi il blog per fare branding vuol dire che ci stai guadagnando in qualche modo. Ecco perché devi continuare, anche se le difficoltà aumentano e il tempo diminuisce.

  4. Forse appunto lo sbaglio è badare troppo a questi calcoli, almeno all’inizio. Se si vuole aprire un blog, lo si apre e basta: errore dopo errore si cresce da sé affinando la tecnica e trovando la propria strategia che non può essere uguale per tutti!
    Comunque, sì: gestire un blog non è certo una passeggiata, specie se tieni molto al tuo pubblico 😉

    Moz-

  5. Fare blogging è facile… difficile è diventare un blogger competente. E questo vale per qualunque professione: è la famosa teoria delle 10.000 ore di pratica per diventare un vero esperto.
    Sono d’accordo soprattutto sul fatto che l’utilità del blog non possa essere misurata solo dal numero di visite o dai ricavi diretti. Nel mio caso, dopo una decina di mesi dall’abbandono del blog (quando mi mancavano ancora 9.800 ore di pratica), mi sono trovato a dover ripartire perché i miei clienti (sono un management consultant) continuano imperterriti a fare riferimento ai miei post: come branding si è rivelato un ottimo investimento.
    E come vedi, per aumentare le ore di pratica, adesso sono qui a commentare ;O)

  6. <> !! Concordo, puoi dare metodi che per te sono validi, puoi dare suggerimenti, puoi dare idee, puoi dare strategie ottime che tu stesso hai sperimentato. Ma poi sta ad ogni persona prendere queste cose e trasformarle in qualcosa di straordinario!
    Non è per niente facile fare blogging…. se non hai impegno, passione e determinazione, tanto vale rinunciare da subito.

    • Eppure molti credono che sia sufficiente essere online. Una convinzione errata, ma difficile da modificare.

  7. La cultura del “facile”…
    Fai qualcosa se é facile o perchè la reputi facile. Poi arrivano le delusioni, non sempre ma talvolta arrivano, e si esclama: Ma non é mica facile!?!

    E chi ha mai detto che questo o quello é facile o debba essere facile.
    Ola

  8. Concordo pienamente con quanto detto! Soprattutto mi sono molto piaciuti i commenti di PE, Marco e Luciano Garagna: è bello poter usare il blog come piazza virtuale per lo scambio di opinioni su argomenti di proprio interesse; è difficile rimanere sempre sul pezzo cercando di non “deludere” i nostri lettori, ma ancor più difficile è diventare blogger competenti! Guide come queste, insieme allo scambio di opinioni, non può che aiutarci tutti. Grazie Riccardo per il tuo lavoro!

  9. Ciao Riccardo, concordo in pieno con il tuo pensiero. Scrivere lo possono fare tutti, ma scrivere contenuti interessanti e che creino traffico lo è un po’ meno. E’ verissimo però, che il blog è come una pianta che deve essere annaffiata, coltivata e curata e col tempo e la dovuta esperienza, i risultati si vedono. Nel nostro blog, che teniamo cerchiamo di incuriosire i visitatori con contenuti legati a tecnologia, web e dintorni, cercando di scrivere in maniera tecnica, esaustiva ma con un pizzico di divertimento.

  10. Notiamo un discreto seguito e si sentono abbastanza coinvolti. Cerchiamo di tenere un taglio medio, trattando argomenti di attualità, tecnologia facili e veloci da leggere… la gente apprezza. Gli articoli di natura tecnologica, sono quelli più interessanti da scrivere e grazie ad i commenti dei visitatori, capiamo le richieste che il pubblico vuole, i trend del momento e riusciamo ad avere un buon riscontro se il nostro operato sta andando nel verso giusto.

  11. Ciao RiccardoEsposito. Sono Laura della Argentina, figlia di mamma italiana, Ho imparato ka lingua in casa da piccola.
    Voglio incominciare un blog. Per adesso soltanto personale, per hobby. Appunto a aiutare altre persone come me che hanno “stuttering” non so come si dicca in italiano. Vorrei consiglio per incominciare. Grazie.

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