Liste puntate, la guida

Le liste puntate sono una risorsa indescrivibile per migliorare la leggibilità dei tuoi contenuti online. Però bisogna capire questo: non sempre è utile inserirle nei tuoi articoli online.

Un articolo contro le bullet list che si propone con la classica forma delle liste puntate? Lo so, è un controsenso, però in questo caso è giusto affrontare l’argomento attraverso step precisi. Vuoi migliorare la leggibilità dei tuoi testi?

liste puntate
Le liste puntate funzionano (o no)?

Usa la lista puntata. Funziona sia in termini parziali (per definire una sezione del testo), sia nell’organizzare l’intero articolo attraverso la struttura puntata.

Cosa sono le liste puntate?

Partiamo da una definizione: cosa sono le bullet list? Con questo termine si intendono gli elenchi, delle soluzioni che permettono di organizzare il testo in modo ordinato. Nella maggior parte dei manuali di leggibilità, infatti, la lista puntata viene indicata come soluzione definitiva. Ecco cosa è la lista puntata.

Permette di risparmiare energie cognitive. Il lettore non deve interpretare, non deve neanche cercare le informazioni o i passaggi. Il lettore deve solo consultare e scorrere lo sguardo alla ricerca dell’informazione giusta. Tutto questo è fantastico, vero?

Da leggere: quali sono le parole da evitare nelle headline

Punti di forza delle liste

Questa struttura viene utilizzata per attirare l’attenzione dei lettori. Combinata con una buona headline fa miracoli: riesce a intercettare le esigenze dei lettori, cattura l’attenzione. Soprattutto quando si mescola con il persuasive copywriting. Esempi:

  • 5 modi per ottimizzare (ora) il tuo titolo
  • 11 passaggi per aumentare subito le visite del sito

In questo caso la leva persuasiva è il tempo: ottenere qualcosa subito, senza sforzo, è una delle soluzioni più efficaci per convincere il lettore a cliccare. Motivo? Il tempo è una risorsa scarsa, le persone sono sempre alla ricerca di semplificazioni.

liste puntate
Lavoriamo con le liste puntate.

Queste headline fondono il principio persuasive con la lista puntata. Ovvero uno stratagemma che stimola direttamente l’attività cognitiva del lettore. La lista puntata è sinonimo di ordine, la lista puntata definisce, organizza, gestisce il caos.

Sì, le liste puntate aiutano molto. Ma guai a trattarle come la soluzione a tutti i mali. Sono uno strumento utile, possono cambiare le sorti di una landing page quando elenchi i benefici di un bene/servizio e possono dare brio al tuo calendario editoriale.

L’uomo ha sempre usato lo storytelling per comunicare, per tramandare sapere. Per emozionare. Cosa sono la Bibbia, l’Odissea e la Divina Commedia se non delle storie?

mosè
Mosè. Autore della lista puntata più famosa della storia.

Io credo che non esista un giudizio unico sui post che si sviluppano intorno alle liste puntate. In alcuni casi sono indispensabili, in altri superflue: l’importante è capire quando utilizzarle. Semplice, vero? Eppure gli estremismi fanno sempre breccia.

Non dalle parti di Jakob Nielsen. Il padre dell’usabilità, infatti, ha pubblicato una lista (non a caso, eh) con gli elementi essenziali per avere buoni risultati con le bullet list.

Come usare le liste puntate online

La qualità prima di tutto! Ecco la mia esperienza personale con le liste puntate racchiusa in… 10 punti essenziali per creare un elenco puntato realmente valido.

Semplifica, non complicare il post

Le liste vanno forte su internet. Rispondono al bisogno di chi ha poco tempo a disposizione e permettono al lettore di individuare quello che gli interessa.

Paul Valéry: Il faut etre léger comme l’oiseau, et non comme la plume. Si deve essere leggeri come l’uccello che vola, e non come la piuma.

Per questo le liste devono semplificare la lettura al lettore, non complicarla. Devono selezionare le informazioni più interessanti per ordinarle in una lista ponderata.

Non esagerare con i punti in lista

Pubblicare una lista con 150 punti fa sempre un certo effetto, ma sono davvero necessari all’economia dell’articolo? Se ogni frase la fai diventare un punto della lista rischi di diventare dispersivo. E di annoiare i tuoi lettori del blog.

Ogni lista puntata ha bisogno dei suoi spazi. Su My Social Web puoi trovare liste di tutti i tipi, anche con 101 idee diverse, e non voglio limitare la libertà. Cerca di individuare e sviluppare i punti che hanno diritto alla loro indipendenza.

