Perché non fare copia e incolla dei comunicati?

Cambiano la data, il luogo o il nome del destinatario, ma il comunicato stampa è uguale a quello mandato 2.000 anni fa. Se vuoi creare traffico e contenuti di qualità devi scrivere articoli.

Quanti comunicati stampa ricevi ogni giorno via email? Io tanti, e molti finiscono nella spazzatura alla velocità della luce (con preghiera di pubblicazione = spam). E oggi ti dico anche che devi evitare il copia e incolla dei comunicati stampa.

evitare il copia e incolla dei comunicati stampa
I comunicati non devono essere copiati.

Ci sono dei comunicati utili, dei comunicati che ho espressamente chiesto e che mi aiutano a selezionare le notizie. Ma ti ripeto: il 90% dei CS è da buttare.

I motivi del rigetto sono tanti, ma al primo posto metto la pratica del copia e incolla. Ovvero il mandare messaggi uguali, a prescindere dalla situazione e dal lettore. Oggi ti spiego anche perché evitare il copia e incolla dei comunicati stampa.

La SEO e i contenuti duplicati

Il primo, grande, problema di questa pratica: causa il grande problema dei contenuti duplicati. Se pubblichi un articolo che contiene testo già presente in decine di siti cosa accade? Google ignora la tua pubblicazione perché non aggiunge valore.

Moltiplica tutto questo all’infinito, per tutte le volte che ti arriva una comunicazione ufficiale e la pubblichi senza una revisione. I tuoi archivi si gonfieranno di contenuti duplicati infrangendo la prima regola di Google: pubblicare contenuti di qualità.

In alcuni casi (…) i contenuti vengono deliberatamente duplicati tra i domini nel tentativo di controllare il posizionamento nei motori di ricerca o acquisire un traffico maggiore. Pratiche ingannevoli come questa possono causare un’esperienza utente non soddisfacente (…). Google cerca di indicizzare e visualizzare pagine contenenti informazioni distinte.

developers.google.com

Insomma, Google non indicizza pagine con contenuti duplicati. O almeno questa è la linea. Il tuo obiettivo? Certo, potresti usare il tag noindex per evitare che ci sia indicizzazione ma questa è una soluzione valida solo per un archivio.

Da leggere: come scrivere un comunicato stampa

Errori con il copia e incolla dei comunicati stampa

Diversi anni fa, a Santiago de Compostela (Spagna), c’è stato un grave incidente ferroviario. Sono morte quasi 80 persone. Il primo ministro Mariano Rajoy ha diffuso un comunicato stampa per esprimere le condoglianze ufficiali.

incidente treno
Un fotogramma dell’incidente

Ma nel comunicato stampa si fa riferimento al terremoto cinese di Gansu. Ciò significa che il testo è stato copiato e incollato senza prestare molta attenzione.

Gli errori capitano anche ai migliori, e la distrazione è sempre in agguato. In questo caso, però, non si tratta di un refuso ma di una confusione totale. Gli scenari?

Forse quel comunicato non è stato riletto. Ma anche la comunicazione vuole la sua parte. E quando fai copia/incolla dei comunicati la stai facendo male. Molto male.

Da leggere: come diffondere un comunicato stampa

Il copia e incolla dei comunicati stampa

Il comunicato stampa online non se la sta passando bene. Ma anche quello offline… Il copia e incolla dei comunicati stampa caria in silenzio i pilastri della buona comunicazione. Ma ogni tanto si guadagna l’attenzione del grande pubblico.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

15 COMMENTI

  1. Io penso da tempo che i comunicati stampa vadano rivisti e ridefiniti per vari motivi, primo fra tutti il fatto che vengano inviati testi uguali a decine di siti e secondo me non ha senso.

    Per quanto riguarda le istituzioni, quel ministro ha fatto una figuraccia: ha avuto fretta di inviare le condiglianze, per essere il primo a farle, di sicuro.

