Perché il mio blog non funziona?

Quali sono i problemi che affliggono il tuo blog? Ecco cosa risolvere e migliorare sul tuo blog: in questo articolo trovi tutti i dettagli da ottimizzare e migliorare per ottenere risultati.

I problemi del blogging sono infiniti. Hai deciso di aprire un diario digitale per guadagnare online e ottenere buoni risultati in termini di visibilità? Vuoi fare un buon lavoro di brand awareness? Ti capisco, ma perché il blog non funziona?

perché blog non funziona
Ci sono problemi sul tuo blog?

Perché non arrivano visite e non compare su Google? Le domande sono tante e le risposte non sono sempre piacevoli da affrontare. Sto investendo soldi e tempo: perché i risultati non arrivano? Forse perché non rispetti queste regole.

Perché il blog non compare su Google?

Primo problema che abbraccia il mondo dei blogger virtuosi e ben disposti: cosa fare se il sito non appare sul motore di ricerca? Certo, puoi scrivere un articolo sul blog veramente impressionante e lavorare sulla SEO on-page.

Per ottimizzare il tuo contenuto in vista di una strategia di inbound marketing.

Ma se il tuo blog non compare su Google è tutto inutile. Allora, quali sono i controlli e le verifiche da fare? In primo luogo usa l’operatore di ricerca site: per sincerarti del fatto che le pagine siano realmente indicizzate, cioè presenti sul motore di ricerca.

Se questo non è avvenuto potrebbero esserci problemi con il robots.txt, impostato in modo da bloccare il crawler. Qui in basso hai un esempio di come dovrebbe essere la sintassi di un robots.txt che non sia un ostacolo all’indicizzazione.

User-Agent: *
Disallow:

Oppure hai impedito al motore di ricerca di entrare sul blog con l’opzione base si WordPress. Assicurati che la spunta sia libera e che il crawler legga le tue pagine. Poi inscriviti alla search console e inserisci la sitemap. Questa è la base di partenza per fare in modo che il tuo blog si veda su Google. Poi c’è il lavoro di copywriting.

Da leggere: come mettere le keyword sul sito

SEO: non ti posizioni per keyword giuste

Secondo problema: il blog si vede, viene indicizzato, hai inserito la sitemap ma non ti posizioni per le keyword giuste. Questo può diventare un problema.

Il motivo? Forse ancora non hai capito dove mettere le parole chiave sul sito, oppure hai un problema diverso: scegli obiettivi non adatti al tuo scopo. Ad esempio punti verso query troppo competitive o che non riguarda il tuo business. Ad esempio?

long tail keyword
Uno schema della coda lunga – Semrush

Il classico problema: in fase di keyword research ti lasci incantare dalle keyword piene, ricche di volume. Ma dimentichi che sono le più difficili, non basta un buon lavoro di SEO copywriting. E spesso non hai dei reali risultati quando ti posizioni per parole chiave singole, nette. I clienti li trovi (spesso) sulla long tail keyword.

Mancano dettagli importanti per l’utente

Ad esempio non hai inserito la favicon o il gravatar. È così grave? Non proprio, però potresti fare di più. Ad esempio hai la possibilità di comunicare meglio il tuo brand e l’identità online. Io direi di iniziare a valutare la presenza di questi elementi:

Nella struttura del blog è fondamentale avere almeno una pagina contatti e quella dedicata alle presentazioni. Una sezione about me diventa centrale, insieme ovviamente alle landing page che sono decisive per monetizzare il blog.

Usi il blog solo per fare (male) pubblicità

Questa è la base, il punto di partenza. Non puoi paragonare il blog allo strillone che annuncia l’edizione straordinaria. Molte aziende pubblicano articoli che sembrano banali sales letter e usano i post per fare semplice propaganda.

