Come creare un (grande) post polemico

Ci sono risultati difficili da gestire e che riguardano soprattutto i post che ruotano intorno a temi di contrasto e ricchi di discussione. Come procedere in questi casi? Qual è la soluzione?

Per fare blogging devi creare un calendario editoriale e soddisfare le esigenze dei lettori. Ed ecco che si apre la toolbox del web writer: una borsa ricca di strumenti per mettere su carta le proprie conoscenze. Ma anche il post polemico perfetto.

post polemico
Come aumentare il coinvolgimento con un post polemico.

Hai capito bene, sto parlando degli articoli. Contenuti che soddisfano i desideri del pubblico con forme e caratteristiche differenti. Qualche esempio utile?

C’è il post d’opinione con la tua idea, l’intervista, l’articolo per ispirare il pubblico, i tutorial, i pillar article, i cornerstone content. Poi ci sono i post polemici. Ovvero?

Una pubblicazione legata a un sentimento popolare che monta e si innalza contro un pensiero, un atteggiamento, una pratica. Il post polemico è un’arma dal potere incredibile. Se riesci a governare bene le leve emotive puoi ottenere grandi risultati.

Ci sono grandi rischi da affrontare. Puoi mettere in discussione la tua credibilità. Come si scrive un post polemico? Quali sono gli aspetti da curare per avere buoni risultati? Ho dato uno sguardo a qualche articolo e ho individuato dei passaggi.

Individua il tema da affrontare

Il primo passaggio chiama in causa la tua abilità, le tue conoscenze e le tue capacità di leggere la pancia della tua nicchia. Per scrivere un post polemico devi individuare un tema capace di attirare l’attenzione del lettore, ma non solo. Deve arrovellarsi, inalberarsi, coinvolgere le emozioni.

I grandi classici: lavoro, soldi, tasse, governo, religione. Come si individua un tema utile per creare un post polemico? Non guardare nei topic di Twitter, ma monitora le interazioni sui social, leggi i commenti nei blog e nelle community, osserva le opinioni media su Facebook e su Twitter. Devi essere presente, devi capire l’argomento.

Da leggere: come scrivere un post perfetto

Scegli la tua posizione

Hai individuato l’argomento: il lavoro. Come affrontare il collega, una sfumatura professionale, le tasse che impone il governo, i clienti che non pagano: il topic ha mille sfumature, tocca a te individuare quella che anima lo spirito giacobino.

1. Andare controcorrente

Devi trovare la chiave per affrontare un argomento attraverso una soluzione alternativa. Obiettivo? Andare contro il senso comune, spaesare il pubblico.

Come creare un (grande) post polemico
La frase per un post polemico.

Ti faccio un esempio: in un mondo parallelo, un Ministro della Repubblica accusa i giovani di essere troppo choosy. Troppo schizzinosi. Non riescono a trovare lavoro perché non scendono a compromessi. Quindi si scatena l’inferno sui social e sui blog: il sentiment è negativo, tutti criticano il Ministro. E lo criticano con forza.

Senza risparmiare offese. Ci sono anche le minacce. Cosa fa il blogger per l’engagement? Scrive il contrario. Dà ragione al politico che stigmatizza i ragazzi.

La tecnica del blogger: argomenta punto per punto e smonta l’accusa, che spesso si basa sulla reazione verace nei confronti di un passaggio infelice. Ogni evento può essere analizzato: devi racchiudere in un post le fonti giuste e una dose di malizia.

2. Cavalcare l’indignazione

Sul versante opposto c’è il post polemico che segue la corrente. Anzi, che sintetizza le opinioni della massa con un articolo esplosivo. Il blogger raccoglie le espressioni negative, le critiche o i dubbi di una base e usa gli umori per creare un post/ariete contro un aspetto della propria professione.

Come creare un post polemico
Devi portare il pubblico all’estremo.

Il post che lavora sull’indignazione in realtà è pungente, mira a creare una divisione netta tra chi la pensa o lavora come te e chi si muove in modo differente. La caratteristica chiave di questo post: o la pensi come me, o vali meno di zero.

Il blogger che segue la corrente porta il contenuto oltre la ragione. Analizza, usa l’ironia e la per dare nuovi punti di vista. Obiettivo? Creare polemica con chi non è allineato e attirare chi la pensa in modo diverso dalla massa per:

Tempo e posizione del post polemico

Sai qual è la chiave di volta del post polemico? Il tempo. Devi osservare il tuo pubblico, devi monitorare le opinioni verso un argomento. E poi devi scrivere il tuo articolo. Lo devi fare prima dei tuoi colleghi, devi essere il primo a scrivere un articolo per polarizzare il pubblico. Tempo e posizione, questo dice il titolo.

