Il lavoro freelance dà più sicurezza del posto fisso

Questa è la dura verità: oggi essere liberi professionisti non è per forza sinonimo di incertezza. E lavorare come dipendente può essere altrettanto problematico. Sei d'accordo?

No, non sto scherzando. Oggi il lavoro freelance dà più sicurezze del posto fisso. Non è una certezza matematica, è ovvio, ma devi pensare a questo passaggio.

Il lavoro freelance dà più sicurezza del posto fisso
Il lavoro freelance dà sicurezza?

Non ti fidi? Io so qual è il tuo problema: lo stipendio. Non voi abbandonare il lavoro perché freelance e posto fisso sembrano due mondi distanti. Ma non è così.

Abbandonare il lavoro

Stai pensando di lasciare il tuo lavoro per intraprendere la carriera freelance, ma hai paura di perdere la sicurezza economica del posto fisso? Allora non stai considerando i cigni neri!

Il cigno nero è un evento raro e imprevedibile che ha un impatto enorme sulla tua vita. Può portare enormi benefici (vinci alla lotteria) o grandi problemi (la tua casa colpita da un meteorite). Ecco il punto: un freelance è esposto soprattutto ai cigni neri positivi, mentre un impiegato deve affrontare una marea di cigni negativi

Da leggere: come trovare lavoro dopo 50 anni

Freelance e posto fisso

Il freelance ha entrate variabili che non arrivano da un’unica fonte: ha diversi clienti, e ognuno gli garantisce un guadagno. Il freelance diversifica il rischio.

Un progetto precipita? Può sempre contare su un altro. Ogni progetto può diventare una collaborazione duratura, un ingaggio ben remunerato, un lavoro importante.

guadagnare online, Freelance e posto fisso
Blogging: come diversificare i guadagni – Fonte

Ogni lavoro, insomma, può diventare un cigno nero positivo. Certo, ci sono anche i cigni neri negativi in agguato, ma il freelance può sfruttare al 100% le occasioni positive che si presentano. Magari anche per trovare clienti online.

L’impiegato riceve lo stipendio da una sola fonte, la sua azienda, che potrebbe smettere di pagarlo in qualsiasi momento per cause al di fuori del suo controllo.

Un cigno nero negativo

L’impiegato tende a sviluppare le caratteristiche utili solo all’azienda per cui lavora. L’azienda licenzia? L’impiegato è disoccupato, abituato a un lavoro che non ha più.

Ha grande difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro. Al contrario il freelance ha sviluppato esperienze lavorative diverse, una rete di contatti più ampia.

lavoro freelance
Lui ti può dare una mano – Fonte

Per il freelance la perdita del cliente è un evento meno traumatico: è abituato a fare networking per trovare nuove entrate e a cercare i famosi cigni neri positivi

Lavorare come freelance permette di distribuire il rischio ed avere più opportunità, anche e soprattutto in tempo di crisi economica, rispetto ad un lavoro fisso.

Da leggere: come uscire dalla comfort zone

Freelance e posto fisso

Non è facile muoversi nel mondo dei freelance, soprattutto se appartieni alla famosa categoria dei creativi. Ma credi ancora che il lavoro fisso sia più sicuro? Lascia la tua opinione nei commenti, approfondiamo insieme l’argomento.

Articolo scritto da Lorenzo Brigatti. Appassionato di psicologia, economia, lingue straniere e aspirante web writer freelance. Gestisce il blog Pensa fuori dalla scatola che tratta di questi miei interessi.

30 COMMENTI

  1. Post molto interessante! Non avevo mai pensato al vantaggio della diversificazione del rischio, ma solo all’incertezza di non avere più un posto fisso. Anch’io ho l’aspirazione di diventare freelance, ma lo scoglio più grande che sto incontrando è rappresentato dal primo passo: lasciare il posto fisso, ovvero la vera e propria azione di dare le dimissioni. Per ora ho solo tante domande che mi frullano per la testa. Cercare collaborazioni con agenzie o puntare direttamente alle aziende? Le aziende della mia zona comprendono il valore del servizio che gli offro? Le tasse sul lavoro indipendente mi stritoleranno? E così continuo a rimandare.