Cioè pubblicano comunicati stampa che non funzionano più. Poi pubblicano notizie interne, schede prodotto, nuove partnership con foto di grandi strette di mano. Ora pensa ai grandi blog aziendali con i relativi obiettivi di web marketing:

  • Caterpillar: problem-solving, community-building
  • Marriot: customer satisfaction, sales, crisis management
  • Fiskar: customer engagement, brand awareness
  • General Electric: brand awareness

Queste aziende usano i blog come leva per dare valore al brand, per collegare il proprio nome aziendale a valori ben precisi. Ma lo usano anche e soprattutto per coinvolgere la community, per radunare in un unico luogo critiche e domande.

Certo, un blog può essere utilizzato anche per aumentare le vendite. Ma nella maggior parte dei casi il beneficio arriva da strade indirette. Quindi, perché il blog non funziona? Forse pubblichi contenuti che piacciono solo a te.

Non crei buone conversazioni con l’utente

Nella maggior parte dei casi, il blog viene inteso come sfinge per vomitare informazioni e comunicare in modo unidirezionale. Il confronto viene stroncato.

Come? Cancellando il commento o ignorando la critica che rimane online. Non è una bella pubblicità, vero? Essere assenti non vuol dire limitare le critiche: un cliente insoddisfatto trova sempre un canale per sfogare la propria frustrazione.

Un blog aziendale può essere utile per attirare in un unico luogo gli attacchi, e risolverli in modo controllato nel minor tempo possibile. Fare customer care via blog vuol dire risolvere i problemi grazie all’uso di post e commenti.

perché il blog non funziona
Hai capito come risolvere i problemi?

Ma anche dimostrare che sei capace di risolvere problemi: questo è oro per il brand. Perché il blog non funziona? Forse non stai dando il giusto spazio ai lettori.

Attenzione la scrittura lascia a desiderare

Pubblicare carta straccia vuol dire condannare il blog aziendale. Vero, fare blogging vuol dire avere una mente strategica, organizzare una pubblicazione in grado di stimolare l’interesse del potenziale lettore. Ma vuol dire anche scrivere bene.

I contenuti devono rispettare regole che non trovi sui libri di grammatica. Ma che possono decretare il successo o l’insuccesso di un articolo. Ti lascio dei consigli:

Ultimo punto particolarmente importante: il blog aziendale non è dell’azienda. Il blog è aggiornato da una persona in carne e ossa: mostrala, presentala al pubblico con la sua identità e il suo stile. Non nascondere la particolarità della scrittura.

Identifica un tone of voice e poi lascia che le sfumature del singolo autore emergano. Nel rispetto di uno stile condiviso e rappresentante dei migliori valori aziendali.

La pubblicità è importante per il tuo blog

Troppo facile ridurre il blogging alla scrittura online. Basta avere un passato al liceo per avere la strada spianata? No, mi dispiace. Devi curare anche i social e la promozione offline. Perché il mio blog non funziona? Perché hai puntato solo sul copy.

promozione del blog
Come si muovono i blogger virtuosi – Fonte immagine

Come puoi vedere dal grafico, la gran parte (54%) dei blogger che non guadagna online fa una minima attività promozionale. Ciò significa che se non ti muovi con l’ADV, automaticamente, sei destinato a non far funzionare il progetto editoriale.

Devi sponsorizzare, spingere e lanciare il tuo brand. Come promuovere un blog? Qual è la strada? Dipende dal tipo di progetto, ma come puoi notare da questo secondo grafico la maggior parte dei blogger virtuosi lavora a stretto giro con la SEO.

come promuovere un blog
Come promuovere un blog per guadagnare.

Ma non è l’unica soluzione. C’è da lavorare anche sui social media e sull’email marketing. Senza dimenticare uno dei settori più importanti: Youtube. Come puoi ben vedere, il 64% dei blogger virtuosi punta molto su questo canale di distribuzione.

Da leggere: quanti articoli scrivere a settimana

Quindi perché il mio blog non funziona?

Queste risposte, ovviamente, non vogliono coprire ogni possibile falla di un blog aziendale: ci sono migliaia di casi possibili, e migliaia di soluzioni. Il consiglio che voglio darti è semplice: investi in competenza, tempo e contenuti.

