Grazie all’amico Maurizio Ceravolo ho scoperto che IBM Watson, un sistema di intelligenza artificiale capace di rispondere alle domande espresse a voce, sta sperimentando uno strumento che potrebbe mandare in pensione il lavoro del copywriter. Sto esagerando? Forse.

Ma sai come siamo noi creativi: gelosi del mestiere e scettici nei confronti delle macchine.

IBM Watson

IBM Watson Tone Analyzer. Questo tool è in grado di eseguire un’accurata analisi del testo. Obiettivo? Verificare il tone of voice e suggerire soluzioni alternative. Cioè, hai capito? Questo strumento ti dice quale parola devi utilizzare partendo dal contesto.

Non si tratta della solita utility per migliorare la leggibilità o di un indicatore tipo Gulpease, basato su una rigida norma matematica. Anche se funziona in modo simile. Inserisci il testo nel form e fai click sul pulsante: il risultato ti sembra uguale a quello di altri strumenti. Ma ci sono delle differenze.

IBM Watson, un computer che apprende

Grazie a IBM Watson puoi ricevere un’analisi del testo basata su un principio nuovo: quello di una macchina capace di imparare. Secondo Wikipedia, infatti, Watson può essere definita:

Un’applicazione avanzata di elaborazione del linguaggio naturale, information retrieval, rappresentazione della conoscenza, ragionamento automatico e tecnologie di apprendimento automatico nel campo dell’open domain question answering (risposte a domande a dominio aperto, cioè senza restrizioni sull’argomento).

IBM Watson non è un computer qualsiasi. Raccoglie informazioni da ogni tipo di fonte, dalle ricerche online ai tweet. Questo sistema può leggere milioni di documenti non strutturati in pochi secondi, può integrare tutto quello che sei in grado di produrre. Tutto quello che siamo in grado di produrre.

Dopo la raccolta arriva il momento dell’interpretazione che avviene attraverso l’incrocio dei dati. Modelli, connessioni e intuizioni sono la base del processo utile per dare un significato alle informazioni. Infine IBM Watson prende una decisione, e risponde alle domande con una velocità nuova.

IBM Watson usa questo framework per gestire nel miglior modo possibile un argomento, e sviluppare competenze attraverso esperienza e feedback. Deve rispondere nel miglior modo possibile alle domande umane. E, a quanto pare, deve anche a migliorare il lavoro dei webwriter.

Per approfondire: 8 consigli per scrivere meglio.

Migliorare un testo con IBM Watson Tone Analyzer

Lo so che non ti fidi delle macchine, ma prova a scannerizzare un testo con IBM Watson. Cosa ottieni? Un’analisi che divide il tone of voice in tre scaglioni, con relativi sottoinsiemi. Questi blocchi possono definire le caratteristiche di un testo scendendo nei dettagli: scopriamoli insieme.

1. Emozioni

I tecnici della IBM hanno trovato il modo di individuare con precisione le emozioni del testo. Si dividono in allegria (gioia, ottimismo, soddisfazione, ispirazione, felicità), emozioni negative (paura, disgusto, disperazione, senso di colpa, umiliazione) e rabbia (fastidio, ostilità, aggressività, dolore).

2. Sociale

La tendenza nell’interazione con le persone rispecchiata nel tono di voce. Si divide in tre grandi blocchi: disponibilità, fino a che punto una persona è disponibile a sperimentare un’attività, gradevolezza, la tendenza a essere empatico e cooperativo, e coscienzioso.

3. Stile

Ragiona sulla scrittura, sul tono dell’articolo. Un tono che può essere analitico, ragionamento legato al mondo empirico, fiducioso, il grado di certezza esibito dall’autore verso un evento o una valutazione, e incerto. Ovvero che nasconde dei dubbi sullo svolgersi degli eventi.

Semplici sinonimi?

Questa è la base. Poi il Tone Analyzer – lo trovi qui tone-analyzer-demo.mybluemix.net – fornisce una lista alternativa di parole per ammorbidire, smussare o rafforzare il tone of voice. Per avere un’idea chiara devi dare uno sguardo all’analisi effettuata inserendo il testo di un’email aziendale.

IBM Watson
I risultati dell’IBM Watson Tone Analyzer.

I risultati sono chiari. Nella barra in alto hai la divisione in percentuale delle macro aree (emozione, social e scrittura) che a loro volta si dividono in altre sezioni divise per colore. Un colore che caratterizza tutte le parole. E se clicchi su un termine cosa succede?

Arrivano i sinonimi con le relative variabili. Prova a cliccare sul termine “missing”: l’applicazione restituisce una serie di sinonimi diversi per ogni sottocategoria. L’immagine in basso descrive questo processo.

IBM Watson
La lista dei sinonimi.

So già cosa stai pensando: un valido tool per scrivere meglio, ma niente di più di un vocabolario dei sinonimi e contrari. In realtà non è così: Tone Analyzer ti permette di adattare il testo in modo scientifico al tone of voice che vuoi seguire, mantenendo una linearità di fondo. Sai una cosa? Forse è proprio questo il problema: la necessità di mantenere il testo coerente.

Da un punto di vista grammaticale è giusto, ma poi? Cambi di ritmo, iperbole, ironia, sbalzi d’umore, figure retoriche. Credi sul serio che tutto questo sia riproducibile attraverso IBM Watson?

