È possibile trovare lavoro in un paese senza lavoro?

Secondo te è possibile trovare lavoro in un paese come l'Italia e affrontare una condizione così difficile e complessa? Andiamo per ordine, ecco cosa devi sapere e affrontare.

Come trovare lavoro in Italia? Sembra una sfida impossibile. Ci pensavo durante il Primo Maggio. Ovvero la giornata dedicata a chi guadagna la pagnotta ogni giorno.

è possibile trovare lavoro
Secondo te in Italia è possibile trovare lavoro?

È impossibile trovare lavoro in un paese che tarpa le ali ai giovani? Siamo destinati al fallimento generazionale? Possiamo solo sederci sulla panchina della storia per puntare il dito contro capitalismo, politica e il mondo ingiusto che non dà speranze?

Sarò impopolare: non credo che sia giusto accusare i potenti. La politica ha le sue colpe, ma non è così facile. Non puoi generalizzare, siamo artefici del nostro destino.

Come trovare occupazione in Italia? In primo luogo non devi pensare che ci sia qualcuno in dovere di trovartelo, tu non ne hai diritto. O almeno non oggi, non ora. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, così dicono. Ma questo era vero qualche anno fa, quando la storia era dalla nostra parte. Oggi non più.

Ora non c’è nessuno a tenerci per mano

Il capitalismo ha fatto il suo corso, è arrivato alla sua forma pura. L’assistenzialismo è morto, ma in Italia c’è un piccolo problema formativo. Il lavoro te lo devi trovare tu. Anzi, te lo devi creare. Un po’ come succede in America: devi essere artefice del tuo destino.

Tutto il resto però è rimasto immobile: la scuola ci continua a proporre un sistema basato su programmi vecchi come l’orologio a pendolo di mia nonna. Libri vecchi, idee vecchie, sistemi vecchi.

La colpa non è del professore, non è del singolo. La colpa è di un sistema che bacchetta il tentativo fallito, lo punisce con un voto e lo forgia intorno a un’idea.

Per approfondire: perché ho scelto di diventare freelance

Non sbagliare. Devi rimanere mediocre

Non puoi azzardare colpi di testa, se sbagli vieni punito. E il voto sulla pagella non lascia speranze. Non c’è la cultura dell’errore, non viene elogiato il singolo che sbaglia provando. Il caso del bambino che inventa la parola “petaloso.

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La citazione di Seth Godin.

Può sembrare una nota di colore ma è un esempio positivo. Il sistema è cambiato, le carte sono diverse rispetto a quelle che giravano negli anni Settanta. Però la scuola ci forma ancora così, come dei futuri impiegati alle Poste: voti, voti, voti.

Possiamo andare avanti. E dare colpa alla famiglia, alla religione, ai sindacati. Forse siamo stati coccolati e ridotti a una condizione di continua assistenza che stride con l’universo aziendale. E che ai lavoratori chiede di aumentare i guadagni.

Devi essere una risorsa indispensabile

Non ti puoi allineare, non devi e non puoi essere mediocre. Tutto questo è stato detto da Seth Godin nel libro La mucca viola e lo ripeto senza paura.

Se sei un ingranaggio standard diventi subito sostituibile con qualcuno che svolge il tuo compito a un prezzo più basso. Come trovare un lavoro? Io rispondo così:

  • Studia tanto e bene, fuori dagli schemi.
  • Fai esperienza subito, anche se devi lavorare gratis.
  • Crea un tuo stile inarrivabile.

Sembra uno schema banale? Lo è, non c’è niente di speciale in tutto questo. Ma pochi seguono i punti con continuità, senza rinunciare dopo pochi mesi e senza aver paura di sbagliare. Perché studiare fuori dagli schemi fa paura. È un problema.

Troppo semplice andare all’università e seguire il programma: lo fanno tutti, è il tuo compitino scritto sul diario dalla maestra. Prova ad andare oltre.

Sul web non vince chi sa scrivere bene o chi conosce tutti gli obiettivi di Goolge Analytics: i risultati arrivano quando riesci a mettere insieme una digital strategy.

Nel frattempo fai una buona esperienza

Esperienza, gavetta, mazzo a tarallo: usa l’espressione che preferisci ma non iniziare dopo la laurea. Devi farlo subito. L’autorevolezza di un professionista è data dalla sua conoscenza teorica e dalla sua capacità di risolvere situazioni concrete.

