Eccesso di contenuti: risorsa o minaccia?

Secondo te conviene gioire del fatto che puoi trovare una quantità infinita di contenuti differenti sul web? Io ho la mia idea: ecco cosa vuol dire l'eccesso di contenuti su internet.

La domanda è arrivata su Facebook: “Dove andremo a finire con questi contenuti? Tutti parlano, tutti pubblicano tutti hanno un’opinione giusta e contraria”. E aggiungo, tutti vogliono essere blogger di successo. Anche se c’è eccesso di contenuti.

Eccesso di contenuti
Ci sono troppi contenuti online?

Impossibile trovare la direzione. Se non hai le spalle forti diventi una foglia in mezzo alla tempesta. Basta andare su Facebook o Twitter per capire che viviamo in un’epoca di sovraccarico dell’informazione. Tutti pubblicano qualcosa. Troppe fonti.

Impossibile scegliere. Quando ho iniziato a fare blogging c’erano poche opinioni, e io le ascoltavo quasi tutte. Ora il feed reader è diventato un bazar, una Babele.

Tutti hanno aperto un blog. E io sono felice. Ma questo non cambia la realtà. C’è troppa informazione e devi focalizzare questa condizione: è una risorsa o meno?

Potenziale minaccia dei contenuti

Avere tante fonti da consultare può essere una minaccia. Averne poche non è il massimo, ma in questa valutazione ignori un punto fondamentale: la qualità. Poche ma buone, questo è l’equilibrio ideale. Tutti vorrebbero avere 5 o 6 blog definitivi, da seguire a occhi chiusi.

La verità è questa: curare le fonti è un lavoro difficile. Dannatamente difficile. Perché tutti si propongono come salvatori della patria, tutti squillano trombe e aizzano fanfare quando pubblicano un nuovo articolo. Tu ti fidi, investi tempo per leggere.

Per approfondire: come verificare le fonti del blog

Devi migliorare la tua condizione

Quel blog è importante, quell’altro anche. Questo che fai, non lo leggi? Se tutto è fondamentale niente ha valore, e ti ritrovi con una marea di articoli da leggere. Io ho messo a punto un piccolo programma per razionalizzare le fonti. Vuoi favorire?

  • Non devi sapere tutto: l’ignoranza selettiva è un bene.
  • Tutti i blog hanno diritto a una seconda occasione: alla terza sono fuori dal feed reader.
  • L’opzione “non seguire più” su Facebook è la salvezza.
  • I meritevoli vengono premiati con la stella: più visibilità!
  • Le liste di Twitter sono la forza.
  • Un giro su Unroll.me per eliminare le newsletter indesiderate fa bene.
  • Leggere articoli non vuol dire fare digital detox.
  • C’è la polemica in agguato: fuggite, sciocchi.

Quello che serve lo preservi e lo metti in evidenza, quello che fa rumore lo elimini. Senza pietà. Ci sono centinaia di strumenti per organizzare le fonti. Io ne uso pochi: Feedly per seguire i feed rss, Evernote per conservare appunti. Il resto via.

Eccesso di contenuti
Eccesso di contenuti, cosa significa?

Questa è un’altra piaga del mondo: la continua ricerca dell’app perfetta. Collezionare feed rss non farà di te un blogger migliore, e giocare a Tetris con le productivity app non migliorerà la situazione. Per disinnescare la minaccia dell’eccesso di informazione devi chiarire dei punti: cosa mi serve, dove posso trovare le fonti.

Eccesso di contenuti come risorsa

Nel primo passaggio devi gestire il flusso di informazioni, ora sei tu a cavalcare l’onda. Sei tu a trarre i vantaggi da questa sarabanda di link, menzioni, consigli, articoli, tweet, post e chi più ne ha più ne metta. Ora sei tu che puoi cogliere la palla.



Una fonte vera. Non un feed, non una newsletter che vuole vendere prodotti. Devi diventare un punto di riferimento per chi ha bisogno di orientarsi. Anche altre persone vivono lo stesso problema, non riescono a prendere una decisione.

