9 errori da evitare quando fai link building

Quali sono le strategie di link building da evitare? Ecco gli errori che devi glissare per ottenere un profilo link pulito, basato su un lavoro qualitativamente inattaccabile da Google

Ci sono diversi errori della link building che possono minare la riuscita del tuo lavoro. Quest’operazione consente di acquisire collegamenti ipertestuali e menzioni utili per scalare la serp. E posizionare al meglio i tuoi contenuti su Google.

Non fare una link building basata sulla quantità.
Non fare una link building basata sulla quantità.

Rispetto alla link earning, il concetto di building comprende la necessità di costruire una rete artificiale di collegamenti verso il tuo sito web per scalare la serp.

E sai bene che questo è un possibile problema dato che Mountain View vieta le azioni volte ad acquisire link per manipolare il Pagerank. Ecco perché quest’attività deve essere sempre gestita da professionisti in grado di evitare gli errori della link building. Quali sono? Ecco una serie di attività da evitare quando vuoi ottenere buoni link.

Comunicati stampa e article marketing

Una delle tecniche che un tempo restituivano risultati floridi ma che oggi rischia di fare danni. Inutile inviare un singolo comunicato stampa a 300 siti diversi. Anzi, puntare ai collegamenti ipertestuali provenienti da queste pratiche ormai obsolete vuol dire rischiare grosso. Un tempo si lavorava molto con i link dei comunicati stampa, oggi conviene andare oltre queste tecniche e usare questi contenuti nel modo giusto.

Ovvero per fare digital PR, coinvolgere professionisti del giornalismo online e offline per avere la giusta attenzione. E puntare verso una link popularity sana. Magari con citazioni che arrivano da blog di settore.

Per ottimizzare la diffusione di comunicati stampa e article marketing con link diretti verso il tuo blog era sufficiente scrivere testi per i motori di ricerca, e scegliere i siti migliori dove pubblicarli. Oggi questa è una delle tecniche riconosciute come penalizzanti da Google. Quindi la link popularity la curi diversamente, non così.

Da leggere: uscire da una penalizzazione Google Penguin

Iscrizione a qualsiasi web directory

La regola è molto semplice: le migliori web directory erano a pagamento o molto selettive (tipo DMOZ) ma questo non vuol dire che in circolazione non esistevano directory valide e gratuite. Anche questa soluzione, se abusata e usata senza criterio soprattutto rispetto alle directory di bassa qualità, viene indicata come spam.

Perdere intere giornate per inserire il tuo blog in tutte le directory del web è inutile. Solo Yahoo! Directory, DMOZ e pochi altri servizi erano realmente d’aiuto.

Gli errori della link building: evita le directory di bassa qualità.

Oggi sono scomparse queste realtà. Sono dei servizi morti e sepolti. Non posso dire che lavorare sull’inserimento nelle directory può essere un’attività deleteria sempre e comunque, ma di certo oggi rischi di ritrovarti con qualche link spam.

Link sitewide nel footer e nella sidebar

Non tutte le posizioni dei link sono uguali per Google, ci sono dei punti che possono trasformare le sorti di un collegamento ipertestuale. Ad esempio quelle che corrispondono alle zone sitewide di un sito web. Vale a dire:

  • Footer.
  • Sidebar.
  • Blogroll.

La caratteristica base di questi link: sono presenti in zone che si ripetono in ogni pagina, quindi inviano una marea di collegamenti al dominio. Di base, almeno in linea di principio, i link in queste zone non dovrebbero essere per forza spam.

link negativi
Quali sono i link negativi da evitare – Fonte immagine

Di certo hanno un valore minore rispetto a un link contestualizzato, in un contenuto ricco e quindi con una maggiore utilità per il lettore. In ogni caso oggi conviene non rinunciare a priori, ma fare attenzione ai link spam che arrivano da queste aree.

Non sono spontanei e arrivano da una qualche attività di link building mal fatta. Non puoi monitorare tutti i siti web che inseriscono collegamenti al tuo dominio da queste aree, ma non investire personalmente in quest’attività: evita di inserire i crediti ai webmaster e alle agenzie nel footer e non chiedere ai tuoi clienti di farlo.

Siti-satellite, network di blog e PBN

Curare blog per aumentare i link in entrata del tuo spazio web può essere un’arma a doppio taglio. Per curare un solo blog occorrono tempo e dedizione, per curarne 2 l’impegno raddoppia: se non sei disposto a questo sacrificio sarà inutile.

Link building seo comic
Non è così che facciamo link building.

Vuoi fare un passo in avanti e creare un PBN, un private blog network? Questo è il sogno di molti, ma ti assicuro che non è semplice. Senza dimenticare che Google non considera questa tecnica come una fonte per ottenere link di qualità.

Creare portali nei quali promuovere i propri contenuti può essere una buona soluzione se sai come muoverti. Per dare dei frutti reali, però, è necessario ottimizzare, riempire di contenuti e spingere questi siti-satellite, altrimenti ci restituiranno solo link farlocchi. Questo vuol dire possibile penalizzazione, meglio evitare.

