Il contenuto è il re?

Questa è una delle definizioni di base: al centro di tutto c'è il contenuto. Ma è sempre così? Ci sono delle divergenze e magari alcune eccezioni da valutare? Qui trovi una riflessione.

Beatrice Niciarelli, copywriter, mi fa notare un articolo dal titolo a dir poco singolare: content is NOT king (non più disponibile). Ovvero il contenuto non è il re.

il contenuto è re
Il contenuto è il re.

Ho letto il post con avido e grande interesse perché va contro tutto ciò che suggerisce il buon senso e il concetto stesso di inbound marketing. Un dramma, sul serio.

L’headline ha colpito nel segno e ha attirato la mia curiosità, proprio come vuole la tradizione del link baiting. E non poteva essere altrimenti… sono anni che noi web writer sosteniamo l’importanza dei contenuti di qualità. E poi cosa succede?

Il contenuto è il re sul blog

L’autore usa un artificio per la sua ipotesi: non sono i contenuti ad avere valore, ma gli utenti. Sono loro a dare il bollino di qualità, decretano il successo di un contenuto.

Non manca niente a questo telaio di concetti cari ai web writer. Sono perfettamente d’accordo con questa idea. E per dare valore a tutto questo il blogger aggiunge:

“I know of several blogs and marketers who produced stellar content but lost their way simply because they didn’t pay enough attention to their audience”.

Tanti blog hanno contenuti di quantità sciupati, perché non hanno prestato attenzione all’audience. Capita di bruciare post, ma il blogger di successo riesce a leggere le necessità del pubblico e a far breccia nella nicchia. Nel luglio 2010 scrivevo:

“Ogni contenuto, a modo suo, può essere di qualità ma la decisione finale spetta alla tua audience, ai lettori fedeli del tuo blog”.

Il rapporto tra audience e contenuti è ovvio. L’autore del testo deve mettersi al servizio del lettore, deve scoprire i suoi capricci e le sue esigenze. Ed è lui che deve giocare con le parole per far leva su quel groviglio di emozioni e informazioni.

Social media come ago della bilancia?

La fruizione dei contenuti è cambiata grazie a Twitter, Facebook e Instagram. Avere le spalle grosse sui social ti permette di raggiungere molte persone. Ma il nodo torna al solito pettine: la qualità dell’interazione che crei su queste piattaforme.

il contenuto è il re
Il contenuto è il re, sempre.

La gente che ti segue sui social perché trova nei tuoi aggiornamenti contenuti di qualità. Contenuti scritti bene e dedicati agli argomenti giusti e avvincenti.

Ma anche articoli di altri blog e immagini (su Facebook vanno alla grande), domande e risposte. I social sono l’ago della bilancia purché ci sia la grande qualità.

Da leggere: cosa significa content is king

L’attenzione è tutto (o quasi)

è diventato fondamentale catturare l’attenzione del lettore: le prime righe decidono le sorti di un articolo, una buona headline può fare la differenza nella serp.

Ed è per questo che mettiamo le notizie e i contenuti più importanti all’inizio degli articoli (come suggerisce anche la piramide rovesciata in alto), scriviamo headline irresistibili e scegliamo immagini di qualità per i post. Posso farti una domanda?

piramide rovesciata contenuti

Dopo aver rapito lo sguardo del lettore, cosa fai leggere? Possiamo puntare tutto su poche righe e buttare il resto alle ortiche? Catturare l’attenzione è importante.

Ma il lettore ha bisogno di contenuti di qualità da leggere e condividere. Per me ogni attacco alla qualità del contenuto è destinato a fallire. E secondo te?

20 COMMENTI

  1. Beh, è come un cane che si morde la coda, saranno pure gli utenti che giudicano, ma comunque i contenuti devono essere di qualità. Magari c’è da disquisire sulla qualità o sulle reali esigenze del pubblico, ma alla fine sempre di contenuti stiamo parlando.

    • Diciamo che questo articolo mi serve per individuare un punto di riferimento. Poi la discussione può andare avanti all’infinito, insieme agli articoli che affermano tutto e il contrario di tutto.

  2. Posso fare quello che rompe le uova nel paniere? 🙂

    Parliamoci chiaro, chi giudica che i contenuti siano di qualità sono i lettori, ma io aggiungerei anche che tutto dipende da chi quel contenuto lo pubblica.

    Siam sempre li, per me. Se il blogger pro scrive un articolo, anche banale, viene giudicato “fantastico, interessante, di qualità, etc..etc.. ” con migliaia di ocndivisione sui social networks.

    La stessa cosa detta da un blogger neofito alle prime armi, non viene minimamente ca**ta di striscio (permettetemi l’eufemismo).

  3. Il contenuto è sempre il RE! per poterlo valutare, gli algoritmi, che notoriamente non sanno distinguere uno scritto di Eugenio Scalfari da quello di un appuntato della Benemerita, devono affidarsi all’intelligenza collettiva di chi segue il blog o quotidiano che con le condivisioni e i like ne decreterà il successo. Se scriverete un articolo straordinario, ma non condiviso da nessuno, Google lo passerà per spazzatura, è web ranking bellezza…

  4. Sono d’accordo sul fatto che il contenuto non sia più il sovrano assoluto, e questo più o meno da quando ho constato che spesso conta più CHI scrive qualcosa che COSA scriva… un esempio molto attuale secondo me è TagliaBlog, pregevole nei contenuti in moltissime circostanze ma che ha fatto delle “ospitate” piuttosto inopportune (“fuffa”). In questi ultimi casi è davvero sconvolgente vedere come il feedback sia COMUNQUE positivo nella maggioranza dei casi, a prescindere dalla “bontà” dei contenuti.

