“Voglio fare il salumiere.”

Questa è la provocazione che lancio nelle discussioni più accese. Gli amici mi osservano con sospetto, commentano il fascino del mio lavoro e mi fanno notare quanto sia snervante dover accontentare le massaie insoddisfatte.

“Mi dia un po’ di mortadella bel giovine, un po’ di meno… ma allora parliamo lingue differenti?”

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È interessante notare come le persone riescano a trovare sempre qualcosa di positivo nel lavoro intellettuale. Inoltre, il concetto di webwriter – a differenza di tante altre professioni del web – può essere facilmente spiegato ai non addetti ai lavori.

In poche parole, non devi superare momenti di imbarazzo causati da vecchi compagni di scuola, nonne o zie: “Qual è il tuo lavoro?”. Io scrivo, bello vero?

Bello, sì. Ma a volte si impone un pensiero meschino, un pensiero veloce come un fulmine che mina il tuo equilibrio: forse ho sbagliato tutto. E questo pensiero si presenta quando meccanici, idraulici, giardinieri o uno spazzacamini (grazie a Damiano per l’ispirazione) presentano il conto.

Perché combattere con continui aggiornamenti, clienti che non vogliono pagare e motori di ricerca che ti mettono i bastoni tra le ruote? Perché non ritornare alle origini e prendere in considerazione la carriera del salumiere, o magari imparare una professione manuale e ben retribuita?

Non possiamo fare diversamente

Potrei rispondere a questa domanda in tanti modi, ma basta una parola per chiuderla: passione. Io (noi) non posso (non possiamo) fare altro perché la passione me (ce) lo impedisce.

Internet è un territorio che non perdona. Non puoi lavorare nella rete se non sei mosso da una passione immensa. Torni a casa stanco, distrutto, ma sai che hai fatto quello che volevi. E sai che domani vorrai farlo ancora. E ancora.

Forse puoi lavorare in una salumeria senza passione, solo perché devi farlo, ma non puoi fare lo stesso con il web. Tu non credi? Qual è la tua opinione?

PS – Questo articolo ha una venatura provocatoria, tesa a far riscoprire la bellezza del nostro lavoro sul web. Non vuole offendere in nessun modo i lavori elencati. Massimo rispetto per tutti 🙂

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

17 COMMENTI

  1. Anni di bombardamento gramsciano-scolastico: i miei, vecchia scuola statale, ancora mi rimproverano di non essermi preso 18 lauree e 26 master. A che pro? Vedi la gente a spasso.. “eh, ma è laureato in Giurisprudenza, che deve fare il muratore?”.

    Conosco rumeni che si fanno il mazzo e si sono costruiti le ville. Massimo rispetto per chi lavora. Entro i limiti di legge, è il mercato a decidere le retribuzioni, quindi anche ogni presa a male “baaah, fa l’idraulico e prende più di mio figlio che scrive a gratis sul HuffPost (XD)” è fuori luogo .

  2. postilla 1: dico rumeni perché è gente che lavora senza passare per il sottile. C’è buona parte di ragazzi che si fanno il mazzo nonostante diciotto lauree, ma la maggior parte è davvero choosy.
    postilla 2: a me lavorare on the Web piace un casino. Però rispetto massimo a chi porta a casa la pagnotta senza fare la fighetta.

  3. Io credo che qualsiasi lavoro, anche sul web quindi, si possa fare senza passione. Se c’è passione tanto di guadagnato. Per rispondere a Benedetto: non so che campione statistico tu abbia in mano ma generalizzare dicendo che la maggior parte sia “choosy” mi sembra un po azzardato. Uno può essere fighetta anche facendo un lavoro manuale. IL “fighetta” è una forma mentis.
    L’italia è il paese con uno dei più bassi tassi di laureati in Europa. Sfatiamo anche il mito di chi ha 18 lauree ed è a piedi…è già tanto se c’è n’è una e presa in tempi umani.
    Per chiudere. La passione è un motore potente sul lavoro ma non è l’unica discriminante. Puoi fare un lavoro che non ti appassiona con competenza e serietà, certo non avrai quella spinta in più ma se sei un professionista serio lo porterai a termine.
    La passione può anche finire..e dopo che si fa?
    Complimenti a Riccardo per aver stimolato la discussione

