I freelance vincono quando decidono di fare squadra

Qual è la condizione ideale per il freelance? Quando si definisce veramente vincente? Ecco cosa devi sapere per ottenere grandi risultati come libero professionista su internet.

In questo periodo della mia vita professionale ho deciso di abbracciare la causa: i freelance vincono quando fanno squadra. E voglio ridurre le mie incapacità professionali. Io ho un nome, il mio blog lavora in ottica inbound marketing e riesco a intercettare molti lead. In passato, però, ne perdevo molti.

Freelance vincono
I freelance vincono quando fanno gruppo.

Motivo? Richieste che non potevo soddisfare. È un bene avere un confronto con persone capaci di ammettere i propri limiti. Cosa c’è di più professionale? Niente, ma diventa un problema quando decidi che vuoi guadagnare di più.

Non è un crimine guadagnare di più

Quando arriva il momento di passare alla partita IVA ordinaria, e di abbandonare la contabilità dell’asilo nido, non hai altre scelte: o fatturi o muori. E come web writer vai bene fino a un certo punto, poi devi intercettare lavori diversi. Devi fare in modo che quei contatti rifiutati in passato entrino in porto.

Non improvvisando, ma collaborando con persone in grado di riempire i vuoti. In parte puoi puntare alla formazione, acquisire competenze per poi rivenderle.

Ma a volte non basta e la collaborazione diventa obbligatoria. Quale direzione prendere? Qui entra in gioco il tuo essere freelance con una conoscenza completa dei lead abbandonati sul campo. Cosa chiedevano? Quali richieste hai accantonato?

Pensa al mondo del blogging: nel mio caso il problema era legato alla creazione di un blog. I clienti vogliono l’articolo, hanno bisogno dei testi, devono lavorare su un piano editoriale ma serve la piattaforma per pubblicare. Chi lo fa?

Fare gruppo con altri freelance è l’unico modo per emergere e fare la differenza. Se vuoi andare lontano non hai altra scelta. Devi essere parte di un gruppo.

Stesso discorso per l’analisi SEO: non ne sono capace. Però avere un’unica persona capace di risolvere tutti questi problemi è la combinazione ideale. Disperdere l’attenzione vuol dire – nella maggior aperte dei casi – salutare il cliente.

Devi fare squadra sul serio

Io sto migliorando molto e credo di aver individuato una strada felice. Perché lavoro con persone che ritengo valide e capaci di ammortizzare i miei spigoli (non sembra ma rompo), ma perché sto cercando di ricreare una ripartizione onesta degli impegni.

Ci sono competenze ma non compartimenti stagni. Quando ragiono sul design di un blog o su una campagna Facebook Advertising posso mantenere il polso della situazione e dare un’opinione. Ma poi alzo le mani, non ne capisco.

Tu sai, io mi limito ad ascoltare. Poi se c’è bisogno di una mano lo faccio: non posso accettare un ragionamento burocratico in cui ognuno fa il suo dovere e stop.

Il cliente deve avere il miglior risultato possibile. Nel rispetto degli accordi e delle possibilità, questo è chiaro. In corso d’opera possono succedere tante cose, e richieste possono cambiare. La situazione si evolve, e questo può essere un bene.

Può essere addirittura un dramma

Questo è vero se il cliente viene assecondato. In una squadra si prendono decisioni, si valutano i passaggi per accontentare senza piegare la testa. I miei clienti lo possono confermare, qualcosa passa ma qualcosa no.

Non è una scelta arbitraria, è il frutto di una consultazione. La tua abilità sta nel capire qual è la soluzione giusta per il cliente, quando devi accettare le sue richieste e quando le devi rifiutare. Giustificando e delineando gli scenari. Senza imposizioni.

Il fine ultimo è sempre il bene del progetto. Nessuno può distogliere lo sguardo da questo passaggio. Ma per avere una visione più ampia devi coinvolgere la squadra. Solo i tuoi colleghi ti aiuteranno ad avere un quadro della situazione.

Da leggere: lavoro online, meglio da soli o in team?

Devi metterci cuore nei rapporti

A volte fallisci. Ma devi essere bravo a capire quali sono i profili adatti a te, anche da un punto di vista caratteriale. C’è chi si prende al volo, chi si odia, chi diventa amico e chi mantiene rapporti professionali. Poco importa, devi scegliere il meglio.

