Le interviste sono una risorsa importante per il tuo blog. Le persone amano le interviste, vogliono ascoltare le opinioni dei personaggi più importanti del settore. E questo i blogger lo sanno bene.

Ma sanno anche che le interviste sono uno strumento essenziale per portare traffico, per dare vigore alla propria attività: pubblicare un’intervista vuol dire rinfrescare i contenuti e sfruttare la visibilità dell’intervistato che condividerà (quasi) sicuramente il post su Facebook e Twitter.

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L’intervistato invece si gode il suo quarto d’ora di visibilità, e raggiunge un pubblico nuovo grazie alla visibilità offerta dal blogger che ha deciso di chiedere la sua opinione. Una situazione perfetta.

D’altro canto ci sono delle insidie per chi decide di intervistare i colleghi blogger. Ci sono dei punti da chiarire per evitare brutte sorprese. Ieri ho letto l’ottimo articolo di Bennaker dedicato ai benefici delle interviste nel mondo del blogging. Voglio completarlo con le difficoltà da evitare e affrontare.

Argomenti

Questa è una perplessità che mi ha colpito a tal punto da frenare la pubblicazione di guest post. Io lascio il mio blog in mano a individui che hanno idee completamente differenti dalle mie? Posso dare parola a una persona che descrive come guadagnare 20.000 euro al mese con il blog di 15 giorni?

Sarebbe una follia dopo tutti gli articoli dedicati al guadagno indiretto. Ho fatto un esempio inverosimile, lo so, ma questo è un tema centrale: spesso le persone scrivono guest post senza conoscere il tuo blog, ignorando l’orientamento della piattaforma. E lo stesso accade con le interviste.

La soluzione? Dare una direzione chiara all’intervista. Gestire con attenzione le risposte e indicare all’intervistato particolari esigenze del tuo progetto. Meglio chiarire in anticipo certe cose, sai?

Per approfondire: come migliorare le interviste nel mondo del blogging.

Qualcosa di nuovo

Uno dei grandi problemi nel mondo delle interviste: la banalità. Ormai tutti sono stati intervistati, non c’è scampo, non ci sono possibilità di emergere. O meglio, ci sono ma hanno bisogno di creatività.

Devi inventarti qualcosa di nuovo. Devi seguire un tema legato al tuo blog, devi creare un progetto valido con un filo conduttore differente rispetto alla massa. E magari devi condire il tutto con un visual personalizzato, con un prodotto video che vada oltre la solita intervista doppia su Youtube.

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Esempio di visual personalizzato per intervista.

Hai solo l’imbarazzo della scelta. Ci sono i podcast, ci sono gli hangout, ci sono le interviste multiple che mettono a confronto opinioni di più professionisti. Senza dimenticare i botta e risposta con punti di vista estremi, ma che possono stimolare la conversazione nei commenti. Insomma, largo alla fantasia.

Mi rendo conto che non è semplice. Però voglio darti un consiglio: meglio attendere, ritardare il progetto, e pubblicare qualcosa di veramente speciale. Le persone sono stanche dei soliti format: ci sono mille modi per reinventare quello che già è stato pubblicato. Devi solo trovare la tua chiave interpretativa.

Focus

Hai puntato tutto su un argomento, c’è un tema che ti interessa e hai lasciato una domanda al centro dell’intervista per ampliare il punto. Cosa succede? L’intervistato ha praticamente ignorato la domanda. L’ha cancellata, l’ha inglobata in un’altra domanda. Oppure ha risposto con poche righe.

Il disinteresse di un intervistato per un tema importante (per te) può essere casuale, oppure può nascondere un disagio. Magari è un argomento delicato o difficile da affrontare. In ogni caso la soluzione è semplice: quando lasci le domande sottolinea il tuo interesse per l’argomento.

Da leggere: come creare contenuti di qualità per il tuo blog.

Profilo degli intervistati

Devi intervistare persone che possono aggiungere realmente qualcosa di nuovo al tuo blog, non puoi limitarti esclusivamente a riempire le pagine. Le interviste possono fare da cassa di risonanza, ma devi anche saper scegliere la persona da interrogare.

Non voglio fare un discorso esclusivamente numerico. Ci sono tool come Sharetally e Buzzsumo che ti permettono di misurare la portata social di un profilo, ma io ti consiglio di guardare oltre: questa persona può aggiungere veramente qualcosa di nuovo per i miei lettori? Quali saranno i vantaggi?

Ancora un dettaglio per migliorare la pubblicazione: quale link vuole usare l’autore dell’intervista come firma? Assicurati che sia contestualizzato con il tuo blog, non voglio un link sospetto sul mio dominio.

Interviste e blogging: la tua opinione

Le interviste nel mondo del blogging sono fondamentali, sono occasione di crescita e sviluppo per la tua attività. Però devi gestire la pubblicazione di questi contenuti perché racchiudono opinioni diverse dalle tue. E soprattutto devi dare un taglio nuovo per non cadere nella banalità del già visto.