Devi tirar fuori la gente dai guai. Per fare questo non basta lo studio: devi crescere al fianco di un professionista. E poi c’è il tuo stile, la tua idea, il tuo modo di inchiodare un pezzo di legno a un altro, di scrivere un articolo o di definire la tua attività SEO.

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Diventa un professionista.

C’è arte in tutto, anche nel risolvere un’equazione. Se non la sai contestualizzare domani verrai sostituito. Senza pietà. Se sei unico nessuno potrà metterti da parte. O forse sì, ma il responsabile dovrà rinunciare a qualcosa di prezioso e di unico.

Soprattutto se sei in grado di vendere, di generare profitti. Devi fare in modo che nessuno riesca a eguagliare il tuo lavoro. Basta un dettaglio, un particolare. Basta avere il coraggio di mettere nero su bianco la propria arte ogni giorno.

Da leggere: come trovare lavoro online con Google

Trovare lavori in Italia: la tua opinione

Chiaro, tutto questo sembra facile. Mi rendo conto che ci sono tante persone che perdono il lavoro a 50 anni e non riescono a reinventarsi. Capisco che è difficile.

Lo è per i ragazzi che confidano ancora nel posto fisso, nell’idea di poter avere una base stabile per poter creare una famiglia. Io so solo una cosa: tutto questo non esiste più. Non puoi far affidamento su qualcosa che è andato via per sempre.

Io non ho la ricetta per trovare lavoro in Italia ma le occasioni ci sono. Non sono tante, non è il paese della cuccagna, ma qualcosa si può fare ancora. Molto dipende da noi, dalla nostra capacità di abbandonare i vecchi schemi. Sei d’accordo?

23 COMMENTI

  1. Giustissimo il rendersi unici e insostituibili, vale per il dipendente come per il lavoratore autonomo.

    Sicuramente il lavoro autonomo è una risorsa, una soluzione che può aiutare ad arginare il problema della disoccupazione giovanile (e non solo).

    Ma se questa è la nuova strada a livello di opportunità e di meritocrazia, è anche vero che è quella maggiormente ostacolata dal regime fiscale (qui).

    Fino ad un certo livello con il regime dei minimi si va avanti, ma sempre fiscalmente parlando a cosa andiamo incontro quando decidiamo che è arrivato il momento di affrontare nuovi investimenti, di aprire un ufficio, acquistare strumentazione, assumere un dipendente ecc… ecco quello che secondo me e il vero problema del lavoro in Italia…la prospettiva di crescita…

    • Secondo me bisogna valutare sempre in anticipo le mosse. Nel senso, non aprire una partita IVA e poi trovare i clienti: devi avere prima una base e poi lanciarti. Idem per l’ufficio che porta tante spese in pi: se non hai necessità perché fai il passo più grande della gamba? Che poi oggi con lo smart working…

      • Assolutamente d’accordo con te Riccardo, non bisogna fare il passo più lungo della gamba. Quello che intendevo è che arrivati ad una certa mole di lavoro acquisita alcuni investimenti li trovo inevitabili…e qui che secondo me arrivano le difficoltà fiscali.
        Lo smart working è un’ottima soluzione che però trovo scomoda in alcune situazioni…ad esempio se si ha la necessità di un continuo scambio di idee/comunicazione con il dipendente o di accogliere il cliente…
        In sostanza quello che intendevo dire è che oggi è molto più semplice trovare un’opportunità rispetto a farla evolvere, dal mio punto di vista è questo a tarpare le ali delle speranze…
        Grazie come sempre per l’ottimo spunto di riflessione.

  2. Il cinquantenne che perde il lavoro può reinventarsi senza grossi sforzi con il network marketing o cin aktri settori simili. Leggetevi i libri di Robert T. Kiyosaki e scoprirete quante possibilità di affari ci sono a disposizione per tutti anche se al momento siete al verde. Oppure leggete I soldi fanno la felicità di Alfio Bardolla.

    • Ciao Giuseppe,

      Il problema è che spesso i cinquantenni non hanno la forma mentis del reinventarsi. Sono nati e cresciuti con l’idea del posto fisso come diritto. Noi della generazione ’80 abbiamo superato questo dogma a fatica, chi è nato negli anni ’90 non lo conosce quasi. Ma per chi è avanti con l’età… credo che sia anche una questione mentale.