    • Ciao Elisabetta!

      Sono contento di averti aiutato ad avere una visione più completa dei rischi del lavoro freelance. Hai ragione, lasciare il posto fisso è uno dei passi più difficili da compiere dal punto di vista psicologico, specie quando le persone che ti circondano lo considerano come qualcosa di scontato e da non mettere in discussione. Puoi preparare adesso la tua lettera di dimissioni, e poi tenerla in un cassetto quando avrai risparmi ed esperienza sufficienti per cominciare la tua nuova avventura (quello che sto facendo in questo momento).

      Per quanto riguarda le collaborazioni non mi precluderei nessuna alternativa: se hai già un tuo blog puoi contattare direttamente le aziende che pensi possano essere interessate, ma collaborando con un’agenzia potresti espandere la tua rete di contatti e trovare più persone in grado di insegnarti i trucchi del mestiere. In questo modo la qualità del tuo servizio aumenterà e verrà apprezzata: se le aziende della tua zona non dovessero farlo, puoi sempre usare internet per trovare collaborazioni con altre aziende, magari lavorando direttamente da casa (sempre che la tua professione te lo permetta, non sapendo quale sia mi è difficile aiutarti qui).

      Infine per quello che riguarda il punto di vista fiscale, purtroppo non so molto: al momento vivo in Polonia e mi sto informando su cosa serva per aprire la mia azienda qui. Sull’Italia non ho molte informazioni, credo che Riccardo o qualche amico commercialista possano essere più utili!

      Spero di averti aiutato e mi auguro di avere tue notizie come futura collega, tra qualche anno!

      Lorenzo

  2. Tra poco più di un mese scade il mio posto fisso e sto già spianando la strada per iniziare il mio percorso da copy freelance.

    Sai qual è la cosa più difficile? Farlo capire a mamma e papà, nonni, zii, cugini che fanno lo stesso lavoro da 20-30 anni, oppure lo hanno fatto e ora sono in pensione, e il cui primo pensiero (estremizzando, si intende) è “comoda, vuole fare la freelance così poi quando non guadagna spesa e bollette gliele paghiamo noi”. O ancora peggio: farlo capire a ex compagni di università, o coetanei che pure hanno studiato comunicazione come me, che tranne rare eccezioni implorano il posto fisso come una manna dal cielo.

    Penso sia un problema che riguardi quasi tutti coloro che scelgono questa strada… o no?

    Se non è una domanda indiscreta, posso chiederti se all’inizio del tuo percorso da freelance hai avuto problemi a far accettare questa scelta alle persone che ti erano vicine?

    • In bocca al lupo per la tua nuova esperienza professionale, Marta!

      Ci hai preso in pieno: il lavoro freelance oggi è guardato dalla gente con diffidenza, visto più come un hobby, perché “il lavoro vero è un’altra cosa” (possibilmente lunghe e noiose ore nello stesso posto).

      Anch’io mi sono trovato a dover affrontare questa situazione, ma sono stato fortunato: quando l’ho detto ai miei genitori, all’inizio hanno storto un po’ il naso ma poi mi hanno garantito il loro supporto incondizionato (anche se dirlo mi fa sorridere, adesso mia mamma è la mia fan più accanita). Lo stesso è successo con la mia ragazza. Quindi adesso posso lavorare sodo per realizzare il mio sogno con molta meno pressione, perché so che le persone che contano sono dalla mia parte.

      Detto questo, ricordati che ci saranno comunque persone che non capiranno la tua scelta. Pensa che noia un mondo tutto uguale con tutti d’accordo su tutto!
      Vai dritta per la tua strada, senza preoccuparti troppo dell’opinione dei tuoi ex compagni di università o coetanei, potrai sempre dimostrargli dopo di aver avuto ragione! 🙂

  3. Grazie Lorenzo, spero di essere presto pronta a fare “il salto”.
    Marta, confermo la difficoltà a fare accettare la nostra scelta da amici e parenti. Io per fortuna ho dalla mia parte un marito che mi sprona ad inseguire il mio sogno. Vuol dire molto.

