Mi licenzio e cambio vita: è facile diventare freelance?

Sembra facile cambiare definitivamente vita ma non è esattamente così: devi studiare a fondo la situazione e prendere scelte ponderate. Altrimenti rischi di avere una serie di problemi complessi.

“Mi licenzio e cambio vita. Oppure mi faccio licenziare. L’importante è mollare tutto e prendere per mano i sogni per realizzare piccoli e grandi progetti che ho abbandonato da tempo nel cassetto”. Quante volte hai sentito riflessioni del genere?

Come licenziarsi?
Come licenziarsi?

Forse sei tu a fare queste considerazioni, sei tu a gridare ai quattro venti la voglia di abbandonare il posto fisso per lanciarti nel mondo dei liberi professionisti. Magari aprendo quella famosa partita IVA che ti incanta con grandi promesse.

Il desiderio di libertà si lega a una costrizione. Vieni licenziato, il contratto non è stato rinnovato, lo stage si chiude nel peggiore dei modi. Non hai idea di quante email mi arrivano: “Ciao Riccardo, voglio diventare freelance. Come devo fare?

È facile diventare freelance? Basta aprire una partita IVA per entrare nel mondo dei liberi professionisti? Mi licenzio e cambia vita è un motto con un fondo di verità?

Diventare freelance (non) è facile

Tecnicamente è facile diventare freelance. Basta avere una partita IVA e sei a cavallo. Ma è difficile muoversi come un lavoratore indipendente: non hai supporti, non hai aiuti, non ci sono persone che ti sostengono quando sei in difficoltà. Ma soprattutto non hai delle entrate fisse. Niente stipendio.

Niente tredicesime, niente diritti o ferie pagate. Senza dimenticare che manca la materia prima: il lavoro. Devi trovare nuovi clienti, devi avere delle persone che bussano alla tua porta. Questo può avvenire in tre modi differenti:

  • Grazie ai vecchi contatti.
  • Per conoscenza.
  • Attraverso l’inbound marketing.

Il primo caso riguarda tutto ciò che riesci a recuperare dal tuo vecchio posto di lavoro prima di andare via. Spesso i clienti si legano alla singola persona e non all’azienda, così quando apri la partita IVA hai già una base di partenza. Ma è una base, appunto. Poi devi iniziare a trovare da solo i contatti.

Oppure puoi avere dei contatti che ti passano i lavori. Conosco molti professionisti che non muovono un dito per fare personal branding, ma sono sempre impegnati.

Perché sono entrati in un giro di conoscenze e hanno un buon giro di clienti. Una vera manna dal cielo? In realtà è un’arma a doppio taglio: quando si chiuderanno i rubinetti cosa farai? Ti ritroverai al punto di partenza (non è il massimo).

Da leggere: come trovare clienti online

Quando i clienti vengono da te

Poi c’è il terzo punto che si lega all’inbound marketing e alla pubblicità. Devi fare in modo che siano i clienti a venire da te, non devi aspettare che cadano dal cielo.

Perché dovrebbe succedere? Nessuno ti conosce, fino a due giorni fa eri un anonimo dipendente o uno stagista. Puoi anche diventare freelance sulla carta, ma in pratica rischi un vero e proprio suicidio professionale. Soprattutto se parti da zero.

Mi licenzio e cambio vita
Mi licenzio e cambio vita.

Come portare i clienti verso di te? In questo caso il concetto di inbound marketing ti permette di utilizzare strumenti differenti: c’è chi decide di puntare sul blogging, chi lavora con il personal branding e i video, chi ancora con il social media marketing.

Mi licenzio e cambio vita? Non è così facile, anche chi ha una fonte di clienti assicurata da contatti esterni dovrebbe procurarsi un canale indipendente da capricci incontrollabili. Ma soprattutto dovrebbe iniziare subito a preoccuparsi di questo aspetto. Non quando ha già deciso di diventare freelance con partita IVA.

Questione di tempo per promuoversi

Il successo come freelance è questione di tempo. La regola è chiara: devi iniziare a trovare clienti online prima di averne bisogno. Puoi fare lead generation con il blog, puoi puntare su Facebook o su mille altri strumenti: in questo caso non importa. Ciò che conta è la presenza di un’attività che precede l’addio, il licenziamento.

Adesso hai più tempo a disposizione quindi puoi dedicarti ai contenuti. Ma sai quanto tempo ci vuole prima di poter sfruttare il blog per trovare contatti utili?

Arriva il momento di fare blogging.

Anni. Non voglio spaventarti ma questa è la strada. Puoi accorciare i tempi grazie all’advertising. Ma il concetto è uguale: devi iniziare subito.

Quando aprire un blog? Ora. Subito. Devi iniziare subito a trovare clienti, a far conoscere il tuo nome attraverso i social network. Lo devi fare adesso che sei ancora dipendente, quando non ne hai bisogno e hai ancora le spalle coperte dallo stipendio.

