9 luoghi comuni del blogging da smantellare subito

Quali sono i punti da curare con grande attenzione per superare i punti morti del blogging? Qui trovi una serie di passaggi che dovresti prendere in considerazione immediatamente.

I luoghi comuni del blogging sono spettacolari. Sono come gli squali, geneticamente perfetti. Non hanno bisogno di evolversi, possono sopravvivere al nodo del tempo.

luoghi comuni del blogging
Sciogli i luoghi comuni del blogging.

Per poi ripresentarsi all’improvviso. Hanno un unico obiettivo: avvelenare la tua evoluzione. Il luogo comune avvilisce il tuo punto di vista. E lo fa nel modo più subdolo possibile, attraverso delle visioni semplificate della realtà.

Devi prendere in considerazione che il mondo è ricco di biforcazioni, nicchie, cavilli. La realtà è complessa e spesso la nostra mente non è in grado di affrontarla. Non può afferrare la complessità che ci circonda. Quindi cerca delle scorciatoie mentali.

Con il blog non si vive

Dipendi cosa intendi. Vuoi guadagnare in modo diretto, scrivendo articoli e vendendo spazi pubblicitari? No, non ce la puoi fare nel breve periodo e con un progetto amatoriale.

Però puoi monetizzare il blog in modo indiretto, trovando clienti attraverso i contenuti: in questo caso il blog è una bomba anche se non raggiungi molto.

Basta saper scrivere

Il primo stereotipo che deve affrontare il blogger: basta saper scrivere e sei a cavallo, non hai bisogno di altre abilità. Sai bene che non è così, vero? A parte il discorso legato al mondo SEO copywriting, per fare blogging hai bisogno di una prospettiva strategica e devi essere in grado di creare un piano editoriale.

Niente blog senza WordPress

E chi lo dice? WordPress è la piattaforma preferita, è una soluzione potente per chi decide di lavorare in questo settore. Ma puoi fare blogging con Tumblr, LinkedIn Pulse, Medium, Joomla. Il blogging è una prospettiva, non uno strumento.

Per imparare basta la pratica

Chiaro, è importante sporcarsi le mani. A volte hai bisogno di una formazione specifica che ti aiuti a capire qual è la strada intrapresa dai professionisti. Non sempre puoi risolvere tutto con la buona volontà. Devi leggere qualcosa di utile.

I blogger fanno recensioni

Il grande stigma dei tempi moderni: le recensioni dei blogger, quelle marchette che permettono di guadagnare campioncini in cambio di un articolo. Ovviamente con link.

Lo dirò una volta per tutte: le deformazioni del lavoro esistono in ogni settore, chi elemosina un prodotto in cambio di un post sbaglia. E non sta facendo blogging.

Devi aumentare le visite

Questo è valido per avere successo. E chi lo dice? Le visite sono il primo parametro utile per valutare il successo di un blog, ma è il più banale e contestabile.

Tu cosa mangi? Le fette biscottate che compri con i risultati del tuo lavoro: tu hai bisogno di clienti, non di visite. E il blog deve essere funzionale al primo obiettivo.

Per fare SEO basta Yoast

Mi piace vincere facile. C’è chi crede che sia sufficiente montare questo plugin per risolvere la SEO. Yoast è un buon amico, un elemento utile per migliorare il tuo blog, ma c’è molto da fare per ottenere buoni risultati. Insomma, sei solo all’inizio.

Il blog è indispensabile

Per me sì. Ma non credo che sia un perno universale, non è detto che in ogni digital strategy debba esserci la presenza di un diario online. Tutto deve essere contestualizzato e ragionato in base alla situazione, non credo nelle generalizzazioni.

Devi aumentare i follower

Vale lo stesso discorso delle visite. Follower, fan, klout, click al sito e tutti i metri quantitativi sono aria fritta se non sono ragionati.

Aumentare questi parametri vuol dire soddisfare il bisogno ancestrale di raggiungere la vetta più alta, ma resta una gara adolescenziale se non hai una strategia.

