Perché le aziende hanno paura dei Social Media?

Questo è un punto importante da risolvere: non puoi continuare a pensare la tua azienda come un punto di resistenza contro l'avanzata dai social network. Prendi coscienza di questo punto.

Facebook e Instagram sembrano il canto delle sirene omeriche, un canto affascinante ma pericoloso. E le imprese temono il fascino perché non lo conoscono, sono spaventati dalla rete. Ma perché le aziende hanno paura dei social media?

 le aziende hanno paura dei social media
Perché le aziende temono i social?

Stai cercando di convincere il tuo capo ad aprire una Facebook Fan Page per migliorare la comunicazione? Ti conviene leggere i falsi miti che perseguitano da tempo i Social Media: sicuramente troverai la leva giusta per convincere i superiori.

I dipendenti perdono tempo

Inutile commentare più di tanto il primo timore dei superiori. La produttività di un impiegato dipende dalla possibilità di comunicare con altre persone per raccogliere ed elaborare informazioni. In poche parole, i social network usati nel modo giusto e qualitativamente stimolanti influiscono sulla produttività. Certo, se vengono usati per perdere tempo diventano un problema: sarebbe utile lavorare sulle linee guida da attivare in ufficio e non sui divieti.

I social sono per i ragazzi

I social media sono frequentati dai ragazzini, ma una ricerca di We Are Social ha dimostrato che oggi l’uso dei siti, dei social network e di tutto ciò che riguarda il web non riguarda solo i giovani ma tutte le persone di questo mondo.

Perché le aziende hanno paura dei social media
Il tempo di utilizzo del web.

I social sono più popolari della posta elettronica, e questo mondo stima una crescita tre volte più veloce. Soprattutto, l’indagine dimostra che sono le persone comprese tra i 35-49 anni ad aver provocato un aumento sostanziale degli utilizzatori.

Sarà questo il prossimo campo di battaglia. L’era social è giunta, e ha dato grande potere al cliente: immagina con quale velocità un tweet o un like a seguito di una risposta efficace o scadente possa raggiungere migliaia di persone.

Da leggere: gestire i social network aziendali 

Un canale aperto pericoloso

Interagire nella rete ti espone allo spam, agli scleri della gente e, in alcuni casi, agli insulti. Il problema si risolve pianificando una social media marketing strategy.

Piuttosto che iniziare a occhi chiusi una diffusione selvaggia di contenuti su blog, Twitter, Facebook e LinkedIn, è importante fare un passo indietro e capire quali sono le audience interessate, i canali che utilizzano e ciò che conta per il target.

Questo serve a guadagnarti il rispetto, ma ti consiglio di stilare una piccola lista di regole, una sorta di tua netiquette interna per gestire i casi più indisciplinati.

C’è un grande rischio

La bocca larga dei dipendenti che scrivono sulla bacheca di Facebook come se stessero parlando a telefono fa paura. Molte aziende ritengono i social media un rischio per la sicurezza interna, ma questo avviene se manca una politica.

Perché le aziende hanno paura dei Social Media?
Perché le aziende hanno paura dei social media?

Questo vuol dire che queste aziende non hanno neanche provato a informare i propri dipendenti dei possibili rischi e disciplinare il loro comportamento online.

Il ROI non è sempre chiaro

La questione del ROI sui social media è complicata. A prescindere dal fatto che esistono degli strumenti per valutare il progresso del proprio network, il mio consiglio è quello di puntare soprattutto sulla qualità dei tuoi contatti sul social web.

Un solo fan su Facebook interessato ai tuoi post è molto più importante di mille individui che ti aggiungono solo per sport. Ne vuoi sapere di più sull’argomento?

L’azienda deve fornire una risposta o un supporto rapido ma efficace, aggiornando le politiche e le strategie di azienda nel settore del customer anche attraverso continui upgrade delle conoscenze degli addetti.

Per questo bisogna rivoluzionare l’idea attuale dello strumento del web come grande amplificatore delle esigenze e dello stato d’animo del cliente.

Da leggere: quali sono i social network per aziende

C’è bisogno di impegno

Per un’azienda non essere presente con un servizio clienti sui social avrà lo stesso effetto negativo che può avere oggi una mancata risposta via telefono o e-mail. Ma quali sono le strategie per attuare una politica di social customer vincente?

