La differenza tra perdere e migliorare il lavoro

Ti piace l'idea del posto fisso? Tutto questo non esiste più ed è qui che entra in gioco la formazione. Sarà difficile trovare una soluzione se non hai le competenze per affrontare le novità.

A volte perdere il lavoro è la soluzione migliore in un mondo in cui è così difficile trovare un impiego. Sei stato abituato all’idea del posto fisso, al mito del lavoro che non mancherà mai. Ma devi partire da un punto chiaro: l’instabilità è tua amica.

La differenza tra perdere e migliorare il lavoro
Perdere o migliorare il tuo impiego.

Non puoi puntare sulla sicurezza. E il tuo lavoro sarà precario anche quando sarai assunto e lavorerai in azienda. Per questo dico che un dipendente deve muoversi come un freelance, deve conquistare la propria visibilità e fare formazione.

Questo per me significa migliorare il lavoro. Ci sono persone che non vogliono accettare lo stato delle cose e hanno un unico obiettivo: posare il sedere sulla sedia e prendere uno stipendio. A prescindere dalla qualità del lavoro.  Non posso fare un’analisi degli ultimi 30 anni di capitalismo in Italia, ma la situazione è cambiata.

È cambiata da quando tuo padre e tuo nonno sono andati in pensione. Il mondo era diverso, oggi tu sei imprenditore di te stesso. Odio questa frase ma è così.

Devi gestire i tuoi affari, e lo devi fare attraverso un principio unico: la qualità. C’è una differenza tra perdere e migliorare il lavoro, sai? Scopriamo insieme qual è.

Inizia a fare formazione continua

Il primo punto precede tutto e riguarda la formazione. Il dipendente si taglia fuori da queste dinamiche, crede di non aver bisogno della formazione. Perché è ingranaggio dell’azienda e fa il suo lavoro nel miglior modo possibile. Solo che, come suggerisce Seth Godin, non puoi essere un pezzo sostituibile. Altrimenti rischi di perdere il lavoro in un attimo.

Devi essere speciale. Definizione generica, ma ora provo in questo modo: devi fare in modo che la tua figura diventi insostituibile. O difficile da replicare. Per ottenere questo devi essere artista nel tuo lavoro e avere le competenze specifiche.

La formazione può organizzarsi in modo differenti, in aula o a casa, attraverso videocorsi o letture. Scegliere una buona formazione non è semplice (ma ho un articolo che fa al caso tuo). In ogni caso è necessario per non subire il mondo del lavoro e questo è necessario per il freelance e per il dipendente che cresce in azienda.

Onestà intellettuale di chi lavora

Non possiamo più lavorare insieme perché abbiamo idee differenti. Questa è la chiave, questo è un esempio di onestà intellettuale. Conviene guardarsi in faccia e dirsi le cose come stanno: non lasciare che i rapporti si trascinino nel tempo.

Perdere il lavoro
Pronto a cambiare lavoro?

Parla, cerca il confronto, metti in discussione tutti i punti del rapporto lavorativo. Anche i tuoi. Cerca una soluzione con onestà, mettendo in discussione il tuo operato.

Puoi salvare il rapporto? Bene, mettiti all’opera. Ci sono delle divergenze insanabili? Forse è arrivato il momento di cambiare. E scegliere un lavoro migliore.

La promozione del proprio brand?

Non hai fatto promozione, hai ignorato il lavoro di personal branding (roba da fanatici, vero?) e adesso sei in trappola. Hai paura di cambiare. La scelta è libertà, poter decidere cosa fare è il punto di partenza per un’esperienza professionale.

Perdere il lavoro, la promozione ti aiuta

In questo modo tu hai già un seguito, ci sono clienti che ti cercano e hanno bisogno di te. Sei in una condizione di vantaggio: oggi lasci il lavoro, domani hai i clienti sotto casa. Per ottenere questo, però, devi lavorare prima di averne bisogno. Vuoi fare personal branding con il blog? Perfetto, ma inutile aprirlo quando hai perso il lavoro.

Devi iniziare a scrivere quando le cose vanno a gonfie vele. Puoi fare lo stesso con i social, con gli eventi o con mille altri strumenti del social web, non fa differenza. Il punto di partenza è sempre lo stesso: devi muoverti subito. Non perdere tempo.

