7 consigli per ricominciare come libero professionista online

Quali sono i dettagli indispensabili per far ricominciare la tua attività come libero professionista? Basta aprire una partita IVA per andare nella direzione giusta?

A volte il destino ti gioca brutti scherzi. E decide che devi ricominciare come freelance. Ora, subito. Perché? Molto semplice: nella tua azienda, quell’azienda che hai amato dal primo giorno, non c’è più spazio per te. Colpa della crisi?

ricominciare come libero professionista
Ricomincio come freelance. ora.

Chi può dirlo. Quello che nessuno può mettere in dubbio è la necessità di reinventarti. Provi a cercare lavoro sempre nello stesso campo, mandi il solito curriculum. Poi arriva un’idea. E decidi di ricominciare come freelance.

Libero professionista. Suona bene, vero? Una fregatura secondo alcuni, un passaggio tra la condizione del dipendente e quella dell’imprenditore secondo altri, il paese del “lavoro quando voglio in riva al mare” per i più ottimisti. Ecco il piano d’azione per abbandonare gli abiti aziendali e indossare la mantella del freelance.

Apri un blog e fai crescere il tuo brand

La conosciamo tutti la storia del lavoro in Italia. Le tasse, le difficoltà, i clienti che non pagano… Ma questa è la strada che vuoi seguire , vuoi tentare la strada freelance.

Fai bene, ma devi iniziare con il piede giusto. E devi creare un blog subito.

Subito. Il blog sarà il tuo biglietto da visita, il tuo curriculum. Lo userai per mostrare i tuoi lavori, le tue abilità. E per incrociare i futuri clienti. Aprire un blog vuol dire investire in pubblicità. Certo, è un impegno non indifferente. Ma è il modo migliore per ottenere link, per guadagnare visibilità sui social, per creare nuovi rapporti. Un freelance deve avere un blog personale.

Da leggere: come trovare clienti online

Crea un network di professionisti

Le relazioni contano. Prima avevi un vicino di scrivania con il quale scambiare 4 chiacchiere, ora devi allargare la rete di contatti: devi fare network. Questo significa che devi frequentare luoghi virtuali e reali, devi creare rapporti.

ricominciare come freelance
L’importanza della rete!

Rapporti con persone che fanno il tuo stesso lavoro. Questo è uno dei modi migliori per aumentare le probabilità di trovare lavoro. Ben inteso: non devi elemosinare niente. Ma i lavori si passano tra persone che si conoscono. E se nessuno ti conosce.

Fatti riconoscere come professionista

Devi farti conoscere. O meglio, devi trasformare il tuo nome in qualcosa di riconoscibile al volo. Quando un persona legge il tuo nome deve pensare:

Ah, sì questo è un freelance e si occupa di web writing.

Ovviamente per te che sei stato/a dipendente non è facile. La soluzione? Iniziare subito: devi diventare lentamente una persona conosciuta in un settore. Devi fare in modo che il tuo nome diventi un brand affidabile. Ecco come:

  • Pubblica guest post.
  • Aggiorna sempre il tuo blog.
  • Partecipa ai forum e alle discussioni online.
  • Fai comment marketing.
  • Usa i testimonial sulla landing page e su LinkedIn.

Il modo migliore per dare al tuo brand una marcia in più: lavorare bene. Non c’è passaparola migliore di quello che nasce dalla voce del cliente soddisfatto.

Studia, aggiornati, rimani sul pezzo

Non hai scuse ora: un freelance deve investire negli aggiornamenti, non può rimanere indietro. Libri, corsi, webinar, letture online e offline: la tua strada è una continua formazione. Fantastico, non trovi? Ecco una lista di libri sul web marketing da studiare e conoscere: qui trovi la base di partenza per ricominciare come freelance.

