Esatto. Ho scritto “non commentare”.

Il comment marketing è un’attività fondamentale per dare vigore alla tua azione di blogging. Attraverso i commenti puoi farti notare, puoi dare valore al tuo brand e risalto alle tue competenze.

Questo vuol dire che devi impiegare una risorsa chiave della tua giornata lavorativa: il tempo. Abbinare il tuo nome a commenti poveri, privi di forma e sostanza vuol dire danneggiare il tuo brand.

non commentare
In certi casi è meglio non commentare – Fonte

Non tutti i commenti, però, sono uguali. Ci sono interventi strepitosi, contributi che arricchiscono l’articolo e altri che rimangono nell’indifferenza. Poi ci sono quelli da evitare come la peste bubbonica

1. Autoreferenziale

Ciao, bel post. Se hai voglia vieni a farti un giro sul mio blog. Ecco il primo commento da evitare: un complimento generico (fa sempre colpo) e una richiesta fin troppo esplicita per portare visite.

La domanda: perché dovrei venire sul tuo blog? Non hai dato niente in questa sede per guadagnare la mia attenzione. Non ti sei dimostrato competente, non hai dato stimoli: perché?

La risposta è immediata, semplice, pulita. Meglio non commentare in questo modo.

2. Firma Spam

Usi una firma con anchort text ottimizzato. Funziona? Il link è quasi sempre nofollow nei commenti, poi non è una delle pratiche ben viste da Google. Ha un vago sapore di Spam…

La naturalezza vince sempre. Perché forzare la mano con firme inverosimili quando puoi dare un’immagine chiara di te e del tuo business? Avanti, nome e cognome. Altrimenti non commentare. Sul serio.

3. Troll

AHHAhhhahAHhA ma non hai capito niente. Che scemo che se !!!11!!!!  L’incubo di ogni blogger che si rispetti: un balordo con una tastiera in mano che cerca di provocare con parole inutili.

Il ruolo del troll è quello del provocatore. Punto e basta. Hai voglia di lavorare su questa linea? Stai sbagliando tutto, non commentare. Ti prego. Libera il web dalle tue parole offensive e senza senso.

4. Grammarnazi

grammarnazi

Ciao. Bel posto. Attento però: hai scritto ciaop. Correggi. Esiste un grammarnazi di alto profilo che scova l’errore di grammatica, e quello di seconda lega che si accontenta della battitura.

A prescindere da questa differenza, far notare un errore in pubblico è una cattiva abitudine. Soprattutto se a sbagliare è un collega. Nella vita  capiterà anche a te e il karma non fallisce mai.

Io suggerisco questo: non lasciare commenti che mortifichino l’operato del blogger in questo modo. La critica costruttiva è sempre ben accetta, ci mancherebbe, ma una simile nota non aiuta. Serve solo a mettere in difficoltà l’autore.

Meglio scrivere in privato queste cose: è sinonimo di educazione, e poi sul web dobbiamo guardarci le spalle a vicenda. Dobbiamo collaborare. Questa, almeno, è la mia idea.

5. Polemica inutile

Probabilmente il caso peggiore. La polemica inutile è quella che parte con un commento velenoso, provocatorio, magari minaccioso. E alimenta una discussione che finisce con la classica rissa.

Perché fomentare questo aspetto? Perché spingere questo lato malsano del web? Lascia commenti che diano un punto di vista personale ma obiettivo, non incoraggiare inutilmente la rissa: rischi solo di ritagliarti il ruolo di provocatore.

 Perché non commentare?

Questi sono cinque esempi presi dalla mia esperienza personale. Ora mi rivolgo a te: hai altri casi da aggiungere a questa lista nera? Conosci altri buoni motivi per non commentare?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

24 COMMENTI

  1. Io per ora seguo la politica del “rispondi a tutti”. Devo aggiungere però che il mio blog fa numeri ancora piccoli, anche dal punto di vista dei commenti. Inoltre, per ora hanno commentato solo persone competenti – Daniele, per esempio – con interventi che hanno arricchito il post.
    Detto questo, non so se in futuro riuscirò a trascurare qualche commento, a parte quelli evidentemente spammosi: anche un semplice “bel post, complimenti” riceverà una risposta, magari un “grazie, passa quando vuoi”. Vedremo!

  2. Sai che li ho beccati tutti quei commentatori?

    Io aggiungo anche quelli che commentano in forma anonima: perché non inserire il tuo nome e mettere perfino un’email falsa (andiamo, roba come xxx@xxx.com non esiste)?

    Quando mi capitano questi anonimi, se appunto sono riconoscibili, non gli approvo il commento.

  3. Condivido in pieno tutti i punti. Aggiungerei un altro tipo di commentatori che mi è capitato di vedere in giro: quelli che non hanno letto l’intero articolo, ma magari solo il titolo o le prime righe, e dicono cose completamente off topic.
    Poi a me personalmente è anche successo (ma solo con gli anonimi per fortuna) che incollassero delle poesie o altri tipi di testi nel commento chiedendo un parere…

  4. Ciao Riccardo. Volevo intervenire in questo post, come l’esperienza al contrario.
    Un mese fa ho trovato un blog che parlava dei social (non dico il nome non è corretto). Ho letto tutti i post e alla fine mi sono accorta che mancava la data. Ho scritto un semplice commento: “Quando sono stati scritti?” L’autore mi ha chiesto via mail perché mi interessa.
    Ho spiegato con gentilezza le mie ragioni ringraziando e in risposta ho avuto un secco: “Sono stati scritti nel 2013 punto.” Per me è stata un’ esperienza negativa e non ho più messo l’occhio nel suo blog. Credo che la gentilezza nel rispondere ci sta, visto che ti esponi ad un pubblico e vuoi che cresca. E alla fine voglio farti i complimenti sinceri per tante informazioni utili che mi dai in questo momento con i tuoi post.
    Grazie

  5. Il grammarnazi non lo conoscevo: geniale! Il mio ragazzo lo fa sempre con i miei post, da un lato mi fa piacere, ma dall’altro penso: perché rileggere duecentomila volte un post a me non serve a niente? Salta fuori sempre un refuso! XD Buon divertimento in quel di Londra!

