Oggi voglio affrontare un argomento caro a molti blogger: le interviste. Ovvero articoli nati da un botta e risposta tra autore del blog e un personaggio più o meno interessante per la tua nicchia.

Le interviste rappresentano la classica soluzione win-win: io autore del blog ottengo un contenuto di qualità, unico, targettizzato; l’intervistato si becca una bella dose di visibilità a costo zero.

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Un’intervista semplice, poco impegnativa – Fonte immagine

Ecco, ho commesso l’errore che accomuna molti blogger: considerano solo due attori quando in realtà sono tre. Il terzo incomodo (per modo di dire) è il pubblico. Ecco perché le interviste devono essere scritte e pubblicate soprattutto per dare un buon contenuto a chi sta leggendo.

Questa è la teoria. Ma quali sono i punti essenziali per creare e pubblicare una buona intervista? Voglio analizzare punti di vista differenti. E provare a dare dei riferimenti chiari, semplici.

Chiedere interviste

Quando decidi di chiedere un’intervista a un blogger del tuo settore stai creando un legame tra due individui. Ma soprattutto stai dando un contributo esclusivo al tuo calendario editoriale.

L’intervista è l’esclusiva, l’articolo che dovrebbe riportare un punto di vista fuori dal comune. Una domanda: le parole di questa persona, dell’intervistato, sono realmente utili al tuo lettore?

Probabilmente no. Pubblicare un’intervista solo per riempire un buco editoriale è sbagliato, così come è potenzialmente pericoloso piegare le parole di una persona fuori target al tuo obiettivo.

L’intervistato deve essere scelto tra le persone preferite dal tuo pubblico di riferimento: inutile intervistare il signor nessuno solo perché accetterà sicuramente. L’intervista deve essere un contributo prezioso, un parere difficile da recuperare altrove.

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Una schermata di Share Tally

La domanda è chiara a questo punto: come individuo le persone adatte per le interviste? Buzzsumo ti permette di individuare blogger e influencer che hanno condiviso post legati a un determinato argomento, e con Sharetally puoi indagare qualità e qualità delle condivisioni.

Ecco, con questi due strumenti puoi individuare le persone giuste da intervistare. Come contattarle? Con intelligenza, senza improvvisare. La maggior parte delle interviste muore in questo passaggio:

  • Studia il blog.
  • Leggi gli articoli.
  • Assimila lo stile.
  • Individua un account ufficiale.
  • Invia una email degna di tale nome.

Ovvero un messaggio con un oggetto chiaro, un saluto, un tono amichevole ma diretto, una introduzione rapida che vada diretta al punto, un approfondimento del progetto, le regole di ingaggio (firma, link ai social, biografia, avatar) ed eventuali necessità da un punto di vista dei contenuti.

In sintesi: le interviste devono arricchire il tuo blog. E devono seguire un filo conduttore ben preciso. Impara a chiedere molto ai tuoi intervistati: è un bene per loro prima che per te e per il tuo blog.

Avvisa che alla fine dell’intervista inserirai la clausola di responsabilità limitata. La clausola? Si, quella stringa di testo che sottolinea il fatto che le opinioni pubblicate in quell’articolo sono dell’autore e non del proprietario del blog.

Lasciare interviste

Molti blogger colgono l’occasione dell’ intervista per scrivere poco e guadagnare visibilità, ma non capiscono il danno che arrecano alla propria immagine: l’intervista dovrebbe essere un modo per mostrare le proprie competenze, le proprie abilità.

L’intervista non è un modo per avere visibilità a costo zero: è un passaporto per scoprire nuovi lettori, nuove nicchie. È la strada a doppia corsia: il blogger deve esigere qualità, l’autore deve dare qualità.

Una qualità che nasce dalla riflessione sui punti elencati nell’intervista, dalla capacità di dare un contributo che sappia rispondere alla domanda e – allo stesso tempo – dimostrare competenza.

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Pronti per l’intervista – Fonte immagine

Quali sono i punti essenziali per lavorare bene con le interviste? In primo luogo devi rispettare i termini, non fare il furbo: non inserire montagne di link utili al tuo scopo. L’intervista serve a farti conoscere e può essere sufficiente un link al profilo Google Plus.

Invia la bozza del l’intervista per verificarne la bontà. Invia anche materiali visual, foto e video che vorresti inserire, oppure completa il lavoro inviando un file .txt con il codice del post già formattato (basta scrivere sull’editor WordPress e poi copiare il codice).

