Cos’è una exit strategy?

Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il

Definizione di exit strategy o strategia d’uscita: è un piano di azione concordato per svincolare il brand da una condizione difficile in modo graduale e conveniente.

exit strategy
Uscire da una situazione difficile.

Quando hai un’azienda o sei un imprenditore devi individuare una via di fuga. È come una partita a scacchi: quando fai una mossa devi avere le spalle coperte.

Questo vale anche in una strategia di web marketing: devi avere la soluzione per tamponare eventuali falle, critiche feroci, attività che ti sfuggono di mano.

Cos’è una exit strategy: significato

Il concetto di exit strategy, oltre a riguardare da vicino la possibilità di un brand di allontanarsi da una situazione difficile, riguarda un altro punto: la possibilità di ottenere vantaggi.

Da un punto di vista aziendale, ad esempio, l’exit strategy riguarda la possibilità di vendere le proprie quote nel momento in cui ci sono problemi. Ma non sempre è così, molte startup vedono la exit strategy come un momento evolutivo della natura stessa della propria creatura.

Da leggere: la regola 80/20 nel marketing

Exit strategy nel business plan

Spesso l’uscita virtuosa è presente già nella definizione base dell’azienda. Questo significa che c’è già una strategia per definire come uscire da una determinata condizione. Questo accade proprio nelle startup, quando si raggiunge l’obiettivo.

exit strategy cos'è
Strategia di uscita anche per COVID e coronavirus?

Ovvero quando hai trasformato l’idea in un’azienda di successo. E bisogna decidere se continuare ad amministrarla o cederla per uscire di scena. In questo modo, però, prevedendo il tutto già nel business plan, puoi capire come, quando e perché.

Esempi di exit strategy aziendali

Da un punto di vista aziendale esistono diverse soluzioni che ti consentono di uscire di scena, e risolvere un problema, in modo da ottenere vantaggi importanti.

  • Acquisizione: vieni acquistato e inglobato in una realtà più grande.
  • Merger & Acquisition (M&A): simile, si tratta di una fusione.
  • Initial Public Offering (IPO): quotarsi in borsa e cedere quote.
  • Vendita: non cambia niente, c’è solo un passaggio di proprietà.

L’exit strategy aziendale non è obbligatoria, non deve esserci per forza in una startup. Nei settori più complessi e rischiosi, invece, è sempre utile avere un piano per uscire dalle condizioni complesse. Fa parte dello spirito di autoconservazione.

Da leggere: cos’è la pubblicità comparativa?

Vuoi qualche informazione in più?

Adesso la parola passa a te: cosa farai quando il tuo settore sarà in difficoltà? Come guadagnerai quando non ci sarà domanda e l’offerta diventerà abnorme?

Riccardo Esposito

Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

Categoria: Marketing

7 commenti su “Cos’è una exit strategy?”

  1. È un tema interessante, problema che in 15 anni di lavoro sul web mi sono posto diverse volte. (E in 15 anni siamo passati dalle gif animate a…. Le gif animate ?

    Scherzi a parte fin qui per me sono valsi alcuni principi:
    – approfondisci e studia, ma non troppo
    – stai calmo
    – diversifica
    – prova a mettere un piedino più in là e vedi come va

    Il risultato è che mi occupo di molte cose e la mia attività non ha mai avuto scossoni perché se un settore specifico crolla io posso occuparmi di altro.

    1. Riccardo Esposito

      E se ti dicessi ignoranza selettiva? Studia quello che ti serve e poco altro?

      Sulla diversificazione sono allineato. Stesso discorso per la zona do comfort. Il punto è che non dobbiamo mai rilassarci. Domani ti aspetta la seconda parte dell’articolo…

  2. Valentina Veneziano

    Ciao Riccardo! Mi piace molto questa scelta editoriale “parte 1 – parte 2”.
    Veniamo a noi. Ho il terrore che tutto si trasformerà in video e beh, siamo già sulla buona strada. Sono un’entusiasta e amo provare cose nuove ma sono anche terribilmente timida e ho sempre pensato che il video non fosse per me. Però con Snapchat sto facendo terapia ^_^ perché non voglio tirarmi indietro al “progresso” anche se sono sempre convinta che non siamo portati per fare tutto. Prima dobbiamo testarlo però.

    1. Riccardo Esposito

      Beh, fin quando il testo sarà la strada preferita da Google per scovare contenuti siamo sereni. Il problema è chi li deve scrivere questi testi?

    2. Cristiano Carli

      Scusate se mi intrometto. Anch’io Valentina a volte condivido il tuo timore per una futura eventuale egemonia del video rispetto ai testi, ma poi mi dico che dietro a un buon video c’è quasi sempre un buon testo 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.