Non è facile, lo so. Però questa è la strada che ho seguito e sto seguendo. Sto portando avanti un discorso che fonde qualità del contenuto e relazione umana con tutto ciò che circonda il blog. Questa è la soluzione vincente dal mio punto di vista.

Secondo te, invece? Questi punti possono decretare il fallimento di un blog? Lascia la tua opinione nei commenti, affrontiamo insieme questo argomento.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2019.

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

12 COMMENTI

  1. Credo sia un discorso applicabile a tutti i tipi di blog, anche quelli di noi comuni mortali (quindi non aziendali, non tecnici, non commerciali).
    Un paio di mesi fa l’argomento della blogosfera era quello della chiusura di blog ritenuti “seri” (ossia con articoli più… culturali e corposi rispetto alle solite classifiche tipo i 10 migliori modi per fare la cacca), si parlava di lettori che non apprezzano e non condividono… maio penso che la colpa sia sempre del blog(ger), esattamente per i tre-quattro punti che elenchi qui.

    Moz-

    • Ogni argomento può essere trattato con successo. Dipende dalla tua idea di successo: fate numeri da capogiro con un articolo istituzionale di antropologia medica è difficile. Ma puoi utilizzarlo per mostrare a colleghi e studenti le tue ricerche.

      • Infatti il successo è sempre circoscritto alla nicchia, in ogni frangente.
        Il successo è un concetto relativo, ma l’insuccesso è invece -paradossalmente- una cosa uguale per tutti 🙂

        Moz-

  2. Buongiorno Riccardo, e buon caffé. Saluto anche l’amico MikiMoz: non ti facevo così mattiniero! Bellissimo articolo, condivido il tuo punto di vista.
    C’è un punto su tutti che secondo me fa la differenza: chi scrive sul blog aziendale è una persona, non la personificazione dell’azienda.
    Perché alcune aziende non vogliono mostrare il volto di chi scrive? Hanno forse qualcosa da nascondere? Perché hanno paura dei social? Temono forse che possano venire alla luce le loro debolezze, o semplicemente non hanno personale qualificato all’interno?
    Io queste domande me le faccio sempre, e credo che così faccia anche il lettore/cliente attento.
    Simone

    • Non sono sempre mattiniero, Saimon! Diciamo che odiando la routine, un giorno mi sveglio alle 7 e un altro magari alle 9.30. Cuccagna se dura 🙂

      Moz-

    • Ciao Simone,

      Il problema, dal mio punto di vista, è strutturale: chi sta a capo di un’azienda non riesce a delegare. Vuole avere il comando di ogni cosa, e pensa che alla fine può avere l’ultima parola su tutto. Perché l’ha fatta lui l’azienda, sa cosa vogliono i clienti. Quindi sa cosa fare su Facebook e Twitter. Sto parlando di PMI, di aziende con pochi dipendenti.

      Ecco, a volte è questa la realtà: chi deve decidere crede di sapere tutto. Poi ci sono anche altri motivi: il non voler dare spazio al dipendente perché pensa di dare visibilità inutile, egocentrismo economico, semplice inesperienza che si fonde con superbia…

  3. Mi trovo pienamente d’accordo con l’articolo.
    Ho avuto qualche giorno fa una discussione con un cliente per cui ho fatto un ecommerce + blog.
    Lui pubblica e vuole continuare a pubblicare articoli inutili, insulsi, scritti male, senza contenuti. Io sostengo che il blog vada curato con argomenti interessanti, rispondendo tramite blog alle richieste, sui prodotti, fatte dagli utenti. Vorrei far diventare il blog come spazio interattivo in cui dialogare con il cliente. Niente da fare.
    Ci sono clienti che non hanno zero esperienza sul web ma pretendono di avere sempre e cmq ragione.

    • Quello è il cliente peggiore: quello che non si lascia guidare. A volte vale la pena semplicemente seguire le sue indicazioni, a volte la soluzione migliore è mollare.

      • Infatti sono indeciso se proseguire con questo progetto.
        Lavorare ad progetto a cui non credo rischiando di fare una figuraccia… meglio mollare

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