Come rifiutare lavori e guadagnare di più

Lo so che sembra impossibile: puoi guadagnare di più se inizi a rifiutare alcuni clienti per dare la priorità ad altri, In questo modo dai valore a ciò che fai, al tuo tempo e alla tua attività di freelance.

Bella domanda, posso guadagnare di più rifiutando lavori? Il classico articolo che mi porterà una marea di rogne, lo so. Tutti si aspettano mari e monti ma la realtà è semplice: per monetizzare al massimo la tua presenza online devi rifiutare i lavori.

Come rifiutare i lavori per guadagnare di più
Puoi guadagnare di più limitando i clienti peggiori.

Devi imparare a negare la tua professionalità. Sembra un controsenso, vero? Il titolo ricorda uno specchietto per le allodole: sembra il trabocchetto perfetto per chi rifiuta il concetto post-industriale di lavoro. E vuole fare soldi facili su internet.

In realtà questo titolo cela una piccola (grande) verità per la tua anima freelance: arriva un momento della tua carriera in cui devi mollare le seccature.

Ovvero, devi rifiutare dei lavori. Lavori minori. Possibile? In un mondo così arido di opportunità si possono rifiutare lavori? In una situazione nera come la notte c’è chi può permettersi di rifiutare un cliente pagante? Sì, ti assicuro che è così. Mettere da parte gli impegni che non convengono è il primo passo per guadagnare di più online.

Dai valore al tuo tempo

Rifiutare i lavori minori vuol dire dare valore al tuo tempo. Non devi concederti a tutti, meglio lavorare con poche persone perché essere disponibile sempre e per tutti vuol dire svendere il proprio lavoro. Soprattutto quando arriva la classica richiesta che fa rabbrividire grandi e piccini: lavorare gratis. Paura, vero?

Cosa significa lavorare gratis per te? Essere sfruttato? Subire le richieste di gente senza scrupoli? All’inizio può essere una risorsa, il lavoro è fatto anche di esperienza e all’inizio devi fare gavetta. Devi rubare il lavoro da chi è più bravo di te. Ma poi basta, non puoi continuare all’infinito con questa storia. Il lavoro deve essere pagato.

E tu devi scegliere il prezzo. Lo devi fare con coscienza, valutando il valore del tuo tempo. Un’operazione di 30 minuti non vale solo il tempo inteso come somma dei minuti, ma è la sintesi delle tue esperienze per ottenere un grande risultato.

Da leggere: come monetizzare il blog

L’illusione della sicurezza

Devi ragionare in termini di opportunità. La sicurezza è un concetto da dimenticare: è un siero dolce che tu, caro freelance, continui a inseguire. Continui ad avvertire il profumo di questo nettare, ma giusto quello è rimasto: il profumo.

Guadagnare di più rifiutando lavori.

Il lavoro fisso non esiste più, hai capito? Sicurezze non ce ne sono, e non hai lasciato un lavoro precario che si finge fisso per inseguire un cliente altrettanto precario che ti garantisca un’entrata fissa. Non c’è niente di male, ben inteso. Tutti amano avere un’entrata stabile ma per guadagnare di più non puoi puntare solo a questi falsi idoli.

Per crescere devi scegliere

Come guadagnare di più? Devi puntare al cliente di fiducia. Al tempo stesso devi avere un occhio verso le opportunità appetitose che ti circondano e che potrebbero fare la differenza (nessuno ha detto che sarebbe stato facile).

In questo casi è sempre il principio di Pareto ad avere la meglio. Una buona parte dei tuoi ricavi, facciamo l’ottanta percento, deve arrivare da una minima fetta di clienti.

come guadagnare di più
Come rifiutare i lavori per guadagnare di più.

Tipo il venti percento. Quando hai iniziato la tua avventura freelance hai accettato con gioia i primi contratti lontani dai 50 centesimi ad articolo.

Il rapporto è andato avanti e hai lavorato bene. Ma le dinamiche si evolvono e tu non puoi portare sviluppare i piccoli impieghi. Devi crescere. Tu non sei per tutti.

Io non ho ricette magiche, ma posso portare io mio esempio: coccola i tuoi clienti storici, lavora bene con le persone che ti rispettano, migliora il tuo brand per proporre prezzi degli di questo nome. Vuoi chiedere di più ai tuoi clienti? Vuoi aumentare i prezzi? In primo luogo devi comunicare il tuo nome nel miglior modo possibile.

Lavora con i grandi

Preferisci i grandi clienti che ti assicurino entrate decisive, e ti permettano di rifiutare i piccoli lavori. A parità di ricavi, i clienti di gran caratura ti daranno:

  • Maggior visibilità quando lo metterei nel portfolio.
  • Più esperienza dato che dovrai lavorare con grandi numeri.
  • Maggiori responsabilità e quindi crescita.

Soprattutto ti porteranno meno stress perché dovrai gestire un contatto, una fatturazione, un flusso di email e una call a settimana. Questo è il problema.