    • Il refuso fa parte del nostro lavoro. Dobbiamo evitarlo ma non possiamo assicurare un’assenza totale e continua. O almeno io non posso assicurare questo punto.

  6. Ciao Riccardo,
    post divertente che dice la sacrosanta verità. Secondo me si dovrebbe commentare solo quando si pensa di dare qualcosa che possa far proseguire la discussione. Il commento dovrebbe coinvolgere anche gli altri utenti che hanno lasciato un commento prima di noi, il che implica ameno tre presupposti: 1- bisogna leggere anche cosa dicono gli altri (pessima figura ripetere ciò che è già stato detto) 2- il blog non è un dialogo a due tra noi e l’autore 3- fermiamo le manie di protagonismo: a volte se si condivide il punto di vista del blogger, basta un tweet o una condivisione.
    Simone

  7. Utile post, come sempre – ed è un complimento sincero, non il tranello di cui al punto 1 😛

    In parte, però, non sono d’accordo col punto 2: io firmo col nickname non per gabbare Google ma per avere il controllo di ciò che scrivo sul web associandolo al mio nome. Se in un secondo momento volessi cancellare o correggere i commenti che ho lasciato su altri blog non sempre sarebbe possibile.

    Infine sono d’accordo su Ghostbox: spesso non commento semplicemente perché non ho nulla da aggiungere e preferisco ‘premiare’ l’articolo con una silente condivisione.

  8. Ciao Riccardo, complimenti per questo articolo, molto istruttivo!
    Giustamente non si dovrebbero far notare al blogger gli errori di grammatica, ma… quando il commento è pieno di errori ortografici come mi devo comportare? Perchè correggere un commento mi sembra una mancanza di educazione nei confronti di chi l’ha scritto, tanto quanto potrebbe essere un “GrammarNazi” 😀

    Grazie e buon lavoro
    Riccardo

    • Allora…

      Un commento pieno di errori di grammatica è un bel problema. In linea di massima non intervengo ma se si tratta di limare un dettaglio… Magari un apostrofo o un accento… Dai, chiudono occhio.

  9. Ciao 🙂
    Come dici tu: il karma si abbatterà inevitabilmente su chi cade in questo tipo di commenti. Fra le 5 categorie non so quale mi infastidisce di più… Forse il grammarnazi, perché pugnala alle spalle: magari si presenta educato, pure “carino e coccoloso”… Per poi TAC!, colpire a tradimento.

  10. Mi mancano il Grammar Nazi e l’Autoreferenziale. Il Grammar Nazi mi farebbe anche comodo: così non dovrei fare la fatica di rileggere i post per scovare gli errori.

    Il troll l’ho avuto una volta sola, su un solo post. Peccato, era divertente.

    • Il problema è che ti corregge in pubblica piazza con un solo obiettivo: umilianti. Meglio comunicarle in privato queste cose. Io faccio così.

  11. Li hai elencati tutti.
    C’è una variante che mi è capitata, il messaggio con “:p” o “:)”, di una blogger che ha spinto tantissimi verso il blog.

    Moz-

          • Dunque, è una utente che ha aperto un blog nel 2011.
            Già all’epoca entrava nei vari blog lasciando commenti assolutamente neutri e privi di ogni nesso col post. Ad esempio “bel post” o “ciao” o ancora “:)”. Tu, spinto dalla curiosità, entravi sul suo blog: centinaia di utenti che la seguivano.
            Raccontava una storia, questa tizia. Il blog era come una sorta di trama unica, post dopo post. Non ricordo bene cosa ma si trattava di rapporti famigliari o simili.
            Insomma, mette un ultimo post lasciando tutti così, senza altro dire.
            Ultimamente me la sono ritrovata tra i commenti. Sono tornato sul suo blog e ho visto che ha messo un unico nuovo post (dicembre 2013). Ho provato a commentare (non ricordo con cosa) e penso lo abbiano fatto in molti, ma lei ha messo, stavolta, la lettura preventiva. Il post,così,è senza commenti. E il post, indovina?, pubblicizza un ebook.
            Non ho capito che tipo di gioco ha fatto, perché aspettare tre anni?

            Moz-

            • Difficile dare una risposta così, su due piedi. In realtà potrebbe anche non esserci spiegazione. Ora però la curiosità è tanta… Hai un link?

  12. Per la mia poca esperienza il post va benissimo così 🙂
    Anche io non sopporto i “Grammarnazi” perchè per me sono una razza di ingoranti…. per non parlare dei tipi che commentano scrivendo “Ciao, bel post. Se hai voglia vieni a farti un giro sul mio blog.” che ipocriti….. :/

  13. concordo su tutti i punti, particolarmente insopportabili e insulsi i commenti fintamente interessati lasciati solo per farsi pubblicità, praticamente ormai la prassi nel blogging di moda, tanto che ormai la gente non-blogger non commenta più. Queste persone dovrebbero rendersi conto che stanno causando l’implosione del blogging sano e ben fatto

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