Arriva la data tanto attesa: il 1 dicembre ogni partita IVA deve versare la 2° rata di acconto IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche. E questo vale anche per chi opera nel regime dei minimi.

Hai messo da parte il denaro? Ogni volta che arrivano queste scadenze c’è un pensiero che aleggia nella mia testa, una riflessione che mi porto dietro: quale sarà l’evoluzione del lavoro freelance?

partita iva freelance
Fonte immagini

Sì perché questo ritmo non è più sostenibile. Il periodo della partita IVA con il regime dei minimi è utile, però adesso le novità rischiano di tagliare le gambe a molti lavoratori.

Le principali novità per le nuove partita IVA con il regime dei minimi: il limite passa da 30.000 a 40.000 euro l’anno e l’aliquota IRPEF dal 5 al 15% (fonte). Meglio? Peggio? Non lo so.

So, invece, quello che devo fare. Devo evolvere il mio modello di business e non devo farlo solo io. Tutti quelli che hanno una partita IVA con regime dei minimi devo pensare a questo passaggio.

La mia idea è questa: abbandonare l’attività individuale, solitaria, e trovare la direzione per costituire un gruppo. Per fare impresa, ecco. Per creare un circuito in cui non devo fare tutto da solo.

Perché è questa la tragedia del freelance: il lavoro in senso stretto diventa la minima parte dell’attività giornaliera. Ci sono le email, c’è la comunicazione con il cliente, ci sono i preventivi e le telefonate…

partita iva

Sento che non posso reggere questo carico da solo. Ma la partita IVA con regime dei minimi non permette di fare impresa: non puoi avere collaboratori. Ed è questo, invece, quello che mi serve.

Io devo delegare. Devo dare ad altre persone delle attività che mi tolgono tempo e concentrazione. La partita IVA nel settore del web è difficile da gestire: hai pochi clienti ma rischi di ritrovarti in difficoltà appena vengono meno un paio di occasioni; hai tanti clienti ma metti a repentaglio l’equilibrio mentale.

Quindi? Come si evolve la partita IVA?

Non lo so ancora. Quello che so è che si deve evolvere e che deve cambiare il concetto di lavoro indipendente. Almeno per me. Anche se non so esattamente quale direzione prendere, sai?

Non ho mai fatto segreto delle mie incertezze, anche perché non credo che ci sia qualcosa di male. Anzi, renderle pubbliche mi permette di trovare persone come me e di confrontarmi con successo.

Come ho annunciato su Facebook, ho bisogno di una riflessione. Devo riorganizzare il mio modo di lavorare, il mio modo di essere web writer freelance. L’esperienza mi ha lasciato un insegnamento: mai farsi trovare impreparati. Quando le cose accadono dei essere già pronto. Io sto lavorando per essere pronto, e tu? Quale sarà la tua evoluzione? Lascia la tua idea nei commenti.

26 COMMENTI

  1. Yo Ric!

    Sempre ottime riflessioni!
    Solo due appunti se posso permettermi, ma magari mi sbaglio io: mi pare di capire che per i professionisti non si aumenta a 40k ma si scende a 15k (!!!)

    Inoltre chi è già nei regime dei minimi dovrebbe rimanere con l attuale sistema fino a scadenza di età o superamento della soglia dei 30k – almeno stando a quanto dice mio commercialista.

    Certo, prima che il tutto diventi operativo può accadere la qualsiasi, anche che qualcuno trovi un Death Note e porti fuori la spazzatura.

    Cheers!

    • Ciao Benedetto,

      Esatto. Per le nuove partite IVA (l’ho sottolineato nell’articolo) ci sono queste regole, am per le vecchie tutto rimane invariato. O almeno questo ho capito anche io. Riguardo al primo punto…

      Non ho ben capito la cosa. Nell’articolo che ho preso come fonte dice che si innalza a 40.000 euro ma – riporto fedelmente – la soglia di fatturato per le agevolazioni si alzerà per alcune categorie, come i commercianti (da 30 a 40mila euro), ma si abbasserà per i freelance in virtù della diversa redditività del settore (da 30 a 15mila).

      Quindi non ho ben capito qual è il problema. Se vendo servizi posso arrivare fino a 15.000? Tutto è molto oscuro, e ci sono diversi articoli come quello del Sole 24 Ore http://bit.ly/1A6hGe9 che consigli addirittura di aprire partita IVA nell’anno corrente per evitare queste novità.