  5. Il contenuto resta il re indiscusso.
    Secondo me non c’è nemmeno discorso.
    Il problema è definire che cosa si intende per “qualità”, perchè la vera qualità su determinati argomenti non è sempre e per forza “fruibile”. Si può scrivere per la massa o per una nicchia (e già qui c’è una bella differenza sul pubblico che si punta a raggiungere).
    I social poi… non so se siano un vero specchio di contenuti di qualità. Ho notato che vanno per la maggiore pagine “furbe” e ben studiate, in cui il contenuto (inteso come intervento scritto) ha importanza relativa. E’ l’idea a colpire e divertire. Questo cerca la gente sui Social… e ci vuole molta furbizia per accontentarla.
    In ogni caso, se scrivi bene arrivi più a lungo termine… ma quando arrivi, arrivi.
    🙂

  6. P.s. D’accordo anche con chi sostiene che c’è tanta gente che sopravvalutata a bestia (concedete l’espressione gergale), che sceglie argomenti divertenti o “specchieti per le allodole” e ha decine di followers anche su Twitter.
    No dico… ma il blogger una volta non era un rivoluzionario ed una voce “fuori dal coro”?
    🙂

  7. P.s. D’accordo anche con chi sostiene che c’è tanta gente che viene sopravvalutata a bestia (concedete l’espressione gergale), che sceglie argomenti divertenti o “specchieti per le allodole” e ha decine di followers anche su Twitter.
    No dico… ma il blogger una volta non era un rivoluzionario? Una voce “fuori dal coro”?
    Meno fruibile è l’argomento, più si dovrebbe essere blogger “esploratori”. Troppo facile scrivere per la massa indistinta, che cerca rassicurazione e consigli da strapazzo. In ogni caso io AMO l’originalità di certe persone, che è per me continua fonte d’ispirazione (quando è geniale).

  8. Grazie della menzione 😉

    Leggendo quel particolare articolo mi sono ripetuta sempre e comunque lo stesso concetto che reputo valido da anni: è ovvio che l’utente sia il fulcro centrale della questione, ma come lo catturi questo utente senza un contenuti di qualità?

    Il contenuto è Re semplicemente perché senza di esso nessun utente avrebbe attenzione. Come lo attiri senza nulla in cambio?

    Ovvio che il contenuto deve essere di qualità e deve esserlo sempre, altrimenti l’utente scappa: è proprio per questo che, lo ripeto ancora, è il contenuto il Re, perché senza di esso (o senza un contenuto interessante e di qualità) non ci sarebbe nessun utente.

  9. Creare un contenuto di qualità vuol dire pensare alle esigenze dell’utente.

    Utente al primo posto. La qualità dei contenuti, del codice, dell’architettura software e del design ne sono semplicemente una conseguenza.

    Negli ultimi anni le discipline che si sono affermate nel design, vanno verso questa direzione.

    Per chi vuole approfondire il discorso:

    http://en.wikipedia.org/wiki/User-centered_design
    http://en.wikipedia.org/wiki/User_experience_design

    L’utente è al centro della progettazione.

  10. Per continuare il discorso portandolo verso un’altra direzione…

    Secondo me il problema sta nel fatto che molto spesso i specialisti di un determinato settore (copywriter, designer, sviluppatori) guardano ad un progetto ognuno da un punto di vista diverso, senza guardare al prodotto/servizio nel suo complesso.

    Fino a quando il copywriter continuerà a dire che il contenuto è il re, lo sviluppatore che il codice è la cosa più importante e il designer che il mockup in photoshop va seguito al pixel, non andremo mai da nessuna parte.

    È l’insieme del valore creato da ogni professionista che rende possibile creare un prodotto/servizio di qualità.

    • E se questo difendere il proprio punto di vista non sia solo il colpo di coda della passione? Una sorta di lato oscuro della forza?

      Insieme si migliora, separati non si cresce: questa è una regola base. Però anche nelle migliori famiglie nascono dissapori. A volte è solo la voglia di dimostrare qualcosa a qualcuno, spesso è il desiderio di raggiungere l’obbiettivo e l’illusione dia vere in mano la chiave per sbloccare il meccanismo…

      Altre volte ancora è l’arroganza di chi dice “il mio lavoro è più importante del tuo”. Ma questo non ci appartiene.

  11. @Luca: sul blogger pro purtroppo hai ragione. Alle volte mi sbatto ore per scrivere articoli di qualità e restano senza commenti, mentre vedo alcuni che scrivono delle vere ca**te e ricevono decine di commenti. E mi chiedo se ha senso continuare.

  12. @Daniele: hai la mia solidarietà!! 😉
    Vien sempre voglia di lasciare tutto, ma credo che alla lunga gli sforzi verranno premiati…:)

  13. Ditemi se ho capito bene il significato della discussione o quali sarebbero i risvolti pratici: io curo la mia pagina facebook aziendale con tanta passione e seguendo la mia sensibilità. Chi ha cliccato mi piace lo fa perchè apprezza quello che i miei post trasmettono. Io in genere vado a curiosare sulle pagine dei miei fan e vedo che una grossa percentuale di loro ama condividere foto che hanno per soggetto animali. Ciò significa che per fare goal con questa percentuale di fan dovrei postare immagini con animali trovando il modo di integrarle con il mio contesto anche se lontano? Insomma fare una sorta di marketing del post? Spero possiate aiutarmi a risolvere questo dilemma!Grazie

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