Esatto, esiste anche il galateo della condivisione. Ovvero un insieme di regole non scritte che ti permette di fare sempre bella figura su Twitter, Facebook, Google Plus, Pinterest, Instagram.

Questo galateo definisce i comportamenti di un individuo, di un blogger, di un professionista che dovrebbe lavorare nel social media marketing. Ma anche di chi vuole rispettare il prossimo.

galateo social

Chi le ha scelte queste regole? La rete. Non le ho scelte io, non c’è il mio zampino dietro il galateo della condivisione. Io mi sono limitato a osservare, appuntare e raccogliere in questo articolo le regole della buona educazione online.

Ecco i 7 punti chiave del galateo 2.0: come utilizzare i social per creare rapporti virtuosi della tua vita professionale. O semplicemente per rispettare il prossimo e vivere senza astio.

1. Ringrazia

La banalità di questo punto è pari solo al numero di volte che ti dimentichi di metterlo in pratica. Ogni volta che un individuo condivide un tuo contenuto sta dando spazio al tuo progetto. Sta diventando un testimonial, sta usando il suo profilo per fare pubblicità a te. E lo sta facendo in due modi:

  • Condividendo il tuo nome.
  • Condividendo il tuo link.

Condividere un link vuol dire aumentare le visite, spingere verso la viralità il blog o il sito e sperare che si inneschi un meccanismo che porti nuovi lettori, nuove condivisioni e nuovi link.

Ma anche la condivisione del nome è fondamentale. Il tuo brand viaggia, si muove online, viene scoperto e memorizzato. Qualcuno si iscrive al tuo canale Twitter, qualcuno ti accerchia.

Il valore è ovunque. E tu devi ringraziare chi ti condivide.

Sempre? Beh, io non ci riesco. Dovrei passare la giornata a ringraziare. Quando posso lo faccio. Ma il mio consiglio è questo: un bel “grazie per la condivisione” fa una buona figura.

Un consiglio: cambia la frase, a personalizza la formula del ringraziamento. In qualche caso puoi usare anche un’immagine. In ogni caso non usare sempre la stessa combinazione.

2. Condividi con coscienza

La condivisione è un momento importante. Non puoi affrontare la condivisione con superficialità: devi condividere con coscienza, devi fare attenzione ai contenuti che lasci sulle tue bacheche.

Come suggerisce anche Seth Godin, tu sei ciò che condividi: le persone valutano il tuo essere professionista non solo da quello che firmi (quindi dai contenuti del blog) ma anche dalle condivisioni.

Condividere vuol dire scegliere. Vuol dire costruire la propria immagine, il proprio brand. Ma vuol dire anche arricchire l’altro. Se lo impoverisci, se togli tempo prezioso con fuffa, se agevoli la diffusione di un contenuto di bassa qualità o dannoso cosa ottieni? Puoi generare l’effetto contrario.

Quindi mi appoggio al messaggio lanciato da Andrea Pernici e dico: condividi responsabilmente. Cura le tue fonti, lavora sodo con il feed reader e seleziona solo gli articoli migliori.

condivisioni

Anzi, sarebbe già una gran conquista leggere prima di condividere. Le persone ripubblicano e non leggono (fonte). Non è una buona cosa per i tuoi follower, non è una buona cosa per te: in quell’articolo ci potrebbero essere idee che non corrispondono alle tue. E ci potrebbero essere delle notizie false. Tu sei ciò che condividi.

3. Cita sempre

Trovi qualcosa di interessante online? Condividi. Ma fallo secondo le regole, non aver paura di ringraziare la persona che ti ha permesso di scoprire un contenuto. Non aver paura di citare.

La rete – in quanto tale – è fatta di relazioni: se non alimenti questi meccanismi la stai usando male. Non stai sfruttando tutti i suoi benefici e, soprattutto, la svilisci. La mortifichi.

Segui le persone giuste, individua i post che possono arricchire anche i tuoi follower/fan, e condividili con gusto sulle tue bacheche. Citando sempre chi ti ha permesso di scoprire nuovi contenuti.

4. Arricchisci

Ti piace un articolo? Lo hai letto? Bene, adesso puoi migliorare la vita delle persone che ti seguono. Adesso puoi condividere il link dove preferisci. Attenzione, ci sono due modi per farlo:

  • Prendere il link e buttarlo nella bacheca.
  • Arricchire il link con contenuto extra.

Io preferisco la seconda opzione. Quando, ad esempio, condividi un link su Facebook puoi aggiungere testo nel box, puoi scegliere un’immagine diversa, puoi inserire degli hashtag o citare qualcuno. Stesso discorso vale per Twitter e Google Plus. Tutti sanno condividere.

Ma i social ti danno l’opportunità di dare un contributo personale: facilita la vita delle persone, mostra il tuo rispetto e le tue attenzioni. A volte basta una stringa di testo o un hashtag per definire l’argomento e agevolare la selezione dei contenuti.

Piccola nota: non usare gli hashtag come coriandoli a carnevale. Uno o due bastano. E non citare le persone solo per ottenere visite o attenzioni: usa le mention per avvisare un contatto, per notificare un contenuto interessante.

5. Dai spazio

A volte le persone pensano di poter dare la risposta a ogni domanda. Che illusione. Al mondo c’è sempre qualcuno che può dare un contributo migliore del tuo. Devi solo trovarlo.

