Esistono delle parole che fanno scattare delle reazioni improvvise. Incontrollate. Quasi istintive. Sono le trigger word, le parole grilletto. Ovvero delle entità linguistiche da usare con estrema attenzione: possono trasformare la tua headline in un successo, oppure la possono affossare definitivamente.

Dipende dal contesto e dall’obiettivo. Non esistono solo parole grilletto, ma anche frasi che raccolgono significati delicati per determinate persone. Significati sensibili. Nella maggior parte dei casi sono stereotipi da superare, oppure idee sedimentate che colpiscono gruppi professionali.

7 frasi da non dire MAI a un blogger

Tutto questo vale anche per i blogger: una categoria professionale decisiva per chi punta all’inbound marketing. Per chi vuole mettere da parte l’interruption marketing per farsi trovare dalle persone giuste. Quali sono le frasi da non dire mai a un blogger? Cosa devi dire per rischiare grosso? Io ho una manciata di idee.

Tutti sanno scrivere

Un colpo basso, vero? Mi immagino la conversazione: “Tutti sanno scrivere e in fin dei conti cosa fai? Scrivi. Muovi le dita su una tastiera, e sfrutti le conoscenze ereditate dalle scuole medie. Magari da quelle superiori. Tutti sanno scrivere, potrei fare anche io il tuo lavoro. Solo che non ho tempo”.

A questo punto potrebbe partire anche una testata sui denti, ma cosa c’è di sbagliato in questo ragionamento? La buona scrittura è solo uno dei punti necessari per fare webwriting, e per pubblicare degli ottimi post su un blog. Per organizzare i contenuti devi anche creare un calendario editoriale.

E poi devi mantenere il ritmo, rispondere ai commenti, individuare il target, creare una strategia. Detto in altre parole, devi avere competenze che vanno ben oltre la scrittura. E che si guadagnano in anni di esperienza. Ora capisci perché i blogger impazziscono quando li limiti alla scrittura?

Fare formazione: hai bisogno di un corso di blogging

Quindi fai content marketing?

No, non faccio content marketing. Sono una parte di una strategia di content marketing, non puoi declinare tutto intorno alla scrittura e alla pubblicazione di articoli. Fare content marketing vuol dire studiare le esigenze del pubblico, creare un contenuto specifico per ogni obiettivo. Per capire questo processo devi dare uno sguardo a questo (spettacolare) funnel pubblicato da Moz.

inbound marketing

Ci sono contenuti diversi per ogni fase del processo di inbound marketing. I post del blog attirano l’attenzione dei potenziali clienti, poi ci sono ebook, webinar, video, coupon, podcast, infografiche, Perché limitare tutto al blog? C’è vita oltre i post. Anzi, c’è la parte migliore del content marketing.

Tu lavori quando e dove vuoi

La frase di chi ha solo sentito parlare del blogging. E magari ha un “cuggino” che gestisce il blog della parrocchia. Lavorare nel blogging non è sinonimo di ufficio sulla spiaggia e sveglia comoda 7 giorni su 7. Per diventare un blogger di successo devi farti il mazzo a tarallo. E quando hai raggiunto un buon livello, quando puoi vivere con il frutto del tuo lavoro, le cose non migliorano. Sempre guardia alta.

Mi pubblichi il comunicato stampa?

Fuoco e fiamme. Sul serio. Io non ce la faccio più a sopportare situazioni del genere. Non ce la faccio più a mandare nello spam persone che mi inviano comunicati stampa da pubblicare sul mio blog. E non ce la faccio più a spiegare gli effetti malevoli di un comunicato stampa sul tuo blog aziendale.

7 frasi da non dire MAI a un blogger

Il comunicato stampa è la morte del blogging: un testo asettico, distaccato, senza personalità e capace di distruggere qualsiasi propensione al dialogo. No, non puoi accettare un comunicato stampa su un blog. Io non lo faccio, soprattutto quando è stato mandato a 10.000 siti differenti. Senza dimenticare la stampa locale e nazionale.

