Forse l’ultima volta che hai sentito parlare del paradosso è stato al liceo, eppure sono sicuro che questa figura retorica la usi tutti i giorni senza rendertene conto. Ma di cosa stiamo parlando?

Di una proposizione che per forma o contenuto si oppone all’opinione comune o all’esperienza quotidiana, riuscendo perciò sorprendente o bizzarra (fonte)

Forzando il suo significato originale, il paradosso lo possiamo usare (con attenzione) per creare curiosità intorno ai nostri contenuti. Guarda questo esempio dedicato ai web designer:

peggior sito

Cosa c’è di più paradossale di peggiorsitoweb.net? Ci sono regole e consigli per migliorare la leggibilità, la web usability, l’abbinamento font/colori ma la pagina che li riassume si piazza tra i peggiori siti della storia.

Questo è un paradosso azzardato, un esperimento che non sempre riesce ma rimane impresso. Proviamo con qualcosa di più semplice, tipo un post:

  • Come perdere i migliori follower su Twitter
  • Come rovinare la tua scrittura in otto mosse

Questi titoli sono paradossali. Tu sai bene che qui ci sono consigli preziosi ma l’headline cattura la tua curiosità e rompe la monotonia di articoli sfornati con lo stampino.

E tu hai già provato la tecnica del paradosso per rapire l’attenzione dei tuoi lettori?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

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