      • Sicuramente i cinquantenni non vedono oltre quello che hanno imparato a credere e cui sono stati abituati dalla nascita. Però, purtroppo io vedo tanti degli anni 80, miei coetanei, che il concetto della mucca viola non vogliono proprio capirlo, figurati applicarlo. Parlo anche di persone con ottime conoscenze tecniche, che però fissandosi sull’idea del contratto a tempo indeterminato, si trovano poi a lavorare come schiavi nella multinazionale o nella micro impresa, per cifre sicuramente inferiori alla media.

  3. Concordo in tutto, a parte un dettaglio:

    “In primo luogo non devi pensare che ci sia qualcuno in dovere di trovartelo, tu non ne hai diritto. O almeno non oggi, non ora. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, così dicono. Ma questo era vero qualche anno fa, quando la storia era dalla nostra parte”.

    Il lavoro è ancora un diritto. Il problema è che per anni (anzi, decenni) abbiamo scambiato il “diritto” con il “dovuto” e no, non sono la stessa cosa…

  4. Mi trovi d’accordo quando scrivi che non è giusto accusare i potenti e che siamo artefici del nostro destino. E trovi d’accordo anche Jacques Attali che, testuali parole, definisce “<>, le persone che non scelgono la loro vita e per questa loro condizione di servitù invocano un risarcimento.”

    E mi trovi altresì d’accordo su tutto il resto.
    E’ di vitale importanza riconsiderare il significato\valore dell’Errore. Sbagliando s’inventa. – cit. Gianni Rodari
    Le probabilità sono tutte contro chi si assoggetta ai dettami del sistema. Allinearsi equivale ad accettare un addestramento a prova di scimmia e a esser quindi considerati intercambiabili(Che destino triste).

    Questo schema sarebbe da scolpire su roccia; indispensabile studiare fuori dagli schemi. Non so come lo interpreti tu, io questo modo: fisso un obbiettivo, poi a caso leggo articoli scientifici, storici, economici, qualunque cosa insomma, e poi mi chiedo in quali modi quanto ho letto possa aiutarmi a realizzare l’obbiettivo prefissato.
    In che modo un articolo sulla scoperta di una rana con gli aculei letali, endemica del Brasile, può aiutarmi a scrivere un articolo interessante sulla Seo? Come tutti sappiamo il cervello è in grado di trovare connessioni causali, schemi, anche là dove non ce ne sono, quindi perché non approfittarne?
    Oppure, ”e se facessi l’esatto opposto?”. 😛

    Indispensabile anche l’esperienza subito, per cogliere quei dettagli che sui libri si perdono a favore di teorie spesso infondate.

    Sullo stile, beh, che dire, in due parole: brodo primordiale. Chi vuol capire capisca.

    Vabbè, basta divagare, mi auguro di diventare inimitabile e indispensabile. Di non cadere nella trappola di volersi modellare a immagine e somiglianza di chi ha successo. Tu cosa ti auguri? Spero non la pensione, quella non la vedremo mai. xD

  5. Non so perché, il commento mi è stato segato in questo punto: testuali parole, definisce ”rassegnati reclamanti, le persone che non scelgono la loro vita e per questa loro condizione di servitù invocano un risarcimento.” :\

  6. Per me è possibile, io dico sì! Ci vuole forza di volontà e un pizzico di follia.
    Ciao Riccardo!

  7. È difficile trovare lavoro e, sempre più spesso, è ancor più difficile farsi pagare.. Parlo da freelance ovviamente. Che notoriamente campano di aria.

  8. Tutte teorie da strilloni. La verità è che il “mercato del lavoro” si chiama così perchè è un mercato, con domanda e offerta. Se l’offerta è molto bassa rispetto alla domanda, è come il gioco della sedia, ci sono dieci persone che danzano attorno a quattro sedie, la musica finisce, e sei persone rimarranno senza sedia sotto al sedere. l’Italia è morta, deindustrializzata e corrotta, c’è poco da “inventare” per trovare la tua sedia. Se riesci a sederti tu, comunque qualcun altro resterà in piedi.

  9. Fare esperienza lavorando gratis … forse chi ha scritto questa frase NON ha avuto il buon senso di pensare fino a 10 anzi nemmeno fino a 1 prima di scrivere. La mia risposta è questa … lavorare gratis non serve a nulla perché si offre un unica motivazione ai futuri “datori” di lavoro e cioè la risposta alla domanda “Beh se questo lavora gratis perché proprio io dovrei pagarlo?” Meditate gente .. meditate.

