Mai rilassarsi, mai perdere il controllo della situazione: Google Penguin è sempre in agguato. Sai bene che i backlink rappresentano un importante fattore per il posizionamento. Il SEO copywriting è un aspetto importante, certo, ma senza buoni link in ingresso rischi di mancare obiettivi strategici.

google penguin

D’altro canto c’è chi sorveglia sulla bontà dei collegamenti. La versione 4.0 di Google Penguin, con monitoraggio in tempo reale, sarà rilasciata presto. Sei sicuro del lavoro svolto? Puoi affrontare questa novità senza timore? Oggi una backlink audit approfondita, analisi del profilo link, è essenziale.

Prima di iniziare devi capire quali sono i problemi che devi affrontare. Ci sono diversi link che possono influenzare negativamente il tuo sito, e tu devi essere in grado di riconoscerli prima di prendere provvedimenti. Ecco quali sono i punti essenziali da monitorare e risolvere.

Cosa è Google Penguin

Prima di iniziare è giusto dare una definizione: Google Penguin è un aggiornamento dell’algoritmo di ricerca che penalizza diverse pratiche per manipolare il posizionamento, in primo luogo i link in ingresso. Google vuole massimizzare questo concetto: non devono sembrare naturali, devono essere naturali.

La prima versione di Penguin risale al 2012 e ci sono stati diversi aggiornamenti intermedi. La lotta contro il webspam è continua, così le modifiche dell’algoritmo sono costanti.

Spam nelle community

Sai bene che il lavoro nelle community è utile per il tuo brand, per portare pubblico di qualità verso il blog e aumentare le visite del sito web. Spesso, però, queste attività diventano fonte di spam. E coinvolgono il profilo link: ecco cosa analizzare per evitare problemi con queste attività

Commenti

Molti blog non moderano i commenti, altri permettono di aggiungere contenuti al limite dello spam. Colpa dell’inesperienza, di una distrazione o di un bug dei plugin WordPress. Di conseguenza, alcuni utenti permettono di lasciare commenti con link irrilevanti rispetto al blog o all’articolo.

Ci sei in questa lista? Potrebbe essere un problema per Google. Chiaro, è ingiusto generalizzare. Fare comment marketing con link pertinenti, su siti autorevoli, può essere una parte importante della tua strategia. Questo a prescindere dalla SEO e dalla presenza di link nofollow.

Rovescio della medaglia: avere molti commenti irrilevanti può essere fonte di penalizzazioni. Molto dipende dall’anchor text utilizzato per inserire il link: lo stesso Matt Cutts ha suggerito di evitare una strategia di link building basata solo su commenti e firme (inutilmente) ottimizzate.

Forum

Ancora un altro fronte dei commenti spam, ma in questo caso l’attenzione è rivolta ai forum. Diversi siti web utilizzano queste risorse per inserire backlink nelle descrizioni del profilo, nelle firme o nei post pubblicati. Tutto nella norma se questi elementi vengono usati in modo naturale.

Non sempre è così. A volte questi link vengono generati dai bot, dai programmi che automatizzano l’inserimento di testo con collegamenti ipertestuali. Google contempla tutto questo e può penalizzare i siti web che presentano grandi quantità di link sospetti provenienti dai forum.

Per approfondire: le tecniche di scrittura SEO applicate al blogging

Fonte dei link

Google punta molto sulla rilevanza delle fonti, sulla qualità dei link. Non puoi essere colpevole di ogni collegamento che arriva sul tuo sito (hai uno strumento per disconoscere link malevoli, il disavow tool) ma con il nuovo Penguin sarà ancora più importante dare attenzione a determinati valori.

Argomenti

Google cerca di fornire agli utenti contenuti di qualità. Per questo motivo i backlink devono essere contestualizzati, le risorse collegate devono condividere lo stesso argomento. Mi sembra un ragionamento logico, ed è giusto che Google lo premi.

Risulta abbastanza strano il contrario, ad esempio quando un e-commerce che vende scarpe viene consigliato dal sito di uno studio legale. Google è in grado di fiutare e punire questa contraddizione.

Lingua

Un sito web si rivolge a un pubblico di lingua inglese, ma un gran numero di backlink arrivano da risorse portoghesi: questo potrebbe essere un segnale di irrilevanza per l’algoritmo di Google.