Per approfondire: quanto tempo ci vuole per creare un blog di successo

Mi licenzio e cambio vita: illusione

Questa idea rischia di diventare una trappola. Puoi licenziarti o farti licenziare, puoi aspettare che scada il contratto e decidere in seguito di organizzare la tua vita da libero professionista. Oppure puoi iniziare subito a muovere le pedine.

L’esperienza mi porta verso questa soluzione. Ho lasciato il lavoro fisso quando avevo dei contatti utili, potevo sfruttare immediatamente la partita IVA. Questo è il percorso che ho seguito: aspetto la tua opinione e le tue domande nei commenti.

19 COMMENTI

  1. Bellissimo articolo, grazie.
    Quindi, in definitiva, se l’idea e la volontà ci sono occorre portarle avanti senza timori e con la piena consapevolezza che bisognerà agire… da subito! La determinazione, la continua formazione e l’intraprendenza, devono sommarsi alla decisione di concretizzare il proprio desiderio di diventare freelance, lavorando fin da subito per se stessi, creando relazioni e facendosi conoscere prima che, effettivamente, sia necessario. Non sarà una strada semplice o rapida, ma piena di soddisfazioni. Si deve iniziare immediatamente a lavorare in tal senso, purché ci si metta in discussione sempre per non considerarsi mai sazi di conoscenza, non è così? La formazione costante e l’esperienza sul campo, non sono le cose che permettono di finalizzare in maniera concreta il proprio bagaglio professionale? Inizialmente, magari, sbagliando e prendendo delle facciate, ma sono convinta che sia una componente necessaria per poter raggiungere il proprio scopo.

    • Io la vedo in questo modo: anche se sei un dipendente, agisci e pensa da freelance. Devi farti un nome, devi essere pronto ad agire anche se non hai intenzione di lasciare il lavoro. Se succederà, quando succederà, sarai pronto per agire in modo indipendente. Se vuoi iniziare da zero quando non hai più il posto fisso, mi dispiace, rischi di fallire.

  2. Penso che per molti i problemi nascano proprio per le circostanze in cui matura l’idea di “cambiare vita”.
    Sia che ciò avvenga dopo un licenziamento, sia che essa sia una reazione “di pancia” ad una situazione lavorativa diventata troppo pesante, il rischio è di gettarsi a capofitto nella nuova avventura senza le dovute valutazioni…

    • Soprattutto se non hai considerato in anticipo le conseguenze del tuo “mi licenzio e cambio vita”. Quello che voglio fare è mettere un freno a queste semplificazioni.

  3. Parlo per me…semplicemente perchè non sono in grado e non mi piace ricevere ordini e seguire regole dettate da altri. Perchè ormai ho imparato e mi sono abituata ad organizzare i miei tempi. Perchè essere dipendenti significherebbe rinunciare a molti spazi che ora dedico ai miei figli e a me stessa. Perchè mi starebbe immensamente sulle scatole farmi dire cosa fare da uno più giovane di me sapendo che il mio stipendio è molto più basso del suo.
    Detto ciò penso anche che poi, come scrivi tu, si può iniziare a lavorare ai propri progetti ancora quando si è dipendenti, ma non tutti i datori di lavoro ne sono felici…anzi, qualche volta non si può proprio. Diventare freelance è sicuramente una scelta dura ma se si ha la fortuna di riuscire a fare la grande scelta…non credo si torni più indietro.

    • Anche io ho la sensazione che non si voglia più tornare indietro una volta intrapresa questa direzione :)… la difficoltà, forse, sta solo nel riuscire a buttarsi realmente. Capisco bene anche la questione dell’impossibilità, in alcuni luoghi di lavoro, di poter effettuare progetti esterni o personali. Credo, però, che non ci siano regole ben precise su come, dove e quando diventare freelance, ma che ci si debba interrogare sulle reali necessità, volontà e passioni che caratterizzano la propria persona per capire, realmente, da che parte dirigersi.

    • Molti datori di lavoro non vogliono, e questa è una delle grandi ingiustizie del nostro tempo. Pretendono massima flessibilità ma se uno prende dei provvedimenti si lamentano. In ogni caso puoi anche iniziare semplicemente a curare la tua immagine online, a farti conoscere. Credi che un datore di lavoro possa avere problemi anche in questo caso?

  4. Perchè ultimamente la cura per tutti i mali è sempre e comunque il social marketing o comunque il sapersi vendere nel digitale? primo consiglio fatti conoscere tramite web. Io lavoro in ambito informatico e web, ho un’azienda che si occupa di servizi web oltre che di documentazione tecnica, ma la risposta alla domanda su come si fa a cercare nuovi clienti no è giocoforza sempre e comunque la stessa. Soprattutto se non si accenna a quali siano le competenze pregresse e le aspirazioni, conosco elettricisti che si sono messi in proprio che non hanno nemmeno una email ma che si stancano di lavorare e guadagnare (e non certo solo in nero) o ragazze pedagogiste che non hanno uno spazio web proprio (nemmeno in canali social) ma che si sono fatte apprezzare comunque per la propria competenza.