  4. Assolutamente d’accordo. I cigni neri del lavoro dipendente, almeno nel privato, stanno sovrastando cigni bianchi sempre più sparuti e spelacchiati. Lavorare come free lance forse inizialmente è più difficile, ma impari ad assaporare il gusto della libertà e la consapevolezza che il frutto del tuo talento non è sfruttato da altri.

  5. Condivido al 100%. Aggiungo che lavorare come freelance non ti dà solo più libertà, ma anche più responsabilità: se non consegni un lavoro non è colpa del tuo capo o del tuo collega, ma solo tua.
    Anche se questo sembra uno svantaggio, in realtà è il contrario: avere più responsabilità ti aiuta a crescere e a migliorare, e il metterti continuamente alla prova ti dà un senso di competenza e di soddisfazione difficili da trovare nel lavoro dipendente.

  6. Post veramente interessante. Per altro, da questo punto di vista per il freelance l’invecchiamento impatta di meno in quanto, se fa bene il suo lavoro, è capace di rivendersi in maniera molto superiore ad un 50enne che perde il lavoro tutto ad un tratto dopo 25 anni di militanza nella stessa azienda. C’è un ma secondo me. Tu non prendi in considerazione cigni neri aimè molto più comuni di quanto si possa credere: malattia, incidente, cose che ad un freelance non permettono di lavorare per un certo periodo. In quel caso devi avere alle tue spalle assicurazioni varie, in modo da evitare di crollare. Un impiegato standard da quel punto di vista ha la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro anche dopo situazioni complicate da gestire.
    Però, concordo su molti aspetti del tuo post e avendo il coraggio di fare il salto, si potrebbe scoprire una libertà decisamente sconosciuta oggi come oggi ai più 🙂

    • Grazie per le tue osservazioni molto interessanti, dave182!

      Dai cigni neri di cui hai parlato (incidenti, malattie) non c’è professione che ti possa salvare. E’ vero, se sei un lavoratore dipendente avrai meno scocciature, dato che sarà la tua azienda a occuparsi della tua assicurazione sanitaria. Facendo un po’ di ricerca puoi però trovare una assicurazione sanitaria su misura per te, pagando un prezzo ragionevole. Puoi considerarla come una delle spese che devi sostenere quando lavori in proprio.
      In più un freelance già avviato potrebbe giocarsi un’altra carta: la replicabilità dei suoi lavori. Se io sono uno scrittore freelance, mi ammalo e per un periodo non posso lavorare, potrei avere comunque avere un’entrata (i contenuti a pagamento che ho già scritto) che mi può dare una mano a pagare le spese mediche.
      Oppure, sempre nel caso dello scrittore, puoi lavorare da casa anche con la gamba ingessata! 🙂

      Come ho già detto prima a Elisabetta, dipende molto dal tipo di professione freelance che fai, in particolare se richiede la tua presenza fisica o meno. Se ti trovi nel secondo caso, gestire malattie ed imprevisti è più facile rispetto al lavoro dipendente!

    • Grazie della precisazione Walter!

      Antifragile è il libro che sto leggendo ora, lo trovo interessantissimo e pieno di spunti.
      Quello che ho condiviso con i lettori di MySocialWeb è una mio riadattamento che ho applicato al mondo freelance.