Tu devi lavorare sulla content curation, che non si riduce a un semplice lavoro di copia e incolla ma riguarda una ricerca approfondita. In particolar modo devi:

  • Studiare le esigenze.
  • Individuare le fonti.
  • Scegliere quello che può servire al tuo pubblico.
  • Arricchire con il tuo contributo.
  • Creare degli aggregati tematizzati.
  • Condividere il lavoro svolto.

Le persone hanno bisogno di te. Questo è un lavoro di content marketing che punta a un obiettivo preciso: fidelizzazione. Tu puoi diventare utile attraverso un lavoro di selezione, organizzazione e razionalizzazione dei contenuti online.

WordPress è una risorsa. Pensa a tag e categorie, alle pagine, ai manuali. Pensa ai pillar article e ai tutorial: le persone hanno bisogno di fonti organizzate. Il tuo blog è il punto di partenza ideale per creare aggregati si contenuti.

Puntare sulla qualità, comunque

A costo di tagliare fuori la quantità. Scrivere ogni giorno è importante, ma non è questo l’obiettivo. Non è una guerra di principio: devi soddisfare una domanda,

Non serve battere il record di contenuti pubblicati. Le fonti aumentano, le persone non riescono più a leggere. Per Neil Patel è la qualità ad avere la meglio:

“The phenomenon of content shock is only getting more impactful. So much content is being created that people drown in it, but most of it is low quality. (…) The only viable solution is to decrease content quantity while increasing the quality. In other words: quality comes first”.

Meno contenuti, maggior qualità. Puoi anche lavorare su altri punti che oggi hanno grande importanza, come il content marketing multiformat e la possibilità di far scegliere al lettore come e quando fruire un contenuto.

Molti blogger, ad esempio, scelgono la strada del podcast: un formato portatile, facile da usare via mobile e non impegnativo. L’articolo te lo leggi o lo ascolti.

Da leggere: le visite sono importanti per guadagnare con il blog?

Eccesso di contenuti: opinioni?

La situazione è questa: ci sono troppe fonti. Ci sono troppi blogger, troppe persone che parlano e che pubblicano. Hanno diritto di farlo, senza ombra di dubbio.

Ma tu devi prendere dei provvedimenti: selezionare per te, suggerire ai tuoi follower le fonti migliori – con strumenti come Scoop.it, Zuzzel, Feedly – e distinguerti con pubblicazioni di qualità. Se necessario a discapito della quantità.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

6 COMMENTI

  1. Secondo me anche distinguersi fornendo uno strumento di fruizione innovativo (o quantomeno nuovo) è importante. Ai soliti RSS, newsletter e social consiglio di affiancare un canale Telegram. È facile da implementare, per molti versi più efficace degli altri e dal forte appeal. https://telegram.org/faq_channels/it

    • Ciao Massimo,

      In questo periodo Telegram va forte, dovrebbe essere implementato in una blog strategy. Che dici, faccio un articolo? Come integrare telegram nella tua blog strategy?

  2. Servono esperienza (anche di pochi mesi) e fiuto per individuare quali siano le risorsi che effettivamente vale la pena seguire. Io, di solito, per discriminare quali blog seguire e quali no, guardo sempre almeno quattro fattori: l’originalità degli articoli, la verifica delle fonti, la passione che c’è dietro al progetto (quest’ultima si traduce anche nell’originalità dell’idea e della freschezza del tone of voice, spesso), e come vengono comunicati e distribuiti i contenuti (interessante il consiglio sul Canale Telegram Massimo Villa, anche io lo utilizzo da qualche settimana).
    È sempre un piacere leggere i tuoi articoli, Riccardo, a presto!

    • Ciao Riccardo,

      Piacere mio di averti tra i lettori. Quindi quattro fattori… io rilancio con un quinto: l’usabilità del contenuto. nel senso, riusciresti a leggere un articolo con tutte le caratteristiche elencate ma capace di inserire un banner ogni scrolling?

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