Come diventare un venditore freelance

Vuoi fare la differenza e continuare ad avere successo con la tua partita IVA? Devi diventare un venditore freelance di un certo livello. In che modo? Ecco cosa devi sapere.

La verità è semplice: devi essere un buon venditore per migliorare la tua attività di freelance. Hai la giusta esperienza, hai fatto formazione, hai un buon portfolio e hai creato un blog per fare pubblicità alla tua attività e per migliorare il tuo brand.

Come diventare un venditore freelance
Come diventare un venditore freelance.

Ma non è sufficiente. Avere un buon nome è indispensabile per trovare nuovi lavori, ma per massimizzare i guadagni devi essere un buon venditore. Devi vendere il tuo servizio. No, è diverso: devi vendere il valore che puoi dare al cliente.

Non svenderti e abbassare il prezzo

Niente sconti. Non svendere il tuo servizio freelance a un prezzo troppo basso. Perché in questo modo abbassi il valore del tuo lavoro. Il prezzo del tuo lavoro deve essere manifesto del valore che puoi dare alla persona che ti sta contattando.

Proporre un prezzo basso, altamente competitivo, vuol dire rimanere dilettante a vita. Non sei un dilettante, ti vendi così. Sei tu che ti vendi a un prezzo ridicolo per pregare, scongiurare il potenziale cliente a scegliere i tuoi servizi.

guadagnare
Chiedere di più – Fonte Flickr

Hai l’esperienza, hai la formazione, hai le competenze per dare valore al cliente che ti ha contattato: hai tutti i requisiti per chiedere il giusto. Anche perché una volta stabilito il prezzo sarà difficile giustificare un aumento del prezzo.

Certo, tutti devono fare la gavetta. All’inizio devi fare esperienza e accettare timidi preventivi. Ma poi devi dare il giusto valore alle tue ore di lavoro. Ieri ho letto dei freelance in Inghilterra e in Olanda: 300 sterline al giorno, 60 euro a ora.

Da leggere: come diventare freelance

Come chiedere di più a te stesso

Un buon venditore sa guadagnare di più. Un buon venditore sa giustificare un prezzo. Come? Deve dimostrare competenza, conoscenza della materia. E deve lavorare bene con il preventivo per vendere di più come freelance.

Un preventivo serio, dettagliato capace di spiegare con cura l’impegno che sarà necessario per svolgere ogni passaggio, può fare la differenza.

Ho scritto un articolo per creare un preventivo, ma il passaggio è questo: deve essere chiaro l’impegno necessario per svolgere il lavoro. Senza sminuire le condizioni.

Attenzione al cliente che pretende troppo in fase di preventivo. A volte è solo una tecnica per avere indicazioni sul lavoro da svolgere che poi saranno girate a freelance meno esperti e meno onerosi.

Il tuo nome di venditore freelance

Il personal brand: non c’è nulla di più prezioso. Solo attraverso la cura della tua immagine (online e offline) puoi avere la forza necessaria per imporre il tuo prezzo.

buon venditore freelance
Ok, stai vendendo la tua attività?

Quando il tuo nome è sinonimo di qualità e professionalità le probabilità che il tuo preventivo venga approvato aumentano. Ma c’è del lavoro che ti aspetta.

Per dare forza al tuo brand devi lavorare sodo per mesi, anni. Ci vuole un’azione continua, precisa e non invadente. In questo articolo sulla brand awareness puoi trovare consigli indispensabili per ottenere buoni risultati.

Da leggere: come lavorare senza concedere sconti

Sei un buon venditore freelance?

E tu sei un buon venditore? Sei una persona capace di dare il giusto prezzo a un servizio che darà valore aggiunto al blog, alla landing page, alla pagina Facebook o al sito web del cliente? Dimostramelo, lascia la tua idea nei commenti.

7 COMMENTI

  1. Tosto questo pezzo, Riccardo.
    Intanto grazie per la citazione insieme alla mitica Fra (Francesca Borghi) della quale condivido il pensiero.
    Veniamo al tuo articolo di oggi: ! il preventivo.
    Trovo molto utile il link ai tuoi consigli in merito, e te lo dico con cognizione di causa: non hai idea di quanti tuoi colleghi ho aiutato a rifare completamente o in parte un preventivo, anche gente insospettabile perché fortissima sulla rete. Poi magari in questi ultimi casi era solo questione di qualche piccolissimo ma determinante dettaglio.
    Quanto al vendere, al saper vendere concordo con tutto quanto hai scritto con un piccolo distinguo: Sì è importante il nome che ti fai, tuttavia quando sai vendere molto bene, puoi anche essere un perfetto sconosciuto e macinare successi e saranno proprio queste vendite a generare un passaparola positivo. Quello che non deve esserci è una cattiva nomea del prodotto. Questo te lo dico solo per tranquillizzare chi inizia da zero: tutti possono fare e bene, anche se non hanno alle spalle anni di branding, e soprattutto senza sconti.
    Il prezzo si definisce in base al target che ti interessa, e in base al posizionamento che vuoi sul mercato, poi tenere fede a quello. Si possono anche fare degli sconti (è una buona, anzi ottima) tecnica di vendita, ma solo quando parti da un prezzo alto e quindi hai molto margine di manovra. Altra cosa formidabile è la tecnica di Fra: un omaggio al cliente. Ma attenzione: Francesca non regala un gadget a caso, i suoi omaggi sono miratissimi e per questo funzionano.
    Quanto al vostro lavoro (copy/webwriter, grafici, seo etc..) sono consapevole di quanto sia purtroppo ancora sottovalutato, ma questo in parte è dovuto anche al vostro modo di porvi. Io stesso che frequento praticamente solo webworker (socialcosi non mi piace) fatico a capire il valore e giustificare certe richieste. Oggi so che per meno 80/100 euro un webwriter non dovrebbe nemmeno pensare, ad esempio. Il punto è che questa usanza di abbassare i prezzi vi porta una spirale pericolosa: nessuno considera di valore qualcosa che costa poco. (ok ci scrivo un articolo se no non finisco più)