      A mia parziale discolpa posso dire che, anche se in questo post non ho citato espressamente Taleb, nel post del mio blog da cui ho tratto questo riadattamento l’ho citato all’inizio e ho messo pure la sua fotografia!

      http://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/02/05/antifragilita-e-cigni-neri/

  7. Caro Lorenzo, hai trattato l’argomento in maniera molto semplice ma diretta. Mi sono trovato due anni fa a dover far fronte all’orizzonte degli eventi dato dal mio licenziamento in un’azienda dove ero impiegato a tempo indeterminato dopo averci lavorato per circa dieci anni. Mi sono dovuto reinventare e l’ho fatto con passione, facendo fronte anche a periodi neri e di difficoltà. Lanciandomi in un lavoro per me relativamente nuovo ma di cui sono sempre stato appassionato, facendo insomma un vero salto nel vuoto ad ali aperte. Tra i cigni neri di cui parlavi anche il dover fare con un mondo di prepotenze e inciviltà come spesso accadono nei posti di lavori tra lavoratori di diverso livello. In questi due anni ho dovuto imparare a fare tutto da solo. Marketing, gestione clienti, recupero crediti. Il cigno nero positivo di cui parli esiste e non è solo dato dalla diversificazione da te indicata ma, ad esempio dalla parità di trattativa con cui mi pongo davanti al cliente perché ora io e lui siamo sullo stesso livello. Ho imparato a fidarmi piu’ di me stesso e a trasformare difficoltà e criticità come i fallimenti che si incontrano all’inizio di ogni attività in punti di forza. Tra i cigni neri negativi annoterei il fatto di dover lavorare (spesso) tutti i sabati e le domeniche senza sosta, il doversi occupare del recupero crediti (perché lo stipendio non arriva alla fine di ogni mese e non sempre il cliente è puntuale), il non potersi permettere il lusso di stare a casa quando si contrae per esempio una banale influenza, il continuo e altalenante alternarsi di momenti di lavoro a inattività (periodo nel quale cmq si lavora e ci si occupa della promozione). Direi che sia il lavoro dipendente che quello freelance hanno i loro pro e contro. Ovvio che fare quello che ci piace per lavoro è impagabile. Oggi non so se riuscirei a tornare indietro nonostante le rinunce e le difficoltà che comunque ci sono perché non è tutto rose e fiori come si suol dire.

    • Grazie per aver condiviso la tua esperienza Christian!
      La tua capacità di reinventarti in un momento critico e di essere riuscito ad affermarti nella tua professione nonostante le difficoltà che hai incontrato sono una fonte di ispirazione per me e per tutti quelli che vogliono mettersi alla prova come freelance!
      Hai anche dato una visione molto più completa della mia dei cigni neri positivi e negativi che si possono incontrare in questo tipo di carriera. Di quello che hai scritto mi piace soprattutto l’idea di avere un periodo di lavoro duro, in cui impegnarsi, dare il massimo e lavorare anche 7 giorni alla settimana per poi raccogliere i frutti e potersi permettere un periodo di (relativa) inattività per rigenerarsi e preparare il terreno per nuove idee.
      Considera poi che oggi lavorare nei weekend non è più prerogativa dei liberi professionisti: molt dipendenti (come i commessi dei centri commerciali) lo fanno già da tempo, e qui in Polonia ho visto team leader (figure equiparabili ai dirigenti quadri) lavorare anche il sabato, la domenica e la sera da casa. Se il lavoro deve diventare così presente nelle nostre vite, tanto vale scegliere qualcosa che ci piaccia! 🙂

      Per poter riuscire a ritrovare un po’ di tempo da dedicare alla tua famiglia e a te stesso, mi permetto di consigliarti un libro: (Lavorare, ndr.) “Quattro ore alla settimana” di Tim Ferris. Al di là del titolo, troppo provocatorio, sono sicuro che troverai qualche spunto interessante per avere qualche weekend in più per rilassarti nella tua carriera ormai collaudata di freelance.

      Un grande in bocca al lupo e continua così! 🙂

  8. Ciao ragazzi,
    Io sono un aspirante freelancer, mi occupo di web marketing, purtroppo non so da dove cominciare, come trovare clienti, potreste darmi qualche suggerimento? Inoltre è necessaria partita IVA?
    Grazie mille!!!

