La tua opinione nel marketing vale zero

Sbagliato fermarsi alle idee personali. Quando fai marketing devi puntare sui dati, sulla possibilità di misurare e avere delle azioni concrete da mettere in campo. Non puoi improvvisare.

Zero. Che sorpresa, vero? Mi immagino la tua faccia: pensavi di custodire la verità in tasca, e di poter leggere i bisogni del tuo pubblico. Eri convinto di avere il dono della chiaroveggenza. Invece la tua opinione nel marketing è nulla. Pari a zero.

La tua opinione vale zero
Vale poco, direi zero.

Non c’è errore peggiore del centralismo patologico che colpisce chi detiene un minimo di potere decisionale. Questo vale nei team di lavoro, ma anche nella routine di un freelance. Sì, vale anche per te che scrivi sul tuo blog personale.

La pagina di un sito o di un e-commerce non deve piacere all’amministratore delegato, non deve soddisfare le manie artistiche del designer, non deve coccolare i gusti (assurdi) del cliente. Una pagina web deve funzionare e vendere.

Deve raggiungere l’obiettivo del piano editoriale. E deve conquistare l’attenzione necessaria per convertire. Poi viene il gusto personale, il tocco individuale.

Raggiungere la meta

Questo discorso può essere esteso anche alla scelta dell’argomento per il tuo blog o lo stile della scrittura. Tu hai il potere di decidere, ma non è detto che la tua opinione sia quella giusta. O quantomeno non è detto che sia quella giusta per raggiungere un obiettivo: più visite, più commenti, più condivisioni e più link.

Vantaggi che possono tradursi in maggiori occasioni per intercettare clienti, persone interessate al tuo bene o al tuo servizio, ma anche per rafforzare il tuo brand. Le strade sono due, be chiare e definite:

  • Scrivi sul blog come semplice hobby e ignori conseguenze.
  • Usi il blog come una vanga per scavare e trovare l’oro.

Nel primo caso non hai alcun problema da risolvere: il tuo blog è un diario pubblico, qualcosa che prescinde dal piacere. Puoi continuare a scrivere e a ignorare il pubblico.

blogger
Scrivere per piacere, per raccontare – Flickr

Però il pubblico può non ignorare te. A volte scocca la scintilla e nasce qualcosa di magico: tu non devi fare altro che essere te stesso. Al pubblico piaci così come sei.

Da leggere: come fare inbound marketing

Fortuna, vero?

Una fortuna che può presentarsi anche nel secondo caso. Raramente. Nella maggior parte dei casi devi smussare gli angoli. Devi modellare il tuo stile intorno ai segnali.

  • Puoi seguire i commenti lasciati sul tuo blog.
  • Puoi fare delle domande sui social.
  • Puoi organizzare dei poll.

Una volta individuata la direzione devi scegliere la strada. E quella non te la suggerisce nessuno: devi seguire il fiuto. La tua opinione vale zero,

opinione nel marketing
Esatto, vale zero. D’accordo? – Fonte

Ma il talento nel riconoscere la strada vale oro. E non basta, sai? Devi avere un altro pregio: riconoscere l’errore. Anche i migliori sbagliano, la differenza tra un perdente e un vincente sta nella capacità di riconoscere e rielaborare l’errore.

Esatto, l’errore è in agguato

Il perdente non lo riconosce e continua verso la rovina, o si lascia abbattere. Il vincente ammette, rialza il capo e ricomincia a camminare. A macinare tentativi.

Mi sono guardato indietro e ho scoperto che c’erano tante cose di My Social Web che potevo migliorare. Le stesse che vi consiglio di controllare al prossimo tagliando del vostro blog – fonte

A volte il destino ti gioca brutti scherzi. E decide che nella tua azienda, quell’azienda che hai amato dal primo giorno, non c’è più spazio per te. Colpa dei rapporti umani o della crisi – fonte

Stesso blog, quello che stai leggendo: il primo articolo è del 2009 e il secondo risale a pochi giorni fa. Cosa è cambiato? Sono passato dal voi al tu, ho abbandonato i formalismi, mi sono avvicinato al lettore grazie a un linguaggio quotidiano.

Da leggere: cos’è e come funziona la riprova sociale

Non bloccare il tuo stile

L’ho fatto perché ho deciso di seguire il mio stile. Una decisione che mi ha permesso di aumentare tutti i fattori che ho elencato. Ma nessuno mi ha suggerito di prendere questa strada. L’ho presa. Ho registrato e osservato i risultati.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

8 COMMENTI

  1. Buongiorno Riccardo, sono la prima? Faccio progressi, anche sugli orari per leggere e commentare! Come sempre, un altro tuo articolo utile: grazie! Sono andata a rivedere il 2009 e poi il 2014, post che avevo già letto: zero commenti al primo post e 16 al secondo!
    Domanda: ci vogliono cinque anni per creare interazioni e discussioni? Scherzo, ma quali sono le call to action più empatiche e coinvolgentiì?

    • Cara Gloria!

      Ci vogliono 5 anni per creare interazione? A volte sì. Nessuno ha mai detto che il lavoro del blogging sia facile. C’è bisogno di tempo, a volte.

      Le call to action più coinvolgenti? Quelle che fanno capire al lettore che c’è un motivo vero per commentare: che con il commento si arricchisce qualcosa di incompleto, e che l’opinione del lettore servirà a qualcosa.

  2. Interessante. Il nostro blog è rivolto ad un cliente (visitatore) molto molto specifico, che cerca risposte e (forse) rassicurazioni. Secondo voi è possibile “instillare” fiducia, attraverso un blog, su un argomento così delicato come la salute?

    • Domanda interessante.

      Io credo di sì, ma a maggior ragione credo che siano necessari autori di gran livello. Autori capaci di scrivere non solo bene, ma con grande attenzione a ogni aspetto medico e legale.

  3. Bell’articolo, i tuoi consigli sono sempre utili. Bella anche la foto da film noir, perfettamente in linea con la nebbia fitta che scorgo guardando fuori dalla finestra. A proposito: non è che la foto contiene un messaggio subliminale? Ovvero il consiglio di portarsi il lavoro un po’ ovunque, da veri stakanovisti (eri al bar?). Occhio perché caffè e birra possono nuocere gravemente alla salute…del tuo portatile. Ciao e buona giornata 😉

    • Come vedi il consiglio di imparare a lavorare ovunque, anche a casa ad esempio, ha avuto un buon esito. Dobbiamo essere sempre pronti a tutto.

  4. Ciao Riccardo,
    l’istinto è sempre un ottimo alleato e anche consiglio di seguirlo.
    Io poi che scrivo soprattutto per passione e sto affinando la tecnica ho sempre usato la “pancia” per scrivere. La parte di revisione testo ha fatto il resto e lo ha letto fruibile e spesso interessante.
    Sai che soprattutto per quanto riguarda il blog chiedo sempre tantissimi consigli perchè so che non è il mio core business e nel momento in cui trovo un professionista che in primis dice che ha imparato dai propri errori mi convinco ancora di più di aver fatto bene a seguirlo.
    Non siamo super eroi, non siamo sempre vincenti ma proprio come dici tu l’importante è rialzarsi e migliorarsi ogni giorno.
    Per questo ci vuole anche tanta umiltà che è una dote che a volte manca.

    • Sembra banale, ma alla fine questo è il punto più importante: rimanere umili. Sempre disponibili. Nei limiti del possibile, ovvio.

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