Da leggere: 3 consigli per sedurre i tuoi lettori.

Tranquillo amico copy: c’è ancora lavoro

IBM Watson Tone Analyzer non ruberà il lavoro ai webwriter, e non lo ruberà ai blogger. Siamo ancora lontani da questo scenario. Però con l’intelligenza artificiale ci avviciniamo a un prodotto capace di ragionare al posto dell’essere umano, e di suggerire una parola non solo in base a un elenco prestabilito.

In questo caso la scelta è ragionata, contempla una serie di elementi che simulato la ragione umana. Opinione personale? Può essere un valido aiuto per fare SEO copywriting, ma per ora la creatività ha ancora un vantaggio considerevole nei confronti delle macchine. Mi sbaglio? Sei d’accordo con il mio punto di vista? Secondo te IBM Watson Tone Analyzer riuscirà a rubare il lavoro ai copy?

Aspetto al tua opinione nei commenti.

8 COMMENTI

  1. Mah… io a questa sostituzione al 100% da parte della macchine non ci credo (si lo so sembro Del Spooner di Io Robot), per quanto possano essere perfetti e più veloci di noi nell’eseguire il lavoro gli mancherà sempre una cosa fondamentale: il cuore/passione/calore.

    Secondo me Webwriter e Blogger possono stare tranquilli non credo che IBM Watson possa rubare il lavoro, ma potrebbe essere invece un valido alleato.

    My Two Cents

    • Sarà sicuramente un valido alleato. Questo tool potrebbe essere la svolta per ottimizzare diversi punti. Ma ci sarà sempre una gran differenza tra noi e loro, tra quello che facciamo noi blogger e webwriter, e quello che possono fare le macchine.

  2. Mi vengono in mente due cose:
    1) questa potrebbe essere davvero un traguardo nella ricerca e nella lavorazione del “Big Data” – Riuscire a rielaborare tutti i dati disponibili per trovare il contesto corretto in cui far uscire un contenuto adeguato al contesto stesso

    2) Lo ritengo uno strumento per appiattire ancora di più la già scarsa natura umana intesa come valore che nasce dalle emozioni della Vita.
    Pensa ad esempio alla divulgazione della musica: siamo passati dalle puntine dei vinili (musica caldissima, piena e totale) alla fredda musica digitale dei CD e degli mp3 (perfetti ma tecnici).
    Oppure pensa ai musicisti stessi: quali capolavori hanno realizzato pochi musicisti quando era necessario l’ingegno (parlo di Mozart, Beethoven, J.S. Bach, Rossini, Vivaldi, Chopin, Paganini, Listz etc..) rispetto ad oggi in cui il sintetizzatore fa qualsiasi cosa permettendo anche ad uno stolto di “produrre suoni ritmati” o costruire merchandising quale i “one direction” e simili.

    Una poesia non sarà mai scritta da una macchina, perché mancherà sempre la lacrima o il sorriso o l’emozione che le daranno vita.

    – Grazie per il tuo eccezionale articolo –

    • Ciao Loris,

      Ti ringrazio. Io la vedo in questo modo: potrebbe essere un grande strumento per migliorare la scrittura. Anche in ambito SEO. Ma per ora possiamo tare tranquilli: l’arte è ancora appannaggio dell’essere umano. Per fortuna.

  3. Nella scrittura in ambito lavorativo, le emozioni sono fondamentali quanto strettamente legate alla soggettiva personalità del “writer” (ironia,sensibilità ecc…).

    Se questo tool dovesse sostituire in modo completo un creativo, ci ritroveremmo assuefatti da testi emozionalmente tutti uguali, facendo così cadere i cardini del marketing…

    In ogni caso trovo che sia uno strumento interessante, forse non saprà esprimere vere emozioni, ma sa analizzare l’ambiente in cui “vivono”. Quest’ultima caratteristica, naturale al “writer” con esperienza, può essere un valido aiuto per chi si è avvicinato da poco al mondo della scrittura…

    Solo la mia personalissima opinione

    • Anche io la penso in questo modo. Ci sostituiranno? Ma quando? Un bravo copywriter è e sarà insostituibile. Almeno credo. Le sfumature sono infinite, un computer non le può cogliere tutte. O almeno questo mi ripeto da un paio di giorni.

      • Hai condensato perfettamente ciò che volevo esprimere : “Le sfumature sono infinite, un computer non le può cogliere tutte”. Per ora qualsiasi ragionamento di una macchina per quanto complesso rimane un algoritmo, e di conseguenza prevedibile.
        Grazie per lo spunto di riflessione

  4. Concordo pienamente con il tuo punto di vista. Le macchine non potranno mai essere creative, tantomeno trasmettere emozioni. Eppure ci sono scienziati che da anni tentano di unire Big Data Analysis a Natural Language Processinq, e qualcuno sembra anche esserci riuscito. Il progetto “narrative science” è attualmente in grado di redigere testi in totale autonomia elaborando dati estratti dal web. D’accordo, non sarà il calvario per la totalità dei copywriter, ma sicuramente un software del genere potrebbe dare filo da torcere a chi elabora contenuti in “real time”. Prendi, ad esempio, le notizie sportive o quelle riguardanti il mondo dello spettacolo. Cosa ne pensi?
    Lascio questo link di ejo come approfondimento:
    http://it.ejo.ch/etica/se-un-software-puo-sostituire-i-giornalisti

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