Cosa vuol dire essere blogger?

Basta avere un blog per definirsi definitivamente un blogger di professione? Ecco cosa devi sapere per dare una definizione a questo lavoro così importante per chi scrive contenuti.

Essere blogger vuol dire possedere un blog, magari su WordPress e scrivere articoli. Il blogger crea contenuti e relazioni virtuose con il lettore. E con altri colleghi.

Cosa vuol dire essere blogger?

E a volte il lettore (quindi sto parlando anche di te) aiuta a trovare nuove idee. Ma soprattutto permette di riformulare le idee e a individuare nuove strade.

Solo gli stupidi non cambiano mai idea, lo sai! Cosa significa essere blogger secondo te? Ecco un punto di vista personale su un argomento così importante.

Cos’è il blogger: una definizione

Essere blogger vuol dire creare un blog e gestirlo. Così è stato per Aranzulla e Chiara Ferragni.

Questi personaggi possono essere definiti blogger perché hanno un blog.

Ma non due blog qualsiasi: gestiscono due piattaforme note come esempi di guadagno online. Lui, Salvatore Aranzulla, è famoso per aver conquistato le migliori posizioni nelle serp. Cerca un tutorial legato alla tecnologia digitale e appare Aranzulla appare. Lei invece è la regina delle fashion blogger.

Da leggere: cos’è un blog, definizione e spiegazione

Blogger: cosa fa esattamente

Il blogging si occupa della pubblicazione di contenuti su un blog. E ti aiuta a trovare nuovi lavori, non a creare denaro dal nulla. Guadagnare con un blog per un comune mortale vuol dire intercettare possibili clienti con articoli di qualità, studiati ad hoc.

I blogger pubblicano contenuti di qualità per il proprio target. Scrivono bene, inseriscono foto degne di nota e spiegano con chiarezza temi più o meno complessi. Ma ho notato un punto importante: in non viene mai meno l’interazione.

Cosa significa blog? È la contrazione delle parole web log, diario online. Stiamo parlando di un sito web basato sulla logica del diario personale.

Cosa deve fare un blogger

Quali sono i principi del blogging? La pubblicazione di articoli, quindi la continua evoluzione della home page, e l’interazione con l’utente. Il dialogo, la conversazione, la costruzione di un rapporto intimo e speciale.

Cosa vuol dire essere blogger?

Questo elemento manca sulla piattaforma e sui social. Loro pubblicano e basta, come un quotidiano online. Come Repubblica o Il Corriere della Sera. Ora la mia domanda è questa: per essere blogger è sufficiente pubblicare articoli con continuità? Sul serio basta questo?

Secondo me no, sono altro. Do ragione a chi ha sostenuto questa tesi in passato. I requisiti fondamentali sono la condivisione, la pubblicazione e l’interazione.

Io ho sempre dato attenzione ai dettagli perché credo che siano importanti per fare la differenza tra un buon post e un grande post. Chi è il blogger e cosa fa? Ecco, ti lascio qualche idea sviluppata durante la mia attività quotidiana del web writer:

  • Usa didascalie per contestualizzare le immagini.
  • Devi migliorare la leggibilità del testo.
  • Aggiungi un menu interno con ancore.
  • Scegli sempre tag alt e nome immagine con cura.
  • Inserisci i link interni scegliendo le risorse migliori.
  • Usa parole brevi, di uso comune.
  • Verifica le fonti e dai un’informazione accurata.
  • Risolvi le barriere tra autore e lettore.
  • Elimina tutti i campi inutili nei form.
  • Cerca di rispondere sempre ai commenti.

Inoltre, inserisco tutti i link necessari al lettore per approfondire un argomento. Perché non c’è blogger peggiore di quello che non soddisfa la sete di conoscenza.

Essere blogger, creare relazioni

Certo, non sempre è possibile. Ma l’obiettivo è questo: creare una connessione con il singolo lettore. Creare e alimentare giorno dopo giorno. Curando i dettagli.

A volte basta una email o un messaggio nella chat per diventare importante. E fidelizzare il lettore che a sua volta può essere blogger di grande successo.

I blogger creano relazioni.

Per qualche lettore tu sei un content creator e un collega. E ti posso assicurare che creare una rete virtuosa di contatti vuol dire raggiungere un buon risultato.

Perché avrai sempre bisogno dell’altro. Avrai sempre bisogno di qualcuno che ti metta in contatto con la soluzione, e nella rete i nodi si aiutano a vicenda. Non si abbandonano. Anche internet si basa sulle connessioni secondo Seth Godin:

The internet is a connection machine. Virtually every single popular web project (eBay, Facebook, chat, email, forums, etc.) exists to create connections between humans.

I grandi progetti web creano connessioni tra esseri umani. Io credo in questa idea, e credo che (usando le parole di Godin) sia un dovere del blogger connettere lettori.

Per approfondire: come aprire un blog di successo

Cosa vuol dire essere blogger

Esatto, cosa vuol dire essere un blogger? Non solo scegliere tra Blogspot e WordPress, c’è altro sotto. I blog di Aranzulla e Ferragni sono mezzi di condivisione del sapere, sono mezzi per divulgare conoscenza, sono ottime fonti di ispirazione.