    La comunicazione all’interno delle istituzioni andrebbe gestita da professionisti, non da arrangiatori.

    • Ciao Daniele,

      Il punto è questo: siamo sicuri che le persone siano interessate a quanto scritto? Spesso si mandano centinaia di testi scritti male a persone che non hanno alcun interesse. Sfidando le leggi dello SPAM.

      Il comunicato stampa è un testo (almeno nella sua veste classica, da testata giornalistica) unico mandato a diversi contatti. Ma deve essere curato, privo di copia/incolla frettolosi e realmente interessante.

  2. Da quello che ho visto in ambito giornalistico mi pare la prassi, mi è capitato più volte di girare comunicati ad alcuni quotidiani locali per poi trovarli ricopiati su almeno altri 3 o 4 siti differenti. Esiste un minimo di filtro all’inizio (non pubblicano qualsiasi cosa, direi per fortuna) ma una volta che il comunicato passa, nel 90% dei casi viene ricopiato esattamente com’è. Probabilmente i tempi di lavoro frenetici impediscono un vero e proprio lavoro di verifica, figuriamoci se ci si mette a riscriverli. Non è il massimo dal punto di vista SEO, ma si tratta di una “regola” diffusa più che altro a livello editoriale contro cui è abbastanza complicato combattere.

    • Beh, caro Salvatore… sappiamo bene che ai giornali online non interessa migliorare la leggibilità di un testo. I lettori devono solo cliccare sulle pubblicità nel tentativo di liberarsi da quell’inferno di banner e video.

  3. Io ho provato a farlo una volta (senza copia-incolla) e ho mandato subito all’aria lo strumento perché è palesemente inutile. Nel mio prossimo libro previsto per settembre-ottobre, ho già deciso di scriverci un post e di condividere quello: gira molto di più, è più semplice, do importanza ai miei utenti/lettori nei commenti e non posso chiedere di più dalla vita.

    • Ma certo. Ti consiglio di usare il pulsante Pay With a Tweet per diffonderlo come ho fatto con il mio ebook https://www.mysocialweb.it/2012/10/01/ebook-my-social-web/

      Aggiornaci sull’uscita del libro!

  4. Un po’ come le tesine universitarie: Copia&Incolla buttato così, a caso con la convinzione di mettere argomentazioni ad effetto. A volte senza rileggere i contenuti, altre volte rileggendo in maniera superficiale senza creare un nesso logico con l’argomento che si sta sviluppando (cosa ancora più grave).
    Il Copia&Incolla serve, ma deve essere usato nella maniera giusta e di sicuro che gestisce i comunicati stampa, deve innanzitutto essere scrupoloso oltre che conoscere i sistemi di comunicazioni.
    Nel caso specifico dell’incidente avvenuto a Santiago di Compostela ho una convinzione del tutto personale: Rajoy poteva scrivere di persona due righe di cordoglio (escludendo a priori il Copia&Incolla) e poi inviarlo ai funzionari dei comunicati stampa che avrebbero provveduto a distribuirlo in rete. Un capo di Governo dovrebbe essere emotivamente coinvolto in tutto ciò che succede nel suo paese, ma ripeto, appartiene ad una mia idea di intendere le Istituzioni.

    • Sì, il punto è che in questo modo comunica un messaggio distorto alla nazione. Ovvero che non ha il tempo per curarsi dell’incidente e neanche di scrivere di propria mano un messaggio di cordoglio.

  5. E anche un po’ la raffinata arte di usare il fatto di cronaca più discusso del momento per farci sopra un post – approssimativo – che fondamentalmente non c’entra nulla. 😉 (Ad ognuno la sua, insomma.)

    Entrando nel merito del ragionamento, mi pare necessario partire dalla definizione di “comunicato stampa”: chiedersi quale sia la sua utilità, chi lo scrive, chi lo invia a chi…
    Generalizzare parlando di “copia/incolla” mi sembra riduttivo, leggermente scorretto ed esageratamente superficiale.

