Capita. Non è un’idea così rara. Anche io, in passato, volevo chiudere My Social Web. Ma se stai leggendo questo post vuol dire, ovviamente, che le cose sono andate in modo diverso.

Volevo chiudere il mio spazio web perché mi toglieva troppo tempo. Era un periodo difficile per me, e non riuscivo a gestirlo come volevo: il lavoro, lo stress, gli impegni familiari, i rapporti sociali…

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Scrivo o non scrivo? – Fonte

Fortunatamente ho superato le difficoltà e oggi riesco a trovare sempre il tempo per pubblicare, ma non devo mai abbassare la guardia. Può sempre ritornare la voglia di mollare tutto.

Già incrociato questo scoglio?

Non è facile da superare. Il blocco dello scrittore si aggira con qualche stratagemma, e c’è sempre un buon trucco a disposizione (tipo l’immaginazione) per affrontare argomenti noiosi.

La voglia di mollare, invece, è come una carie sullo smalto dell’entusiasmo: si insinua in ogni angolo e rovina i tuoi piani. Soprattutto quando questa pulsione si lega alla perdita di motivazione.

[Tweet “Guarda dentro di te, senza paura, e trova di nuovo la voglia di scrivere #mysw”]

Esatto. La perdita di motivazione è la grande sventura per un blogger. L’assenza di tempo si risolvere con l’impegno, ma la motivazione non te la regala nessuno. Solo tu puoi ritrovarla.

Solo tu puoi ritrovarla, ma non è facile. Devi guardare nel profondo, devi fare appello alle tue forze, devi risolvere i problemi che affliggono la tua attività. Ma soprattutto devi prendere  coscienza di un piccolo (ma fondamentale) dettaglio.

Blog = sacrificio

Esatto. Fare blogging vuol dire rinunciare, vuol dire sacrificare quelle ore dedicate al tempo libero per scrivere, vuol dire acquistare libri e partecipare ad eventi online/offline per fare formazione.

Devi mantenere l’interesse del lettore, devi tenere testa ai blogger che pubblicano ogni giorno articoli di gran qualità. Altrimenti, soprattutto se hai iniziato da poco, rischi di rimanere nell’anonimato.

Ci sono anche i social, ci sono le conversazioni, c’è lo studio del target, c’è il rinnovamento delle risorse e il doversi inventare ogni giorno qualcosa di nuovo per attirare l’attenzione del lettore. Per fare in modo che anche oggi il tuo blog rimanga tra i preferiti. La concorrenza è forte: basta un attimo per cadere nel dimenticatoio.

scrivere pubblicare
Vivere il web – Fonte

Io non posso darti una motivazione. La devi trovare nel tuo profondo, nella tua forza di volontà. Posso, però, assicurarti che nella maggior parte dei casi la parola d’ordine è unica: sacrificio.

Sempre? No, puoi anche ignorare le dinamiche di questo mondo e seguire solo il tuo istinto. Può funzionare oppure no: conosco blogger che scrivono senza strategia e ottengono buoni risultati.

Può capitare ma non è la norma. Scrivere a costo zero è un privilegio. Nella maggior parte dei casi devi sudare: devi rinnovarti, studiare, ripensare strategie, piani, tecniche e incrociare le dita.

Vuoi mollare tutto?

Non riesci ad accettare questa realtà? Ripensaci. Ridimensiona gli obiettivi (voglio diventare il re dei blogger in 30 giorni) e organizza le operazioni con cura, un passo alla volta. Senza esagerare.

Il blogging è un lavoro quotidiano, un lavoro dove i piccoli passi costruiscono le basi per i grandi progetti. Trova la motivazione nella costanza, nei risultati misurabili e concreti, nella voce dei lettori.

Ecco, io l’ho trovata in questi punti la mia motivazione. Tu?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

12 COMMENTI

  1. Tutto vero, mi è capitato un paio di volte con il mio blog più vecchio, ToxnetLab Blog, sono stato sul punto di mollare tutto (per un periodo ho anche smesso di scrivere). Ma come hai detto tu per fortuna poi ho trovato la motivazione e a marzo il blog compie 5 anni.

    Dopo la seconda “crisi” ho iniziato a lavorarci seriamente e sono iniziate ad arrivare le visite, i mi piace e le condivisioni. Se lo fai seriamente (come hai detto giustamente te) il blog è sacrificio e serietà, non esistono formule magiche, ma con impegno riesci a raggiugere i tuoi obiettivi…BASTA CREDERCI !!