Questa è la mia opinione: largo alle interviste, attenzione alla qualità. Lascio a te la parola: hai sfruttato le interviste? Secondo te è utile pubblicarle? Aspetto il tuo punto di vista nei commenti.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

12 COMMENTI

  1. Sul mio blog le interviste sono un punto di forza. Personaggi della blogosfera: scrittori e blogger principalmente. Per me parte tutto da un loro libro 🙂

    • Ecco, sicuramente quello del libro può essere un filone da seguire. Come hai diversificato rispetto agli altri blogger?

      • Cercando di usare delle domande originali. Per esempio ho la domanda telepatica: dove io non chiedo nulla e faccio parlare l’intervistato. Guardale se ti va, c’è la pagina statica. Chissà mai che non ti venga a cercare 🙂

  2. Sono d’accordo con quanto hai scritto. Le mie prime interviste sono state banali: classiche interviste a scrittori conosciuti. Poi ho cominciato a cambiarle, ho preferito fare delle interviste “tecniche”: c’è un argomento che non conosco e intervisto un esperto. Oppure, come hai accennato, ho creato delle interviste multiple, anche con 10 interventi.

    C’è da aggiungere un altro elemento importante, secondo me: l’intervista deve essere spontanea. Sono io, l’intervistatore, che scelgo te, non il contrario. Ecco perché rifiuto sempre “proposte di intervista” nel mio blog.

  3. “Devi intervistare persone che possono aggiungere realmente qualcosa di nuovo al tuo blog, non puoi limitarti esclusivamente a riempire le pagine”..
    Ecco, io seguo lo stesso criterio per le mie interviste: interpello qualcuno che può davvero dire qualcosa di interessante sull’argomento. Non mi interessa intervistare un professionista perché è mio amico e così magari ricambia il “favore” – una logica do ut des molto diffusa sul web –, ma perché è un esperto e può darmi una risposta ricca e articolata sull’argomento dell’intervista.

  4. Io parto dal presupposto di “fare rete”, fare in modo che i miei lettori diventino anche lettori di chi ospito, così ci si ritrova, tipo salotto.
    Ora le MozInterviste entrano nel terzo anno, e dalle prenotazioni ne ho ancora per due anni! Direi che sono riuscito nell’impresa.

    Moz-

    • Ciao Miki,

      Quante volte ho detto che il tuo è il classico esempio di blog di successo, e di come sia sufficiente essere in pace con il proprio pubblico per essere blogger felici? Fare rete è una componente fondamentale delle interviste: la rubrica si allarga e ne traggono vantaggio tutti.

  5. Ciao Riccardo 🙂

    Tengo innanzitutto a ringraziarti per il tempo che hai dedicato alla lettura del mio post e per averlo nominato in questo tuo approfondimento.

    Mi ritrovo in quelli che descrivi come i pericoli, se così posso definirli, derivanti dal realizzare in modo azzardato i post-intervista ed è proprio alla luce di questi che curo personalmente la totalità del processo, dalla scelta dell’argomento fino alla condivisione del post sui social network.

    Essendo un lavoro impegnativo, ho limitato i post-intervista ad 1 al mese: un tempo a mio parere sufficiente per poter realizzare un buon contenuto e, nel contempo, utile a fare sì che il proprio non blog venga scambiato per “un raccoglitore di interventi”, ovvero mantenga la sua identità e paternità.

    Mi auguro che quest’ultimo piccolo suggerimento, il quale mira a scongiurare una sgradita sovrabbondanza, possa tornare utile ai lettori 🙂

    Grazie ancora e a presto!

    • Carissimo, ti ringrazio per il contributo che hai pubblicato e per il commento che hai aggiunto per completare il mio post. Troppe interviste secondo me rischiano di modificare la natura del post: le persone vogliono leggere quello che tu hai da dire, non le opinioni degli altri. Una o due interviste al mese vanno bene.

      A presto.

  6. Ogni tanto ospito qualche intervistato sul mio sito. Molto pochi in realtà. Intervisto chi tratta temi vicini ai miei da una prospettiva diversa (professionale, teorica, ecc) che però aggiunge qualcosa alla mia senza disconfermarla.
    Oppure intervisto chi ha parole che io non ho per approfondire i miei temi. Nella più recente intervisto una collega sessuologa (competenza che mi manca pur trattando io le tematiche legate alle identità sessuali) che ha integrato il mio blog portando un parere esperto sull’importanza e ruolo dell’educazione sessuale coi bambini/ragazzi. Io avrei potuto scrivere qualcosa di teorico ma leggere le parole di chi maneggia tutti i giorni quei temi li rende più vivi.
    Mi piace poi ospitare le voci di progetti o esperienze sempre in linea con il blog. Sono in lista due interviste legate a progetti di educazione digitale ad esempio.

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