  10. Io l’ho fatta l’esperienza tramite stage e volontariato, ma ai colloqui non me la considerano perchè considerano esperienza valida solo quella con un contratto di lavoro (quindi se hai lavorato 10 anni in nero non ti contano l’esperienza, almeno nei colloqui che ho fatto io in tutti questi anni).
    Poi molte aziende mi rifiutano perchè abito “troppo lontano” (abitando comunque nella stessa città dell’azienda dove faccio il colloquio, e badate che abito a Milano, che è servitissima con i mezzi quindi le distanze sono ridotte), per cui quando sento Crepet che dice che siamo noi giovani che vogliamo lavorare sotto casa vorrei ucciderlo e darlo da mangiare ai piccioni di piazza Duomo.
    Non dico che l’esperienza di volontariato non serve: solo, non serve per essere calcolata come esperienza dalle aziende. In totale ho accumulato ormai 3 anni di esperienza, di cui 2 mesi con un contratto e pagata molto bene. Ecco, quando vado ai colloqui mi considerano validi solo i 2 mesi dove sono stata pagata (e in quell’esperienza non avevo imparato nulla).
    L’esperienza di volontariato mi serve solo per non stare a casa a far niente. Ma le aziende non te la contano.

    • Inizia a lavorare per te stessa. Apri un blog e scrivi contenuti per te, per la tua crescita, per il tuo essere professionista. Lavorare gratis può andare per fare esperienza, però devi andare avanti. E scrivere per te.

  11. Aggiungo una cosa: a molte mie amiche sono successe le stesse cose che sono successe a me. Ai ragazzi che conosco invece il lavoro è stato dato subito. Ehm…vi svelo una cosa: se fossi grassa posso dimagrire, se non vi piaccio mora posso andare dal parrucchiere e farmi bionda…ma se sono donna come posso diventare uomo? Lo so che si può, ma ci vogliono anni! E davvero non posso lavorare solo perchè sono donna? Allora cosa ho studiato a fare? Avrei fatto prima a starmene a casa invece di studiare e avrei dovuto cercarmi un uomo ricco per farmi mantenere, visto che il lavoro non me lo danno!

    • Questo è un punto complesso, l’unica cosa che ti posso dire: insisti. Non mollare. Il lavoro deve arrivare, se sei una persona valida le cose gireranno nel modo giusto.

  12. Non è facile…Non lo è mai stato ed ora è più difficile, ma le possibilità ci sono sempre, bisogna cercare…
    Non smettere di cercare. L’articolo è veramente ben scritto …grazie per i contenuti.

  13. Ho 50 anni da poco compiuti,separato, ho lavorato spesso a nero,dipendente, in proprio,estero, sono un po’ a terra, ma vi invito a non scoraggiarci.
    Al limite andrò a fare il venditore abusivo,il parcheggiatore abusivo,il tassista abusivo il non so che ,sempre abusivo.Per rimettermi in proprio in qualsiasi settore, mi rendo conto che ci sono sempre troppi adempimenti,soldi da sborsare, da investire, e poi tutta la merdosa burocrazia che ti fa aspettare.Intanto paga ,anticipa e poi si vedra’. Sono a terra ma non voglio scoraggiarmi,qualcosa rifaro’.
    Un abbraccio e Dio ci aiuti.

  14. ho 48 anni, sono due anni che ho perso il lavoro (lo stipendio), da un lato ero contento perchè ora sono libero ” non più schiavo di aguzzini….” , certo che però ho perso lo stipendio….. Dopo sono incappato in 6 mesi di corsi destinati alla ricollocazione delle persone che non hanno portato a quasi nulla, sono serviti solo a chi li organizza perchè basati sui finanziamenti dell’Europa e probabilmente lucrano sui finanziamenti alle spalle di persone senza lavoro illudendoli che dopo il loro corso avranno gli strumenti per trovare un nuovo lavoro….
    Addirittura mi hanno fatto stravolgere il CV per farmelo rifare nel formato europeo, ma dopo mesi capisco tramite un altro corso che è un formato odiato dalle aziende e a cui sicuramente non mi risponderà nessuno.
    Questa è Italia…. Siamo alla Follia, non c’è niente di peggio che illudere le persone… Da quello che ho potuto vedere la maggior parte di corsi organizzati gratis sono mediocri se non inutili…. Morale…… se facevo da mè forse facevo meglio e non buttavo via tanto tempo inutilmente. Sono sempre schiavo del sistema…. ma ORA sono più consapevole che posso contare SOLO su me stesso…..

    • Siamo tutte persone normali, Max. Solo che ognuno di noi deve trovare una competenza specifica in grado di fare la differenza.

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