  4. Yep, Roberto, concordo pienamente che IL “fighetta” è più una forma mentis.
    Guarda, per la gente che conosco il rapporto è 1 che si fa il mazzo – 3 choosy.
    Le “18 lauree” sono anche quelle una forma mentis della figura del “dottore” tutta italiana.
    Poi possiamo fare tutte le statistiche del caso ma di base mi fido di ciò che vedo 😉

  5. Lo stesso faccio anche io. Per quello ti chiedevo quale era il tuo campione. Nel mio settore quelli che tu chiami choosy sono molto pochi. Però a volte il limitarsi a quello che vediamo noi e pensare che vada bene per tutti e sia quindi possibile ricavarne dei modelli di lettura della società è molto pericoloso. Ed è quello che succede qui in Italia. Dove lo sguardo non arriva più in la del nostro campanile.

  6. Beh, Roberto è regolare che se uno guarda al di là dell’Italia la situazione è diversa: altro mercato 🙂

    Se intendi settore nostro, del Web, chi è bravo macina tipo rullo compressore senza badarci troppo. Però IMHO siamo solo una parte di “giovani” che utilizza lo strumento come lavoro.

    Gran parte dei coetanei che conosco fuori dal nostro ambiente, a parte rari casi (e comunque la fascia 30-35 anni non sono giovani, sono adulti cacchio) manco sanno che con il Web ci si lavora davvero.

    E si passano le giornate nell’eterno limbo da liceali. A parte un paio di casi, restando in tema liceo, tutti gli ex compagni di scuola vivono ancora imprigionati in quell’ambito. E gli sta bene così. O aspettano che gli va Rockfeller a casa se no non va bene.

    Poi, e parlo a titolo strettamente personale, che ‘sto paese vada a rotoli mi può interessare fino a un certo punto: il mondo è grande e globalizzato e se serve, bye.

  7. IO di anni ne ho 37. IL web lo uso per lavoro ma non è il mio lavoro esclusivo. La tua chiusura è proprio quello che intendevo io riguardo al campanile e al proprio orticello. INvece a me se il mio paese va a rotoli importa eccome e sto cercando nel mio piccolo di non farlo affondare, per me ma soprattutto per i miei figli. Abbiamo il diritto/dovere di lasciargli un mondo migliore. DIffondendo la cultura di cui siamo portatori, quella dell’impegno e del lavoro.

  8. Yep, quindi non sei “giovane” (cioè, non ti voglio insultare però :D)

    Ok, abbiamo il dovere di lasciare un mondo migliore ai nostri figli: che non è solo Italia.
    Crescendo al mio insegnerò che tocca macinare ma anche a guardare la migliore opportunità: se non è qui, è altrove.

  9. Questo post ci stava proprio, caro Riccardo, e mi spinge anche ad altre riflessioni. Prima di scrivere qui, stavo “discutendo” con un amico su Facebook, il quale “difendeva” lo spazzacamino per il fatto che svolge una professione che pochi vogliono fare, e quindi è giusto che applichi certi prezzi.
    Credo che sia importante fare una precisazione: siamo tutti d’accordo sul fatto che professioni meno esercitate (e di conseguenza maggiormente ricercate) debbano essere pagate di più, ma quello che trovo sconcertante è che si avvalli il principio del mors tua vita mea: “Hai bisogno di me? E allora non solo ci guadagno, ma ci speculo, e se posso fregarti lo faccio”.
    E’ così assurdo pensare a una Società dove una persona sia libera di scegliere il lavoro che più sente come proprio (come tu scrivi, Riccardo) e dove il bisogno di guadagno non sia un pretesto per fregare chi ti sta vicino?