Cura i dettagli per farti conoscere

Elimina i social che non utilizzi, aggiorna e completa quelli che usi tutti i giorni. Devi comunicare efficienza: la separazione tra vita pubblica e vita privata online non esiste più, e ogni ramo che hai creato sul web deve essere curato.

grafica
Dettagli che contano – Fonte

Scegli una buona immagine come profilo (mettici la faccia), cura tutte le descrizioni, inserisci sempre link al blog e indirizzo email: sembrano dettagli inutili ma fanno la differenza. Così come fanno la differenza biglietti da visita, carta intestata e fatture con il tuo logo. A proposito: sai come si crea un logo e qual è l’impegno necessario? Non sottovalutare mai quest’impegno, è decisivo.

Impara a lavorare con tanti clienti

Per ricominciare come freelance devi trovare la giusta strada e gestire i clienti, una delle grandi difficoltà da affrontare. Consiglio: valorizza il tuo curriculum, metti in evidenza le cose buone che hai fatto, e non scendere a compromessi.

Questi significa non farti sfruttare, non accettare compensi da fame, non scendere a compromessi. Lo so, è difficile all’inizio. Ma ti consiglio di puntare sulla qualità, un obiettivo che puoi raggiungere solo curando il brand. Ecco qualche articolo utile:

Crea un ufficio su misura per il lavoro

Organizza il tuo ufficio online. Organizza il cloud per gestire i documenti, individua le strade giuste per migliorare la fatturazione e valuta nuove piattaforme per collaborare e condivide documenti. D’ora in avanti la tua scrivania è Il web. La mia ricetta:

  1. Google Drive
  2. Google Calendar
  3. Email
  4. Dropbox

In questo modo posso lavorare su internet a casa, senza problemi di ufficio e spese extra per affitto. All’inizio questa è la soluzione migliore se non hai particolari necessità. E se devi incontrare un cliente puoi sempre cercare un coworking.

Per approfondire: come aprire partita IVA

Vuoi ricominciare come freelance?

Prima di lasciarti voglio darti un ultimo consiglio: valuta con attenzione la tua attività. Devi essere il critico attento del tuo lavoro: ora decidi tu, ora sei tu a giudicare la bontà del tuo operato. E devi essere tu ad accettare il fallimento.

Sì, può esserci anche questa opzione. Accettala. E riuscirai a fare grandi cose. Se hai qualche dubbio specifico lascialo nei commenti: troveremo la soluzione insieme.

Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2019.

18 COMMENTI

  1. Non sono d’accordo sul fatto che online non esista più la separazione fra vita pubblica e privata o forse non ho capito cosa intendi. So solo che la mia vita privata è sacra. Per il resto, condivido.

    • Ciao Daniele,

      Guarda, io ti dico qual è la mia esperienza. Io credo che il mio profilo Facebook, ad esempio, debba essere curato e ottimizzato per il mio lavoro. Cosa significa questo?

      Significa che può essere un altro ramo per portare clienti. Deve essere curato, sicuramente personale e quindi arricchito con elementi che non affrontano solo tematiche lavorative. Ma cerco di mantenere un buon livello anche per profili che, in linea teorica, dovrebbero rimanere fuori dalla cerchia professionale.

      Tu non credi?

      • In quel caso sì. Pensavo intendessi che ormai dovremmo spiattellare tutti i nostri affari in rete.

        Profili sociali curati migliorano senza dubbio la tua immagine online, anche se non sono usati a scopo lavorativo.

  2. Ciao Riccardo!!!
    I tuoi articoli mi sono sempre molto utili!
    In questa fase di inizio di carriera freelance sto leggendo tutti i tuoi post!
    Grazie!!!

    • Ciao Manuela. Ti ringrazio e ti invito a lasciare i tuoi dubbi nei commenti: se vuoi approfondire sono a tua disposizione.

