Grande invenzione i freelance, vero? Puoi scegliere quello che preferisci, gli spieghi in due parole quello che deve fare, aspetti la consegna, lo paghi e lo saluti.

Se ti serve di nuovo lo contatti, altrimenti ognuno per la sua strada. Un meccanismo perfetto, non fa una piega. Eppure c’è un olio magico che lubrifica gli ingranaggi e permette di raggiungere obiettivi inaspettati. Sto parlando della passione.

freelance

Quando un freelance si appassiona a un progetto tutto è più semplice. C’è una spinta propositiva diversa dalla semplice esecuzione del lavoro, un’attenzione particolare che si può toccare con mano. Un freelance mosso dal fuoco della passione fa la differenza. Punto.

Ma non sempre scocca il colpo di fulmine. A volte la strada sembra spianata ma viene interrotta da fattori esterni. Fattori che alzano un muro impenetrabile tra freelance e passione. Oggi voglio dedicarmi a questo muro. Ovviamente con una serie di soluzioni per aggirarlo.

1. Non si rispettano le regole

Un freelance ama il suo lavoro ma non devi approfittarti della sua disponibilità. Nel preventivo ti elencherà le mansioni e il corrispondente in denaro, ed è tuo preciso dovere rispettare gli accordi.

Non chiedere lavori extra, non chiedere di accorciare i tempi prestabiliti, non chiedere di risparmiare alla fine del lavoro, non trovare scuse per non pagare, non… ok, posso continuare all’infinito se vuoi!

  • La soluzione – Rispetta gli accordi presi, non fare il furbo, approfondisci tutti i punti del rapporto lavorativo prima di iniziare. Patti chiari amicizia lunga!

2. Richieste eccessive

 

copy freelance“Ok, adesso chiamiamo al freelance XYZ che è così famoso, così bravo, e ci risolve tutti i problemi che abbiamo accumulato in anni di inefficienza”.

Mi sembra una richiesta logica. Un po’ meno logica è la classica mentalità del risparmio/guadagno che si basa su un equilibrio balordo: tanto lavoro, ricompensa bassa.

La saggezza popolare mi suggerisce un vecchio proverbio: “Tant spienn tant appienn”. Ovvero i risultati sono proporzionali alle risorse che investi. Ovviamente c’è sempre la tecnica del “tanto se tu non accetti c’è un altro che lo fa al posto tuo”. Ma a questo punto non puoi pretendere che il freelance si appassioni al tuo progetto.

  • La soluzione – La soluzione a questo problema si riassume in poche parole: rispetta le richieste economiche del professionista. Esplora il terreno, cerca di capire se ci sono margini di risparmio, ma rispetta le sue richieste.

3. Comunicazione caotica

Il freelance è una persona che deve gestire un quantitativo abnorme di email: mi avvilisco quando apro la posta dopo il fine settimana. A volte può succedere che in un team di lavoro ci siano diverse figure professionali, e che ognuna abbia qualcosa da dire al freelance.

Immagino conversazioni tipo: “Questa virgola la mettiamo a forma di virgola ma non troppo”, “No, aspetta, la virgola deve sembrare un punto”, “Aspetta, aspetta! Pubblichiamo tra 2 ore: puoi cambiare tutte le virgole in punto e virgola?”. Tempo due giorni e il freelance vedrà le tue email (o quelle del tuo gruppo di lavoro) come Belzebù in persona.

  • La soluzione – Organizza il flusso di informazioni con dei report giornalieri, affida il lavoro a un’unica persona e, quando rompi le uova nel paniere con un aggiornamento imprevisto, chiedi scusa.

4. Assenza di comunicazione

Un altro problema: la comunicazione che non comunica. Ti mandano i file, le password per entrare in WordPress, ti salutano e ti abbandonano: mandi una email per chiedere spiegazioni e il responsabile risponde dopo giorni. Magari anche con fare sbrigativo. Ti guadagni un bel “Non posso spiegarti tutto, inizia a lavorare” e la passione per il progetto raggiunge temperature da polo Nord.