  10. Yo Damiano 🙂
    IMHO :
    “Una Società dove una persona sia libera di scegliere il lavoro che più sente come proprio”

    Finché esisterà il sistema capitalistico e il mercato credo, brutalmente, essere concreti in certi casi. Ok ho il sogno della archeologia ma non tutti possono essere Indiana Jones né pretendere una cattedra.

    Personalmente ho iniziato con il mondo giornalistico 1.0: Karma volle che ho subito svoltato per il 2.0 che oltre ad essere molto più divertente, ci si campa anche meglio. Insomma, sarebbe stato inutile oltre che dannoso continuare su quella strada.

    “Hai bisogno di me? E allora non solo ci guadagno, ma ci speculo, e se posso fregarti lo faccio”.

    Questo sta alla morale di ognuno. Più di una volta penso che il cretino che si fa fatturare in Italia e non Irlanda o in X paese sono io ma come loro sono legittimati (borderline comunque) a farlo con il 12,5% alla stessa maniera preferisco non andare oltre il filo del fuorigioco. Anche se mi costa enormemente di più. Finché va, ok, se non va più è più onesto sbaraccare, come dicevo a Roberto.

    • Ciao ragazzi!

      Mi fa piacere leggere la vostra discussione. Parlare delle cose che ci circondano e che viviamo è sempre un bene 🙂

      Mondo Giornalistico 1.0? Anche io ho iniziato con la carta stampata. Continuo a lavorare per pubblicazioni di nicchia e di gran qualità: i quotidiani sono un lavoro massacrante, non fanno al caso mio.

      E poi… solo sul web si può verificare un paradosso simile: anche i banner pubblicitari partecipano alla discussione.

      https://www.mysocialweb.it/wp-content/uploads/2012/11/my_social_web.jpg

      Grazie a enrico_sestyle (oggi il team Sestyle mi ha svoltato la giornata)!

  11. Se non va più sarebbe bello che tutti ci adoperassimo per farlo andare. Impegno politico e sociale. Potrebbe essere onesto sbaraccare se prima si è fatto il possibile per salvare la nave. Altrimenti facciamo tutti come il valoroso capitano della Costa Crociere.

  12. IL suo lavoro e il suo ruolo erano quelli di capitano. Stare sulla nave era il compito anche dell’ultimo lavoratore dell’organigramma. Comunque il mio era un esempio. Non volevo parlare di Schettino.

  13. Ciao Riccardo, mi aggiungo anche io anche se un pò in ritardo 🙂

    Devo dire che hai centrato benissimo il punto e piuttosto che parlare di lauree o altri titoli di studio, io vorrei affrontare il discorso passione da un angolo diverso.

    La passione è quella presenza che non ci fa dormire la notte, la passione è quella volontà che ci spinge ad aprire un blog e iniziare a scrivere, la passione è quella forza che trovi dentro di te e che ti spinge a continuare a lottare, anche quando tutti ti dicono “Ma perché non fai lo spazzacamino? Quelli beccano 120 l’ora!”

    Scrivere per, e sul, web è un mestiere che richiede tenacia; che all’inizio non ti da una certezza ma è proprio grazie a questa passione che, proprio come dici te, ci si alza la mattina e ci diciamo “oggi faccio quello che desidero” e tutto questo semplicemente grazie alla nostra passione!

    Grazie Riccardo per aver condiviso con noi il tuo pensiero!

  14. Concordo con Roberto e aggiungo che da quello che scrivete sembra che un salumiere, un idraulico o un manovale non possano fare il loro lavoro con passione…tutti i mestieri sono belli quando sono fatti con passione!

    Altra cosa fondamentale: passione non è uguale a competenza.

    Per quel che riguarda gli stipendi, c’è gente che lavora nei servizi sociali e non guadagna niente: anche loro lo fanno per passione, solo che la gente non li trova così “fighi” 🙁

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