Schemi di link

È tuo dovere fare una buona link building. Hai un gran bisogno di collegamenti ipertestuali ma devi fare attenzione alle regole del gioco: Google pretende il rispetto di norme ben precise, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di link e l’uso di tecniche al limite della manipolazione.

Proprietà dei siti

I link sono parte di una buona strategia SEO. L’obiettivo? Ottenerli in modo naturale, magari con una buona attività content marketing. La soluzione alternativa? Creare un gruppo di blog, apparentemente senza connessione, per generare link: questo è il famoso PBN (private blog network).

Cosa significa questo? Aggirare le norme di Mountain View. Se un gruppo di siti che condividono lo stesso proprietario punta a un dominio specifico rischi grosso: Google può sospettare una manovra per aumentare il ranking sui motori di ricerca e prendere provvedimenti. Ovvero affossare il tuo nome.

Contenuti duplicati

I siti mirror sono duplicati di un sito con dominio differente: dovrebbero portare traffico al progetto originale attraverso backlink. Queste pagine contengono lo stesso contenuto, un aspetto negativo per i parametri di qualità: in questi casi il sito rischia grosso e può essere penalizzato.

Directory di bassa qualità

Pensa ai link in ingresso come a dei trofei, dei punti legati alla tua attività. Cosa ottieni con un impegno minimo? Un risultato pessimo. Inserire un sito nelle directory è un modo semplice per ottenere dei backlink: ci potrebbero essere dei buoni motivi per aggiungere un sito in uno o due elenchi. Ma un’attività massiccia e non ponderata in questa direzione può metterti in cattiva luce.

Keyword density

Tra i miti della scrittura SEO c’è la keyword density che ti spinge a ripetere più volte un termine per ottenere dei vantaggi da Google. Tutto questo è inutile e dannoso per chi ragiona così quando scrive online, e per chi riceve link da siti che lavorano in questo modo.

Da leggere: come usare Excel nella tua strategia SEO

Anchor text

La keyword density riguarda anche alla scelta degli anchor text, il testo che caratterizza il link all’interno dell’articolo. Molti backlink con lo stesso testo, soprattutto se forzato e spinto lato SEO, hanno un impatto negativo sulle pagine web. Google, infatti, cerca di determinare la naturalezza di un anchor text confrontando le distribuzioni dei siti su una parola chiave specifica.

Contesto

Internet è un posto ricco di risorse, è vero. Ma ci sono insidie in ogni angolo. Ecco perché è giusto affrontare il tema legato ai contesti dannosi: all’improvviso il tuo sito web può essere coinvolto in una situazione pericolosa dal punto di vista del profilo link. Oppure puoi danneggiarti in completa autonomia, magari per seguire consigli sbagliati. Quali sono i punti decisivi in questo caso?

Domini penalizzati

Ok, non sei responsabile di tutti i link che arrivano sul tuo sito web. Ma devi mantenere il polso della situazione: è un tuo dovere, non puoi abbandonare questo fronte. Hai fatto un’analisi dei backlink e hai scoperto che ci sono dei domini penalizzati che fanno riferimento al tuo sito?

Questo scredita il tuo progetto agli occhi di Google. Se hai dei link che puntano al tuo sito web da domini penalizzati prova a contattare il proprietario e chiedergli di rimuovere questi collegamenti. Altrimenti usa il tool di Google per disconoscere questi collegamenti (dopo vediamo come).

Pagina non trovata (404)

Avere sul proprio sito molti backlink da vecchie pagine web, una risorsa che non esiste più, può avere un impatto negativo sulla SEO. Cosa fare in questi casi? Puoi contattare i proprietari dei siti e chiedere di ripristinare tali pagine o creare nuovi contenuti con un link verso il tuo sito.

Dominio di bassa qualità

Quando la quantità dei backlink è molto superiore al Trust Rating (qualità backlink) c’è un sospetto grave: la fonte di questi collegamenti è illecita. Immagina una pagina web che sia stata raccomandata 10.000 volte ma nessuno su internet si fida di queste opinioni. Tu cosa faresti? Ti fideresti?