Eccessivo scambio di link con altri siti

Se contatti qualsiasi blog ti passi sotto il naso, senza curare la coerenza tra gli argomenti, personalmente credo che tu stia sbagliando tutto: i risultati saranno minimi e il tuo blogroll nella sidebar sembrerà il primo volume delle pagine gialle.

Poi c’è lo scambio link con trucco. Odioso, senza mezzi termini! Accetti un invito di scambio link, inserisci il collegamento nella tua brava sidebar. Poi, dopo una settimana l’altro blogger ha già rimosso il tuo link. Atteggiamento pessimo, vero?

La reputazione te la stai giocando sul serio! Lo scambio non funziona più, l’unica cosa che guadagni è una marea di link spam che arrivano da zone infelici (tipo sitewide) delle pagine web. Come la sidebar e il footer. Senza dimenticare la pagina sponsor.

Acquisto link a pagamento (il male)

Secondo Google questo è il modo peggiore per acquisire link sul sito. Comprare un collegamento ipertestuale è la strada diretta per influenzare il Pagerank e rischiare una penalizzazione. Poi, qualcuno dirà che se fatto bene i rischi si riducono.

E che i link si devono comprare per forza, nessuno li mette in modo spontaneo. In realtà ci sono tanti modi per ottenere link con i contenuti e l’acquisto resta uno dei modi più pericolosi per aumentare la link popularity. Per acquisto s’intende:

Lo scambio di denaro in relazione a link o post che contengono link, lo scambio di beni o servizi in relazione a link o l’invio a qualcuno di un prodotto gratuito in cambio di una recensione positiva e dell’inclusione di un link.

Google

Lo dico senza peli sulla lingua: l’acquisto di collegamenti ipertestuali è una realtà che molti professionisti prendono in considerazione in contesti molto competitivi.

Io non sono d’accordo, o meglio: essendo specializzato nella creazione di contenuti di qualità tento sempre la carta del content marketing, del digital PR e blogger outreach. Anche perché Mountain View è molto duro nel colpire.

Link a pagamento ma anche recensioni e scambio beni

I link spam da evitare sono quelli che arrivano da acquisto di servizi legati a queste pratiche, ma anche a recensioni che hanno come contropartita un servizio in omaggio, un regalo, un trattamento di favore. Come fa Google ad accorgersene?

Riconoscendo pattern, comportamenti troppo schematici relativi ad anchor text, tempi di acquisizione, URL di atterraggio dei collegamenti e dei link in ingresso, tipi di blog e siti, posizioni dei link e altri elementi difficili da prevedere.

Errori della link building con i guest post

Essere guest blogger è un lavoro decisivo, non semplice. A volte pericoloso. Soprattutto se lavori senza una strategia chiara. E se cerchi di fare link popularity a man bassa con questi articoli. Ho sempre considerato i guest post una risorsa fondamentale per la link building, anche superiore a quella dei comunicati stampa.

Scrivere un guest post in un blog ti permette di ottenere click validi e un link molto interessante se hai saputo scegliere la miglior piattaforma. Perché, quindi, inserisco questa voce nella guida per capire come non aumentare la link popularity?

Ecco gli errori della link building su guest post.

Semplice, se esageri con questa tecnica rischi grosso. Soprattutto se scambi la pubblicazione di guest post per un semplice lavoro di article marketing, comunicati stampa a buon mercato e pubbliredazionali. Matt Cutts ha più volte speso parole di avvertenza nei confronti del guest blogger troppo spinto lato SEO.

Tutto questo richiede impegno, non provare a spacciare un testo già pubblicato come la tua punta di diamante: farai solo una pessima figura. E Google non è d’accordo con chi vuol far passare l’acquisto di link per un’azione di guest blogging.

Attenzione, il guest blogging non è una pratica spagliata a priori. Lo diventa nel momento in cui usi questi contenuti per giustificare campagne di link acquistati e particolarmente spinti, su siti decontestualizzati e con anchor text selvaggi.

Link da forum e commenti dei blog

È vero che frequentare i forum può rivelarsi un’ottima strada per inserire link, ma questo deve avvenire in maniera graduale. Ad esempio, in alcuni forum si può inserire una url nella firma solo dopo un certo periodo di frequentazione attiva. Se non ti attieni alle regole vieni bannato, se esageri con la link building anche.

Anche i commenti possono essere un problema

Commentare un blog con argomenti solidi e analisi dei contenuti potrebbe portarti qualche reale vantaggio. Essere presente a ogni post con interventi inutili e una firma che porta anchor text con keyword esatte è una pessima idea.

Il comment marketing si fa in modo diverso e professionali, se usi le interazioni solo per avere collegamenti stai solo moltiplicando i link spam. Anche se nofollow.

Da leggere: quali sono le migliori strategie per ottenere link in ingresso?

Giocare sul link baiting per il Pagerank

Scrivere contenuti accattivanti e realmente utili (quindi no spam) in modo da facilitare la naturale tendenza ad essere linkati. Il link baiting è un percorso che restituisce una forza ai link pari a quella dei guest post, se non maggiore.

Ma molto più difficile da percorrere. Il rischio è quello di cadere nella trappola dei contenuti farlocchi pur di ottenere link, e questo diventa un problema per il brand.

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