    • Beh, io non credo che il social media marketing sia la soluzione definitiva. Solo che conosco questa strada e affronto l’argomento che mi è consono. Immagino che anche con il porta a porta si possano trovare grandi soddisfazioni, ma non conosco l’argomento quindi non lo affronto. Attenzione però: sopra ho citato altri due metodi per trovare lavoro: vecchi contatti e conoscenze.

  5. Leggo e rileggo, e mi appassiona sempre di più questi argomenti vi ringrazio perché sono sempre molto utili…io ancora non ho acquistato il hoosting…mi sento un po insecura…forse mi potrebbe aiutare di più…cmq..grazie..valutero l’idea…

    • Ciao! L’hosting è il primo passaggio per avere un blog professionale e per fare il grande salto. Pensaci, è molto importante.

  6. Ciao Riccardo,
    Complimenti come sempre per i tuoi articoli (che te lo dico a fare :D)… Io sto costruendo un mio progetto personale per diventare un freelance (un giorno, si spera)..faccio tutto con passione e non mi spaventa lavorare il triplo di quanto faccia attualmente da dipendente… Il punto è che mi sono accorto che dopo l’orario di lavoro da dipendente, la mia mente è “floscia” e fatico a produrre contenuti di qualità, magari il giorno dopo mi dico “ma chi l’ha scritta sta me***?”. Eppure ci dedico veramente tanto tempo e dormo sempre di meno. Una delle soluzioni che avevo pensato di adottare è: vado a dormire prestissimo, mi alzo prestissimo così la mia mente può lavorare a pieno regime… Potrebbe essere una buona idea? Com’e superi (o hai superato) questo tipo di momenti?
    Grazie 🙂

    • Questione di esperienza, devi prendere la mano e iniziare a ragionare come un freelance. Non esistono orari, non ci sono momenti utili e altri da scartare. Devi essere sempre pronto per dare un senso alla tua vena creativa.

  7. Trovare i clienti è la cosa più difficile, almeno per i primi tempi.. mollare tutto non è sempre una buona idea, soprattutto se si desidera cambiare totalmente ambito lavorativo, partendo quindi effettivamente da 0. Con il tempo le cose migliorano, ma nel nostro campo non è mai facile, credo, nemmeno per un professionista con una lunghissima esperienza alle spalle 😀

    • Ecco perché non devi partire da zero quando decidi di cambiare lavoro, devi sempre costruire il tuo successo prima di abbandonare tutto quello che hai.

  8. Ciao, ti ho messo nel feed da ieri.
    Sono in una condizione particolare (posto fisso pubblico) e faccio un lavoro di nicchia ancora poco sviluppato in Italia (causa cicliche depressione!)ma c’è un’attenzione crescente (mobilità sostenibile). Purtroppo ho l’esigenza di trasferirmi anche se non a breve termine. In passato ho gestito vari siti per associazioni, per attività di volontariato e blog personali anche su testate giornalistiche. Alcuni “di opinione” hanno raggiunto in qualche caso anche una discreta visibilità. Insomma wordpress lo conosco, ignoro le tecniche seo e quant’altro. In genere i precedenti blog sono morti per discontinuità non vedendo grandi risultati…Se ho capito bene dovrei considerare una strategia di personal branding per poi eventualmente scovare nuovi clienti e chissà…
    Nel mondo reale qualche volta vengo invitato a conferenze ed ultimamente ho ottenuto dei riconoscimenti nazionali per la mia attività.
    Hai qualche suggerimento da dove partire? Blog? Ebook? Letture ?Grazie!

  9. Sicuramente oggi non è facile diventare freelance, sopratutto in Italia dove il mercato è piccolo, le tasse altissime e la concorrenza sempre più agguerrita. Quindi sconsiglio vivamente a chi ha un lavoro fisso di licenziarsi e buttarsi sul web. Potreste invece fare un passaggio graduale iniziando a realizzare vs siti / blog/ portali intanto che avete già un lavoro fisso (seguendo gli ottimi consigli di https://www.mysocialweb.it e del http://blog.tagliaerbe.com/) e iniziare a vedere se riuscite ad accumalare entrate degne di questo nome. Doodichè una volta che avete un flusso costante di entrate potete valutare seriamente di diventare freelance 🙂

    • Questo è il punto che consiglio anche io: non licenziarsi direttamente, senza avere un piano d’azione. E senza avere un progetto capace di portarti nuovi clienti in modo automatizzato. Essere freelance non è un gioco da ragazzi, devi monetizzare molto per guadagnare dopo aver pagato le tasse.

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