    • Ciao Filippo,

      per i consigli fiscali non sono la persona giusta per aiutarti, purtroppo (vivo in Polonia).
      Rimanendo sul generale (il web marketing non è il mio campo) ti consiglio di capire quali sono i siti internet/blog più influenti nel tuo settore, leggerli attentamente e proporti per collaborazioni, presentando qualche tuo lavoro.
      Anche avere un blog curato, come consiglia Riccardo, è un ottimo biglietto da visita: anzichè trovare i clienti saranno loro a trovare te! 😉

      E poi nessuna formula magica: studia il tuo settore più che puoi e metti in pratica le idee che ti sembrano più interessanti.

      In bocca al lupo per la tua carriera freelance! 🙂

    • Ciao Filippo,

      Il primo consiglio che posso darti: aprire un blog. È il modo migliore per farti notare, per fare esperienza, trovare persone interessate ai tuoi servizi. Altri consigli li trovi qui http://www.unpostoalcopy.com/2013/03/sei-un-webwriter-ecco-come-trovare-nuovi-clienti-online/

      Partita IVA? Indispensabile se vuoi lavorare come professionista, anche se i costi sono non indifferenti. Ecco un articolo utile http://www.juliusdesign.net/19376/diventare-freelance-consigli-considerazioni-sulla-partita-iva/

      In ogni caso puoi scaricare il mio ebook dedicato al mondo dei freelance https://www.mysocialweb.it/2013/12/24/e-book-natale/

  9. Gran bel post !

    Diversificare il rischio è VITALE dato che del domani non vi è certezza.

    Antifragile non lo conoscevo e adesso lo scarico sul mio Kindle, grazie!

    L’unico vero quarzo per un freelance è l’assurdità della pressione fiscale, che più di una volta mi ha spinto a pensare “ma chi ce lo fa fare?”

    • Felice di averti fatto conoscere questo libro Benedetto!

      Ha ribaltato il mio modo di vedere la realtà (in senso buono), spero che possa fare lo stesso anche con te! 😉

  10. Grazie, Lorenzo! La metafora del cigno nero è assai intrigante e l’analisi è pienamente condivisibile. Lo dice uno che dal ’93 ha scelto di fare il free lance, rinunciando anche a offerte di lavoro a tempo indeterminato. Ci vuole coraggio, certo, e tanta autostima. Ma rinunciando a mettere la propria vita professionale (e anche umana e familiare, ovviamente) nelle mani di un imprenditore esterno, diventerete manager di voi stessi e il futuro sarà al 100% nelle vostre mani e nella vostra testa. E’ una battaglia durissima, incerta, ma regala stimoli sempre nuovi e soddisfazioni immense. Che il “cigno nero” sia con voi 😉

    • Prego, Vito! 😉

      Sono felice di trovare così tanti freelance orgogliosi della loro indipendenza e consapevoli di essere gli unici padroni del loro destino. Ho sempre sofferto l’idea di dover subordinare i miei affetti e le mie passioni ad un lavoro che non mi realizzava dal punto di vista personale, e dopo aver realizzato che le aziende non erano in grado di darmi il lavoro che desideravo, ho cominciato a costruirmelo da solo.
      Spero di imparare a riconoscere e sfruttare i cigni neri per poter realizzare il mio progetto di vita, lavorativa e non, e ispirare le persone che incontro sul mio cammino, convincendole che fare un lavoro che si ama è possibile, anche da un punto di vista economico! 😉

  11. Il free-lance, avendo comprato l’idea dell’incertezza, è molto più propenso all’aggiornamento professionale ed a coltivare il proprio netrwork. In questo senso può avere un vantaggio sul dipendente a T.I..

  12. Daccordo per alcune cose, ma non si può slegare la vita professionale dal resto della vita di un individuo.
    L’opzione “se ti ammali te la prendi nel culo”, non la consideriamo?
    E l’aspetto che cercare di farsi farsi pagare “è un lavoro” che richiede tanto tempo ed energie quanto il lavoro vero e proprio?