    • C’è ancora un piccolo problema da affrontare: farsi trovare. Vero che per vendere bene non hai bisogno di un nome forte, ma questo nome può aiutarti sul web quando devi trovare nuovi lavori. Un nome forte ti aiuta sui social, ti aiuta quando ti cercano suo motori, ti aiuta nel passaparola sommerso… Non credi?

      • Mi ricordo dei commenti di Andre e delle Francesca! Ne è nato un signor articolo, bravo Ric 🙂

        Detto questo, io sono partito da 2 anni scarsi, come freelance, quindi non ho ancora un nome in grassetto sul web.
        Posso dire però, nel mio piccolo, che lavorando con costanza sul mio brand (blog, immagine, contenuti e quant’altro) ho racimolato diversi lavoretti che mi sono stati promossi direttamente dal cliente che mi ha trovato sul web, piuttosto che dalle web agency con cui collaboro costantemente.

        Nonostante tutto questo, penso che ci voglia comunque un pò di esperienza nel sapersi vendere. In un attimo, ti puoi bruciare passato, presente e futuro…

      • Assolutamente Riccardo: buon nome per buona visibilitá. In effetti prima mi sono espresso in modo incompleto, volevo solo rassicurare chi inizia (in qualunque campo) che puó farcela e che non deve svendersi solo per inesperienza, o non solo rovina il mercato, ma non si fará altro che il nome di uno che vende ad 1€ un’articolo, ovvero che i suoi articoli non valgono più di un euro.

        • Io lo dico sempre: meglio lavorare gratis. 1 euro… ma ti rendi conto. Neanche un pacchetto di gomme costa 1 euro.

  2. Ciao Riccardo,
    Prima di tutto grazie mille per la citazione 🙂
    Concordo su ogni singolo punto che hai scritto e se posso farei anche delle aggiunte.
    Ho già detto che devi vendere valore prima ancora del prodotto ma prima di tutto devi riconoscere il tuo valore e non permettere a nessuno di svalutarlo.
    I clienti “furbetti” cercheranno di metterti fin da subito in una situazione di difficoltà, quella in cui cercano in tutti i modi di sminuirti e di metterti alle corde. Ma sta a noi non permetterlo. Già a noi che conosciamo valore e qualità del nostro lavoro e nel mio caso anche quello dei miei collaboratori che per un buon cliente non si risparmiano mai.
    Quindi testa alta davanti al cliente, che non significa essere arroganti, ma semplicemente essere convinti delle proprie capacità e dei risultati che possiamo fargli ottenere. Ci dobbiamo far scegliere in mezzo a competitor/colleghi che per le più svariate ragioni invece si svendono. Svendersi come dice anche Andrea sopra farà percepire al cliente che il tuo valore è quello (basso) e di sicuro non potrai mai più chiedergli un prezzo più alto: ti avrà “incatenato”.
    Ricordarsi che possiamo anche dire qualche no se il gioco non vale la candela.
    Ricordarsi che il cliente è a suo modo un venditore e che se tu non sarai sufficientemente bravo sarà lui a vendere a te il prezzo che vuole ottenere.
    Per diventare un buon venditore poi è necessario applicarsi, saper affrontare lo stress e rispondere repentinamente alle situazioni difficili, studiare, frequentare corsi se necessario, migliorarsi continuamente, mettersi in gioco, salire sul ring con la convinzione di poter vincere e volersi bene.
    Già, volersi bene, perchè se per primo non credi tu in te stesso come potranno gli altri affidarti il loro progetto?
    Ottimo post e ottimi suggerimenti!
    E mi chiedo: ma chi si svende si rende conto che rovina il mercato?

    • Probabilmente no, non credo che si rende conto del danno. Svendersi vuol dire danneggiare il proprio lavoro e quello dei colleghi. Io credo che ci sia lavoro per tutti, non c’è bisogno di combattere sui prezzi. Anche perché con 1 euro a pezzo che compri… un articolo banale e scritto con i piedi.

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