    Gli uffici stampa – che lavorano per istituzioni, associazioni, persone ed enti pubblici e privati di varia natura – comunicano attraverso il comunicato, appunto, l’evento, la notizia, l’opinione agli organi di stampa (giornali, blog ecc.). Una volta che le testate ricevono il comunicato decidono: 1) se è di pubblico interesse, 2) se rientra nella linea editoriale, 3) se ci sono margini di modifica.

    Parlo per me.

    Avendo un blog generalista (che tratta di notizie, eventi, interviste ecc.) mi capita di riceverne diversi al giorno. Per linea editoriale prendo in considerazione solo quelli che segnalano eventi o notizie locali di una certa importanza. E adotto il seguente sistema: riporto spesso quelli sugli eventi così come arrivano al blog (magari tagliando le parti più inutili) e approfondisco invece quelli sulle notizie, convertendoli in articoli più o meno originali.

    La scelta è dettata da una questione molto semplice: modificare ogni singolo comunicato toglierebbe tempo alla stesura dei pezzi originali del blog, che naturalmente hanno la priorità. Cestinarli tout-court significa venir meno alla natura generalista del sito. Ed è qui che secondo me sta l’errore di fondo del post: non fare alcun distinguo (sulla natura dei comunicati, sulla natura editoriale di chi li riceve). “I motivi del rigetto sono tanti, ma al primo posto metto la pratica del copia e incolla. Ovvero il mandare messaggi uguali, a prescindere dalla situazione e dal lettore”. Una volta che si è presenti nella mailing list dell’ufficio stampa, mi pare logico che qualunque comunicato arrivi automaticamente a tutti, a prescindere dall’argomento e dal lettore. È compito di chi lo riceve decidere se è utile al proprio blog/giornale o meno, e soprattutto è compito di chi lo riceve decidere di modificarlo o meno a seconda della propria linea editoriale e di tutti quei discorsi sui contenuti duplicati che non piacciono ai motori di ricerca. Non è certo compito dell’ufficio stampa 1) selezionare i riceventi a seconda dell’interesse che possono nutrire per il pezzo, 2) scrivere un pezzo diverso per ogni ricevente (dato che parliamo di decide e decine di destinatari.)

    Sullo scrivere un pezzo uguale per ogni fatto e quindi sulla critica agli uffici stampa che si auto-riciclano i pezzi, probabilmente sono io fortunata perché – al di là di quelli che cestino a causa dello scarso interesse – ricevo sempre comunicati originali, scritti per quel dato fatto, o evento, ed estremamente professionali.

    Manca dunque nel post, secondo me, la premessa fondamentale: 1) i comunicati hanno varia natura e diverso scopo, 2) a quale genere di comunicato ci si sta riferendo.

    Perché una cosa è la nota con l’opinione riciclata del politico di turno, altro paio di maniche è lo sbattimento e il lavoro maniacale che sta dietro la segnalazione di un evento, ad esempio. E infilare tutto nello stesso calderone, parlando di copia/incolla, mi pare -ripeto – peccare di superficialità (forse anche un po’ per la fretta di sfruttare l’argomento caldo del momento ;).

    • Ciao Carla,

      Nessun bisogno di sfruttare l’argomento caldo. Dici che parli per te, quindi continua a parlare per te 😉

      Ho specificato nel secondo rigo di questo post che “Ci sono dei comunicati utili, dei comunicati che ho espressamente chiesto e che mi aiutano a selezionare le notizie”. Quindi sono il primo a sostenere l’utilità di determinati comunicati.

      Tutto giusto quello che dici. Parliamo di testate giornalistiche però. Ovvero di organi nati per ricevere notizie. Ma perché, e te lo chiedo con onestà, mi arrivano sulla mia casella personale (personale) decine di CS sulla sagra delle castagne o sui rivestimenti delle piscine?