Crea delle sezioni di punti interessanti

Stai scrivendo un listone con 100.000 punti abbastanza articolati? Per migliorare la leggibilità dell’articolo prova a dividere i punti in paragrafi tematici con:

  • Titolo.
  • Testo.
  • Immagine.

Poi, come formattare la lista puntata dei tuoi articoli online? Titoli in neretto o in corsivo? Dove mettere gli elementi più importanti? Come formattare i blocchi? Trova tutte le risposte nella prima lezione di usabilità per le bullet list!

Concentrati sulle immagini del post

Quando lavori sulle liste ti dimentichi delle immagini. A me capitava sempre! Pensavo solo alla funzionalità dell’articolo, all’utilità che può avere una lista così curata nelle mani di un lettore, e mi dimenticavo che anche l’occhio vuole la sua parte.

E che le immagini hanno un ruolo fondamentale nell’economia di un articolo del tuo blog. Non fare il mio stesso errore, cura sempre le immagini dei tuoi list post!

Lavora sulla headline di qualità

L’anima di un list post realmente efficace è racchiusa nella sua headline. Il titolo dell’articolo sarà il tuo biglietto da visita nella serp, su Facebook, nello streaming si Twitter e dovrà attirare l’attenzione del lettore prima di essere dimenticato.

call to action
Una call to action che funziona.

Difficile avere una seconda occasione, devi agire senza indugi. Un consiglio: usa i numeri, sono immediati e aiutano il lettore a capire il contenuto dell’articolo che hai messo online. Funzionano alla grande anche con le call to action.

Usa la formattazione nelle liste puntate

I punti delle liste devono essere facilmente riconoscibili e spaziati, mentre gli header dei paragrafi devono seguire una coerenza di base che porta tutti i titoli di una sezione ad avere la stessa importanza. Ecco l’esempio da seguire sempre:

heading
Ecco come gestire gli heading.

Per intenderci ititoli dei paragrafidevono essere degli <h2> con caratteristiche estetiche simili, la stessa cosa vale per i sottotitoli in <h3> e via dicendo. Sono delle regole semplici ma fondamentali che puoi approfondire in questi articoli:

Attento al numero dei punti inseriti

Lo sai quante volte mi è capitato di promettere nel titolo “10 consigli per…” e poi di inserirne solo 9 nell’articolo? Certo, è una sciocchezza quasi inutile da suggerire in questa sede ma non ti costa niente contare prima di pubblicare.

Scegli bene tra punti e paragrafi

Quando parliamo di list post abbiamo 2 soluzioni: le liste puntate e i paragrafi. Nel primo caso parliamo di vere e proprie bullet list segnate da piccoli elementi grafici, nel secondo ci sono dei paragrafi con dei titoli introduttivi e numerati.

Proprio come in questo articolo. Come scegliere? Io mi regolo in questo modo: i punti che richiedono un’argomentazione maggiore li divido in paragrafi; quando devo inserire una semplice lista di elementi scelgo la prima opzione.

Non dimenticare la call to action

Capita di trovare degli articoli che ruotano intorno a delle bulle list ben fatte, complete. L’articolo si chiude con l’ultimo punto della lista senza aggiungere altro.

Ci vogliono buone idee per creare una buona lista puntata nei tuoi articoli migliori. Non basta dividere il testo in tanti passaggi per creare una bullet list valida.

Forse non c’è bisogno di scrivere nulla in più, ma non ti lamentare se gli utenti non commentano. Alla fine dei miei articoli ci trovi sempre una call to action per invitare i lettori a commentare e a lasciare la propria esperienza. Infatti…

Motivi per non usare le liste puntate

Domanda: le liste puntate funzionano sul serio? La bullet list imbriglia il caos e lo racchiude in una risorsa. Ma non sono la soluzione a tutto. Ecco perché evitarle.

Le bullet list sono monotone

Prova a immaginare un blog che pubblica solo liste puntate. Ogni articolo propone la classica numerazione. Un giorno i consigli sono 5, il giorno dopo passiamo a 7 (numero magico nel mondo delle bullet list), poi arriva la genialata: 105 tips.

Praticamente un elenco telefonico. Ben inteso, riconosco il potere di queste soluzioni. Ma credo anche che sia utile mantenere alta l’attenzione del lettore online.

Un lettore che ti segue ogni giorno e riconosce nei tuoi titoli la ridondanza. Prima di scegliere un titolo vai nella home e guarda cosa hai scelto per gli ultimi 5 articoli.

