Forse non basta quello che fai

Ci sono una serie di passaggi essenziali nel mondo in cui viviamo. Uno di questi è chiaro: non basta quello che fai, devi impegnarti di più. Qualche esempio virtuoso da seguire?

No, non basta quello che fai. Nella maggior parte dei casi è proprio così: non è sufficiente ma tu credi che tutto sia permesso e dovuto perché hai fatto il compitino. Hai seguito le istruzioni scritte da qualche parte. Ma non è così.

non basta quello che fai
Devi fare di più.

Non è mai così, anche se credi che questo possa aiutarti in qualche modo. Oggi voglio lasciarti l’esempio virtuoso di chi ha deciso di andare oltre. Sono casi diversi.

Iniziamo da Dave Grohl

Dave Grohl, cantante dei Foo Fighters, si rompe una gamba sul palco. E continua a suonare. Avrebbe potuto annullare il concerto, avrebbe potuto trovare una scusa.

Anzi, non sarebbe stata una scusa. Come può un personaggio del suo spessore – uno che ha attraversato i palchi di mezzo mondo – cantare e suonare con una gamba rotta. È umanamente impossibile, tutti avrebbero capito. Invece no. Dave Grohl sistema la gamba e continua il concerto sulla sedie a rotelle.

devi impegnarti di più
Dave Grohl suona con al gamba rotta.

Poi… beh, ecco. Adesso suona su un trono rock spettacolare, trasformando la sua disavventura in una strategia per fidelizzare il pubblico. “Io non vi abbandono mai. Anche quando potrei farlo. Io ci sono sempre”. Ecco, anche quando potrebbe rimanere a casa.

Ti racconto un’altra storia

C’è un bambino chino sul suo quaderno. Fa i compiti con l’aiuto della luce del lampione perché a casa non c’è elettricità. “Niente luce, niente compiti” qualcuno direbbe. Impossibile studiare se non hai la lampada per illuminare i quaderni.

Mi sembra giusto, mi sembra umano. Tu saresti disposto ad accettare un simile ragionamento? Non è una scusa. È una condizione. Sei povero, resti povero. Puoi studiare di giorno, ma questo non ti permetterà di dare il massimo.

forse non basta quello che fai
Un bambino che fa i compiti in strada.

Invece c’è sempre una strada per dare il massimo. Così Daniel Cabrera – il nome del bambino fotografato da Joyce Torrefranca e pubblicata su Facebook – va a fare i compiti in strada. Sotto a un lampione. Una vera assurdità per chi vive in Italia.

Fare formazione: cerchi un corso di blogging

Qual è la connessione?

Qual è la connessione tra il bambino filippino e Dave Grohl? E, soprattutto, perché queste storie si trovano su My Social Web? Guarda, te lo dico con molta semplicità e franchezza: sono stanco di sentire scuse. Le trovi ovunque, dietro a ogni angolo.

Ci sono scuse per nascondere qualsiasi lacuna. Ci vuole troppo tempo. Non c’è spazio per me in questo business. Non è facile guadagnare con un blog. Le visite sono basse, non arrivano i commenti. Gli altri scrivono male, io scrivo meglio.

Scuse. Solo scuse. Lavorare online non è facile, lo ammetto. E ammetto anche che è sempre più difficile trovare uno spazio per la propria idea. Le nicchie si saturano, le persone hanno già affrontato qualsiasi argomento. O almeno così sembra.

Tranquillo, è solo percezione

Questo senso di inadeguatezza che ti spinge a trovare scuse e giri di parole è solo una caratteristica del tuo essere pigro. Vuoi fare il web writer?

Bene, basta saper scrivere su internet. Vuoi diventare blogger? Certo, iscriviti a WordPress.com e lancia due retweet. Sai quanta gente conosco che la pensa così?

Poi scopri che la storia è diversa. Scopri che devi pianificare, definire strategie di comunicazione, creare attività di social media marketing e magari anche rubare i lettori degli altri blogger. Per non parlare dell’ottimizzazione SEO, dei lavori di Digital PR con gli influencer o i guest blogger: devi farti il mazzo a tarallo.

Devi essere disposto a suonare con la gamba rotta quando puoi startene a letto, devi fare i compiti in strada quando puoi nasconderti sotto la coperta del vittimismo. Non ho la luce, che disdetta. Non studio, non lavoro, non miglioro il mio status.

Studio anche sotto al lampione

E suono con la gamba rotta. Qualcuno può confondere tutto questo con esibizionismo e arrivismo, con una sorta di sfruttamento delle potenzialità per arricchire le tasche del padrone. Un dipendente deve spingersi oltre? Deve dare il massimo e superarsi?

Non esistono più i dipendenti. Esistono liberi professionisti che prestano servizio per un cliente. Che assume, certo, ma che può anche cambiare idea domani.