Ma gli autori di contenuti utili non sono blogger perché non creano interazione. O almeno io non l’ho vista. Secondo te sbaglio? Lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

29 COMMENTI

  1. a volte penso che dietro Aranzulla e Ferragni ci siano delle strutture societarie ben solide e condivido il fatto che non siano dei veri blogger proprio per la mancanza di interazione

    • Oggi posso dirti che c’è un bel business dietro. E guadagni molto interessanti. Per questo ci sono collaborazioni che si sviluppano, difficile fare tutto da solo.

  2. Ciao Riccardo,
    dunque Aranzulla=manuale online e Ferragni=rivista online? A quanto pare si. Se vuoi, puoi aggiungere alla lista degli pseudo-blogger anche vari giornalisti o persone influenti dell’entertainment nostrano, come ad esempio Linus di RadioDeejay: tanti commenti ai loro post ma nessun dialogo.
    Simone

  3. Non sbagli affatto Riccardo. Anzi, mi trovi assolutamente d’accordo con te e temo che tutto questo faccia parte della incredibile confusione che domina il mondo-web, ancora giovane e ancora in mutazione quotidiana.

    Etichette e professioni si susseguono in una sorta di flusso di coscienza collettivo alla ricerca di risposte che solo il tempo potrà dare.

    Il blogging per me è: condivisione e dialogo. La prima implica un aspetto fortemente narrativo ma soprattutto personale, confidenziale quasi intimo e il secondo prevede uno scambio equo e costante di valore. E secondo me non c’è niente di più bello che vedere un blogger che non si pone come un “so tutto io” ma che cresce col tempo insieme (e grazie) al rapporto con i propri lettori.

    • Per questo l’ho scritto e lo risposta riscrivo: la riflessione è nata e si è sviluppata grazie al pubblico. Un concetto che mi ha fatto pensare: loro si comportano così?

      • Direi proprio di no. Come dici te sono produttori di contenuti, sono siti, sono autori, sono influencer… il blogging è un’altra cosa.

  4. Ciao Riccardo,

    Ovviamente sono assolutamente d’accordo con te. Ne ho parlato proprio oggi sul mio blog: la prima regola del blogging è creare interazione, altrimenti si torna alla vecchia logica del “Io scrivo, tu leggi” che è ormai morta e sepolta.

    • Morta e sepolta per alcuni, per i grandi media che hanno traslato il modello redazionale sul web: per i personaggi protagonisti di questo blog, invece, sembra che le cose vadano alla grande.

      Sembra.

  5. Avere un blog è lavoro di scambi. Una comunicazione tra blogger e lettore è fondamentale perché nessuno scrive e pubblica un articolo solo per se stesso. Il blog non è un diario segreto né un contenitore sterile, è condivisione. Interagire aiuta il blogger a migliorare e ad offrire un servizio migliore. The Blonde Salad mi ricorda molto un concept store, non un blog. Lo è stato, ora non lo è più. Ciao Riccardo!

    • Da considerare anche la necessità di chi pubblica: gestire tutti questi lettori non è facile. Anche questo è un punto da considerare, essere blogger è un lavoraccio.

  6. Ciao! Secondo me hai perfettamente ragione. Un blog senza uno spaccato personale secondo me non è un blog. Anche nel settore food si trovano molti blog che sono in realtà semplici raccolte di ricette. A me piace trovare la personalità, storie di vita, riflessioni personali in un blog. Altrimenti è un sito informativo. 😉

  7. Ciao Riccardo,
    io, che pure scrivo scrivo scrivo, non mi considero una blogger. O forse una blogger prima dell’avvento dei social, perché non sempre cerco interazione on line. Se c’è va bene, ma non la provoco. Però mi leggono lo stesso 😉

  8. Interessante questo articolo, sono capitata per caso qui. Credo che quando si arriva ai livelli di Chiara Ferragni * conosciutta nel mondo* diventa un po- difficile interagire, il blog ora e il suo lavoro vero e proprio.
    A noi blogger normali ci piace interagire, confrontarci. Bel articolo comunque!

  9. io ho sempre un progetto quello di creare una rete di giornalisti o Blobber per fare informazione locale, ho anche fatto un video su questo aspetto ma non so se esula da quanto dite Voi in questo articolo

    • Diciamo che tra blogger e giornalisti c’è ancora un velo di distanza che non riusciamo a colmare. Un giorno, forse…

  10. L’interazione in un blog secondo me è fondamentale… se manca quella non credo si possa parlare di blog…

  11. Io credo che un blogger debba creare anche temi di conversazione e fare in modo di interagire con i visitatori.
    Molti sul mio sito hanno tergiversato ma non compreso il vero senso del termine.
    Con molti miei visitatori ho instaurato rapporti che esulano il virtuale diventando anche reali a volte.
    Per me essere una blogger vuol dire creare anche rapporti interpersonali.
    Ciao Riccardo.

    • Questi sono punti decisivi per creare un blog di successo, interazione e coinvolgimento sono la base di partenza.

  12. Io non lo vedo sotto l’aspetto commerciale sociale credo che la fortuna di un blog sei bella nell’Unione nella sinergia con altri il blob soprattutto quelli che fanno informazione locale.Creare una rete in sintesi, ci guadagnerebbero tutti

      • Mi interessa molto il tema delle collaborazioni tra blog. Purchè sia uno scambio alla pari. C’è il modo per far si che sia così?
        Follow, no follow, ospitate… Qual è meglio? chi ci guadagna in termini di visibilità?

        • Io direi di iniziare con un po’ di guest blogging da blog attinenti e di primissima qualità, questo è un buon punto d’inizio. Fatto con moderazione, ovvio.

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