Ogni tanto arriva il momento di tirare le somme e di capire cosa stai facendo, come lo stai facendo, dove stai andando. Ma soprattutto cosa hai imparato e cosa devi ancora imparare. Crisi esistenziale?

No, anche io ho dei momenti liberi. Ma quando hai un po’ di tempo e il mare a due passi ti capita di dedicare qualche minuto a riflessioni così profonde. Tra un tuffo e l’altro, si capisce.

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Perché le riflessioni più importanti – almeno per me è così – nascono dalla conoscenza immagazzinata. E si snocciolano attraverso la condivisione. Condividere conoscenza è un dovere per un blogger, anche e soprattutto quando si tratta di conoscenza nata dall’esperienza personale.

E tu lo sai: io amo condividere le mie esperienze professionali.

Cosa ho imparato

Cosa ho imparato in questi anni di lavoro come blogger e copywriter freelance? Tanto, ho imparato tanto. E non solo sulla professione in senso stretto, ma soprattutto sulla natura umana.

In primo luogo ho imparato a rispettare il prossimo. Era già un valore acquisito, certo, ma lavorare come freelance vuol dire ascoltare realmente l’interlocutore: in ogni discussione può nascondersi una svolta per il tuo lavoro. E ho imparato che il mondo è piccolo. Davvero piccolo. E la persona che stai mandando al diavolo te la puoi trovare in un team di lavoro come collega o superiore.

Una brutta storia, vero? Ma a me è successo e da quel momento ho deciso di puntare sulla mediazione, sulla diplomazia. Sulla comprensione. L’intolleranza nei confronti del prossimo è un male, soprattutto in un ambiente virtuale in cui siamo tutti amici ma, in fin dei conti, sconosciuti.

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Per questo ho imparato a puntare di più sulle relazioni, a stringere rapporti duraturi con persone fidate e, quando possibile, a passare dall’online all’offline.

Perché puoi fare tutto in rete, ma i rapporti veri si creano faccia a faccia. Cosa ho imparato ancora? Ah, certo: ho imparato a lasciare spazio agli altri professionisti. Perché all’inizio pensi di poter fare tutto, ma poi ti rendi conto che quando vuoi alzare il tiro (e beccare i pesci grossi) ti devi specializzare.

Qualcuno direbbe che devi trovare la tua nicchia, devi creare la tua nicchia e soddisfare bisogni specifici. Devi lavorare su aspetti microscopici (ma necessari), e lo devi fare dannatamente bene.

Non puoi soddisfare tutti, non puoi essere professionista in ogni ambito. Ti devi specializzare. Devi fare una cosa e la devi fare bene. Questo ho imparato, ecco.

Cosa sto imparando

Tante cose. Sto imparando a organizzare il lavoro. Andrò in pensione (aahahahahahahaha) cercando un buon metodo per mettere ordine nel flusso di impegni professionale.

Da Trello passo a Calendar, da Google Drive passo a WordPress: manca qualcosa o c’è uno step superfluo. Non lo so, ma sto studiando. Io studio da una vita e ancora non ho capito come organizzare il lavoro. C’è qualcuno in grado di aiutarmi? Ci sono i commenti per lasciare consigli!

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Sto imparando anche a dare il giusto prezzo al mio lavoro. Andrea Girardi me lo ricorda ogni giorno: tu sei il tuo prezzo. La qualità del lavoro è importante, ma per essere percepita devi dare il giusto prezzo: devi dare valore al tempo che impieghi per svolgerlo. Solo così riuscirai a lavorare 12 ore al giorno con il sorriso sulle labbra.

Si possono anche fare degli sconti (è una buona, anzi ottima) tecnica di vendita, ma solo quando parti da un prezzo alto e quindi hai molto margine di manovra (fonte). 

Anche questo aspetto sto migliorando: sto limando gli impeti della passione. Attenzione, non la sto frenando. Ma quando devi gestire un’attività freelance devi far quadrare anche i conti, devi gestire equilibri mentali delicati. Ti invitano a partecipare all’ennesimo progetto bellissimo ma a budget zero?A volte devi rifiutare, ma solo dopo un’attenta valutazione. A volte è la passione che ti frega.

