Gli spunti più interessanti si trovano nei commenti. Proprio ieri, nelle discussioni, è saltata fuori questa domanda: “Meglio specializzarsi per accontentare una nicchia o abbracciare un universo lavorativo?”.

lavoro freelance
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Bella questione. Spesso si parla delle nicchie nel campo del blogging, sottolineando l’importanza di un contenuto ritagliato intorno a un pubblico definito. Ma vale anche per il tuo lavoro freelance?

Sei un webwriter, un SEO o un web designer. Ti occupi di programmazione. Vuoi dedicarti a una nicchia di clienti ma subisci ancora il fascino del lavoro freelance a 360 gradi. Vuoi accontentare tutti. L’unico modo per risolvere il problema: smembrare l’argomento per individuare pro e contro.

Vantaggi della specializzazione

Quando ti specializzi nel settore di una determinata nicchia hai un gran vantaggio: puoi affrontare ogni lavoro, ogni difficoltà e ogni soddisfazione, con le competenze di un vero professionista.

Conosci i pregi e i difetti, i rischi e le opportunità. Puoi concentrare le tue strategie e puoi lavorare sul personal brand: puoi farti conoscere come esperto di un argomento. E quando qualcuno avrà bisogno di uno specialista, di una persona veramente ferrata sull’argomento, chiamerà te.

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Chiamerà te perché hai lavorato bene: hai fatto inbound marketing cercando di intercettare clienti di una determinata nicchia e hai coltivato rapporti virtuosi che ti hanno portato lavori ben pagati.

Il lavoro freelance specializzato ti trasforma in un guru, ma limita le tue scelte.

Vantaggi del lavoro a 360 gradi

Il freelance che lavora a 360 gradi accetta qualsiasi tipo di ingaggio, non conosce nicchia e non limita i preventivi a un’unica tipologia di clienti. Scrive articoli di cucina e di architettura, lavora sulla grafica di ristoranti e di banche, fa SMM per alberghi e per imprese funebri.

Questo significa avere diverse entrate economiche, diversificare i guadagni e maturare esperienze in settori diversi. Chi si specializza in un unico settore rimane in quel settore: brutta storia, vero?

D’altro canto chi lavora a 360 gradi rischia di deludere il cliente che cerca un professionista dedicato a un unico argomento, magari con un profilo Google+ in linea con il tema da collegare attraverso l’authorship.

[Tweet “I corporate blog hanno bisogno di freelance capaci di abbracciare la filosofia aziendale”]

Oggi vince l’embedded blogger. Le aziende hanno bisogno di persone in grado di scrivere sul blog come dei dipendenti, mettendoci nome e cognome. Un nome e cognome competente in materia.

Sapere di tutto un po’, quindi, può essere svantaggioso.

Lavoro freelance: la mia esperienza

Sono un blogger e un webwriter, passo buona parte della mia giornata lavorativa a scrivere testi per aziende e liberi professionisti. E ho trovato un buon equilibrio nel lavoro freelance con determinate nicchie.

Il concetto è semplice: non limito la mia esperienza a un’unica nicchia ma espando le mie competenze su diversi argomenti limitrofi, collegati. Ma non troppo distanti dalla mia base di partenza.

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Evito l’estrema specializzazione degli argomenti secondari. Mi occupo, ad esempio di viaggi in tutte le sfumature possibili, e posso affrontare anche l’argomento cucina che sarà secondario.

Ma non posso specializzarmi nel tema cucina al punto da diventare uno specialista di ogni nicchia. Anche perché lo studio di ogni settore mi porterebbe via troppo tempo, troppe risorse.

Dove conviene investire

Io credo che sia utile investire in quelle nicchie non intercambiabili, ovvero in quei settori dove è impossibile improvvisare. Tutti vogliono fare i travel blogger perché parlare di viaggi è piacevole e divertente (ma pochi lo sanno fare veramente), e questo vale anche per i food blogger.

Ma quanti sono in grado di fare blogging nel campo medico?

Esiste uno specialista nel settore del blogging odontoiatrico? E in quello edile? Ci sono campi che hanno bisogno di una specializzazione puntuale, e che il blogger della domenica non può affrontare.

Perché non riempi tu il vuoto? Può essere un buon investimento: individua una nicchia che ha bisogno di competenze, assicurarsi che ci sia mercato e che le aziende abbiano bisogno di specialisti del tuo settore. Poi specializzati, fatti conoscere, diventare un esperto.

Questa è la mia idea del lavoro freelance: aspetto la tua opinione nei commenti.

13 COMMENTI

  1. C’è un altro aspetto che viene a monte del tuo ragionamento. Tu parli di nicchia rispetto al segmento di mercato, io quando penso a una nicchia ho in mente anche la specializzazione di un freelance. Tanti ancora fanno un po’ di seo, un po’ di grafica, un po’ di contenuti e un po’ di smm. Per me è quello il male…

    • Caro Francesco, lo sai che ti appoggio al 100%.

      Mi chiedono: “fai anche AdWords?” e io rispondo no. Lo so fare, certo, così come so creare un sito da zero con WordPress. Ma non so farlo per mestiere. Io credo che un professionista sia in grado di navigare con il mare calmo e nella tempesta.

      In alcuni campi sono una zattera e non posso spacciarmi per crociera.