      Non amo le castagne, non ho la piscina, ma arrivano al mio indirizzo decine di testi spazzatura “con preghiera di pubblicazione”: testi pietosi che non hanno alcun senso. E sai come si chiama questo?

      SPAM

      Ti ripeto: i comunicati stampa li conosco, e so come si usano. Si mandano alle agenzie, alle testate giornalistiche, agli organi ufficiali. E si mandano scritti bene. Non copiando e incollando quello che è stato mandato una settimana prima.

      • “Ma perché, e te lo chiedo con onestà, mi arrivano sulla mia casella personale (personale) decine di CS sulla sagra delle castagne o sui rivestimenti delle piscine?

        Non amo le castagne, non ho la piscina, ma arrivano al mio indirizzo decine di testi spazzatura ‘con preghiera di pubblicazione’: testi pietosi che non hanno alcun senso. E sai come si chiama questo?

        SPAM”

        Appunto. E quel genere di mail spam non è un comunicato stampa. (A prescindere dal fatto che il pinco pallino che lo ha inviato lo spacci per tale.)

        Quindi ritorniamo al discorso che facevo:

        “Ho specificato nel secondo rigo di questo post che ‘Ci sono dei comunicati utili, dei comunicati che ho espressamente chiesto e che mi aiutano a selezionare le notizie’. Quindi sono il primo a sostenere l’utilità di determinati comunicati.”

        Il punto qui non è la qualità e l’utilità del comunicato in sé, ma il non fare alcuna distinzione tra il “comunicato stampa” e la “mail spam”. E, anzi, trattare l’argomento come fossero la stessa cosa.

        “Ti ripeto: i comunicati stampa li conosco, e so come si usano. Si mandano alle agenzie, alle testate giornalistiche, agli organi ufficiali. E si mandano scritti bene.”

        Ecco. Tutto il resto è spam.

        (Praticamente nel commento, e in quest’ultima frase soprattutto, contraddici e smonti – dandomi involontariamente ragione – tutta l’impostazione data al post.)

        • Ok, sarà così evidentemente.

          Non riesco a trovare il capo e la coda di questa conversazione ma sono piuttosto stanco. E poi ho ancora una decina di comunicati stampa da smaltire su Gmail.

          Comunque, giusto per essere precisi, io non ho niente contro i Comunicati Stampa. Mi urtano quando sono scritti male e si infilano nella mia casella email.

          Per il resto… liberi di copiare e incollare i testi sui portali senza controllare e senza verificare le fonti.

  6. Io proprio in questo periodo mi sto occupando di un progetto che prevede il contatto con redazioni giornalistiche, blogger e pagine sui diversi social media. La tecnica che ho adottato è un po’ particolare, richiede un po’ di tempo ma mi sta dando buone soddisfazioni in termini di visibilità e link building.

    Ho preparato un link ufficiale sul sito (nel caso specifico studio28.tv/criticainmovimento203) e una scheda di presentazione in .pdf che copre le diverse sfumature del progetto, strutturata secondo diversi sottoparagrafi http://www.studio28.tv/wp-content/uploads/2013/05/comunicato_criticainmov2013.pdf

    In pratica quando invio la mail con questi due link accompagno il testo con una spiegazione chiara del perché sto contattando proprio quella persona, quella testata, quel blogger. Mi sembra che stia funzionando. Almeno in termini qualitativi.

    Si pone però un altro problema, una specie di spin off di quanto scrivi: molti siti, ignari delle regole essenziali sulla duplicazione dei contenuti online, prendono la scheda e la copia-incollano. Senza pensare che i motori di ricerca, tendenzialmente, non troveranno loro ma il mio sito. E senza dedicarsi al partire dallo spunto per creare e diffondere un loro punto di vista. Ma questa è un’altra grama storia del giornalismo italico in tutte le sue forme.

    (come sempre grazie per gli spunti)

    • Certo. Parlare alla persona e non alla massa, spiegando i motivi del contatto, porta a dei risultati migliori. Poi c’è ancora chi difende le email di massa…

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