E tu cosa stai imparando?

Io ho vuotato il sacco: ora sai tutto. Adesso però è il tuo turno: cosa hai imparato in questi mesi o in questi anni? Cosa devi ancora imparare? Scommetto che hai tanto da scrivere nei commenti!

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

7 COMMENTI

  1. Molto bello e vero il tuo post. Ho spesso ragionato in questo senso. Ci incavoliamo con quello che ci taglia la strada la mattina andando al lavoro e poi siamo gentili e cortesi al telefono con il cliente/fornitore che potrebbe essere la medesima persona.

    • Non puoi mai sapere chi è la persona con la quale stai inutilmente portando avanti una battaglia di principio. Meglio rimanere sereni.

  2. Grazie per la citazione Riccardo! – Acc… cosa ho imparato? Un sacco di cose, la più importante forse che su sè stessi non si sa mai abbastanza. Sai quando pensi che qualcosa non riuscirai a farla e poi ti scopri bravissimo? O quando invece c’è qualcosa che ti viene facile e naturale da sempre e poi capita la giornata che non riesci proprio e ci mettti mesi a capire cosa sia accaduto e poi scopri che una piccola insignificante parola è riuscita ad avere su di te un effetto devastante per 24 h! Ecco io sto imparando molto su di me, e soprattutto a mettermi molto in discussione. Poi c’è un’altra cosa che ho imparato tanto tempo fa: le prone messe al centro di tutto con i loro sogni e le loro esigenze, sono quello che fa la differenza nei risultati.

  3. Ho trovato per caso questo blog grazie a Twitter, e credo che me lo spolperò tutto 🙂
    Anche se non sono un webwriter trovo il tuo modo di scrivere molto piacevole, e le cose che dici sono sensate. Complimenti!
    Fatta questa premessa, ecco una cosa che ho imparato: a respirare. Spesso ci si fa prendere dai mille impegni quotidiani (specie se si è un freelance che deve fare i conti con le bollette) e si pensa che fermarsi un attimo sia un lusso impossibile da concedersi. Ma in questo periodo ho imparato che respirare, ragionare, riflettere, non sono lussi ma necessità. Specie se si fa un lavoro concettuale. Meglio osservare i propri automatismi e cercare di correggerli, che portarli avanti per tutta la vita. Il tempo che ti prendi per osservarti non è mai sprecato, e te ne farà risparmiare tanto in futuro.
    E credo che questo valga per molti aspetti del lavoro.

  4. Ciao Riccardo. Una cosa fra tutte: io ho imparato che quando credi di aver imparato tutto, in realtà c’e’ ancora un mondo da scoprire. Quindi, in particolare nel nostro settore, e’ bene essere sempre umili e affamati di conoscenza.

    • L’umiltà è un valore importante. Chi pecca in questo campo è destinato a fallire prima o poi. Quindi è importante imparare a gestire questa realtà, questo aspetto della nostra personalità.

  5. Post umano che parla di vita reale.
    Tutto vero..non si finisce mai di imparare e il bello è proprio questo..è la famosa crescita di cui si parla anche nei tanti noiosi colloqui di lavoro.
    Giusto cercare con diplomazia, ascolto e tolleranza di creare rapporti positivi e collaborativi, per altro obiettivo sfidante e tutt’altro che facile.
    E hai toccato un altro tema caldo e difficile per chi tratta la libera professione ma anche per chi fa il manager in azienda..organizzare il lavoro, automatizzare e dare struttura a lavori manuali che diversamente gestiti farebbero perdere tempo e poi ancora scegliere e sintetizzare cosa è superfluo da cosa è veramente prioritario oppure non si può fare perchè costoso e poco strategico…tutti temi importanti per le ns professioni che vanno sviscerati, approfonditi e condivisi per cercare (ancora una volta) di crescere e migliorare attraverso il confronto..
    e hai ragione anche sulla specializzazione e sul diventare “forti” su una nicchia.,.ma nel mio caso (purtroppo o per fortuna) cerco di utilizzare trasversalità e duttilità come un punto di forza e non di debolezza..
    alla prossima e grazie
    Massimo

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