4 parole da evitare nel titolo

Quando scrivi headline devi prendere in considerazione una serie di passaggi che possono fare la differenza. Ad esempio quali sono i termini che potrebbero causare problemi?

Sai bene che l’headline efficace è decisiva nell’economia di un post. Il titolo rappresenta l’esca che attrae il lettore. Non puoi fare a meno di un buon titolo. E sai anche che ci sono diverse parole da evitare nelle headline.

parole da evitare nelle headline
Tutto quello che non devi scrivere.

Questo è vero se vuoi puntare al successo: i tuoi articoli migliori hanno bisogno di un’attenta riflessione per catturare l’attenzione (e i click) del tuo pubblico.

Anche perché l’headline, nel mondo del blogging, si trasforma in tag title. Ovvero quella stringa di testo che Google valuta con attenzione per definire il posizionamento di una pagina, ma che diventa fondamentale in termini di persuasive copy.

L’importanza di una buona headline

Il tag title viene richiamato nella serp e nei social. Ovvero due situazioni in cui le persone scelgono i contenuti da leggere, linkare, commentare e condividere.

Qui devi essere incisivo, devi mettere in campo tutte le tue capacità di copywriter per attirare visite preziose. E dare una possibilità in più a quell’articolo.

Ci sono diverse tecniche per migliorare le tue headline, e mille modelli da usare come base per ottenere risultati. Poi ci sono i consigli che funzionano sempre, e le parole che fanno scattare l’attenzione. Le famose trigger word. Ma quali sono le parole da evitare nelle headline migliori? Esistono termini da non usare mai in un titolo?

Da leggere: perché scrivere tre titoli per un post?

Evita date, non i numeri, nelle headline

Non usare le date nelle tue headline. No, non le usare. Il motivo è semplice: dai un periodo di scadenza all’articolo che diventerà inutilizzabile nel futuro.

Ricorda che gli articoli hanno una vita anche dopo aver abbandonato la home page del blog: merito di Google che rovista nei tuoi archivi e ti posiziona nella serp. E le statistiche parlano chiaro: la maggior parte dei benefit arriva dai vecchi post.

aggiornare vecchi post
Le cose buone arrivano dai vecchi post.

Pensa a un titolo del genere: “10 consigli per fare social media marketing nel 2015”. Quanto può durare questo articolo? Per quanto tempo può attirare l’attenzione?

Ad agosto ha già perso mordente, il lettore già pensa al 2016. Sono soluzioni che si usano per variare il calendario editoriale, ma il mio consiglio è semplice.

Evita questi titolo, hanno una data di scadenza e i lettori cercano risultati freschi. Attenzione, sto parlando di date. I numeri nelle headline funzionano e anche tanto.

Non ci servono trucchi nei tuoi titoli

Il trucco è qualcosa che rimanda all’inganno, alla forzatura, alla soluzione rocambolesca messa in piedi da un ragazzino con le braghe corte e le ginocchia sbucciate. Sotto un certo punto di vista è quasi un invito alla delinquenza.

No, tu non lavori con i saltimbanco. I tuoi articoli sono il frutto di competenze ed esperienza sul campo: inizia a comunicare questo valore con una buona headline. Senza inganno. E tra le parole da evitare nelle headline che anche questa: trucco.

Sfrutta i segreti (ma chi sei, Mandrake?)

Quante volte hai letto headline del genere? I segreti del mio lavoro, 5 segreti dei migliori web writer, i segreti dei SEO più forti. Il lettore che si sente parte di un club esclusivo: chi custodisce un segreto lo rivela solo alle persone migliori.

parole da evitare nelle headline
Prendi nota delle parole da evitare nelle headline.

“Cavolo, il grande esperto mi confida i suoi segreti. Adesso la mia vita cambierà e farò soldi a palate monetizzando il mio blog”. Spesso questi segreti sono ovvietà.

A volte sono consigli utili o dettagli che possono fare la differenza. Ma quando usi la parola “segreto” stai alzando l’asticella delle aspettative. Se le tradisci fai un torto al tuo blog, e distruggi le aspettative dei lettori. Non vuoi questo, vero? Nella checklist della tua headline inserisci questo punto: evitare misteri, puntare sulla chiarezza.

Elimina parole che conosci solo tu

Una voce lascia consiglio: punta sulla semplicità. Le parole da inserire nelle tue headline devono essere semplici, immediate. Devono colpire l’attenzione con forza, senza giri di parole. E senza perdere tempo con termini che appesantiscono la lettura.

Io punto sempre su questo tridente: l’headline deve informare il lettore, aiutare Google a capire qual è l’argomento del post e stimolare la curiosità del lettore. 