Devi condividere l’intervista? Regole scritte non ce ne sono, ma se lascio il mio contributo su una piattaforma vuol dire che sono orgoglioso del lavoro svolto. E voglio che i miei fan/follower lo sappiano. Ha senso lasciare un’intervista su un sito che non vogliamo condividere? Per me no.

Vuoi fare la differenza? proponi al blogger una video intervista da affiancare al testo. In questo modo crei un’esperienza visual accattivante, completi il contenuto testuale con un contributo video che ti permetterà di avere visibilità anche su altre piattaforme. Ovviamente il lavoro video deve essere eseguito a regola d’arte.

L’alternativa: intervista tematizzata

Mi piace l’idea dell’intervista tematizzata, ovvero di un contributo capace di non occupare l’intero articolo, ma solo una parte del post. Ad esempio: sto affrontando il tema del blogging freelance? Chiedo a Pinco Pallino di lasciare un contributo.

In realtà l’articolo porta la mia firma, i contenuti sono i miei. Però Riccardo Esposito ha siglato una parte dell’articolo. Ha lasciato un contributo. Questo può essere un buon modo per arricchire un articolo senza cadere nella banalità dell’intervista.

Secondo te le interviste sono utili?

Ora voglio raccogliere il tuo punto di vista. Ho stimolato la tua attenzione su Facebook e su Twitter, ora voglio riportare la discussione qui, su My Social Web. Le interviste sono un aspetto importante nel mondo del blogging, ma la mia domanda è questa: sono realmente utili? Vengono utilizzate nel modo giusto dai blogger? Aspetto la tua opinione nei commenti.

8 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,
    tanti utili consigli anche oggi, i miei complimenti. Le interviste sono utili? Secondo me si. Rappresentano, come dici anche tu, una condizione win-win: il blogger ottiene un buon articolo, l’intervistato ottiene visibilità. Il blogger però deve comportarsi un po’ come un buon direttore d’orchestra, deve essere capace di porre domande interessanti, che mettano in luce aspetti poco conosciuti dell’intervistato e che chiaramente non siano fuori tema. Per alcuni potrà rivelarsi una vera sfida, soprattutto per i più meticolosi che non sopportano ritardi. Le risposte non sempre arriveranno quando abbiamo programmato e non sempre soddisferanno le nostre richieste. L’intervista è un lavoro corale in cui il blogger deve riuscire a far cantare l’intervistato!
    Simone

    • E tu come ti comporteresti con un intervistato che fa orecchie da mercante e ti propone non un testo da buttare, ma sicuramente un articolo che potrebbe essere migliorato su diversi fronti?

      • Penso che proverei a fargli capire che può fare di più. Alla peggio gli chiedo se posso modificare lievemente le sue risposte, tagliando il superfluo e modificandone un po’ le parole, cercando di mantenere il più possibile le originali, e senza stravolgere il senso delle risposte. Poi gli manderei la mia versione e lo solleciterei a mandarmi una risposta entro breve. Se troviamo “la quadra” pubblico la versione “potenziata” altrimenti quella nuda e cruda. Non so quanto sia corretto ma farei così.
        Simone

  2. A me piacciono Riccardo, soprattutto perché da ogni intervista si ricava una prospettiva diversa su uno stesso argomento e più è ampia la visione, maggiori vantaggi si hanno.

  3. Fermo restando che alla base di certe interviste potrebbe esserci una sorta di ospitata alla Porta a Porta, c’è da dire che a me piace leggerle.

    Si scopre il punto di vista di un professionista in un format colloquiale più disteso, quando viene interpretato così e non da tribuna elettorale.

    Insomma, per me pollice su 🙂

  4. A me le interviste piacciono moltissimo! Sul mio blog le ho sperimentate cercando un personaggio che piacesse al target, che rientrasse nella cerchia di persone che poi avrebbero potuto leggerla.
    Ultima in ordine di tempo Chiara Gamberale! con lei ho parlato di Filosofia, ci siamo confrontate con la filosofia nei suoi libri. Un incontro stimolante prima di tutto per me!

    Ora però ho una domanda e tu Riccardo, mi puoi aiutare! è scontato dire che la formazione continua per popfilosofia.it, il blog, è anche grazie al tuo contributo!!
    Detto questo, sapresti dirmi qualcosa riguardo la pubblicazione di interviste a puntate? Mi spiego: se ho una lunga intervista fatta con un personaggio forte che dice cosa di un certo tipo, posso dividerla, magari in due parti?
    grazie!!

    • Ciao Anita,

      Puoi dividere un’intervista in due parti? Certo, se magari ha senso farlo. Magari se affronta due argomenti differenti. Trova due blocchi da affrontare, due prospettive.

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