Pensi ai guest post e hai solo un obiettivo davanti a te: guadagnare link.

Sbagliato? No di certo: è giusto pubblicare guest post per guadagnare link. A patto che ci sia, come suggerisce anche il buon Matt Cutts, una seria riflessione sulla qualità del prodotto.

Vuoi spacciare un comunicato stampa per guest post? Stai sbagliando. Vuoi pubblicare lo stesso articolo su più blog? Stai sbagliando. Vuoi pubblicizzare un sito spammoso? Stai sbagliando.

Il guest post deve essere qualità allo stato puro.

Ma questi articoli servono solo per promuovere link? No. Possono essere usati anche in modo alternativo. Ecco 6 modelli per il tuo prossimo guest post.

  • Social – Pubblica un guest post con i link ai tuoi account social, magari con box autore e icone collegate a Twitter, Facebook e Google Plus. Può essere un buon modo per aumentare Fan e Follower. Stesso discorso vale per LinkedIn.
  • Embedded – Vuoi spingere un social in particolare? Crea un guest post con l’embedded di un aggiornamento. In questo modo attiri l’attenzione sul tuo account e usi i pulsanti dell’embedded per trovare nuovi seguaci. Funziona con Twitter, Pinterest, Google Plus, Instagram e Fan Page.
  • Documento – C’è un PDF, magari una ricerca o un report, che vuoi spingere? Lo carichi su Scribd, Slideshare o Issuu e proponi un guest post con l’embedded del documento.
  • Newsletter – Per dare una spinta alla tuo neonato servizio di newsletter può farti comodo un guest post che la pubblicizzi. Non credi?
  • Hashtag – Quante volte ti è capitato di promuovere un hashtag? Da domani fallo anche con un guest post: puoi inserire il link alla ricerca hashtag oppure un bottone ufficiale: lo clicchi e si apre una finestra con cancelletto e keyword.
  • Authorship – Perché non iniziare una collaborazione con un blog che ti permetta di implementare l’authorship e diventare contributore? Queste sono le nuove frontiere del guest blogging!

Queste idee fanno capo a un unico concetto: il guest blogging non è solo un modo per guadagnare link. Il guest blogging è un percorso che ti permette di far muovere il tuo brand.

scrivere

Ci saranno nuove persone a leggere i tuoi contenuti. E queste persone si troveranno di fronte a una scelta: impiegare o meno una parte della propria esistenza per seguirti? La qualità dell’articolo sarà decisiva.

Lavorare bene nel guest blogging non significa solo accontentare Google. Significa anche e soprattutto raccogliere buoni risultati.

Qual è, invece, la tua idea sul guest blogging? Lo usi per ottenere visibilità?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

2 COMMENTI

  1. Spunti interessanti. La mia idea di guest post è che debbano semplicemente essere articoli di qualità come quelli che si leggono nel blog che dovrà ospitarti. Ho però notato che esiste una certa paura in giro dopo che Google ha parlato di tenere sotto controllo i guest post.

    Mi auguro che non usi algoritmi o comunque qualcosa di automatico per penalizzare, altrimenti ci vanno di mezzo i blog che lavorano bene. In alcuni blog, come Problogger, ho notato che non viene più presentato come “guest post” l’articolo, ma come “guest contribution”.

    Per me restano un valido modo per ottenere visibilità e far crescere la propria autorevolezza. Dipende poi dal blogger ospitante mantenere la qualità, rifiutando articoli di poco valore, come ho già fatto io con alcuni.

    • Pienamente d’accordo.

      Io credo che sia utile fare sempre le cose con professionalità. una professionalità che si incrocia con una naturalezza dell’azione. Non pensare al guest post come qualcosa per riciclare un vecchio articolo ma come un qualcosa di unico, di speciale.

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