Devi precedere gli altri, devi raggruppare con attenzione il pubblico. La diplomazia va bene fino a un certo punto, poi devi prendere una posizione. Devi dare un motivo alle persone di seguire la tua idea. Un’idea forte e argomentata.

post polemico
Impara a gestire il tempo online.

Devi essere il primo, non puoi raggiungere buoni risultati se non riesci a essere innovativo. Per essere innovativo non puoi seguire: devi avere un’identità chiara.

Quindi devi condannare o accettare. Facendo sempre attenzione al linguaggio e alle headline. Spesso i post polemici esagerano, usano un linguaggio estremo per colpire il lettore. Vale anche per i titoli: sempre al limite del click baiting.

Da leggere: come scrivere un articolo del blog

Post polemico: la tua opinione

Mai esagerare. Uno stile tagliente e sarcastico può fare leva sulle pulsioni umane. E una headline criptica può incuriosire il lettore. Ma non è questo il fulcro dell’articolo: conta la posizione fuori dal coro. O una mucca viola, come direbbe Seth Godin.

Mi piace lavorare sui post polemici. Non mi piace attaccare e sbraitare solo per aumentare i numeri del blog. Alla base del post al fulmicotone deve esserci un pensiero chiaro e argomentato. Devi essere ispirazione anche quando crei polemica, non devi offendere chi non è d’accordo con te. Sei d’accordo? Hai già lavorato così?

Riccardo Esposito
Sono un web writer freelance. Mi occupo di scrittura online dal 2009, mi sono specializzato nella stesura di piani editoriali per blog aziendali. Ho scritto 3 libri dedicati al mondo del blogging e della scrittura online.

10 COMMENTI

  1. Quando decidi di scrivere un post polemico il rischio c’è, specialmente se la cosa ti scappa di mano, rischi di buttare via tutto il lavoro di credibilità che hai fatto fino ad oggi con il tuo blog.

    Un post polemico sicuramente ti porta traffico però devi essere presente sul pezzo per controllare l’andamento della polemica per evitare derive strane. Questa estate ne ho scritto uno e nei commenti la discussione si è accesa quasi subito (specialmente tra lettori).

    Secondo te ha più effetto un post polemico controcorrente o un post polemico che cavalca la polemica?

    • Dipende da cosa intendi per effetto. Se vai controcorrente rischi di mettere il piede in fallo, ma hai una eco maggiore. perché ti stacchi dal gruppo. Se racchiudi il pensiero della massa sei quello che ha avuto il coraggio di dirlo.

      Il primo è più instabile. Il secondo genera qualche nemico.

      • Se uno scrive un post polemico lo fa per attirare visite/commenti/condivisioni/notorietà questo è l’effetto che intendevo.

        Alla fine è come dire “Nel bene o nel male l’importante che se ne parli”, ma una cosa del genere alla fine è veramente positiva per noi e per il nostro blog?

        • Dipende sempre dal tuo obiettivo. Vuoi costruirti un nome o vuoi fare baruffa? Mi piace attirare gente sul mio blog, ma voglio che il pubblico lo faccia per interesse sano. Non per fare baldoria.

  2. Ne ho scritti un paio, uno sull’invidia tra i blogger e una su un attacco che avevo ricevuto. Il primo un successone, Il secondo mi ha portato parecchie grane, anche se a distanza di tempo mi ha arricchito enormemente (benché lo consideri un fallimento)

    • I fallimenti sono sempre importanti, dovresti raccontarlo. Perché, invece, il primo è stato un successo? Cosa ha scatenato il riverbero positivo?

  3. Il problema del post polemico è che se lo fai per pura polemica (e puro ritorno di click) la cosa ti sfugge di mano, rischi di perdere tutto e soprattutto di andare sopra le righe… Infatti condivido i punti che citi, bisogna capire bene il motivo per cui si scrive un post così 🙂

    Moz-

    • Sfuggire di mano, ecco. Questo è il problema. Un post provocatorio più diventare un’arma a doppio taglio se esageri. E se fai leva su emozioni troppo forti.

  4. I post polemici sono un ottimo strumento. Credo che a volte bisogni cavalcare l’onda. Per questo un articolo polemico ogni tanto sono dell’idea che non guasti. A patto che sia un valore aggiunto, ovvero serva a far riflettere il lettore su un argomento preciso, e non attaccare qualcosa o qualcuno senza uno scopo.
    Grazie mille dell’articolo!
    Alex

    • Cavalcare l’onda è una buona idea, ma passami la metafora: devi saper domare l’onda. Altrimenti rischi di finire in mare e di dover affrontare pesci grossi.

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