Seguo i gruppi su Facebook legati al mio settore, e noto che sta aumentando l’insofferenza nei confronti del dilettantismo. E delle persone che, senza alcun merito, si proclamano professionisti.

Scrivono un post e sono webwriter. Chiudono un sito e sono web designer. Giocano un po’ con il Google Webmaster Tool e sono SEO. Ecco, proprio la SEO: in questo settore volano accuse forti, e i professionisti infiammano le discussioni lamentando un livello sempre più basso della professione.

professionista del web:
Da dilettante a professionista del web: twitta questa immagine

In pratica non c’è una regolamentazione. Tutti sono professionisti, poi quando il cliente si becca delle sonore scottature la colpa è della categoria. Non del singolo, non dell’inettitudine del personaggio.

Così diventa inutile investire in questo settore, si sparge la voce e la categoria ne risente. Questo è un problema comune, trasversale. Però oggi lavoro a favore di chi sta iniziando bene. Senza millantare. Senza inventare titoli. Oggi sto dalla parte di chi vuole crescere. Sul serio. Bastano cinque consigli.

1. Umiltà

Il primo punto è questo: non devi pretendere. Anzi, non puoi pretendere. Stai iniziando e sei un signor nessuno. Di conseguenza la tua condizione prevede un periodo – più o meno lungo – di apprendistato. Stai facendo la gavetta. Quindi devi vivere questa condizione con umiltà.

Che strana parola, vero? Oggi è quasi scomparsa dal vocabolario. Però questa virtù (perché è una virtù) ti aiuterà a crescere: ti aiuterà a prestare orecchio in ogni situazione, ti permetterà di dare importanza a ogni voce, mettendo da parte la presunzione di sapere già dove si trova il giusto.

Perché una cosa è certa: tu non sai qual è la strada da seguire. E devi ascoltare, ascoltare tanto. Se pretendi di avere tutto e subito, senza l’umiltà di ascoltare tutte le voci, stai sbagliando approccio.

Per approfondire: come fare una buona gavetta nel settore web

2. Discernimento

Ovvero la capacità della tua mente di giudicare e scegliere. il passaggio da dilettante a professionista del web è fatto anche di discernimento. Una parola che può sembrare legata a una pratica esotica, ma che in realtà si traduce in un concetto semplice: avere un’opinione personale.

Devi sviluppare una tua idea. Non puoi continuare a vivere sulle spalle dei grandi. Certo, devi avere l’umiltà di ascoltare senza dimenticare il momento in cui scegli un filone e lo sviluppi. Da solo. Sempre con rispetto, senza pretendere di arrivare alla verità assoluta.

In questo passaggio può esserti utile il blog. Ovvero uno strumento che ti permette di mettere nero su bianco la tua opinione, il tuo punto di vista, le tue riflessioni. Con un blog puoi farti conoscere, puoi incrociare persone che la pensano come te. E puoi trovare i primi clienti.

Da leggere: come trovare nuovi clienti online

3. Lavoro gratis

Nota dolente: il lavoro gratuito. Ovvero il lavoro che fai per accumulare esperienza, per farti le ossa. Il dilettante, la persona che inizia a lavorare in un determinato settore, deve fare un po’ di gavetta. E può attraversare un periodo di lavoro sottopagato. O non remunerato. Personalmente io non credo che sia un problema: tutti hanno lavorato per quattro soldi all’inizio. Anche io.

Però c’è una differenza sostanziale tra il lavorare insieme a un professionista che ti permette di “rubare il mestiere” e scrivere articoli per 50 centesimi. Nel primo caso fai un’esperienza che dopo sei mesi puoi applicare in un contesto differente, nel secondo caso hai messo da parte qualche euro.

Il passaggio da dilettante a professionista del web: chiudere le porte allo sfruttamento, lasciare spazio alle opportunità che ti permettono di crescere. E mettere un prezzo chiaro alla tua professione.

Per approfondire: cosa compro con 50 centesimi? Un articolo!

4. Onestà

Questo è un punto essenziale. Il professionista del web è onesto, non millanta competenze e titoli. Non diventa SEO Specialist dopo una settimana. E non diventa esperto copywriter dopo un mese.

Ci sono dei prefissi (junior, senior) che possono decifrare le tue competenze. Ma anche nell’attribuirti questi titoli devi essere onesto, devi presentarti per quello che sei. Non c’è molto da dire intorno a questo punto: devi rispettarlo. Altrimenti la community sarà inclemente nei tuoi confronti.

5. Sacrificio

Tutti hanno un sogno nel cassetto. Tu vuoi essere un professionista del web. Ma l’accessibilità con cui la rete si presenta ai tuoi occhi non deve trarti in inganno. Per diventare un professionista del web non basta essere online, non basta leggere libri, seguire corsi e fare formazione.

essere freelance

Certo, tutto questo è importate. Anzi, io credo molto in una buona formazione. Ma un professionista del web si plasma attraverso anni di sacrificio, di sudore e sangue. E anche quando ha versato ettolitri di questi liquidi ha ancora tanto da imparare. Da tutti. Anche da chi sta iniziando ora.