Sviliscono l’argomentazione

Questo è un concetto interessante. Le liste puntate sono ottime per racchiudere i passaggi di una procedura. Possono essere portate anche su visual per rendere più chiara e immediata la procedura. In questi casi le consiglio sempre. Ma poi? Le sconsiglio, invece, quando il fine dell’articolo è argomentativo. Quando espone

  • Un pensiero.
  • Un’opinione.

Ovvero quando la lettura deve seguire il filo logico di chi scrive. L’esposizione di un pensiero ha bisogno di consequenzialità. Ha bisogno di ritmo tra parole e frasi, tra

  • emozioni
  • informazioni.

Portare un testo argomentativo su lista puntata vuol dire perdere il concatenamento che nasce dall’argomentazione. Causa ed effetto, tesi e antitesi che arrivano alla sintesi. Schematizzare può aiutare, ma il coinvolgimento si ottiene in altro modo.

Le liste puntate banalizzano

Quante volte hai trovato i 15 tool definitivi per fare qualcosa? Arrivi sul post e trovi solo la base, nulla di nuovo, solo una pallida riproposizione di quello che già sai.

Accade quando si considera solo il potere della lista senza valutare il contenuto dell’articolo. Non basta inserire un numero nelle headline e una bullet list nel testo per creare un grande contenuto. Vuoi sfornare una lista di tool e risorse? Investi un mese del tuo tempo per cercare qualcosa di nuovo. E non per lasciare il solito post.

Non evidenziano l’emotività

Secondo te è possibile fare storytelling con una lista puntata? Trasmettere emozioni? Lo sai che le persone cercano contenuti utili sul web, ma questi contenuti servono?

Le informazioni danno soluzioni specifiche, arricchiscono, risolvono. Ma le persone non cercano solo queste. Non hanno bisogno solo di informazioni per vivere bene, ma anche di emozioni. Ecco, una lista puntata ha dei seri problemi in questo settore.

Difficile comunicare rabbia, gioia, soddisfazione con una bullet list. Non è impossibile, puoi usare un titolo come: “Cinque motivi per lasciare l’Italia e cercare lavoro all’estero”. Ma non ha lo stesso carico emotivo di: “Ecco perché lascio l’Italia”.

Le liste puntate sono poco comunicative

Per trovarne uno convincente dobbiamo rivolgerci ad Andy Crestodina di Copyblogger che ha intervistato Loren Feldman, Business Editor del New York Times.

Secondo Feldman i list post hanno dei limiti evidenti, e non possono essere paragonati ai case study che permettono di cogliere il pensiero di un autore.

“I think list articles tend to be overdone and to have limited credibility. I’m not sure it’s convincing to just say, here are the five things you need to do to improve your SEO.”

Le liste nell’headline attirano l’attenzione, certo, ma non sempre rispondono alle esigenze. A volte questi titoli hanno un unico scopo: portare traffico. Proprio su questo punto c’è un passaggio che ogni web copywriter dovrebbe leggere:

 It’s nice to know there are still a few places that will put resources into important stories without worrying too much about the traffic.

Loren parla di storie raccontate non solo per elemosinare click. Le liste ti aiutano a migliorare la leggibilità di un post, e le storie veicolano emozioni attraverso un codice.

Da leggere: perché i numeri nei titoli funzionano?

La tua opinione sulle liste puntate

No alle regole fisse. Tutto si basa sulla relatività, sui test che un blogger deve fare per individuare la soluzione giusta. Ma io credo che le liste puntate siano un ottimo strumento per sfruttare situazioni specifiche. Ma non per risolvere tutto.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

6 COMMENTI

  1. Sono d’accordo con te su tutti i punti (per rimanere in tema!). L’elenco puntato va bene a schematizzare per rendere più chiari i concetti, non di certo per raccontare. In quest’ultimo caso ci sono i titoletti dei paragrafi.

    • E ci sono anche tecniche raffinate come i cliffhanger (mysocialweb.it/2014/01/03/internal-cliffhanger/)che mantengono sempre alta l’attenzione. Il punto è questo: le liste puntate sono sempre utili per diminuire la distanza con il lettore?

      Ti ringrazio per il commento!

  2. Concordo con quello che dici Riccardo. In particolare sulla questione Emotivitá.
    Gli elenchi vanno benissimo in alcune situazioni ma possono essere deleteri in altre, in particolare nei post dove la componente emozionale deve esser protagonista. Bel post! 🙂

    • Mi trovi perfettamente d’accordo: le liste puntate sono uno strumento. Ogni situazione ha bisogno di iniziative specifiche e tool dedicati.

  3. Ciao, è vero il discorso sulla ridondanza dei titoli che offrono liste per qualsiasi cosa, ma difficilmente aggiungono qualcosa di nuovo.

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