Nel tuo copy usa parole brevi, frasi brevi e paragrafi brevi.

David Ogilvy

Occhio al punto. Stimolare l’attenzione vuol dire incuriosire, far nascere un dubbio. Devi creare empatia tra chi scrive e chi legge. Ma non stimoli l’attenzione usando una parola sconosciuta al tuo target, non lo fai sfoggiando termini d’altri tempi.

L’uso del vocabolario non riguarda solo la sua ampiezza, ma anche – e soprattutto – la capacità di scegliere la parola giusta per una determinata situazione.

come scrivere un titolo

Quando scrivi la tua headline fa’ un buon uso del vocabolario, e scegli parole semplici, capaci di farsi capire subito. Non hai tutto il tempo di questo mondo. Anzi, ne hai poco. Sai bene che hai pochi secondi per catturare l’attenzione del pubblico.

Per approfondire: 8 consigli per scrivere grandi titoli

Altre parole da evitare nelle headline?

Come scrivi le tue headline? Parole semplici o complesse? Preferisci dire o non dire? Sei un titolista criptico, diretto sul doppio senso, o preferisci puntare sulla chiarezza? Usa i commenti per chiedere un consiglio: lascia le tue idee qui.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

12 COMMENTI

  1. I segreti millantati sul web da Tizio, o da Caio, ormai attirano solo i novellini e gli sprovveduti(voglio sperare).
    Ogni volta che mi imbatto in headline con parole o frasi iperboliche del tipo:”segreti”, “guida definitiva”, “vincente”, “di successo”, “rivoluzionario”, “come guadagnare 10.000 al mese”, ecc. istintivamente balzo fuori dal blog senza ritornarvici mai più.
    E sono fermamente convinto di essere uno dei tanti.

    • No, non sei solo. I titoli roboanti rischiano di distruggere la base dei lettori. Lavorano bene sul click baiting, ma sai bene che può essere facile cadere in una spirale di contenuti pessimi. Meglio puntare sulla chiarezza, soprattutto quando devi scrivere headline.

  2. Da lettore curioso, desidero confessare a voi web writer che evito i titoli con numeri, perché ormai se ne abusa.
    Evito, cioè, di cliccare tra i risultati di Google quando trovo titoli del tipo 10 consigli per…

    Non trovate anche voi che se ne stia abusando?

    Nell’esempio dei 10 consigli per… mi chiedo: perché ne hai scritti 10? Ce ne sono solo 10 o sei ti che ne conosci solo 10?

    • Però, per fortuna, sei arrivato su questo post 🙂 I post con i numeri sono interessanti, attirano l’attenzione. Basta soddisfare queste attenzioni con contenuti concreti.

      10 consigli? Guarda, per me significa che ho fatto una selezione, e che ce ne sono forse mille ma ne devi leggere 10 secondo il mio punto di vista.

      • Il mio era un commento sentito ma detto in simpatia, si intende.

        Avevo il sospetto che il quantificare (4 parole, 10 consigli ecc) fosse legato al tempo di attenzione richiesta al lettore.
        Chissà se veramente i titoli con il numero premiano di più.

        • La risposta è semplice: sì, premiano. Ecco tutti i motivi in un post https://www.mysocialweb.it/2014/11/12/scrivere-una-headline-efficace/

  3. Ciao Riccardo,
    grazie per i tuoi consigli che condivido e trovo utilissimi. Quando scrivo prediligo la semplicità, e ho notato quanto questo venga apprezzato da chi legge. Farò tesoro dei tuoi consigli soprattutto per la Seo. Grazie!

    • Sì, per la SEO il discorso della semplicità è ancora più importante. Le parole nel tag title hanno un peso, per questo devi usare solo i termini che fanno la differenza.

  4. I titoli con scritto “ecco il segreto” proprio non li sopporto. A volte li leggo pure, per curiosità, ma il risultato è sempre scontato. Assolutamente nessun segreto (ovvio) e, nel peggiore dei casi, neanche uno spunto interessante su cui riflettere.

  5. Ottimo articolo, come sempre. I titoli che mi danno più fastidio sono i seguenti: “I governi non sanno come fermare questa cosa” (a proposito delle criptovalute) oppure “le banche di tutto il mondo non possono fare nulla contro questo segreto”, ecc.
    Mi viene da pensare: ma veramente c’è gente così ingenua che abbocca a queste cose? Dico si, va bene attirare il lettore con titoli sensazionali però a volte si sfiora il ridicolo.

    • Sì, c’è veramente gente che clicca e fa il gioco di queste persone che usano il copywriting per i propri fini. Che, ben inteso, non è un problema se alla base c’è un contenuto di qualità.

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