Puoi dire lo stesso quando lo stesso introito arriva da 10 clienti. Un ultimo dettaglio: spesso e volentieri lavorare con i grandi vuol dire fatturare cifre più ampie.

Guadagnare e lavorare

Argomenti delicati. In questi casi quello che vale per me (forse) non vale per te. Ma una cosa è certa: ogni cliente vuole mille attenzioni. E ha pieno diritto di chiederle.

Moltiplica queste attenzioni per 20 e avrai un bel problema organizzativo da risolvere. Scendi a quota 4 o 5 e tutto ti sembrerà più umano. Più semplice.

Più facile da gestire. In realtà è così. Inoltre c’è un’altra prospettiva che devi considerare: la diversificazione delle entrate. Uno dei vantaggi dell’essere freelance, infatti, è la possibilità di aprire e sfruttare nuove strade di guadagno.

come guadagnare di più rifiutando lavori
La mappa dei guadagni secondo Problogger

Oltre alla tua attività base puoi intraprendere la strada della formazione. Oppure puoi dedicarti alla vendita di spazi pubblicitari sul blog, ai webinar, agli eventi, alla vendita di e-book e di consulenze. Diversificare è la soluzione.

Per approfondire: come guadagna un web writer freelance

Come guadagnare di più?

Ci sono tanti modi per guadagnare, tanti ancora per guadagnare bene. Questa è la strada che sto seguendo: secondo te è una soluzione valida? Lascia la tua opinione nei commenti, e subito, dopo scarica il mio ebook dedicato ai freelance gratis.

11 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,
    la selezione dei clienti è fondamentale e ne abbiamo discusso anche in un altro tuo articolo.
    Voglio però insinuare il dubbio: quando hai “pochi” clienti importanti, soprattutto in un momento di mercato così delicato e labile, uno dei rischi è che se qualcosa va male proprio a questi ti potresti ritrovare nel giro di pochissimo tempo a piedi.
    Ho conosciuto agenzie e freelance che lavoravano solo con grosse realtà che però dall’oggi al domani sono crollate per svariati motivi e di conseguenza anche loro.
    Mi chiedo quindi se non sia cmq il caso di tenere ovviamente un piccolo bacino di clienti importanti e buoni ma avere anche un numero xxx di clienti più piccoli e magari più complicati da gestire che però possono assicurarti anche altri guadagni permettendoti di non affondare se i più grandi crollano?
    A te l’ardua sentenza 😉

    • Ciao Francesca,

      Buona osservazione. Il punto è questo: 80/20, la maggior parte dei tuoi guadagni deve arrivare da una piccola parte di clienti. Ma non tutti i guadagni. C’è anche un altro punto elencato nell’articolo: diversificare. Ovvero dirigere le forze verso diverse fonti. Attenzione: non sto dicendo che il webwriter può iniziare a fare siti web, ma che oltre a scrivere post può fare consulenze, aiutare i blogger aziendali a specializzarsi. Meglio ancora se lavora sulle rendite, su quelle fonti che viaggiano in modo indipendente (tipo l’e-book in vendita).

      Non credi?

      • Ciao Riccardo,
        sicuramente differenziare l’offerta può essere un buon metodo per incrementare i guadagni ma ovviamente dovrà essere sempre strettamente legata al proprio core business.
        Poi dipende molto anche dal tipo di lavoro che fai. Alla fine io spesso mi ritrovo a gestire tante persone per un unico progetto e diventa difficile trovare il tempo per offrire servizi come quelli da te sopra menzionati.
        Mi sto comunque organizzando per riuscire a farlo, alla fine si tratta anche di questo: organizzazione.
        Colgo l’occasione per rispondere ad un altro commento dove ho trovato un ottimo spunto di riflessione: trattare i piccoli come se fossero i grandi.
        Vero da un lato, difficile dall’altro. Vero perchè (e lo faccio anche io) i loro investimenti valgono tanto quelli dei grandi clienti (per grandi clienti intendo grandi nomi che investono cifre notevoli). Difficile perchè a volte non si parla la stessa lingua: chi gestisce la comunicazione è anche chi gestisce le vendite e/o l’amministrazione e diventa difficile riuscire a trovare il modo per far comprendere ambiti specifici del proprio lavoro.
        Sto pensando di farci un post su questo argomento: tu cosa ne pensi Riccardo?

  2. Premessa doverosa: non conosco il mercato di riferimento, perciò posso fare solo supposizioni. Se provaste a trattare i piccoli come se fossero grandi? Nel senso, impegno proporzionato al budget, ovvio, ma si impone anche ai piccoli un codice di comportamento corretto. Niente bombardamento di messaggi nella casella mail, nessuna chiamata urgente alle 3 del mattino. Il lavoro viene consegnato nei tempi previsti e con modalità ben chiare fin da subito. Si risolvono così un po’ di grane che possono portare i piccoli, ma non li si esclude a priori: anche loro possono crescere! Anzi, a dirla tutta sono quelli che potenzialmente lo possono fare di più, e se lo fanno grazie ad un’attenta campagna web, la gratificazione finale (e il guadagno nel lungo periodo) può solo migliorare!