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Caro datore di lavoro, ma come pretendi che io inizi a lavorare se non mi hai detto su cosa devo lavorare, qual è il target da raggiungere, quali sono gli obiettivi? La risposta: “Queste cose devi dirmele tu”. E magari lui ti ha pagato – in malo modo – solo per scrivere un articolo!

  • La soluzione – Per lavorare bene un freelance ha bisogno di tutte le informazioni necessarie. Ed è tuo preciso dovere collaborare. Stop.

5. Lotte interne

Avere due o più referenti per un freelance può diventare una vera Odissea, perché attraverso gli input che si ricevono da una parte e dall’altra possono celarsi schermaglie personali.

Gianni ti dice di fare la barra di navigazione gialla e Marco te la riporta color rosso, Francesco vuole il footer elegante ma semplice e Alessandra bello pacchiano. Il freelance non sopporterà in eterno una situazione del genere.

  • La soluzione – Risolvi i tuoi problemi interni all’azienda, o almeno non riversarli sulle spalle del povero freelance.

6. Mancanza di prospettiva

Ci sono progetti che nascono morti. Procedono solo per forza d’inerzia e i freelance vengono lanciati nel calderone all’oscuro di tutto questo. E magari si appassionano al progetto, investono più del dovuto, mettono a disposizione tutte le competenze. Ma poi si rendono conto che non c’è riscontro, non c’è apprezzamento o critica: c’è solo indifferenza.

Sono dinamiche che si legano alle incomprensioni tra soci o alle ventate di sfiducia che investono i responsabili di un progetto. Difficile risalire alle cause della mancanza di prospettiva, ma questa situazione rischia di tagliare le gambe alla passione del freelance.

  • La soluzione – Come sopra, schiarisciti le idee prima di chiamare in causa un freelance e domanda a te stesso: questo progetto ha un futuro?
Secondo ho dimenticato qualcosa? Quali sono i motivi che frenano la passione del freelance? Lascia le tue idee nei commenti e parliamone insieme!

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6 COMMENTI

  1. Ehm scusa l’ho detto in dialetto..
    Volevo dire che non hai dimenticato nulla e che accade proprio così. Come dire: le hai beccate tutte.

  2. Sto anche sperimentando un’ulteriore situazione spiacevole, quando il cliente “sa già quello che vuole”. In questo caso, il freelance viene usato solo come esecutore, a cui viene chiesto di fare ESATTAMENTE ciò che il cliente ha in testa o, peggio, di copiare qualcosa visto da un’altra parte. Salvo poi accorgersi che non era “come ce lo si aspettava”, o pensare che “ci volesse meno tempo a realizzarlo”.

    I freelance hanno una loro professionalità che mettono al servizio del cliente. Usarli come semplici strumenti esecutivi è un danno che i clienti fanno anzitutto a loro stessi. Chiedeteci pure cose difficili, ma non dateci la vostra soluzione, perché noi conosciamo bene il nostro territorio e le alternative praticabili, voi invece conoscete bene solo ciò che avete in testa.

    • @Angelo – Hai dato un ottimo suggerimento a questa lista, ti ringrazio. In effetti anche a me è capitata questa situazione e non è piacevole. Per niente!

      @Ondiz – Ok, grazie! Vuoi lasciare qualche suggerimento per ampliare la lista?

  3. @Riccardo Esposito ma guarda ci stavo pensando. Forse ancora un punto potrei aggiungere: mi è capitato che per alcune cose mi rispondessero “e ma non abbiamo molto budget”. Inutile pianificare di andare su marte con 1.000€ di budget.
    Potrei anche aggiungere un altro punto:
    problemi di interfacciamento con le risorse aziendali esistenti. Capita ti venga assegnato un lavoro ma che le risorse interne non ti riconoscano come project manager (ad esempio) e a quel punto è il caos.

    Invece per quanto mi riguarda non vale la regola “sa quello che vuole”, si affidano a me al 100%. Le risorse interne nelle grandi aziende lavorano al 30% delle loro capacità.

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