Puoi diventare una fonte di informazione utile in due modi: condividendo i tuoi contenuti e dando spazio agli altri. Sicuramente sai condividere i tuoi contenuti, ma sai anche dare spazio agli altri?

  • Preferisco un contenuto diverso dal mio.
  • Ammetto la mai incapacità e chiamo in causa un’altra persona.
  • Passo il contatto di un collega in privato.

Molti credono che l’aggressività sia la chiave per risolvere tutto. Io dico questo: lascia il passo quando è necessario. Favorisci il tuo vicino (meritevole) a favore del bene comune. Poi verrà il tuo turno.

Il tuo galateo

C’è sempre da imparare dalle esperienze altrui. Io ho lasciato il mio galateo fatto di correttezza, buoni rapporti, condivisioni pubbliche e private. Per me è importante dare e poi ricevere. per te, invece? Quali sono le regole fondamentali della buona convivenza sui social? Lascia la tua idea nei commenti.

Fonte immagine: Flickr

14 COMMENTI

  1. Buongiorno Ric!

    Relativamente al punto 2, ciò che dice il buon Seth non si può interdire. Però, personalmente, talvolta do spazio a nuovi blogger, emergenti, che mi colpiscono, seppur abbiano elaborato un contenuto già spremuto
    .
    Lo faccio per più motivi:
    1. attiro comunque l’attenzione di un nuovo utente
    2. il neo-blogger ha bisogno di fiducia, come ne abbiamo avuto bisogno tutti
    3. regalo più visibilità a quel contenuto che (probabilmente) sarebbe stato visualizzato da pochi e, tuttavia, c’è sempre qualcuno che può aver bisogno di un contenuto ritrito.

    Ora, non voglio passare per il benefattore, per l’amor di dio, però, talvolta mi piace e mi fa star bene poter aiutare un collega, proprio come altri fecero con me 2 anni fa.

    • Ciao Alessandro,

      No, non è una questione di essere benefattore o meno. Solo di dare spazio a chi se lo merita. Ci sono anche profili che non condividono neanche sotto tortura: io credo che ci sia bisogno di una buona via di mezzo.

  2. Ciao Riccardo, leggo sempre con piacere i tuoi post. Sintetici al punto giusto, mirati, senza fronzoli. Questa scrittura è lo stile adottato da alcuni di voi (esperti) che seguo da poco e che arricchiscono le mie conoscenze sul “web”.
    Tornando al tuo articolo, le cose che scrivi dovrebbero essere nel DNA delle persone, avere rispetto per il lavoro altrui, condividerne coscientemente le idee, citare la fonte, insomma è semplicemente “educazione”.
    Ma spesso non è così, per molti la rete è la caverna giusta per nascondere la loro meschinità, recitare una parte e appropriarsi delle idee di altri.
    Però chi ha naso riesce, quasi sempre, a capire chi è “falso” e chi no.
    Buona giornata e buon lavoro
    Mimma

  3. Oh, guarda credo di seguire alla lettera i punti da te citati e credo di aver anche postato qualcosa del genere in passato.

  4. Ciao Riccardo,
    pienamente d’accordo sul fatto di non far perdere tempo alla gente, specialmente la gente seria e che è in cerca di soluzioni.
    Sia quando condivido articoli, tweet di altri, o miei post sul blog, mi sforzo di non essere banale, ma soprattutto di non rubare tempo prezioso a chi ha scelto di leggermi.
    Buona giornata.

  5. usare il tasto “cita” su tw, secondo voi è corretto ( educato)? Io lo vedo come un modo per citare la fonte direttamente nel tweet, ma non so se possa essere un’abitudine fastidiosa per chi, ad esempio, è molto popolare e quindi rischia di essere ‘disturbato’ molte volte.

    • Personalmente non credo che ci sia qualcosa di fastidioso. Anzi, è comodo perché ti permette di tenere traccia delle persone che ti seguono 😉

  6. Bravo, bel post 🙂 Punti assolutamente da seguire!
    Aggiungerei anche il fatto di non esagerare, non bombardare di continuo con le condivisioni di contenuti personali o di altri. Non amo quando una persona che seguo condivide 5000 cose in un giorno, magari tutte in una volta e in pochi minuti.

  7. Ciao Riccardo, grazie per il post. Volevo chiederti un’opinione anche sulle foto che vengono riutilizzate senza alcun credit o citazione e togliendo anche il markup (più o meno consapevolmente). Sarebbe bello un galateo anche per questo. Grazie ancora e buon lavoro!

  8. Concordo pienamente con tutte le regole esposte. Avrei una domanda relativa alle condivisioni in FB – Dopo aver cliccato sul tasto Condividi (che ora dà 2 scelte, una secca e l’altra con possibilità di aggiungere considerazioni proprie) il post compare quasi sempre senza indicazione dell’account da cui proviene, il che mi dà la sensazione di aver commesso… un piccolo furto. Allo stesso modo i miei post sono spesso condivisi su altre bacheche senza che compaia il mio nome. Un pò mi spiace.
    C’è una spiegazione tecnica? Un rimedio per dare a cesare-quel-che-è-di-cesare?
    Grazie …

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