    • Ciao Davide,
      non capisco quando ho detto di slegare la vita professionale dal resto della vita di un individuo,
      Entrando nello specifico esistono assicurazioni sanitarie per liberi professionisti, ne ho già parlato in un commento precedente. L’unica differenza rispetto al lavoro dipendente è che devi sceglierla tu e non aspettare la pappa pronta dal tuo datore di lavoro. Ti invito inoltre a considerare come in Italia oggi molti dipendenti “di fatto” hanno contratti a progetto che non li tutelano dal punto di vista sanitario.
      Gli altri aspetti (burocrazia, riscossione crediti) sono parte integrante della vita di un libero professionista, questo è vero, ma sono solo uno degli aspetti della vita del freelance, non la parte predominante.
      Se non ti va di prenderti queste responsabilità non c’è problema, vuol dire che il lavoro da dipendente è la soluzione migliore per te. Lo scopo del mio post era evidenziare che anche lavorare come dipendente presenta dei rischi, meno evidenti di quelli del libero professionista.

  13. Ciao Lorenzo, articolo molto molto interessante…Mi piacerebbe molto approfondire….Sicuramente sarai presissimo da tante domande …ma c’è modo di parlarne ..che ne so, su skype per esempio?…

  14. Ciao Francoise! Sarò felicissimo di rispondere a tutte le tue domande: puoi scrivermi una mail a pensafuoridallascatola@gmail.com.
    Lì possiamo anche metterci d’accordo per fare una chiaccherata su skype! 😉

  15. Devo ammettere che offri sempre parecchi spunti di riflessione e non posso far altro che rinnovarti i miei complimenti!

  16. Ciao Lorenzo,
    devo ammettere che hai scritto un bellissimo articolo e credimi non è facile fare quello che hai scritto.

    D’altra parte basta leggere le tue due o tre risposte dove le persone ammettono di avere una gran paura.

    Credo però che la paura non sia tanto cambiare dal reddito fisso al “freelance” o ad una partita iva, ma credo che queste non si sono ancora accorti che il reddito fisso diventa sempre più una illusione.

    Queste persone non sanno come affrontare e comportarsi per affrontare questo enorme cambiamento perché nessuno glielo ha mai insegnato.

    Oggi una persona di nome Robin Good può aiutare tutte queste persone che ti rispondono perché ha scritto 4 bellissimi articoli che consiglio a tutti di leggerli.

    trovi i 4 articoli qui sotto:
    http://sco.lt/5dloi9

    Grazie di questo articolo perché mi hai dato la possibilità di aiutare i tuoi amici. Giuseppe Lunardi

  17. Ciao io ho accettato una proposta freelance per iniziare a lavorare con un agenzia di viaggi per VIP… con sede in Austria che lavora per super ricchi russi.. mi hanno già detto la tariffa netta giornaliera che è ottima in più sono coperto dall’assicurazione medica e altro… solo che non so come funziona …nel senso non so se facendo il freelance devo avere la partita iva o iscrivermi da qualche parte…. e non so come funziona con le tasse… sto aspettando che mi confermano le date in cui devo lavorare…

  18. commento volentieri questi articoli io ho avuto una vita perdire con la visione dei cigni neri negativi travagliata invece con la voisione cigni neri positivi: avventurosa io non ho seguito gli iter comuni sono nata creativa ribelle e quindi ho avuto tantissime esperienze, quindi per me è stato più semplice (anche se comunque difficile) decidere di fare il salto da freelance, ora sono agli inizi e ho bisogno di tanti consigli, su come muovermi, come trovare clienti e anche qualcuno che mi faccia vedere dove sono i miei limiti, in tal modo vedo possibilità di crescita per me e per coloro che beneficeranno del mio lavoro, al momento la questione fiscale la lascio in sospeso qualora aumenti il fatturato si vedrà. Io sono fotografa speciaplizzata in fotografia di ritratto book composit nudo artistico. Un gener che sento comunque come una seconda pelle è il reportage sociale, filosofico però io non ho visto la possibilità di mercato. E’ gradito un commento consiglio. Ringrazio Lorenzo Brigatti per questo articolo costruttivo e chiaro!

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