      Per me il concetto è semplice: dobbiamo evolverci altrimenti rimaniamo nella melma. E per chi sta iniziando: andate subito dal commercialista. Fatevi consigliare da uno buono.

      • Hai ragione sulle nuove, ho puntualizzato a caso 😀

        Sui limiti, magari al Senato a qualcuno salta un embolo e non se ne fa più nulla, boh.

        Speranze libertarie a parte, dobbiamo muoverci noi, quello di sicuro.

        In bocca al lupo a tutti!

  2. Il 5% di 30.000 sono 1500. Il 15% di 40.000 equivale a 6.000. Nel primo caso ti restano in tasca (si fa per dire, lo so che poi hai i contributi da detrarre) 28.500 euro, nel secondo 34.000. Quindi a livello puramente teorico è un vantaggio, sempre che sia applicabile anche a te, mentre pare che come dice Ben la faccenda cambi parecchio a seconda del tipo di attività e forse per i creativi la soglia scenderà a 15.000, il che equivale a dire: fuori dal regime dei minimi al volo perché sarebbe insostenibile. Puoi fare gruppo comunque, le aziende più grandi lo fanno da sempre, e lo chiamavano joint venture: trovi i professionisti che fanno al caso tuo e insieme lavorate su uno stesso progetto. Non serve che assumi. Ma poi se esci dal regime dei minimi non ti si presenta nemmeno questo problema. Tutto dipende da come ti vendi e da quanto riesci a vendere, perché la mossa più logica è semplicemente vendere molto più di hai fatto finora.

    • Ci sta tutto André, già l’idea del limite così basso per me è la cosa più cretina e folle .. perché è proprio un’ottica di anti-crescita e di “tutti poveri.”

      Dobbiamo trovare una chiave di volta prima che questa fatiscente sovrastruttura ci caschi addosso..

    • Vendere molto di più…

      😀

      Devo trovare una segretaria altrimenti impazzisco. Il punto – almeno per me – non è trovare i clienti am gestire tutto. Non ce la faccio più, ecco.

      • Ci sono servizi di segretariato a distanza che costano pochissimo e sono molto efficienti Riccardo, e non devi assumere nessuno.

          • E allora è un lavoraccio Riccardo: l’unico consiglio che posso darti di dividere i colloqui in due parti, in due giornate e magari non fare entrambe le sessioni da te, ma affidare una giornata a qualcuno di cui ti fidi. Per riuscire a scegliere il “più adatto” e non il “più preparato”

  3. Buongiorno Riccardo.
    Credo che delegare sia una delle soluzioni da prendere in considerazione. Delegare alcuni impegni e delegarli all’esterno. Ho scoperto che all’estero ci sono colleghi/ghe che a prezzi molto competitivi ti rendono un servizio professionale. Oggi con il cloud tutto si puo’. Esempi? Una segretaria e ne ho citato uno su tanti. Ma si trova davvero di tutto in base alle proprie esigenze. Liberarsi di alcune cose permette di concentraresi su altre piu’ remunerative. Ma tu questo lo sai benissimo.
    A presto.
    Maurizio

  4. ciao Riccardo, hai scritto esattamente quel che penso da giorni e mi rispecchio pienamente nella tua situazione…. I conti che debbo fare in questo mese serviranno anche a questo…

  5. Un piccolo paradosso in pratica (almeno così l’ho visto più volte negli ultimi tempi): le aziende non assumono, quindi bisogna attrezzarsi e proporsi come freelance… ma da soli non si può tirare avanti, quindi bisogna organizzarsi e metter su …nuove aziende!
    E se queste nuove regole criminali paradossalmente favorissero il nascere di tante nuove piccole aziende nei prossimi anni?

  6. una possibile soluzione c’è si chiama rete d’impresa.
    costo zero, tasse nuove zero, serve solo l’accordo tra le parti scritto e firmato.
    una specie di statuto ed ordine d’intenti.
    io lo sto mettendo in pratica ed è molto interessante perchè vincola le parti, ma non le opprime permette di creare network senza costi aggiuntivi, salvaguardando anche a livello giuridico gli interessi dei singoli.
    cercate su google e troverete spiegazioni soddisfacenti.

  7. Caro Riccardo, te la faccio breve, essendoci passato anche io. Il freelance NON ha un business. Se ancora non lo hai fatto, ti invito a leggere “E-Myth” di Michael E. Gerber.