Lo stereotipo più fastidioso

Se scrivi tutti i giorni non lavori. Se trovi il tempo per pubblicare con costanza vuol dire che hai tempo da perdere. Questa frase – che può essere declinata anche con i libri, i video, il personal branding – è una generalizzazione ingiusta.

luogo comune
La classica faccia da luogo comune.

Quando un uomo non accetta i propri limiti e abbatte il mondo al suo livello fa un torto grave all’umanità. Dovrebbe solo tacere e riflettere sui propri limiti, magari rispettando l’impegno altrui.

Hai un luogo comune?

Ecco, le persone tendono a generalizzare e a lanciare queste rappresentazioni sintetiche del mio universo professionale. Succede anche a te?

Hai ascoltato delle banalizzazioni e dei luoghi comuni che meritano la gogna pubblica? Quali sono i passaggi che devi combattere ogni giorno per far rispettare il tuo lavoro? Ti aspetto nei commenti: oggi sei indispensabile.

15 COMMENTI

  1. Caro Signor Riccardo,
    Anzitutto complimenti per il suo interessante post.
    Alla sua domanda su quali sono i passaggi che devi combattere ogni giorno Le rispondo con una piccola riflessione, confidando che possa essere di suo gradimento e di aiuto per tantissimi giovani e non che hanno voglia di donare con il proprio lavoro un qualcosa di migliore a questo mondo:

    Bisogna Crederci, bisogna avere una visione ben precisa, una meta da raggiungere che sia fattibile e sostenibile, bisogna scegliere con chi viaggiare in termini Imprenditoriali ed avere tanta umiltà con un piano strategico ben preciso e poi ……non avere mai paura dei distruttori o di tutti i grandi opinionisti “distruttori” che ci sono oggi.
    Un cordiale saluto e alla prossima.
    Massimo Creati.

    • Ciao Massimo, ottima riflessione. Bisogna crederci, anche se bisogna capire qual è il momento giusto per mollare la presa. A volte perseverare e seguire una strada non adeguata può essere un vero problema.

  2. Uno dei più frequenti in cui mi imbatto io: “ah buon per te! Lavori spesso da casa fai come ti pare e non devi rendere conto a nessuno, che bellezza!”.
    Niente di più lontano dalla realtà…

      • Le persone non hanno idea della forza di volontà e autodisciplina che sono necessarie per lavorare da casa. Ma proprio non se lo possono manco immaginare.

        • Non me lo dire. Io lavoro da casa ogni giorno e per me è difficile far conciliare tutto. Spesso lavorare a casa vuol dire non lavorare, e le persone ti chiedono mille piaceri.

          Potrebbe essere interessante un articolo sul lavorare a casa, che divi?

          • Interessantissimo!
            Piaceri, commissioni, i vari “vai tu? Tanto sei a casa!”.
            Se vuoi possiamo scriverlo a 4 mani!

            • Come promesso… se vuoi c’è spazio nei commenti https://www.mysocialweb.it/2016/05/04/lavorare-da-casa-guida/

  3. – Il blogger è un disoccupato che non ha niente da fare
    – Se apri un blog farai tanti soldi
    – Se apri un blog sai scrivere
    – Se scrivi post brevi vuol dire che non hai niente da dire
    – I social non servono a niente
    – Non apro un blog perché non ho tempo
    – Il blogging è destinato a chiudere quindi aprire un blog adesso non ha senso.

    Potrei continuare all’infinito ^_^

    • Ahaha una vera enciclopedia. “Se scrivi post brevi vuol dire che non hai niente da dire” è il massimo, e di solito fa coppia con: scrivere post brevi è facile.

  4. Lo sconforto maggiore arriva sempre da quelli che ti buttano lì un bel “Ma sì, tanto il blog è un passatempo, non ti porterà mai da nessuna parte”. Ma queste persone sono proprio quelle che mi danno l’entusiasmo maggiore per andare avanti per la mia strada. Magari, alla fine, scoprirò che avevano ragione loro. Intanto io bloggo e sono felice. Ecco!

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