  2. Concordo… si tratta di uno sporco lavoro e bisogna dare ai blog il tempo di crescere naturalmente. Forzare il processo è sempre più spesso controproducente e può far uscire pazzi.

  3. Con questo articolo mi stai facendo molto riflettere, in un certo senso è come se mi avessi dato uno scossone. Ora la mia mente sta macinando, non so bene cosa, ma mi sta piacendo. 😀 Grazie mille, sei stato illuminante!

  4. Ciao Ricky, articolo molto interessante.
    Dal mio canto posso dirti che MAI, dal novembre 2006 ad oggi, ho avuto intenzione di mollare il blog. C’è stato solo un breve periodo in cui trascurai un pochetto il mio spazio, ma non avevo affatto voglia di mollarlo.
    Anzi, più vado avanti più aumenta la passione, ho dovuto programmare un terzo giorno di pubblicazione nella tabella, mi invento nuove rubriche e nuove etichette.
    Perché mi piace: è l’estensione della mia cameretta con una finestra che s’affaccia sul bar.
    La vedo così.
    E’ un lavoro? Sì. Non retribuito in danaro ma in mille altre cose che per me hanno valore maggiore.
    E’ vero, porta via un sacco di tempo. Ma se ti piace, non può pesarti.
    E nonostante tutto, io vivo la mia vita, faccio i miei weekend, esco e mi diverto tranquillamente. Anzi, tutto quello che vivo mi può servire da spunto per il blog.
    Lo mollerò quando non mi divertirò più, perché significherà che non potrò certamente nemmeno far divertire i miei lettori, e allora non avrebbe senso.

    Moz-

  5. Più che mollarlo a volte piacerebbe avere strumenti più evoluti. Dopo più di 650 post la voglia di approdare su piattaforme più evolute (e meno faticose) c’è. Però sarebbe come mollarlo e ricominciare da capo… e per quello serve una voglia ancora maggiore rispetto al “mantenerlo” vivo 🙂

  6. Tutto vero, Riccardo, e come al solito sei dettagliato e pungente: grazie! Sono d’accordo con te e anche con Mikimoz. Aggiungo: creare alleanze con altri blogger/creativi/persone che condividono la tua visione del mondo, e del blog/blogging, aiuta a sentirsi meno soli, soprattutto nei momenti di crisi e difficoltà. Proprio quelli in cui magari ti viene voglia di mollare e andare dall’altra parte del mondo, se puoi. Anche io mollerò quando mi renderò conto che non trovo più la mia motivazione/passione nel portarlo avanti. Sbaglio?

    • La faccenda di una rete tra bloggers mi piace molto, cara Gloria, e nel mio piccolo ho fatto già qualcosa in questo senso. Mi ha portato belle soddisfazioni, nuovi amici e esperimenti voluti e non che creano una sorta di “compagnia” 😉

      Moz-

  7. Vado a curiosare…! Sempre open a nuove sperimentazioni, Mikimoz. Io pratico con grande piacere la condivisione. Sono convinta che più si fa rete, insieme, sia meglio e più divertente. Non sono per via dei numeri 🙂

    • Ma infatti io non parlavo affatto di numeri, ma di cose come il blogpanettone, un esperimento di megapost-storia fatto a natale, dove hanno partecipato quasi tutti i miei amici di blog… Penso che ripeterò ciclicamente la cosa, come un appuntamento fisso 🙂

      Moz-

  8. Io penso di mollare tutto un giorno sì e uno no. Perchè?
    Perchè è proprio come dici tu, costanza, sacrificio e fatica, una fatica enorme. Toglie tempo a tutto il resto e spesso mi chiedo “ma perchè continuo a farlo?”
    Vorrei risultati immediati, non capisco certe dinamiche, a volte vedo altri blog fare più “carriera” del mio con contenuti per me orripilanti e mi demoralizzo un casino…
    ecco l’ho detto.
    Ma alla fine il mio blog è come un figlio adolescente, mi fa arrabbiare, mi fa preoccupare, mi toglie il sonno ma non riesco più a pensare alle mia vita senza di lui.
    Grazie elisa

  9. Ciao- continuo qui la discussione iniziata su Google+… il mio dubbio è: avendo realizzato che un blog richiede molto tempo e attenzioni (più di quanto non credessi) non sono più sicura di voler investire nel mio attuale blog tutte queste energie, in quanto ci sono anche altri progetti che mi interessano, probabilmente anche più di questo. La domanda è: come faccio a capire se vale comunque la pena continuare a tenere in vita questo blog?

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