  8. Per fortuna o per sfortuna non sono nel regime dei minimi. Questo mi esclude totalmente da qualsiasi tipo di considerazione da parte dello stato, eccetto ovviamente per riscuotere tasse, aumentare tasse, pretendere nuove tasse. Per guardare al futuro senza soffrire di insonnia le mie vocazioni sono 2: 1. diversificare 2. lavorare per incrementare redditi passivi.

    buona fortuna a tutti 🙂

  9. Dipende molto dalle prospettive e dall’attitudine di ognuno.

    Dalla mia esperienza personale (nato come partita iva standard ed ora titolare di una srl) ho avuto modo di constatare che le partite iva con il regime dei minimi sono da considerarsi un’ottima alternativa al lavoro da dipendente, dove si ha a che fare con pochissimi clienti (a volte anche solo uno) e quindi ci si può concentrare esclusivamente sul proprio lavoro, godendo di alcuni vantaggi dal punto di vista fiscale.

    Dati i suoi limiti non è però adatta ad un approccio più imprenditoriale alla propria figura professionale, partendo dall’assunto che una persona sola non può far tutto (attività commerciale, gestione progetti, gestione flussi di cassa, sviluppo, …), occorrerebbe esporre con il cliente i propri collaboratori, mettendoci di fatto la faccia, con tutti i possibili contro, ma senza poter usufruire deli eventuali vantaggi come ad esempio il personal branding e la possibilità di sostituire in corsa un professionista che non si rivela all’altezza del servizio che si intende offrire.

    Quando ho scelto di aprire la partita iva sapevo già che non avrei voluto essere una sorta di “dipendente in proprio”, e quindi ho optato sin da subito per il regime standard (fiumi di denaro versati allo stato :/ ), ma questo mi ha permesso di non dover sottostare a recinti che mi avrebbero, di fatto, limitato le possibilità di crescita e condizionato nel cogliere le opportunità che mi si sono presentate nel corso della mia attività.

  10. Ottima riflessione. E la risposta è “evoluzione” ed “estinzione”.
    Sono convinto che gran parte delle partita iva moriranno, una piccola parte andrà all’estero, un’altra fetta si trasformerà in società.

  11. Io, dietro consiglio del commercialista, ho optato subito per la partita Iva standard. Mi sono messa in proprio nel 2002, per cui non proprio ieri…e gestisco tutto il lavoro da sola. Ho dei collaboratori esterni per alcune competenze, mi sono molto utili quando i tempi sono stretti, come sono io stessa collaboratrice di alcune web agency. Ho diversificato la mia professione tra la consulenza per clienti e la formazione. Sono contenta di come lavoro e della mia attività ma anch’io da circa due anni ho iniziato a sentire un po’ di difficoltà….forse a causa delle pressioni fiscali o per la ginnastica pirotecnica nel voler gestire in modo ottimale tutto: ricerca lavoro, esecuzione, pagamenti, contatti, pubbliche relazioni, aggiornamenti professionali, vita privata, ecc…da circa un anno ho fatto delle scelte tagliando i rami secchi per dedicarmi a quello che mi da più soddisfazione e prendendo un po’ più tempo per me. Credo di aver fatto una buona scelta. Buon lavoro a tutti!

  12. Triste dirlo, ma l’idea di emigrare non è da escludersi. Io ho vissuto e lavorato un anno all’estero: partita IVA ricevuta in un’ora, richiesta per telefono, senza spese, senza commercialista. Tasse: fino a circa 12000 euro ZERO, poi 32% dell’eccedente (es. se fatturi 30000 paghi il 32% di 18000), con limite pressochè irraggiungibile (tipo 70000 euro). Se sei straniero (non residente), alla fine dell’anno ti restituiscono anche quel 32%. Zero tasse. Se vuoi prenderti del tempo per pensare…

  13. A marzo 2016 dovrò aprire anch’io la partita IVA, al regime dei minimi, per ora. Non sapete quanto utile mi è stato questo post di Riccardo, che voglio ringraziare tantissimo, e le testimonianze di voi tutti!! Mi ritrovo in quello che dice Daniele Gagliardi, forse è l’attitudine a fare la differenza. Ho 35 anni, due figlie di 5 e quasi 3 anni. Mi ritengo super super fortunata anche se per me la realizzazione professionale deve ancora arrivare. Si dovrà pur cominciare in qualche modo, no?

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