Leggi gli articoli o i titoli?

Spesso le persone non si preoccupano di leggere l'articolo prima di commentare o condividere un contenuto. È una realtà così difficile da immaginare? Non proprio, continua a leggere.

Le persone leggono solo i titoli? Non sempre ma spesso. Ad esempio per molti i numeri nelle headline sono sinonimo di pochezza, guazzabuglio, imbroglio, click baiting, voglia di aumentare le visite del blog ma senza offrire niente di concreto.

Le persone leggono solo i titoli
La domanda interessante per chi crea contenuti.

Se non leggi il contenuto ma valuti tutto con una semplice riflessione personalizzare vuol dire che l’articolo non è stato letto. Ma non è difficile immaginare una situazione simile. Anche se ci sono degli esempi che dovresti approfondire.

Ci sono 10 comandamenti

Mosè fu chiamato dal Capo sul monte Sinai. C’erano un bel po’ di questioni da risolvere, gli ebrei stavano perdendo la testa per un vitello d’oro da portare in Egitto, un falso idolo che avrebbe rinchiuso di nuovo il popolo ebraico nelle galere dei faraoni.

Il Primo Motore Immobile prende una decisione. Scrive un post su due tavole di pietra.

In questo articolo sceglie i punti da rispettare per far felice Dio, e per evitare atroci sofferenze nell’Inferno. E sai quale titolo sceglie per presentare il lavoro nel miglior modo possibile? I dieci comandamenti. Una headline con i numeri.

Tu ti fidi di questi comandamenti, giusto? Il contenuto è inattaccabile e condivisibile. È un contenuto di qualità, ma è presentato da una lista puntata. Qualcuno ha osato lasciare un commento: “Sì però potevi scrivere i comandamenti da osservare”.

numeri
Le persone leggono solo i titoli?

Non sarebbe stata la stessa cosa. Il primo blogger della storia già sapeva cosa fare: semplificare, dare alle persone il contenuto che cercavano. Vale a dire una lista chiara, semplice, da capire senza indugi. Non dovevano esserci:

“Ah, ma io non avevo capito”.

Tutto era chiaro con i 10 Comandamenti. Piccola precisazione storica: i comandamenti furono divisi in punti nel secondo millennio cristiano, per agevolare il lavoro di lettura e di oratoria. Quindi è solo una divisione redazionale.

Da leggere: titoli caldi e freddi, cosa sono e come si scrivono

Usare i numeri nelle headline

In questa banalizzazione della tradizione religiosa si nascondono un paio di concetti importanti. Il primo si intravede nell’ultimo punto: parlo dell’utilità del titolo con il numero. Io non sono un fanatico delle liste, le uso solo quando servono.

Ovvero quando devo elencare una serie di punti o di link utili. Il numero ha questo potere: sintetizza un concetto, raggiunge subito l’interesse del lettore.

Sta cercando uno strumento per ridurre il peso delle immagini online o per registrare il video dello schermo: non ha bisogno di un titolo generico ma di un’indicazione chiara, proprio come il numero. Come scrivere una headline efficace?

numeri nelle headline
Ecco perché i numeri funzionano.

Quindi, i numeri sintetizzano un’informazione e la lista puntata espone con chiarezza dei contenuti. La ricerca di Conductor conferma questa tendenza: le persone amano le liste puntate. Ma si possono usare sempre? Anche quando fai storytelling? No.

Autorevolezza dell’autore

Questo è il secondo punto che emerge: ti fidi dei 10 comandamenti perché l’autore è una fonte chiara. Non la puoi contestare tanto facilmente. Anche nel caso quotidiano c’è questo valore aggiunto: se conosco la fonte clicco sul titolo e leggo.

Il blogger non deve mai ignorare ciò. E quando usa titoli audaci deve assicurarsi che il contenuto sia denso, non può prendere in giro i lettori. Non devi per forza cadere nel click baiting selvaggio per perdere pubblico: a volte basta una lista puntata.

Qui ritorna in gioco una serie di fattori che porto avanti con grande passione: l’importanza del nome dominio, della riconoscibilità visual del proprio lavoro.

E, soprattutto, del nome. Devi sempre firmare gli articoli perché solo in questo modo le persone ti riconosceranno, valutando la bontà del lavoro che hai pubblicato.

Ma li leggiamo gli articoli?

Spesso no. Ci sono decine di ricerche che mostrano questa tendenza: le persone condividono prima di leggere, quindi giudicano prima di aver ascoltato.

Se sono disposte a portare sulla propria bacheca Twitter o Facebook un contenuto alla cieca… figurati se non sono disposti a criticarlo leggendo solo l’headline.

condivisioni: leggono solo i titoli
Le persone leggono solo i titoli.

Dire che un contenuto appare poco credibile solo perché ha un numero nel titolo è un passo falso: rischi di perdere tante occasioni per leggere contenuti degni.

Non sto parlando del titolone click baiting – ATTENZIONE!!1! DIFFONDETEEE, LA TERZA GUERRA MONDIALE é INIZIATAA – ma di un contenuto come quello pubblicato da Cyrus Shepard su Moz che indica 7 concetti avanzati per la SEO on-page.

Te la senti di dire che questo è un contenuto poco autorevole? Sarà poco autorevole chi usa la parola “segreto” nel titolo? Cosa è peggio secondo te?

