Il lavoro freelance è sfibrante . Ogni giorno una nuova battaglia, una nuova competizione. A volte devi affrontare nuove sfide professionali, a volte devi fare formazione per migliorare le tue conoscenze.

A volte devi semplicemente (semplicemente? E ti sembra poco?) difendere al tua identità online.

identità online
L’identità online è importante – Gratisography

Ma nella maggior parte dei casi devi semplicemente combattere contro il cliente. Il problema è sempre lo stesso: non ti segue. Tu sei il professionista, ma non ascolta le tue indicazioni e i tuoi consigli.

Pensa di avere le competenze per tenerti come semplice esecutore, come una protesi.

Ieri ho avuto la fortuna (per me il confronto è sempre positivo) di chiacchierare con un collega blogger. Abbiamo parlato di un cliente che si ostina a non voler mettere il suo nome alla fine dei post.

Il motivo? Oscuro. Probabilmente ci sarà ma non è possibile sapere. Quello che so  è che vuole firmare gli articoli con un triste, banale, inutile e ormai stagionato: “La redazione”. Che sorpresa!

Il valore dell’identità online

La redazione. Ripeti con me, scandisci con cura: “re-da-zio-ne”. Cosa è questa redazione? Quale organo si nasconde dietro questo nome misterioso? Ma è così importante questa redazione che vale la pena pubblicizzarla e sbandierarla ai quattro venti?

Mi dispiace per il collega blogger, ma mi dispiace soprattutto per il cliente perché sta perdendo un’occasione. Sta rinunciando al valore aggiunto – l’identità online – che può dare un autore alla propria creazione.

[Tweet “La tua identità online è fondamentale anche per il cliente che pubblica gli articoli”]

Ovviamente la qualità di un testo passa dal lavoro eseguito. Non basta pubblicare due bischerate con nome per raggiungere l’Olimpo dei blogger. Ma la firma, sintesi della tua identità online, ti permette di guadagnare autorevolezza: un bene difficile da guadagnare e da difendere.

Come un sito spam

Il concetto è semplice: prova ad andare su uno dei classici siti pieni di spam, di pubblicità e di testi duplicati raccattati dai feed reader di mezza blogosfera. Quali sono gli elementi che ritrovi sempre?

  • Assenza della pagina about me
  • Assenza della pagina contatti
  • Assenza dell’autore nei post

Chi ha creato il blog? Chi devo contattare per rimuovere un contenuto duplicato? Come si chiama l’autore del post? Domande che rimarranno senza risposta. Lo so, il tuo non è un blog di questo livello.

sito
Pixabay

Però la presenza del nome certifica l’identità di chi ha creato il testo: è un’ammissione della propria identità online, un modo semplice per individuare la persona alla quale girare critiche e complimenti. È inutile pubblicare un articolo a nome della redazione: il lettore vuole conoscere il nome dell’autore.

Ghostwriter

Discorso diverso per chi chiede a un webwriter di pubblicare un articolo con un nome diverso: la pratica del ghostwriting è nota e, francamente, non di particolarmente scandaloso.

Non ho tempo per pubblicare ma voglio migliorare la mia autorevolezza e chiedono qualcuno di creare contenuti da pubblicare a nome mio. Il ragionamento fila ma la domanda è: stai lavorando sull’autorevolezza ma sei autorevole?

Per me la soluzione migliore è questa: chi crea il contenuto mette la firma per la felicità dei lettori e del blog. Secondo te, invece?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

3 COMMENTI

    • Vedi Sara… Io credo che l’individuo sia ancora al centro del web. Con la chiusura dell’authorship già si sentono opinioni di gente che fa marcia indietro: è ancora l’autore a creare contenuti, sei sempre tu a metterci la faccia.

      Non credi?

  1. Scrivo articoli nel blog di un albergo. Secondo te come dovrei comportarmi in questo caso? Firmare a nome della titolare (mi sembrerebbe una presa in giro verso i lettori), firmare a nome mio (che dell’albergo curo “solo” la presenza online?) o, come sto facendo, utilizzare plurali nei testi “vieni a trovarci” e non mettere alcuna firma?

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