    • Da una parte hai ragione, perché i tuttofare effettivamente non sanno fare bene quasi nulla. Ma se decidi, per esempio, di occuparti di web marketing, sai che questo ramo comprende diversi settori secondari (come diceva Riccardo nel ragionamento generico) come il copy, il SMM, la SEO, la grafica e chi più ne ha più ne metta. Poi è scelta personale specializzarsi, ma secondo me bisogna saper distinguere quando ci si può spingere oltre e quando no. Io ad esempio mi sono data ufficialmente al web marketing e ai suoi “sottosettori”, benché adori anche la programmazione e ci smanetto, ma non mi offrirei come developer. Con il tempo si sviluppa la consapevolezza del proprio percorso professionale ideale e la ricerca di nozioni si ramifica, per forza di cose, verso quella direzione 🙂

  2. Grazie Riccardo… hai sviluppato la riflessione nella direzione che mi aspettavo 🙂

    Rispetto alle nicchie io aggiungerei un altro dettaglio, sincero e “crudo”. Per quel che mi riguarda, a volte scelgo di occuparmi di argomenti un po’ fuori dal mio range se e solo se la retribuzione è decente. Il motivo è semplice: devo giustificare il tempo investito nell’apprendimento.

    E poi potremmo parlare di sottonicchie. Il travel blogger ad esempio: può essere fatto raccontando la propria esperienza…ma ci si può anche specializzare su un territorio in particolare, avere un taglio culturale, un taglio enogastronomico… Un conto è essere travel blogger, un altro è sapere tutto della Norvegia e poterla raccontare con competenza….

  3. Credo proprio che il consiglio di specializzarsi in un settore non debba essere visto come un invito a rinchiudersi nel proprio orticello e dimenticarsi di tutti i fiori e gli alberi che ci sono oltre il proprio recinto. Affatto.

    La nicchia deve essere come la fortuna: quel terreno in cui il talento incontra l’occasione. Là dove le proprie peculiarità, i propri studi, i propri interessi, in poche parole ciò che si è in grado di offrire (meglio di altro che si potrebbe offrire e, spesso, meglio di altri) incontra la domanda ecco che il campo è fertile per far sbocciare il concetto di nicchia.

    Insomma, la nicchia non è una gabbia che preclude la possibilità di guardare oltre il proprio naso. La nicchia, al contrario, è come la torretta del proprio castello di capacità da cui la vista è magnifica.

    La specializzazione può più facilmente far rima con autorevolezza in quel determinato campo. Ma è anche vero che “conteniamo moltitudini” e a volte potare dei rami solo in nome della specializzazione può essere controproducente.

    Il punto, quindi, non è tanto limitare la propria sfera d’interessi ma capire che anche se si “potrebbe far tutto” ciò non significa che poi bisogna effettivamente far tutto.

    Perché le combinazioni di elementi possono essere potenzialmente infinite ma poi c’è quella combinazione che dà vita alla giusta reazione. Tu devi essere quella combinazione. Una formula chimica.

    La tua scelta di espandere le tue “competenze su diversi argomenti limitrofi, collegati ma non troppo distanti dalla base di partenza” mi fa venire in mente paragoni con gli atomi e le loro configurazioni di elettroni, sai? Più resti vicino al nucleo più il legame è resistente.

    Bel post Riccardo, ricco di spunti che hanno fatto germogliare nuove idee su un post che ho in testa!

    Poi hai anche chiesto “ma quanti sono in grado di fare blogging nel campo medico?” e, insomma, mi sento chiamata in causa :-).

  4. Grazie Riccardo, interessante spunto. Ho sempre pensato che ci sono dei settori e delle competenze su cui vale la pena investire ed altre meno, dipende anche dai fattori “ambientali” in cui in un determinato momento ti trovi. Ad esempio nella mia zona prevalgono aziende turistiche, che hanno bisogno di creare contenuti, e contenitori rivolti al turista che soggiorna qui. É un tipo di blogging diverso da quello puramente di viaggi. Forse una sotto nicchia, ma che spinge il freelance ad offrire a questo tipo di clienti contenuti tecnici e non studiati ad hoc per essere inseriti in una strategia aziendale integrata. Il freelance deve saper fare tutti e due, cioè creare il contenitore ed il contenuto? Beh secondo me deve quantomeno saperli gestire entrambe ed avere quindi competenze in tutti e due i settori. Un saluto.

  5. Ho consigliato proprio di specializzarsi in una nicchia in un mio recente post in cui rispondo ad un amico che mi aveva chiesto delle opinioni sui suoi contenuti.

    Se tutti rimaniamo sul vago o se tutti ci specializziamo sulla cucina messicana saremo solo uno dei tanti blog, sarà difficile emergere. Se, invece, ci specializziamo nella cucina messicana in Italia forse qualcosa cambierà.

    • I vantaggi sono diversi. Due su tutti: più lavoro specializzato per tutti, più contenuti di qualità sul web.

  6. Ciao Riccardo, buongiorno a tutti.

    Sottoscrivo il tuo modo di lavorare. Io sono specializzato in una particolare nicchia, quella che mi permette di guadagnare e vivere. A seguire ho sviluppato e sto sviluppando business in altre nicchie dove la mia passione mi spinge. Sono business “di contorno” ma che servono comunque a monetizzare. Sempre e comunque lavorando divertendosi!!!

    Ciao a tutti!!

  7. Ciao Riccardo. Le nicchie secondarie possono “asservire” quella principale e si possono “incrociare” tra di loro.

  8. Lavorare con una nicchia di clienti può essere vantaggioso come tu hai precisato nel tuo blog. I guadagni sono meno frequenti ma possono essere più alti perché trovano le competenze che ricercano. I competitors sono meno e la possibilità di lavorare in un oceano blu è elevata. Noi di https://www.mosaikoweb.com/agenzia-web.html trattiamo sia lavori per una nicchia di clienti sia il freelance per le nostre aziende in modo da accontentare un pò tutti.

  9. Bellissimo post come del resto il tuo ottimo libro che leggo,rileggo e sottolineo. Vorrei chiederti se secondo te la,nicchia dei libri e dei libri in rete ha un suo mercato? Libri per intendere editoria, e come sua nicchia secondaria il selfpublishing. Grazie.

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