E per farlo devi sporcarti le mani. Io l’ho fatto e lo sto facendo tutti i giorni. Con tutti i sacrifici e i benefici del caso. Tu, invece, quale strada hai scelto? Anche tu hai creato una squadra? Funziona? Raccontami tutto nei commenti.

16 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,
    questo post mi piace per svariati motivi ma sopratutto per l’avere ammesso che appunto certe cose non sono nelle tue corde e che hai bisogno di una squadra per dire sì a dei clienti. Anche io mi sono ritrovata nella tua stessa situazione – ossia a dovere dire più no – e adesso sto pian piano lavorando per avere dei colleghi validi di riferimento. Sull’importanza della squadra e in generale su cosa i lavoratori dipendenti possano imparare dai freelance ne ho scritto qui (così lo leggono anche gli altri ché a volte i freelance hanno bisogno anche di incoraggiamento) http://www.centodieci.it/2016/12/5-lezioni-da-imparare-dai-freelance/
    Ciao!

    • Non potrebbe essere diversamente. Non posso essere un professionista capace di fare tutto per i miei clienti. Non sarebbe umano. Ma è giusto dare fiducia alle persone.

  2. Sfondi una porta aperta Riccardo. Esternalizzare, così come fanno le multinazionali anche se si è piccoli, è sempre un’ottima mossa. Come sai più volte ne ho scritto, proprio perché diventa un modo economico, efficiente ed efficace di portare il lavoro ad un livello superiore. Poi se si è piccoli è anche più interessante che per una grande azienda: riesci a cambiare direzione e seguire il mercato molto più velocemente.

    • Proprio così, è una questione di esternalizzazione. Poi ci vorrebbe qualcuno in grado di gestire i collaboratori, ma questa è un’altra storia. O meglio, è una grande storia che qualcuno deve affrontare.

  3. Ciao Riccardo,
    Sono d’accordo con te farsi aiutare da altri professionisti e collaborare creare una squadra per le competenze su cui siamo meno preparati.
    D’accordo che non si possono mantenere dei contatti solo burocratici in cui ognuno fa solo il suo dovere se si lavora in Team e a volte serve anche se si è freelance.
    Io la mia squadra sto ancora cercando di crearla! 🙂

    • C’è bisogno di tempo, non si crea da un giorno all’altro. Sai quanti aperitivi ho preso insieme alle persone che collaborano con me? È un duro lavoro…

  4. Articolo di grande spunto, complimenti hai analizzato al solito lo scenario con la possibile soluzione. Da soli non si arriva da nessuna parte anzi oggi è ancor più che mai essenziale collaborare.

    • Proprio così, la strada da seguire per un freelance oggi è la squadra. Da qui a crearla, però, ci passa un mare.

  5. Prendere consapevolezza è sinonimo di grande umiltà e intelligenza..non hai idea quanti siti in cui colleghi praticamente si occupano di tutto.. troppo!

  6. Grazie, Riccardo, per questo articolo!
    Fare squadra è un mio pallino: non è semplice ma è possibile. Gli errori servono per imparare e, come sottolinei, devi “scegliere il meglio. E per farlo devi sporcarti le mani”. Ecco, spesso non abbiamo nessuna voglia di sporcarci le mani e aspettiamo. Aspettiamo che la gallina dalle uova d’ora ci sia servita sul piatto d’argento e il tempo scorre in attesa di…

    • Mai vista la gallina dalle uova d’oro. Vogliamo tutto e subito, servito su un piatto d’argento. In realtà dobbiamo sudare non poco: questo è il primo passo da seguire.

  7. Nemmeno io l’ho mai incrociata, Riccardo, la gallina dalle uova d’oro. Come te, mi sono sempre sudata tutto e tanto. All’alba del mio prossimo giro di boa, ringrazio la vita per avermi educata al fare e al fare insieme: la soddisfazione è tanta.

  8. Ottimi spunti come sempre. E’ verissimo. I tuttologi non vanno mai troppo lontano ed i risultati spesso sono deludenti.
    Certo dipende sempre dal progetto, dal budget che il cliente ti pone.
    In ogni caso se non sai fare qualcosa, è meglio dire no grazie e farsi aiutare, oppure passare la mano.
    E’ anche vero che non è sempre semplice trovare i giusti collaboratori, bisogna sapere con chi si ha a che fare!

  9. Bellissimo Articolo, sarebbe bello riuscire a collaborare in ambito webmarketing con un “coopetitor” come te.
    Saluti da Schio – Vicenza

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