  3. Ciao Riccardo, oggi la mia bambina non si è sentita bene. Invece di portarla al nido, l’ho tenuta in braccio a lungo e insieme abbiamo dormito nel lettone fino alle 10. Essere freelance per una mamma vuol dire anche questo. Poter decidere quando è il momento di spegnere il computer, senza dover pregare nessuno o affannarsi in spiegazioni e scuse. Quello che scrivi è tutto vero. Ma ammetto che, prima di diventare mamma, vivevo bene nello stato di “dipendente”. Ora sono cambiate tante cose e il mio lavoro dipende tutto da me. E’ faticoso, creativamente molto stimolante, a volte complicato. Essere freelance non è per tutti. Riguardo Facebook e la vita sui social, anche io li uso per lavoro e quindi ho eliminato tutto ciò che faceva parte della mia sfera privata (foto di matrimonio, figlia, ecc.). Nei social sono me stessa, anche molto informale, ma non trovo sia giusto mostrare a chiunque ciò che è solo mio. Quindi, sì alla leggerezza, no alla superficialità. A prestissimo

  4. Ottimo post Riccardo. Visto che sto lavorando ad un mio progetto su come diventare o essere un web designer freelance, hai dato una scaletta perfetta di quello che consiglio anch’io e che ho visto porta a dei reali vantaggi.

    Ho da poco terminato per un mio progetto, una guida per trovare nuovi clienti, che tratta in modo simile gli argomenti che hai segnalato in questo post (seguendo un ordine diverso, ma alcuni degli argomenti, sono gli stessi 😉 ).

    Vista il buon numero di condivisioni social che vedo qui a sinistra, capisco che è un argomento molto sentito e tu lo hai esposto, come sempre, in modo chiaro e molto leggibile.

    Posso aggiungere solo alcune mie considerazioni, più che altro sull’ordine in cui tu hai offerto questa strada da seguire.

    Concordo sul fatto di avere un blog e una presenza online sia nei risultati di ricerca che nei social. Non sono d’accordo, oppure ho capito male io, sul fatto di pensare come prima cosa ad aprirsi un blog.

    Il blog non è l’unica strada, secondo me, ma è una delle tante strategie che si possono adottare.

    Volevo più che altro far riflette sul fatto che il blog ci sta, ma bisogna prima focalizzarsi sul cosa offrire, a chi rivolgersi e quali esigenze e problemi possiamo risolvere, a chi potrebbe essere interessato ai nostri servizi.

    In quest’articolo, hai giustamente segnalato di farsi riconoscere come un esperto in un determinato settore, ed è secondo me, questo, il passo principale su cui focalizzare i proprio sforzi, e non quello di pensare come prima cosa, appena decido di diventare un freelance, a quale template del blog usare 😉 o se è meglio lo sfondo nero o uno stile minimale. Questo passaggio tecnico ci dovrà essere, ma non sarà la prima cosa a cui pensare.

    Non so quindi se l’elenco dei fattori che hai segnalato, è in ordine d’importanza, perché nel caso lo fosse, io avrei messo come primo punto, quello che tu citi come “Brand”.

    Tu cosa ne pensi Riccardo, concordi con me, oppure abbiamo una visione differente delle cose?

    Rileggendo questo mio commento, sembra una mia considerazione polemica o critica, se ho fatto quest’impressione, mi scuso in anticipo. Io volevo solo approfondire, dare la mia opinione e offrire alcuni consigli ;).

    • Ciao Mirko,

      Che piacere leggere i tuoi commenti!

      Ti dico subito: questo articolo nasce dalla mia esperienza personale, e aprire un blog (ovvero My Social Web) è stata la prima cosa che ho fatto. Anzi, l’ho aperto prima ancora di diventare freelance.

      Ho messo questo passo come primo perché lo considero lo strumento principe per trovare clienti, ma prima di svolgere questa funzione deve raggiungere un buon livello sia in termini rank che di autorità. Quindi prima inizi, meglio è.

      Forse il primo passaggio, come dici tu, dovrebbe essere riflettere. Riflettere tanto. Studiare il settore e capire chi cerca cosa.

      Giusto?

      Anche io sono qui per raffinare conoscenze e tecniche, quindi ti ringrazio per aver sottolineato questo aspetto.