Bello fare recensioni ristoranti

Magari anche fare due o tre foto con i vestiti come fa Chiara Ferragni. Ma c’è un segreto che voglio confidarti: i blogger non sono dei mendicanti che puoi pagare con un piatto di minestra e con un giro in agriturismo. Travel, fashion, food o tech blogger: non fa differenza, non ci sono fenomeni.

Ognuno deve sudare per raggiungere buoni risultati: chi si accontentare della merce che recensisce – ma anche di pochi euro ad articolo – non sta lavorando nella direzione giusta. Anzi, non sta lavorando. Sta usando il blogging per arrotondare, per passare il tempo. Nel frattempo sta danneggiando la propria immagine e si sta allontanando dal mondo del blogging professionale.

Per approfondire: la bolla delle recensioni nel mondo del blogging.

Che lavoro fai?

“Scrivo”. “No, sul serio. Che lavoro fai?”. “Ecco, in realtà scrivo e creo strategie per fare blogging”. “Dai, non scherzare: come fai a guadagnare con il blog? Mio cugino ha il blog del Fantacalcio e guadagna 200 euro al mese con la pubblicità. E lui è bravo, eh. Come fai a vivere con questi soldi?”.

Respira. Ci vorrebbe una gomitata nelle gengive, ma fa’ finta di niente. No, caro, non guadagno con Adsense. Nessuno può guadagnare con quel misero sistema. Solo chi ha visite da portale nazionale può aspirare a cifre umane. Per guadagnare con il blog devi puntare sulla strada indiretta.

guadagnare con il blog
Per guadagnare con il blog devi diversificare – Fonte immagine

Ovvero devi scrivere con costanza per raggiungere il tuo pubblico, per snidare persone interessate. E portarle verso le tue landing page. Qui puoi vendere bene e servizi, puoi proporre consulenze. In altre parole, puoi trovare nuovi clienti. E funziona. Io ho costruito la mia carriera da freelance così.

Ma che ci vuole, dai

Ma vaffanculo, va’. Ecco che ci vuole. Su questa passo, non ce la faccio e abbandono la conversazione. Ma adesso tocca a te: quali sono le frasi che non devono mai raggiungere il tuo padiglione auricolare? Lascia tutto nei commenti, risolviamole insieme queste situazioni.

9 COMMENTI

  1. Tutti sanno scrivere….si è vero, ma quanti sanno scrivere in italiano ?

    Il punto 4 lo condivido tutto, recentemente ho ricevuto email dove mi si proponeva di pubblicare sul mio blog testi scritti da altri ma riguardavano prodotti xyz. La risposta è stata sintetica: “NO, grazie !! “

    • Questa è una questione antica. Io ho sempre rifiutato: l’autorevolezza passa anche dalla tua capacità di rimanere indipendente.

  2. Punti condivisibili, però spesso scrivere è un mezzo, non un fine.
    Nessuno guadagna “scrivendo in modo generico”, si da valore quando si scrive di un argomento che si conosce e per la quale ci si è costruita una reputazione.

  3. “Tutti sanno scrivere.”
    E allora fai un bel sorriso, prendi dalla borsa la mazzetta da 1kg e inizi a martellare le dita del tuo interlocutore. Quindici minuti dopo, appena smette di urlare, riprendi il discorso.
    “Dicevamo… Tutti sanno scrivere. Certo tutti quelli che hanno le dita…”

    Troppo violento? C’è sempre l’alternativa con le forbici da potatura. >:-)

    • Giovanni,

      Questo è una “cura medievale”. Però dai, non voglio limitare il flusso creativo: a volte i profani hanno bisogno di solide ragioni per capire.

  4. “Si vabbè, ma quanto tempo ci vorrà a scrivere un articolo? Mezz’ora? Un’ora? E cosa fai il resto del tempo?”. Nulla, io rispondo, mi giro i pollici e aspetto che qualcuno dall’alto venga a leggerlo, con la sola imposizione del pensiero…

    • Ciao Simona, il tempo è sempre un argomento spigoloso. Pochi capiscono le necessità del webwriter. Ma ti anticipo questo: domani parleremo proprio di questo insieme a una persona che scrive già da qualche tempo sul blog. Tieni d’occhi gli aggiornamenti 😉

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