Perdere il lavoro, ma porte aperte

Questo è un punto decisivo. Quando decidi di lasciare un lavoro hai due scelte: sbattere la porta o lasciarla aperta. La mia esperienza personale è chiara.

E punta verso la seconda opzione. Lasciare che sia la rabbia a guidare le tue azioni è sbagliato, sei un professionista e devi agire come tale. Le situazioni sono più complesse di quello che sembrano e le situazioni nascono a causa degli equilibri.

Detto in altre parole, è difficile generalizzare e dare colpe precise. Meglio accettare la realtà: non possiamo più lavorare insieme. Ma c’è spazio per la collaborazione.

regole del lavoro
Una scuola di vita.

Spesso quando passa dal mondo dipendente a quello freelance il vecchio datore di lavoro diventa il primo cliente. Perché non ha la possibilità di mantenerti in ufficio.

Ma ha bisogno dei tuoi servizi. Oppure nello staff c’è una persona che può aiutarti a trovare un altro lavoro o nuovi clienti. Senza dimenticare che il vecchio ufficio può essere una buona referenza. Insomma, sbattere la porta non conviene mai.

Da leggere: come trovare lavoro su Google

Perdere il lavoro: la tua opinione

Puoi decidere di perdere il lavoro e di ricominciare la ricerca, oppure puoi migliorare la tua condizione e assecondare la spinta che ti porta a fare nuove esperienze.

Per ottenere questo risultato devi fare formazione continua, devi puntare sempre sull’onestà intellettuale e puntare sulla qualità del lavoro online.

Ma, soprattutto, devi essere in grado di scegliere. Se rimani solo perché hai paura di non trovare lavoro sei già alla frutta. Se fai promozione hai qualche possibilità in più e puoi apprezzare ogni giorno di lavoro perché sai che non è una scelta obbligata.

Sei d’accordo con il mio punto di vista? Puoi aggiungere qualcosa grazie alla tua esperienza personale? Ti aspetto nei commenti, come sempre.

9 COMMENTI

  1. Sono d’accordo con te in più se hai una buona formazione e non vuoi lavorare da solo ci saranno sicuramente altre aziende che ti vorranno…

    • La formazione è la base di partenza. Un professionista, in agenzia o freelance, deve sempre investire in questo settore. Altrimenti è fuori dal mondo e si ritroverò a 50 anni incapace di reagire alle novità del settore.

  2. Sono d’accordo però penso che accanto a buona formazione e continuo miglioramento ci vuole anche rispetto per le idee e per il lavoro così sia a livello economico che professionale! Questo molti imprenditori se lo sono dimenticato

    • Ciao Marco,

      Forse non ho capito il tuo pensiero. Ci vuole rispetto per le idee e per il lavoro a livello economico e professionale: intendi che ci dobbiamo aspettare attenzione verso il quadro dirigenziale ma anche verso il garzone che fa la gavetta?

  3. Ciao Riccardo,
    mi piacerebbe conoscere i metodi che adoperi per bilanciare vita privata e lavoro.
    Sono stato prima dipendente, poi professionista, oggi imprenditore e pertanto sono ovviamente d’accordo con te ma essere “speciali”, soprattutto in alcuni settori dove il tempo sembra scorrere più velocemente che in altri, ha un costo elevatissimo.
    Tu come fai?
    Grazie & saluti

    • Purtroppo su questo punto sono ancora pessimo. In realtà mi sveglio presto e lavoro tanto, perché devo migliorare ancora tanti punti. o forse perché metto tanto nel lavoro che faccio, dipende dai punti di vista. La regola generale: puntare su pochi clienti grandi. Ogni cliente vuole il massimo, ma se ti paga bene è un conto. Se è una nocciolina un altro.

      • “… pochi clienti grandi …”
        Indubbiamente è un altro modo per fare focus.
        Lo proporrò al prossimo CdA, anche se già conosco la risposta (dobbiamo “riempire il frigo”). Mi metto all’opera per trovare il giusto trade-off.
        Se fai prima tu… fammi sapere 😉

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