    • Ma certo.

      Io ho molti clienti piccoli e lavoro senza problemi. Un buon cliente deve essere tutelato, sempre. Soprattutto se è un cliente storico che rimane nei termini previsti.

      C’è un fattore, però, che non puoi valutare in anticipo: a volte l’impegno proporzionato al budget è una norma che scrivi da solo, e il cliente crede di poter chiamare alle tre di notte per chiedere qualsiasi cosa.

  3. Premessa: ho letto con molto piacere anche il tuo ebook dedicato ai freelance: dai sempre spunti che fanno riflettere. Ero freelance a fine anni Ottanta e tale mi ritrovo a distanza di 30… In linea di massima sono d’accordo con Francesca: avere un tot di clienti importanti e qualcuno piccolo che comunque può crescere, ti assicura un certo equilibrio se qualcuno dei grandi… ti lascia! Creare relazioni umane e professionali vere e profonde sembra essere uno dei trend digitali di questo 2014. La cosa che mi rende felice perché condividere e crescere insieme è, a mio avviso, una straordinaria opportunità di sostenibilità sociale.

    • Ma certo, fa sempre bene rimanere in contatto con i piccoli clienti. Soprattutto se sono clienti storici e capaci di comprendere le tue possibilità.

  4. Riccardo & altri, GRAZIE, per i commenti, ben applicabili al di fuori della professionalità webwriter: in azienda abbiamo iniziato da IERI.
    Quindi basta con quelli che non vogliono creare relazioni umane e professionali vere e profonde (cit. Gloria), basta con quelli che non pagano mai alla scadenza CONCORDATA, basta con quelli che finché gli fa comodo.. ma poi..
    È possibile? Si, lo è e in azienda ne siamo convinti, a maggior ragione dopo aver letto il post!

      • Abbiamo letto e ho ricevuto commenti dai collaboratori, con dei distinguo; non applico alcun filtro, li faccio parlare e li pubblico (se vorranno risponderanno direttamente, non faccio l’intermediario… di commenti! :-):

        MANUELA, servizio clienti
        Io sono completamente d’accordo con il commento di Francesca Borghi…. sicuramente prudenziale ma vista la mia esperienza lavorativa precedente direi che la cosa migliore è non concentrare il guadagno su pochi perché se per caso si perdono quei pochi si resta a piedi.
        Dare precedenza e valore ai clienti grandi è importante ma anche quelli piccoli servono per portare avanti un’azienda…

        Poi credo che un freelance abbia come obbiettivo fondamentale accaparrarsi dei clienti e contando solo sulle sue forze deve concentrarsi sul “non perdere troppo tempo” e ottimizzare i suoi tempi…. in una realtà aziendale credo che sia un pò diverso…. i clienti sono più gestibili.
        Questo è il mio pensiero…
        – Manuela
        ————————————————
        CAMILLO, servizio tecnico
        Anche per me non si possono applicare più di tanto le considerazioni esposte sul lavoro di un freelance alla ns. azienda.
        In particolare per la tipologia di attività. E’ giusto che un freelance non disperda le risorse su troppi clienti, rischierebbe di non soddisfarli tutti e in particolare quelli più “meritevoli”; deve puntare appunto sui “clienti di fiducia”. Noi dobbiamo essere i fornitori di fiducia!

        La nostra attività è più standardizzata/standardizzabile a livello di servizio offerto. Ovviamente anche noi non dobbiamo sprecare energie e risorse (umane ed economiche) con i perditempo (mi riferisco ad esempio ad intermediari da toccata e fuga).
        Concordo sul fatto che non si può più parlare di sicurezza ma bisogna parlare di opportunità: ma come farlo se non ampliando i contatti?
        Certo ci vuole testa e attenzione.
        – Camillo

        • Alberto prima di tutto mi complimento per il tipo di comunicazione interna che state adottando. E’ fantastico condividere anche gli articoli con i propri collaboratori e far tesoro dei loro commenti.
          Anche questo fa parte della crescita del proprio brand.
          E poi ringrazio Manuela per il suo feedback. Prima di iniziare il percorso lavorativo come lavoratrice autonoma con la mia agenzia di Marketing e Comunicazione ho lavorato per tanto tempo al customer service. Questo mi ha di sicuro forgiato e mi aiuta a comprendere meglio le necessità del cliente.
          In un’azienda strutturata è sicuramente più facile gestire tanti clienti mentre quando si è freelance diventa tutto più complicato.
          L’attenzione nel scegliere i clienti è fondamentale e riuscire a gestire i tempi ancora di più.
          Altro punto che avete evidenziato anche voi è la fiducia, costruirla e tenerla viva nel tempo, mantenendo sempre ciò che si promette.
          Complimenti ancora e grazie per il vostro contributo che è prezioso anche per me, di sicuro suggerirò ai miei clienti di fare altrettanto con il loro team!

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