  • 12 consigli per scrivere il titolo di un blog.
  • I segreti che nessuno ti dirà per scrivere bene

Dove si trova la fregatura? Molte persone si limitano a giudicare il titolo senza leggere l’articolo. C’è chi lo valuta bene e lo condivide senza leggere, e chi lo boccia a priori. Sono logiche del social web e io non voglio cambiare modo di scrivere per assecondare la singola opinione. Devi ascoltare le critiche, ma non farti influenzare.

Da leggere: come scrivere i titoli per aumentare le visite

Quando usare le liste puntate?

Anche Buzzfeed ha basato la sua notorietà proprio sulle liste puntate. E oggi è un modello editoriale che fattura cifre a sei zeri. Contenuti stupidi e banali? Forse non sono rivolti a te, forse hanno un obiettivo diverso.

Continuerò a usare le liste puntate per dare un’informazione chiara. Basta fare un giro nella home page del mio blog per capire qual è la mia opinione. Le liste sono uno degli strumenti per scrivere una buona headline, solo uno. Sei d’accordo?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

13 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, sono d’accordo con te. Credo che l’uso di strumenti come liste e numeri, nei titoli come nel corpo degli articoli, serva a rendere più piacevole la comunicazione del concetto dell’articolo stesso.

    Come giustamente hai sottolineato, se il contenuto è di qualità non si può parlare di click bait, ma solo di buona presentazione. E una migliore presentazione, così come una migliore leggibilità e impaginazione, contribuisce a dare valore all’articolo stesso. Non solo non ci vedo nulla di male, ma mi sembra anche parte integrante del lavoro finale.

    Ovviamente bisogna rispettare delle regole, una delle quali è non ingannare il lettore con titoli che non rispecchiano la realtà dell’articolo (ne hai anche parlato recentemente).

    • Ma vedi, Alessandro… Io ho capito che in Italia siamo molto ma molto bacchettoni su questo punto. In America sono più propensi al marketing non dico spinto am audace, capace di presentarsi per quello che è: buona presentazione. Poi c’è chi imbroglia, e siamo d’accordo nel condannare. Ma il primo marketer non è stato forse il diavolo che ha tentato Eva e l’ha convinta a mangiare la mela? Esempio preso da un vecchio libro di marketing ma sempre valido.

      • trovo fantastici i tuoi parallelismi con la religione cattolica… anche perchè li faccio sempre anche io, probabilmente sono stato influenzato da questo libro oltre ogni misura

        Gesù lava più bianco. Ovvero come la chiesa inventò il marketing
        Autore Ballardini Bruno

  2. Che sollievo nel leggere questo post!

    Il mio pezzo più recente è proprio una lista, con il suo bravo numero nella headline – e a quanto pare i lettori apprezzano 🙂

    • Le liste puntate danno buoni risultati, devi usarle nel modo giusto: non a tutti i costi ma per mettere ordine in un universo caotico.

  3. Che dire: in contraddittorio all’articolo la lettura potrebbe terminare al solo paragone, ma poi continuare nell’ineccepibile è d’obbligo.
    Illuminato. Mirco francesco

  4. Ciao Riccardo sono d’accordo!
    P.s.= non capisco come si possa condividere un contenuto di altri senza averlo letto. Non si fa ^_^

    • Ma sai, ho scoperto in questi giorni che ci sono tante persone che giudicano il contenuto prima di leggerlo. Cioè, lo giudicano dal titolo. Una cosa che, francamente, io non farei mai. A meno che non sia il caso di click baiting fatto da nomi balordi che scimmiottano i giornali nazionali.

  5. Tutto ciò che migliora la leggibilità e rendere chiaro senza ombra di dubbio è ben accetto. Conoscendo la mente umana Dio ha trovato la soluzione nell’esposizione.

  6. bell’articolo, sui numeri nel titolo pero non sono daccordo, a mio parere è vero che sintetizzano nel titolo ma ultimamente sto assistendo ad un esagerazione in questo senso.

    • Ciao Giorgio, come sempre gli eccessi sono da evitare. Vuoi usare i numeri nei titoli? Fallo, ma ricorda che devi sempre dare ciò che prometti nel titolo. Altrimenti i lettori vanno altrove.

    • Ciao Giorgio,
      nel post che hai letto c’è una infografica presa da conductor che dice il 36% delle persone preferisce i numeri nei titoli… a scendere altre preferenze, ciò significa che tu apparterrai ad una fascia differente (es: a quell’11% che preferisce i titoli in forma di domanda).

      Quindi:
      1- stai sereno, è previsto che tu non sia d’accordo
      2- stai sereno, il fatto che tu non sia d’accordo comunque non altera la statistica

      Vorrei consigliarti di lavorarti due aspetti psicologici che evidenzi:

      1- “a mio parere”… fai ricerca su come una persona formula all’interno di sè una sedicente (e seducente) opinione personale (troverai che le opinioni sono tutto tranne che personali e derivano essenzialmente da condizionamenti appresi consci/inconsci)

      2- “esagerazione” ti prego di notare che è un concetto totalmente soggettivo (quindi opinabile) basato su un parametro convenzionalmente stabilito e accettato… solo da te e da chi è come te… ad esempio la quantità di peperoncino che io metto quando cucino per me è un’esagerazione solo per chi non è Calabrese/Messicano/Indiano… chi è come me lo apprezza

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