Quindi i backlink provenienti, per esempio, da comunicati stampa o guest post non autorevoli non sono proprio i migliori da avere. Non suggerisco di rinnegare queste soluzioni, ma bisogna ponderare con cura le piattaforme che ospitano i link e la strategia alla base delle azioni.

Da leggere: come scegliere i blog per pubblicare guest post

Come risolvere la penalizzazione

Google Penguin ha fatto effetto? Il tuo sito web è stato punito? Capita, fa parte dei possibili problemi che puoi affrontare e ci sono diversi modi per risolvere una penalizzazione.

Il più semplice e immediato: affrontare il problema con le competenze di un esperto SEO. Ogni penalizzazione ha le sue caratteristiche, le sue particolarità. In ogni caso la procedura per risolvere una penalizzazione Google Penguin per link in ingresso si divide in 8 passaggi fondamentali.

Sei stato penalizzato?

Prima di iniziare devi assicurarti di aver subito una penalizzazione da Penguin. Qual è la soluzione migliore per scovare la penalizzazione? Osservare i dati dei vari tool, in primo luogo il traffico organico su Google Analytics e le impression/click sulla search console.

In questi casi uno strumento come SEMrush è utile per avere una visione generale di un dominio soprattutto se lo inserisci in un progetto con relativa funzione di position tracking.

Usa Google Search Console

Inizia con l’esportazione dei link dal tuo Google Search Console. Vai nella home page e poi nella sezione “Traffico di ricerca”. Qui si trova una risorsa che registra tutti i collegamenti che puntano verso il tuo dominio: attraverso questo strumento puoi esplorare la lista in diversi formati.

Usa Google Search Console
L’elenco dei link su Google Search Console.

Fai backlink audit con i SEO tool

Hai scaricato i link dalla console? Perfetto, ora importarli in un SEO tool per identificare e ripulire i link tossici. Questo è il momento di fare backlink audit: ci sono strumenti utili che possono aiutare a fare un’analisi approfondita. Tra questi ricordo SEMrush backlink audit, Majestic SEO e Ahrefs.

Individua i link

Il passaggio più delicato: adesso devi individuare i link sospetti, quelli che potrebbero essere considerati malevoli agli occhi di Google, e li devi catalogare. In questa circostanza devi procedere con calma ed esperienza, per evitare di inserire nella lista dei link da eliminare delle risorse utili.

Richiedi una rimozione dei link

Hai identificato i link spazzatura che potrebbe aver provocato le ire di Google? Perfetto, devi chiedere ai webmaster si eliminare quella risorsa. Attenzione, quando richiedi di rimuovere un link è importante usare l’approccio corretto. Devi dimostrare che sei non un bot e identificarti come il proprietario del sito.

Spiega al webmaster la situazione con cura, indica la pagina e il link incriminato, chiedi con cortesia il suo supporto. Se è in buona fede non avrà problemi a seguire le tue indicazioni.

Spesso non si riesce a trovare l’email del proprietario, ma in questi casi la soluzione è semplice: vai su un’applicazione Whois e inserisci il dominio. Questo tool ti riporta tutte le informazioni du chi ha registrato il dominio. Anche il contatto del webmaster.

Sconfessa il link

Non sempre l’azione descritta è possibile. Spesso i webmaster hanno abbandonato il progetto e non leggono più l’email, a volte non hanno intenzione di farlo o ignorano la tua richiesta. In questi casi puoi usare il tool disavow per sconfessare il collegamento.

Google Penguin disavow
Il file da sottoporre al Disavow Tool di Google.

Detto in altre parole, stai dicendo a Google che non hai potere su quella risorsa e che la vuoi disconoscere. Anche questo passaggio deve essere affrontato con le competenze di un SEO. In alto ho indicato un esempio del file di testo da creare e da inviare al disavow tool.

Fai link earning

Per diluire questa condizione puoi lavorare sull’acquisizione di link sani, magari lavorando sul content marketing e iniziando a conquistare dei collegamenti. In questo caso il blog è avvantaggiato: avere dei post che attirano l’attenzione degli altri blogger è un’arma per risolvere questo problema.

Da leggere: come ottenere link di qualità dal tuo blog

Bisogna documenta le azioni?