      • Ciao Riccardo, hai fatto bene a segnalare la tua esperienza, anche perché questo blog sta avendo un grosso e crescente successo.

        Ho visto nel corso degli anni, che “sono diventato bravo” a capire, intercettare e anticipare le persone che avranno prima o poi un buon successo online.

        Ti seguo da quando hai iniziato questo progetto, ed ho subito intuito che tu facevi parte di questi professionisti, che avrebbero prima o poi fatto il grande salto di visibilità. E anche stavolta non sono andato lontano dalla verità.

        A parte questa piccola digressione, pensa sempre che tu sei bravo a scrivere (che è fondamentale per gestire un blog e trovare una tribù di tifosi che ti segue) e comunque ti sei focalizzato su un settore ben specifico, lo scrivere per il web, quindi anche indirettamente, in modo magari non cosciente, sei partito da una nicchia/argomento ben specifico.

        Ora grazie a questo tuo ottimo progetto, hai aumentato la tua brand reputation e visibilità come esperto di copywriting.

        Forse sei stato fortunato (conoscendoti online, non credo 😉 ), ma hai comunque seguito la strategia giusta, cioè quella di rivolgerti ad un gruppo ben specifico di persone, che ora ti seguono e che aumenteranno di numero con il tempo.

  5. Ottimi consigli per chi desidera lanciarsi nel magico mondo del lavoro freelance, lavoro che pur nei suoi rischi dà molte soddisfazioni, sopratutto se lo si fa con passione. Mai perdere la passione, qualuque cosa si faccia. E’ proprio lei a guidare e dare la forza anche nei momenti più difficili. Un “in bocca al lupo” sincero per tutti i nuovi piccoli imprenditori e liberi professionisti. Siamo il motore dell’Italia

  6. Scegliere di diventare freelance è un vero e proprio atto di coraggio di questi tempi. Ma vuoi mettere la soddisfazione di riuscirci, puntando soltanto sulle tue forze? Già, perché i mestieri che facciamo noi in internet sono quanto di più meritocratico si possa trovare in Italia (ed è tutto dire!): se sei bravo ti fanno lavorare, altrimenti vai a casa! Metaforicamente parlando, visto che molto lavoro ce lo portiamo anche tra le quattro mura domestiche… 🙂

  7. Arrivo, prima o poi, arrivo Riccardo! Anche oggi il mio è un grazie, una sola parola, come giustamente dice Marta! Le domande le sto tenendo per lunedì, per il webinar con te;)

  8. Io invece credo che il ruolo dei social network vada ridimensionato.La condivisione è importante ma teoricamente dovrebbe essere il “lettore”/”cliente” a scegliere cosa leggere o meno.Uno dei motivi per cui sto pensando di chiudere il mio accaunt facebook è proprio a causa di questo pressing che fanno molti blogger.Con giochini del tipo io condivido te se tu condividi me.

    • Ciao Patrizia,

      Per quanto possano fare pressing i blogger, i lettori hanno sempre il coltello della parte del manico. E silenziare il singolo account che martella con contenuti non interessanti. Perché rinunciare a una fonte di informazione (se curato anche Facebook lo è) a causa di pochi elementi? Io, ad esempio, ho ammutolito tutti gli account poco interessanti (scelta più diplomatica del togliere come amico) e ora Facebook è un posto bellissimo.

  9. Ciao, sai ho letto il tuo artico e devo dire che lo trovò molto interessante anche perché sono appassionato di tecnologia e qualcosa di programmazione web quindi mi piacerebbe anche a me cominciare avventurarmi nel freelance

  10. Buongiorno Riccardo, ti ringrazio per le info racchiuse nel tuo articolo. Ho trovato ciò che cercavo apparte alcuni dettagli “fiscali”. Volevo chiederti conferma se, sotto gli 8 mila euro lordi di fatturato, è possibile essere freelance senza aprire una partita iva.
    Grazie in anticipo per la tua risposta

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