Come ogni libero professionista, il dipendente deve essere pronto a cambiare strada. Ma soprattutto, deve essere pronto ad andare oltre. A essere speciale.

Queste storie, il chitarrista che non si ferma davanti all’incidente e il ragazzino che trova una soluzione per studiare, sono dei casi distanti. Ma accomunati dal desiderio di farcela. Anzi, di essere speciale. Solo così le persone si ricorderanno di te.

Per riuscire in questa grande opera devi sputare il veleno. E lo devi fare ogni giorno. Ogni santo giorno. Tante persone mi chiedono qual è il segreto del mio blog. La mia risposta non cambia: costanza. Pubblicazioni continue, costanti, quasi ogni giorno.

Per approfondire: perché pubblicare tutti i giorni

Vale anche per te?

Ogni volta che ti lamenti perdi tempo. Puoi avere tanto da imparare, ma questo è un tratto che si recupera. Con la formazione, lo studio e l’esperienza sul campo.

Ma devi investire sul tuo lavoro. Devi togliere ore al tempo libero, devi essere disposto a lavorare con un impegno nuovo. Non devi trovare scuse, non è possibile.

La colpa è dei fattori esterni? No, non sempre. Sei d’accordo con questo punto di vista? Secondo te stai facendo il massimo per ottenere buoni risultati nel mondo del lavoro online? Lascia la tua idea nei commenti, aspetto la tua opinione.

15 COMMENTI

  1. Post bellissimo, complimenti Riccardo.
    Gli esempi che hai citato sono davvero perfetti per sfondare quel muro di pigrizia mentale dietro cui ci si nasconde, a volte, quando tutto non va come dovrebbe. Non bisogna perdere di vista l’ingrediente “speciale” delle nostre attività. I commenti, la condivisione, il business prima o poi arriveranno.

    Grazie per aver condiviso questi pensieri stimolanti! 🙂
    Nico

    • Ciao Nico,

      Ti ringrazio, è sempre un piacere averti nei commenti perché trovi le parole giuste: pigrizia mentale. Come descrivere diversamente questa situazione? perfetto.

  2. Io non so se è stato Grohl a decidere di continuare il tour o meno. Molto probabilmente c’è stata anche una pressione da parte di chi ha organizzato il tour. E allora aggiungo: trovati delle persone che ti spingano sempre verso i tuoi obbiettivi, perché non è sempre facile essere motivati.

  3. Sono dell’idea(parecchio estremista direi) che individuare a tutti i costi un colpevole o la causa di un problema sia uno spreco di tempo ed energie.
    Piuttosto che rimuginarci su, o accampare scuse, definisco lo stato\obbiettivo che voglio raggiungere e agisco di conseguenza: cercando e trovando le soluzioni più soddisfacenti.

    Va bene che dare la colpa a fattori esterni in un primo momento può preservare la tua autostima(ce l’ho messa tutta, ma…però…lui…la sfortuna…il rumore, etc), ma a lungo andare, con questo atteggiamento, non farai altro che confermare a te stesso che non hai il ben che minimo controllo sulla tua vita. Ogni volta che ti deresponsabilizzi e rinunci. E tutto ciò si tramuta in cacchi amari.

    • Siamo sempre maestri nel cercare colpe esterne per giustificare fallimenti personali. Credo che sia veramente fruttuoso far pace con il fatto che tutti possono sbagliare e fallire.

  4. Approvo e apprezzo l’articolo. Ammiro chi si sforza, chi affronta le difficoltà e supera la “comfort zone” per dare vita a qualcosa di nuovo.
    Condivido anche l’attenzione volta a non fare di questi valori una schiavitù. Penso che i grandi successi non possano prescindere da una sana umiltà e dalla consapevolezza che è proprio all’interno dei propri limiti che bisogna diventare grandi.

    • La comfort zone, a volte, è solo una scusa che usiamo per non metterci in discussione. Io dico questo: andiamo oltre, cerchiamo di non perdere di vista l’obiettivo finale. Vale a dire il miglioramento.

  5. Ho appena scelto di smettere di essere dipendente per poter provare a diventare “speciale” e questo post finisce dritto dritto e stampato nel mio nuovo ufficio. Grandissimo!

    • Grande Alex, fallo fruttare. A questo punto ti consiglio anche il mio ebook gratuito dedicato ai freelance https://www.mysocialweb.it/2013/12/24/e-book-natale/

  6. Ciao Riccardo, c’è anche la scusa numero 1: “La crisi economica”. Francamente devo ringraziare la crisi, penso che senza le avversità nel lavoro e nel mercato, non avrei mai cercato il coraggio di credere in me stesso e di aprire la mia azienda. In bocca al lupo a tutti quelli che vogliono auto-assumersi diventando liberi professionisti o imprenditori!

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