Perché il professionista è umile. Ma è consapevole del percorso che ha fatto. Questo lo rende forte, a volte duro nei confronti di chi improvvisa e vive alla giornata con espedienti di bassa caratura. Ci sta. Tu non ti comporteresti così dopo aver passato anni a studiare e a ingoiare rospi?

Professionista del web: la tua opinione

Questa, secondo me, è una buona ricetta per descrivere il professionista del web. Ora mi piacerebbe leggere la tua opinione: cosa caratterizza un professionista nel suo settore? Aspetto la tua idea nei commenti.

9 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,
    seguo ormai da un po’ il tuo blog ed è sempre uno stimolo interessante di riflessione e un’utile fonte di aggiornamento sulla professione. Mi sto avvicinando al mondo dei free lance e spero di riuscire presto a diventare completamente indipendente. La gavetta è importante, io dopo circa due anni, sto ancora scrivendo gratis per alcuni siti. Ma è una mia scelta e mi serve anche per farmi conoscere. Non in tutto i soldi sono importanti, a volte basta anche un ritorno d’immagine…Tutto sta poi a capire quando smettere.
    Purtroppo non solo in questo campo manca la professionalità. Come dicevi tu la parola “gavetta” è un po’ dimenticata. Se però c’è una cosa che ho capito, è che alla fine la professionalità ripaga. Per questo non mi preoccupo dei dilettanti, tanto a loro ci pensano le opinioni lasciate sul web.
    Grazie per le tue giornaliere pillole di saggezza.
    Eleonora

  2. Sono pienamente d’accordo con te! È verissimo quando dici “Tutti sono professionisti, poi quando il cliente si becca delle sonore scottature la colpa è della categoria.”
    “Questo l’ha scritto un suo collega” – mi è stato detto più di qualche volta davanti a delle immense castronerie (diciamo così, vah..) -_-

    Posso dare un consiglio a chi vuole fare questo lavoro?!
    Anziché stare lì a inventare cose che NON sei, investi lo stesso tempo in studio e sudore. Sudare fa benissimo! 🙂

    Ciao Riccardo, come sempre complimenti per i tuoi post! 🙂

  3. gli articoli di Riccardo sono sempre illuminanti, bisogna farne un vademecum, anche se io non sempre riesco a rileggere ciò che serve 🙂
    Riccardo grazie per quello che scrivi !!!

  4. Ciao Riccardo,
    Ho letto il tuo articolo e l’ho trovato molto interessante, soprattutto perché sono all’inizio. Ho un piccolo blog sulla creatività. il problema principale all’inizio è proprio farsi conoscere. Oltre a imparare a gestirsi. La cosa bella è che ogni giorno c’è un piccolo passo in avanti.
    Complimenti per il post. Illuminante!!

  5. Dico che hai perfettamente ragione, io non faccio il “Social Coso” ma le regole sono sempre le stesse, umiltà di imparare sempre da tutti, rispetto verso i tuoi colleghi ed il cliente, consapevolezza dei proprio mezzi, volontà di fare sempre meglio…. Complimenti e grazie come sempre. 🙂

  6. Io aggiungerei alle cose che hai scritto e che condivido, anche se sono contrario per principio al lavoro non retribuito (ma questo è un altro discorso), e non per fare il professorino ma solo per dare uno spunto ulteriore, che è importante per chi vuole lavorare nella comunicazione e nel marketing on line, avere almeno delle basi di marketing e comunicazione tradizionale, per così dire.
    Quanti di quelli che fanno blog fantastici e gestiscono pagine Facebook sanno cosa sia un piano editoriale (anche solo on line), il posizionamento di un brand, come si definisce un obiettivo in comunicazione o nel mktg o quale siano le differenze tra i target delle due “discipline”, oppure cosa sia e come si definisce una copy strategy?!
    Ciao

  7. Ciao Riccardo, mi trovo molto d’accordo anch’io su ciò che hai scritto, in particolar modo ho apprezzato la parte dell’umiltà. Nella mia vita, ho sempre lavorato tanto, facendo veramente tutto quello che mi si proponeva, forse spinta anche dall’esigenza di garantire una vita decorosa alla mia famiglia, ma ho sempre avuto il desiderio di mettermi in gioco, l’ambizione di costruire qualcosa di mio, sempre con due ingredienti fondamentali: l’umiltà e l’onestà. Sono solo all’inizio della mia attività, continuo a dedicarmi allo studio e all’approfondimento, perché mi piace e mi interessa, mi appoggio anche ai grandi come te, non per rubare, ma per imparare, riconoscendo il tempo investito a chi ha deciso di dedicarmelo. Non mi spaventa lavorare gratis, perchè questo lavoro mi piace. Penso che il riconoscimento per chi svolge questo lavoro onestamente sarà in primis sempre e comunque, ancor prima della soddisfazione economica, la soddisfazione di aver fatto un buon lavoro per qualcuno.

  8. A me sembra di non sapere mai nulla …
    Comunque trovo molto interessante e appropriato il tuo suggerimento del punto 2: discernimento.
    Quante volte ho perso tempo per non definire un percorso preciso!…
    Grazie Riccardo.

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