  • Coinvolgere e fidelizzare il cliente al marchio.
  • Trasformare il cliente in supporter.
  • Incrementare la percentuale di first call response.
  • Dare nuova forma alle conoscenze ed alla tecnologia.
  • Ripensare al web come canale di ascolto.

Perché le aziende hanno paura dei social media? Forse perché devono ripensarsi. Il cliente viene reso parte integrante delle attività di comunicazione svolte dall’azienda – come newsletter, sondaggi sui nuovi progetti, conoscenza del livello di soddisfazione percepita – ma anche promotore di brand e servizi.

6 COMMENTI

  1. ciao riccardo… ottimo lavoro e ti lascio solo velocemente un commento come link all’articolo “Chi ha paura dei social media” sul mio http://thegoodones.wordpress.com/2009/09/07/chi-ha-paura-dei-social-media/

  2. Ciao Riccardo, questo articolo rispecchia pienamente l’idea che personalmente mi sono fatto del futuro dei social network e che ti avevo descritto in un tuo precedente post. E’ proprio la paura delle aziende il primo freno all’espansione di strumenti come blog, social network e siti dove poter comunicare. Avevo letto un’articolo dove mostravano dei dati interessanti legati alla produttività degli impiegati che utilizzavano FB. In parole povere potendo usare FB, aumentavano il loro livello di attenzione e riducevano anche il tempo delle pause. Ovvio che gli studi inglesi li prendo sempre con le pinze, però è anche vero che se le aziende fanno come i genitori con il bambino, lì c’è il barattolo della nutella, però non ne mangiare troppo… Non daranno mai la possibilità all’utente di poterne usare solo le migliori funzionalità. Proprio ieri ho letto un articolo del corriere credo, dove un’azienda aveva licenziato un dipendente, messo sotto controllo tramite un software sniffer che ha rilevava tutti i suoi movimenti durante l’orario lavorativo. Il garante della privacy in Italia ha posto dei paletti sul controllo delle aziende verso i dipendenti, perchè le aziende non pongono dei paletti tali da poterci permettere un uso corretto dei contenuti web?
    Io la mia ipotesi ce l’ho.
    Non tutti siamo in grado di poter fronteggiare durante l’orario lavorativo la mole di informazioni che arriva tramite il web, non è difficile che usando FB si finisca per sbilanciare le due cose, lavoro vero con social entertainement. Le aziende vedono queste cose e non fanno nulla perchè hanno da questo mezzo la possibilità indiscriminata di poter colpire il colpevole ed usare il licenziamento come arma finale. Perchè porti dei paletti se tu non sai usare da solo il buon senso? Però non puoi dare una vera pistola ad un bambino e non pensare che giocando spari davvero a qualcuno!
    E con questo non dico che l’uomo medio italiano sia stupido, ma a volte poco informato sulle potenzialità della rete.
    La “culturalizzazione” dell’impiegato, dell’operaio, del dipendente all’uso corretto dei social media, può solamente migliorarne le prestazioni. Io ne sono un fermo sostenitore.

    • Ciao Alberto!

      In passato ho scritto un articolo sull’argomento Facebook-privacy-lavoro. Te lo consiglio!

      Pienamente d’accordo sul fatto che l’informazione debba servire alla comunità per approcciarsi ai nuovi mezzi di comunicazione con maggior coscienza…

  3. Sono assolutamente d’accordo sulla attrazione-fobia della aziende (ma delle agenzie anche..) nei confronti dei social network. I grossi numeri fanno gola a tutti (11 milioni di utenti a chi non farebbero gola?!?!), ma il punto e’ che spesso gli interessati non conoscono proprio il funzionamento interno della piattaforma, e soprattutto il perno su cui di basa: la condivisione e la conseguente viralita’!
    Piazzare una pubblicita’ su fb non serve a nulla, se non la si collega a una qualche attivita’ (fan page -o profilo pubblico-, applicazione) con cui l’utente possa interagire.

    • Appunto, io non credo che i social network funzionino bene semplicemente piazzando link a destra e a sinistra. Ci vuole pianificazione per sviluppare una buona link virality!

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