Tutto fatto secondo i tuoi parametri? Bene, per le penalizzazioni algoritmiche non c’è bisogno di fare altro a parte monitorare il posizionamento e il traffico. Per quelle manuali, invece, è necessario inviare un’email per chiedere una riconsiderazione contenente i seguenti punti:

  1. Descrivi cosa è successo al tuo sito web.
  2. Elenca i passaggi svolti per risolvere i problemi.
  3. Definisci i risultati dei tuoi sforzi.

Questo vale per le penalizzazioni algoritmiche? No, non è necessario questo passaggio. Ma in qualche caso potrebbe fare comodo inviare una sintesi delle operazioni svolte per eventuali controlli del webspam team. Come sottolineano nel blog Search Engine Watch:

some people in the Google penalty sphere will recommend still doing an email removal campaign and documenting everything just in case a site gets visited with a manual penalty in the future.

In ogni caso il lavoro è fatto. L’importanza di un backlink audit non può essere sottovalutata. Google valuta tutti i link che puntano ad un sito web, anche quelli vecchi e perfino i collegamenti che non puoi conoscere. Per questo è importante tenere traccia dei link che puntano sul tuo sito.

La tua esperienza

Hai già avuto qualche problema con le penalizzazioni di Google Penguin? Questa soluzione può essere utile per ottenere buoni risultati e risolvere le bacchettate di Mountain View? Lascio a te la parola: aspetto il tuo contributo nei commenti per arricchire questo post.

Articolo scritto da Daryana Solntseva. PR manager presso SEMrush, appassionata di nuove tecnologie e digital marketing. Esperta in relazioni pubbliche e internazionali. Ama prendere ispirazione da tutti i casi possibili per migliorare il suo lavoro.

 
Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

3 COMMENTI

  1. Questo articolo sembra confermare che non esistono “metodi magici” per migliorare il posizionamento del proprio sito e se anche esistono potrebbero essere presto o prestissimo scoperti da Google affossando il sito web! La chiave mi sembra essere quella di scrivere sempre contenuti di qualità sia nei propri articoli sia sui forum, nei siti di annunci, ecc..insomma sembra che in ambito SEO Google si sforzi costantemente di applicare una sorta di giustizia e di meritocrazia digitale davvero encomiabile! Inoltre se qualcuno riuscisse a “fregare” gli algoritmi di Google probabilmente riceverebbe una cospicua offerta di lavoro…beato lui!

    • Contenuti di qualità. Sono anni che lavoro su questo punto e ottengo sempre buoni risultati. Anche quando devo ottenere buoni link in ingresso. In questo modo non ci sono problemi con Google Penguin: tutti i collegamenti sono spontanei. Al massimo puoi puntare sulle digital PR e indirizzare le tue attenzioni.

  2. Buongiorno sto sperimentando in questi giorni un problema piuttosto grave. Infatti da ottobre il mio sito ha registrato un calo improvviso delle visite giornaliere. In pratica sono passato da 13.000 visite giornaliere a poco più di 5.000. Analizzando un po’ tutti i dati penso di aver capito cosa può aver provocato questo calo drastico delle visite. A Febbraio sono passato dal protocollo http a quello https ed ho fatto quindi un redirect 301 su tutto il sito tramite il file htacces.
    Il problema è che ad un certo punto mi sono accorto che il redirect nel file htaccess a volte veniva cancellato da alcuni aggiornamenti di plugin caricati sul sito. Ad esempio ogni volta che si aggiornava il plugin WP Rocket il file htaccess veniva riscritto con conseguente cancellazione del redirect. Quando me ne accorgevo naturalmente reinserivo il redirect.
    Il problema è che il mio sito aveva molti linlk su altri siti prima del passaggio ad https ed ovviamente erano link che puntavano al mio sito con il protocollo http. Penso che continuando a cancellarsi il redirect 301 nel file htaccess molti dei link non venivano più conteggiati. Infatti andando a vedere in Google Search Console ho visto che i link che puntano al mio sito sono 144.000 mentre ad inizio anno erano 182.000.
    Può essere questo il motivo di una sorta di penalizzazione al mio sito che ha portato ad un calo drastico delle visite? Inoltre Quando rimettevo il redirect Google vedeva un enorme numero di link puntare improvvisamente al mio sito e questo può essere un altro motivo di penalizzazione.
    C’è qualcosa che posso fare per uscire da questa situazione ?
    Grazie in anticipo per un eventuale risposta.

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